Come promesso, con la puntualità che è lecito aspettarsi da gentiluomini giapponesi del loro calibro, Hayao Miyazaki e soci hanno annunciato il titolo del nuovo lungometraggio di animazione prodotto dallo Studio Ghibli. Si tratta di un adattamento, diretto da Goro Miyazaki, figlio di Hayao e già autore dei Racconti di Terramare, del manga Kokuriko-Zaka Kara di Chizuru Takahashi e Tetsurō Sayama. I cugini di Comicsblog sono stati più veloci di noi nell’annunciarlo.
La storia è ambientata nel 1963, un anno prima delle Olimpiadi di Tokyo, ed è incentrata sul raggiungimento della maggiore età di una liceale di nome Komatsuzaki. Il manga, pubblicato per la prima volta nel 1980 sulla rivista shojo Nakayoshi e ristampato la scorsa estate, racconta la vita quotidiana di Komatsuzaki, delle “lacrime e risate” condivise con un membro del giornale della scuola, il presidente del Consiglio degli studenti, e altri compagni di scuola. Il debutto della pellicola sugli schermi nipponici è previsto per la prossima estate.
Miyazaki padre si sta occupando dello script del film a quattro mani con Keiko Niwa. A Satoshi Takebe è stato affidato il compito di comporre la colonna sonora. Della produzione si farà carico Toshio Suzuki, come ha fatto per quasi tutti i precedenti progetti dello Studio Ghibli. Il Sito Ufficiale del film è già on-line.

Meno 19 giorni a Natale. Io ho giocato d’anticipo e mi sono già fatta regalare il cofanetto in edizione limitata di Ponyo Sulla Scogliera, che oltre all’esclusivo peluche di Ponyo, contiene un intero disco di nuovi extra dedicati al film, al suo creatore Hayao Miyazaki ed ai suoi collaboratori dello Studio Ghibli. Campione di incassi in patria ma accolto - purtroppo - con una certa indifferenza al botteghino italiano, Ponyo Sulla Scogliera nella sua graziosissima confezione regalo farà sicuramente la gioia di appassionati e collezionisti (ma anche di molti bambini che non potranno non innamorarsi della dolcissima Ponyo!). Per quei pochi che non sanno di cosa stiamo parlando, consiglio di rispolverare la recensione del film, firmata dal nostro Gabriele.
Sosuke, un bimbo di cinque anni, vive in cima a una scogliera affacciata su Inland Sea. Una mattina trova Ponyo, una pesciolina rossa con la testa incastrata in un barattolo di marmellata. Sosuke la salva e la mette in un secchio di plastica: ha deciso che se ne prenderà cura, vista la simpatia reciproca che subito scatta tra i due. Ma lo stregone Fujimoto, papà di Ponyo, è deciso a far tornare la figlia in mare… Miscelando i grandi temi ambientali ai fantastici salti dell’immaginazione e della fantasia, il film diventa una storia di amore e responsabilità tra un bimbo e una bimba, tra il mare e la vita stessa. Tutte le specifiche tecniche dei due DVD contenuti nel cofanetto, le trovate dopo l’interruzione.
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Proprio ieri vi riportavamo sulle nostre pagine il dissenso da parte di molti riguardo le poche sale che proietteranno Porco Rosso, film del maestro Hayao Miyazaki che ha quasi vent’anni sul groppone. Studio Ghibli Italia non chiaramente mancato di dire la sua a riguardo. Oggi però torniamo sull’argomento con una notizia decisamente più soft.
Sul sito della Lukcy Red, infatti, sono apparse ben 19 nuove immagini che troverete dopo il salto. La trama, come precedentemente illustrato, si focalizzerà sulle vicende di Marco Pagot, un abile aviatore rimasto vittima di una strana trasformazione dopo un brutto incidente. La collocazione temporale lo vedrà invece operare all’epoca del Fascismo, proprio qui in Italia.
Come molti sapranno, il film approda nelle nostre sale oggi, a dispetto dei pochi cinema coperti - solo 48 in tutta la Penisola, con Calabria, Sardegna e Puglia totalmente assenti dalla lista. Come rilevavano implicitamente, però, gli stessi esponenti di Studio Ghibli, il problema sta essenzialmente nella nostra percezione di certe opere. Film d’animazione equivale a cartone animato, il resto è tutta una conseguenza… Peccato!
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Con circa 18 anni di ritardo Porco Rosso il 12 novembre planerà anche sui cinema italiani, grazie alla Lucky Red, da un paio d’anni impegnata a farci conoscere i capolavori animati dello Studio Ghinli. Visto in anteprima nazionale al Festival Internazionale del Film di Roma 2010, Porco Rosso negli anni è diventato un classico di Hayao Miyazaki, nato come ‘cortometraggio’ per una compagnia aerea ma ben presto trasformatosi in lungometraggio animato, con tanto di sequel ‘quasi’ annunciato.
Ambientato in Italia, ai tempi fascismo mussoliniano, Porco Rosso racconta l’incredibile storia di Marco Pagot, asso dell’aviazione militare italiana che, in seguito ad un misterioso incidente durante la Prima guerra mondiale, al quale sopravvive miracolosamente, assume per magia l’aspetto di un maiale antropomorfo. Abbandonata dunque l’aeronautica e la vita mondana, Porco Rosso si ritira sulla costa dalmata, guadagnandosi da vivere con le taglie poste sui pirati dell’aria che combatte con il suo monoplano dipinto di rosso.
Oggi, a pochi giorni dallo sbarco nei cinema nostrani, ecco arrivare il primo breve trailer italiano, per un gioiello animato da recuperare. Perché sì, in questi casi vale il detto… “meglio tardi che mai“.

