Sono iniziate da qualche giorno le riprese di The Bling Ring, il quinto film di Sofia Coppola. Di cosa si tratta? Il film narrerà la storia vera del cosiddetto “Bling Ring” (o “Hollywood Hills Burglar Bunch”), ovvero un gruppo di ragazzi di Los Angeles che hanno rapinato tra il 2008 e il 2009 le case di star come Paris Hilton, Orlando Bloom, Audrina Partridge e Rachel Bilson. Il valore complessivo dei gioielli rubati? Attorno ai 3 milioni di dollari.
Il cast è interessante e curioso, vista la giovane età dei protagonisti. Vi troviamo infatti Emma Watson, già ormai ben in pista per scrollarsi di dosso il ruolo di Hermione, poi Taissa Farmiga, Leslie Mann, Israel Broussard, Katie Chang, Claire Pfister, Georgia Rock e Carlos Miranda. Ma in questi giorni un’altra attrice è stata fotografata proprio sul set del film: e si tratta di Kirsten Dunst.
I fan della regista e del duo aspettano da tempo un loro ritorno assieme, e il (falso) progetto di Secret Door aveva illuso moltissimi. Prima di alimentare false speranze, non è ancora certo il motivo della presenza dell’attrice sul set di The Bling Ring: ma ci sono ovvi motivi per pensare che la Dunst sarà presente nel film almeno in una piccola parte…
A quanto pare è arrivato il momento per Emma Watson di fare il grande salto. Scrollatasi definitivamente di dosso i panni di Hermione (vedremo se il pubblico la penserà allo stesso modo), la giovane e bella attrice britannica è già stata contattata da Sofia Coppola per il suo prossimo film, ossia The Bling Ring (via Collider).
Scritto, diretto e prodotto dalla stessa Coppola, la Watson è chiamata ad interpretare una delle teenager protagoniste del film. La pellicola si soffermerà infatti sulla storia, peraltro vera, di un gruppo di ragazze che compie delle rapine nelle case di gente ricca e famosa. Tra Ottobre 2008 ed Agosto 2009 pare che il gruppetto abbia racimolato una somma che supera i 3 milioni di dollari, ai danni di personaggi come Paris Hilton, Orlando Bloom e Lindsay Lohan.
Insomma, dopo My Week with Marilyn, già uscito, e La Bella e la Bestia di Guillermo del Toro in produzione, la Watson potrebbe rimpinguare il proprio curriculum con un’altra pellicola di un certo spessore. Nel frattempo, visto che abbiamo fatto cenno ad Harry Potter in apertura, un suo illustre collega, Daniel Radcliffe, esordisce oggi nelle nostre sale con The Woman in Black.

Le vie di Internet sono infinite, e i granchi sempre dietro l’angolo. Questa volta ci siamo cascati tutti: siti americani, blog stranieri e italiani come il nostro. Ieri annunciavamo che Sofia Coppola e Kirsten Dunst si sarebbero riunite per la terza volta con un nuovo film, Secret Door. Lo annunciava il twitter ufficiale (ovviamente poi rivelatosi fasullo) dell’American Zoetrope, la casa di produzione di Francis Ford Coppola.
L’account Twitter ha poi pubblicato alcune pagine di sceneggiatura del presunto nuovo progetto (secondo indieWIRE, troppo brutte per essere vere…), ed ha iniziato a cambiare più volte il suo nome (ZoetropeFilms), da SofieCoppola a MsSofia Coppola, passando per SCoppolaFans e MsSofiaCoppola. Oggi un ultimo status avvisava che l’account sarebbe stato cancellato e si sarebbe passati ad uno chiamato AmZoetrope. Falso pure quello. Un portavoce della Dunst ha dichiarato:
So che entrambe adorerebbero tornare a lavorare assieme, ma questo progetto nemmeno esiste. [Sarà stato solo] un desiderio di qualcuno!
Niente da fare per i fan di entrambe, quindi. Certo, per ora…

Notizia bomba dalla rete, e direttamente da Twitter, nello specifico dall’account dell’American Zoetrope, la casa di produzione di Francis Ford Coppola: Sofia Coppola torna al lavoro con Secret Door e ritroverà Kirsten Dunst (a breve in Melancholia di von Trier a Cannes). Vi proponiamo direttamente la traduzione dell’ultimo aggiornamento dell’account, avvenuto qualche ora fa:
Siamo felici di annunciare che Kirsten Dunst ha accettato di recitare nel nuovo film di Sofia Coppola Secret Door. La sceneggiatura dev’essere ancora completata.
