
Hollywood ci prova ancora. Evidentemente non convinta che le trasposizioni dai videogiochi rappresentino di per sé un rischio, spara alto e punta ad uno dei videogiochi più blasonati degli ultimi dieci anni, ossia Shadow of the Colossus. L’impresa è affidata a Josh Trank, regista del brillante Chronicle, pellicola che gli sta valendo non poco credito in quel mondo dorato nei pressi di Los Angeles (via Deadline).
A questo punto si tratterà di capire quale sarà l’approccio a questo progetto. Ora che c’è il regista la produzione è già in cerca di uno sceneggiatore da affiancargli, e sarà bene che la scelta cada su qualcuno che abbia una chiara idea di cosa si troverà tra le mani. E se le nostre riserve appariranno più che legittime a chi conosce il videogioco in questione, per tutti gli altri ci limitiamo ad evidenziare quanto segue.
Uscito nel 2005, Shadow of the Colossus rientra in quella categoria di titoli tutt’altro che convenzionali. Scopo immediato del gioco è quello di eliminare sedici colossi. Ma questo non rappresenta che la scorza. La potenza di quest’opera travalica le barriere dell’ordinaria interattività, offrendoci un’esperienza più unica che rara. Insomma, se già l’idea di portarlo sul grande schermo assume toni da eresia, che sia Hollywood a tentare una cosa simile ha ancora più dell’incredibile. Vada per gli effetti speciali, ma ci vorrebbe tutt’un’altra sensibilità anche solo per prendere in considerazione un’ipotesi del genere.

Dopo Battaglia Navale, un altro classico gioco da tavolo della Hasbro si prepara a sbarcare nei cinema. A quanto sembra, la multinazionale dei giocattoli sta trattando con Sony Pictures per un adattamento del vecchio board-game Candy Land, dopo il nulla di fatto con Universal che ha lasciato scadere anche questi diritti.
Ora si parla insistentemente di Adam Sandler come produttore, co-sceneggiatore e star di un film live-action ambientato nel paese dei dolci: la classica avventura zuccherosa dedicata a bambini, genitori e nonni.
Anche se la critica non ha apprezzato particolarmente, la Sony ha recentemente incassato più di 560 milioni dollari con il lungometraggio dedicato ai simpatici Puffi, mentre la Hasbro ha già spremuto per bene il franchise dei suoi robotici Transformers.

Mentre ancora si sta consumando quello che probabilmente sarà un lungo commiato a Steve Jobs, qualcuno in Sony si sta già dando da fare per trasporre sul grande schermo una delle vite certamente più interessanti degli ultimi sessant’anni (via Deadline). Esistenza, quella del fondatore di Apple, per cui, specie negli ultimi giorni, si vanno sprecando aggettivi di ogni tipo: tra chi (tanti) lo eleva a santo e chi (pochi), invece, mette principalmente in luce la sua indole da peccatore. C’est la vie.
In attesa di conoscere l’esito delle trattative, il film dovrebbe basarsi su una biografia scritta da Walter Isaacson, che, dopo una quarantina di interviste a Jobs, nonché ad amici, parenti, colleghi e rivali, ha raccolto tutto in un unico libro. Tale biografia sarebbe dovuta uscire il prossimo anno, ma, per ovvi motivi, l’approdo sugli scaffali è stato immancabilmente anticipato alla fine del mese in corso. Il titolo, semplice, astuto e diretto, è stato fortemente voluto dall’autore: Steve Jobs. Quasi a voler rimarcare il carattere “definitivo” dell’opera, apponendo il bollino di esclusività su quanto in essa contenuto. Come a dire, velatamente: “questo è il vangelo di e su Steve… nessun altro, dopo di lui, sarà ugualmente valido e vincolante“. In futuro, chi lo sa, potrebbe anche diventare l’unica “fonte ufficiale” a riguardo, con tanto di adozione presso vari corsi universitari.