La conclusione dello status (Stay tuned!) ci avverte che forse qualche ulteriore novità sarà annunciata a giorni. Questo è quindi per ora quello che si sa di Secret Door. Kirsten Dunst ha già recitato in due film della Coppola (Il giardino delle vergini suicide e Marie Antoinette): l’ultimo film della regista, Somewhere, ha vinto il Leone d’Oro all’ultima Mostra di Venezia tra la rabbia di molti, ma forse questa notizia farà piacere anche ai molti delusi dall’ultimo lavoro della regista?
Update 25 aprile 2011: la notizia era una bufala. Il progetto di Secret Door non esiste nemmeno.
Non tutti sanno che Sofia Coppola incrementò la propria notorietà non solo grazie a film come Il giardino delle vergini suicide e, soprattutto, Lost in traslation. No, la regista vincitrice del Leone d’Oro nella passata edizione del Festival di Venezia riscosse parecchio successo anche in virtù di uno spot. Niente di strano che molti di voi se lo ricordino, se non altro per l’orecchiabile motivo che fungeva da sfondo musicale.
Chiaramente ci riferiamo allo spot che trovate dopo il salto, in cui la Coppola si “consacrò”, per certi versi, come regista dalla spiccata propensione europea. Ebbene, la stessa casa di allora, ossia Miss Dior Chérie, le ha affidato la nuova campagna pubblicitaria della loro fragranza. Protagonista, nonché testimonial, la bellissima Natalie Portman. In apertura trovate lo spot, seppur non di eccelsa qualità in termini di definizione.
Vi lasciamo alle brevi sequenze, sulle note di Je T’aime Moi Non Plus.

Ricordate la Top 20 di fine anno di Quentin Tarantino? Erano in molti ad aver storto il naso non tanto per la qualità dei film presentati (anche se in molti hanno notato la presenza di certe pellicole tutt’altro che esaltanti), anche perché lì si va a gusti e tant’è, ma per la mancanza “sorprendente” di un titolo in particolare: Somewhere di Sofia Coppola, che Tarantino e la sua giuria hanno premiato col Leone d’Oro all’ultima Mostra di Venezia.
Il sito Vulture ha contattato proprio il regista di Kill Bill per avere delle delucidazioni, chiedendosi se il problema stia nel fatto che Tarantino pensi che Innocenti Bugie e Robin Hood (sono i due titoli citati dall’articolo) siano meglio del film della Coppola. Ecco cos’ha risposto:
Sono un po’ imbarazzato, in realtà. Perché non era mia intenzione tirare una frecciatina a Somewhere o a Sofia. Semplicemente non ho considerato nessun film di quelli visti a Venezia per la classifica. Il mondo sa già cosa penso riguardo a quei titoli… li ho messi in una “scatola” diversa, quello era un lavoro ufficiale, non guardavo i film al cinema in modo indipendente. Ora vorrei aver messo Somewhere nella lista - non pensavo qualcuno c’avrebbe fatto caso. Se l’avessi saputo, l’avrei messo in Top 10.
E così si spiega anche l’esclusione di altri titoli che Tarantino ha molto amato al Lido, come Ballata dell’odio e dell’amore di Álex De la Iglesia, che ha applaudito fino a spellarsi le mani. Tarantino non ha voluto specificare però quale titolo avrebbe tolto dalla classifica per fare spazio a Somewhere.
Venezia. La Mostra il giorno dopo le Leoni piangenti. Piangono gli esclusi, parte del pubblico, parte degli addetti ai lavori, parte degli opinionisti. Una bella festa, non c’è che dire. Eppure Quentin Tarantino, presidente carismatico e gestore di una unanimità bulgara (come si dice) della giuria, merita i riflettori per un motivo che supera la scelta di Somewhere di Sofia Coppola, leoncina dalle lacrime di gioia, e quelle degli altri film o degli altri premiati.
Ricordiamoli: i loro nomi figureranno nell’albo d’oro della Mostra in una pagina che probabilmente in futuro verrà girata in fretta, per andare oltre. Leone d’argento alla regia per Alex de la Iglesia, Balada triste de trompeta, tristissima pagliacciata sulla sfondo del franchismo, un gran sbracciarsi per un fumetto che invidia Batman; premio ahinoi anche per la sceneggiatura.
Leone d’oro all’insieme dell’opera a Monte Hellman, regista amato dai cinefile, autore di un esangue, commemorativo di generi giallo-pirandelliani e di se stesso, Road to Nowhere. Miglior attore Vincent Gallo per Essential Killing, ci può stare, diretto da Jerzy Skolomoskji, regista polacco, un vecchio ragazzo, che ha avuto il premio speciale. Miglior attrice Arian Labed, meritato, protagonista del film greco Attenberg. Miglior attrice emergente Mila Kunis in Black Swan. Ecco tutto.
E anche quest’anno la kermesse cinematografica veneziana è giunta al termine. Come sempre accade, c’è chi è soddisfatto dei premi assegnati e chi avrebbe voluto vederli tributati ad altri titoli. Fa parte del gioco. Il nostro Gabriele ha già esaurientemente commentato qui tutti i premi di questa 67a edizione del Festival di Venezia, perciò non spenderò troppe parole per descrivere la serata. Lascio che a parlare siano le immagini; quelle del red carpet della cerimonia conclusiva, e quelle dei premiati Sofia Coppola, Alex De La Iglesia, Monte Hellman e Ariane Labed.
Le foto di Dame Helen Mirren e del cast di The Tempest - film di chiusura di quest’anno - saranno on-line domani. Tornate a trovarci!
Lo sapete. Sofia Coppola al Lido con Somewhere. Brividi italoamericani al Lido. Succede a volte così. Quando il nostro cinema rimane un po’ in ombra, ci si ricorda di Frank Capra, Martin Scorsese, Bob De Niro, Francis Ford Coppola, e via discorrendo. Ovvero, italoamericani di svariate generazioni che sanno qualche parola di italiano, qualche volta solo un dialetto stentato sentito in casa dai genitori. Il cinema ha di bello che viaggia il mondo, integra linguaggi e ispirazioni, e non cambia le situazioni.
I registi e gli attori di cui sopra sono fieri della loro origine, spesso tenuta sotto traccia, e sono soprattutto fieri di aver partecipato al sogno americano, di cui sono diventati le star. E’ il gioco delle emigrazioni e della sorte. Per ricordarcelo, la Mostra ha chiamato a presiedere la giuria il genio Quentin Tarantino - che vuole Lino Banfi per il suo prossimo film- e anche la sua ex fidanzata (dicono le gazzette): Sofia, figlia del regista che ha una meritata fama per “Il padrino” e in particolare, a mio parere, per “Apocalipse Now; e che è anche un noto e apprezzato vitivinicoltore. Cinema e bottiglie doc.
Sofia era già stata a Venezia con uno dei suoi primi film, il grazioso (per non dire carino) Lost in Translation. Questa volta ha portato in concorso una sagra di banalità su Hollywood e note ambientali che può persino sconcertare. Niente di nuovo sulla capitale delle grosse produzione e sulle sue magiche storture fra gli affari, le frustrazioni e, come si diceva anni fa, le angosciose alienazioni dal troppo o troppo poco successo. Eppure. Però.
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E’ stato consegnato questa sera il Leone d’Oro alla carriera a John Woo. Per l’occasione è stato presentato al pubblico Reign of Assassins, che il regista ha co-diretto con Chao-Bin Su. Nel cast (ed in passerella qui al Lido) Michelle Yeoh, Angeles Woo, Pace Wu, Shawn Yue.
In serata 67a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia ha anche accolto Sofia Coppola che ha presentato in concorso Somewhere. Al suo fianco i due protagonisti del film, Elle Fanning e Stephen Dorff; oltre ad alcuni degli interpreti italiani che compaiono brevemente nel film, come Valeria Marini e Laura Chiatti. Assolutamente da citare l’incursione in laguna da parte del Circo Nero, che ha accompagnato al Festival il cortometraggio Ultima Zingarata: tributo ad Amici Miei di Federico Micali. Il cortometraggio ripropone il funerale del giornalista Giorgio Perozzi.