Chi segue in maniera poco più che superficiale la lotta dei formati, si sarà reso conto che la strada verso cui dovrebbe condurre il prossimo futuro reca candidamente la dicitura “nessun formato”. Siamo meno criptici: quando, qualche annetto fa, Toshiba dichiarò defunto l’HD-DVD, in molti cominciammo a credere che il Blu-Ray sarebbe stato il supporto principe per almeno i prossimi dieci anni.
Tuttavia - dietro le quinte, oseremmo dire - prendeva già piede un fenomeno ben più complesso, e che esula tuttora da certe categorie. Mentre tutti ci domandavamo quale altro formato avesse potuto insidiare l’egemonia del Blu-Ray, la verità, sic et simpliciter, era che con ogni probabilità avremmo fatto a meno di un supporto fisico.
Tra i vari servizi di noleggio online e lo spopolare di hard disk esterni molto capienti (con il terabyte superato in scioltezza), unito all’oramai consolidata prassi di molti - habitué del film o del telefilm sul monitor del proprio computer -, il reale pericolo per il Blu-Ray è diventato la scomparsa stessa di qualsivoglia formato fisico, a vantaggio di invisibili e quindi intangibili byte pronti a liberarci dell’ingombro di pile e pile di custodie.
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A quanto pare Sony sembra seriamente presa dall’idea di portare in lingua inglese pellicole girate in altre lingue. Ed è così che, nel bel mezzo dei lavori su The Girl with the Dragon Tatoo di David Fincher, la nota multinazionale sembra avere già messo l’occhio su di un film austro-tedesco dal titolo Der Rauber (Il Rapinatore).
La trama di questo thriller è tratta da un romanzo di Martin Prinz, ed è incentrata sulla figura di un maratoneta, tale Johann Rettenberger - anche detto “Pump-gun Ronnie” - che del furto ha fatto il proprio hobby. C’è chi colleziona francobolli, chi farfalle, chi invece osserva le stelle… il protagonista di questo film rapina le banche.
Coloro i quali hanno avuto modo di vedere il film durante il New York Film Festival che si è tenuto questo autunno, ci parla di un thriller di tutto rispetto, denso di sequenze davvero degne di nota. Come ci fa notare la fonte da cui abbiamo attinto, evidentemente in Sony hanno avuto la medesima impressione. In apertura trovate il trailer del film originale.
Brutte notizie dal fronte Machete. Robert Rodriguez sembra non aver ancora trovato un distributore che faccia uscire il suo ultimo nelle sale americane. Il cast dovrebbe essere sufficiente per giustificare l’investimento, dopotutto ci sono Danny Trejo, Robert De Niro, Jessica Alba, Steven Seagal e Lindsay Lohan (ok, forse gli ultimi due non sono proprio una sicurezza, ma vabbé…).
A quanto pare c’erano ben sei “studios” interessati nello specifico Sony, Lionsgate, Warner Bros, Fox, Paramount e la Weinstein Company, che per altro ha distribuito Grindhouse, di cui Machete è una sorta di spin-off. I rappresentanti commerciali di ciascuno studio avrebbero visionato tra i 15 e i 30 minuti del film e gli entusiasmi dei giorni precedenti sembrano essersi molto raffreddati.
Alcune voci di corridoio vogliono che a Hollywood tutti si chiedano perché alla Weinstein non abbiano fatto valere la loro opzione sui diritti del film. Qualcuno dice che la società avrebbe problemi nello sborsare i 9 milioni di dollari necessari, ma una dichiarazione anonima proveniente direttamente dalla Weinstein sostiene che, sebbene avrebbero potuto acqueistare i diritti a meno di 4 milioni, lo spezzone di film visto non li ha decisamente colpiti. “It’s not very good at all”, in pratica il film di Rodriguez farebbe schifo. Sarà vero?
Update - La fonte della notizia sulla Weinstein è in realtà questa. In effetti la Fox ha acquistato i diritti. Evidentemente fra le righe del commento del delegato Weinstein si potrebbe leggere un po’ di “astio” per aver perso il film. O semplicemente il film fa schifo davvero. Lo vedremo!
Fonte| Deadline

Un 2009 da record per il cinema americano. 10,473.8 dollari raccolti, 1,458.7 biglietti staccati, 7.18 dollari il prezzo medio del biglietto.+ 9.6% rispetto al 2008, +9.5% al 2007, +15% rispetto al 2006, +19.8% rispetto al 2005. Numeri impressionanti, per un’industria, quella del cinema, che sembra non conoscere la parola crisi. Tra le major a dominare la vetta degli incassi è la Warner Bros., appena entrata nella storia (con 33 film a disposizione), avendo superato i 2 miliardi di dollari incassati solo negli Usa. Mai nessuno era riuscito a fare tanto. Frantumato il record precedente, detenuto sempre dalla Warner e registrato lo scorso anno, con 1,767.3 dollari. Dietro troviamo la Paramount, 16 film e 1,458.5 dollari incassati, la Sony / Columbia, 24 film e 1,443.7 dollari, la Buena Vista, 24 film e 1,206.2 dollari, la 20th Century Fox, 21 film e 1,191.4 dollari, la Universal, 20 film e 833.5 dollari e la Summit Entertainment, capace d’incassare 476.4 dollari con solo 11 film alle spalle.
Tra le pellicole, invece, chi ha incassato di più negli Usa e nel Mondo? Negli States a dominare l’anno è stato Transformers 2, con 402,111,870 dollari, seguito da Harry Potter e il Principe Mezzosangue, 301,959,197 dollari, Up, 293,004,164 dollari, New Moon, 280,924,000 dollari, il sorprendente Una notte da Leoni,277,322,503 dollari, Star Trek, 257,730,019 dollari, Avatar, 250 milioni di dollari, Mostri Vs. Alieni, 198,351,526 dollari, L’era Glaciale 3, 196,573,705 dollari e The Blind Side, 184,387,000 dollari. A conti fatti 3 titoli della Warner, 3 della Paramount, 1 Buena Vista, 1 Summit e 2 della Fox.
E in tutto il mondo? Cambia la situazione se andiamo a considerare il worldwide? Certamente sì. Ad aver incassato più di tutti worldwide è stato Harry Potter e il Principe Mezzosangue, con 929.4 dollari, seguito da L’era Glaciale 3, 883.7 dollari, Transformers 2, 835 milioni di dollari, 2012, 734 milioni di dollari, Avatar, 726 milioni (in 12 giorni!), Up, 683 milioni di dollari, New Moon, 662 milioni di dollari, Angeli & Demoni, 486 milioni di dollari, Una notte da Leoni, 460 milioni di dollari e Una notte al museo 2, con 412 milioni di dollari.
Gli appassionati di comics americani lo sanno bene, a volte un “cattivo” riceve così tanto apprezzamento da parte del pubblico da diventare più interessante (parliamo anche dal punto di vista commerciale) dell’eroe che cerca di fermalo. Un caso decisamente singolare è quello di Venom, nemico giurato dell’Uomo Ragno che ha appassionato tanto i lettori da farlo diventare protagonista di una serie tutta sua, dopotutto la sua malvagità è relativa e nella visione distorta del personaggio la sfida contro Peter Parker equivale a sconfiggere un uomo malvagio.
Dal fumetto al cinema, mentre è in produzione il quarto episodio della saga di Spiderman, ecco spuntare un progetto, ovviamente firmato Marvel per la realizzazione dello spin-off di Venom, personaggio già apparso nel terzo film della serie.
Ne ha parlato lo sceneggiatore Paul Wernick, autore di Zombieland, durante un’intervista alla rivista Sci-Fi wire. Già due soggetti sarebbero stati scritti e le possibilità che il film diventi realtà non sono poche. Purtroppo rigide norme contrattuali non gli hanno permesso di rivelare di più, ma gli appassionati sono avvertiti e noi terremo le orecchie ben tese!
Fonte: Sci-Fi Wire
Il ministro per l’informazione della Nigeria, Dora Akunyili, ha definito il film District 9 non benvenuto nel suo stato poiché offre un ritratto dei Nigeriani descrivendoli come gangster e cannibali. E’ stato inoltre fatta richiesto di fermare le proiezioni della pellicola.
La Akunyili ha richiesto le scuse da parte della Sony e vorrebbe che il montaggio del film venisse modificato in modo da evitare il ruolo di antagonisti ai Nigeriani, e in particolare al loro boss più potente di nome Obesandjo, che evidentemente ricorda quello del vero presidente Olusegun Obasanjo.
In realtà il caso è scoppiato a causa di alcune sequenze del film riportare da uno spot televisivo della console PS3, dove un attore fa riferimento esplicito alla malavita nigeriana.
Ne è quindi nato una sorta di caso diplomatico, tanto da spingere il governo Nigeriano a chiedere delle scuse ufficiale alla corporation e a chiedere la cancellazione del commerciale dalle trasmissioni.

Un 2008 indimenticabile per la Warner Brothers. Lanciata dal Cavaliere Oscuro, la storica compagnia, fondata nel 1923 dai fratelli Harry, Albert, Sam e Jack, ha toccato in quest’ultimo weekend un record storico, raggiungendo il miliardo e 740 milioni di dollari d’incasso negli States. Il primato dei primati, detenuto dal 2006 dalla Sony, è caduto, con gli allora incredibili 1,710.9 milioni di dollari scesi al secondo posto.
La Warner, con in canna film come Yes Man, Four Christmases e Gran Torino, potrebbe addirittura incrementare il ricco bottino in questi ultimissimi giorni dell’anno. A fare ovviamente da padrone Il Cavaliere Oscuro, miglior incasso di sempre per la casa, con i suoi 530,833,780 dollari incassati in patria.
Dietro i papà di Batman troviamo la Paramount, seconda con 1,520.3 milioni di dollari, la Sony/Columbia, terza con 1,230.4 milioni di dollari, la Universal, 4° con 1,023.8 milioni di dollari, la Buena Vista (Disney) , 5° con 943.2 milioni di dollari e solo 6° la Twenty Century Fox, che paga un anno nerissimo, con solo 919.5 milioni di dollari incassati, esclusi i 203.5 milioni di dollari della costola indipendente Fox Searchlight.