Celebrata a Roma con una ricca e seguitissima retrospettiva, l’animazione Ghibli il 15 dicembre svelerà al mondo il nuovo progetto animato dello studio. Aspettando lo sbarco europeo di Arietty, applauditissimo al Festival romano (e qui da noi recensito), e la lavorazione dell’atteso Tale of the Bamboo Cutter, diretto dal Maestro Isao Takahata, padre di Pom Poko, la novità di casa Ghibli potrebbe essere proprio quel Porco Rosso 2 praticamente annunciato tempo fa da Hayao Miyazaki, pronto a tornare in cabina di regia a due anni da Ponyo. D’altronde i film dello studio continuano ad incassare cifre importanti in patria, con l’ultimo arrivato, Arietty, riuscito a raccogliere più di 110 milioni di dollari, garantendo quella stabilità necessaria per dar vita ad un nuovo progetto. Anche se in questo caso, se fosse proprio Porco Rosso 2 il prescelto, si tratterebbe del primo sequel della quasi trentennale vita dello studio. Attendiamo news, con impazienza…
Arrietty (Karigurashi no Arrietty, Giappone, 2010) di Hiromasa Yonebayashi; con Ryûnosuke Kamiki, Tomokazu Miura, Mirai Shida, Kirin Kiki, Shinobu Ôtake, Keiko Takeshita, Tatsuya Fujiwara
Due anni dopo lo splendido Ponyo lo studio Ghibli torna al lungometraggio animato con Arrietty, film scritto e prodotto dal maestro Hayao Miyazaki e diretto dal giovane Hiromasa Yonebayashi, già animatore de La città incantata. Presentato oggi al Festival Internazionale del Film di Roma, Arrietty conferma l’unicità del celebre studio d’animazione giapponese, capace da decenni ormai di coniugare poesia e magia, attraverso storie semplici ma visionarie, in cui sentimenti e avventura si incrociano continuamente.
The Borrower Arrietty (Karigurashi no Arrietty), tratto dai racconti dell’autrice inglese Mary Norton “The Borrowers”, pubblicati a partire dagli anni ‘50 e già arrivati al cinema nel 1997 con il titolo I rubacchiotti, vola sulle ali della fantasia grazie ad un’animazione impeccabile, fatta di disegni artigianali, a mano, con colori pastello che per 90 minuti annientano la CG tanto di voga negli ultimi anni. Rimasto per 40 anni nel cassetto di Miyazaki, l’adattamento dei Rubacchiotti in versione Ghibli approda ora finalmente in sala (con 110 milioni di dollari incassati solo in Giappone), conquistando ma senza raggiungere i livelli toccati dagli ultimi capolavori firmati Miyazaki, perché purtroppo, o per fortuna, di Maestro ce n’è uno e uno solo…
Continua a leggere: Roma 2010: Arrietty - Recensione in Anteprima
Una Sala Alitalia gremita fino all’ultimo posto disponibile, per una prima nazionale di un film del… 1992. Porco Rosso arriva finalmente nei cinema italiani, grazie alla Lucky Red, che lo distrubuirà nelle sale nostrane il prossimo 12 novembre. Presentato al Festival Internazionale del Film di Roma all’interno di una straordinariamente ricca ‘retrospettiva Ghibli’, il film si è così fatto vedere ‘doppiato’, ricevendo un fiume di applausi a fine proiezione.
Realizzato quasi subito dopo Totoro e poco prima della Principessa Mononoke, Porco Rosso, che avrà presto un clamoroso sequel, solo apparentemente si differenzia dai classici di Hayao Miyazaki. Non siamo in Asia ma in Italia, e non ci sono creature fantastiche, se non lui, Porco Rosso, ora terrore dei pirati del Mare Adriatico ma una volta autentico eroe dell’aviazione italiana, dalle sembianze umane ma trasformatosi misteriosamente in porco, anarchico, solitario e fiero di essere aviatore perché “un porco che non vola è solo un porco“.
Portandoci a spasso nel tempo, siamo infatti nell’Italia mussoliniana, poco prima della Seconda Guerra Mondiale, Hayao Miyazaki disegna i tratti di un personaggio straordinario, orgoglioso di essere quello che è, perché “meglio porco che fascista“, partorito inizialmente come protagonista di una pubblicità per una compagnia aerea nipponica ma con l’aumentare delle tavole diventato lungometraggio animato. E per fortuna, potremmo aggiungere, visto che ci troviamo davanti all”ennesimo capolavoro di uno dei padri dell’animazione, non tanto nipponica quanto mondiale, magico come tutti gli altri e impreziosito da un finale ‘misterioso’ che lo rende ancor più unico, tanto da concedersi un clamoroso sequel nei prossimi anni. Ma prima di allora, e per la prima volta, godiamoci pure questo indimenticato e indimenticabile primo capitolo.

5 anni e non sentirli. E’ un Festival che ‘ringiovanisce’ quello che si terrà a Roma dal prossimo 28 ottobre al 5 novembre. Meno major, più cinema indipendente, più autori esordienti , più apparente ‘qualità’ e ancora più mostre, per una città che per 10 giorni verrà tagliata in due dagli eventi che dall’Auditorium Parco della Musica finiranno per allargarsi a macchia d’olio. Quattro i film ‘italiani’ in concorso, oltre a Last Night d Massy Tadjedin, con Keira Knightley ed Eva Mendes protagoniste, Heavnen, di Susanne Beir, e Rabbit Hole di Cameron Mitchell, con Nicole Kidman superstar. Atteso Jim Loach con Oranges and Sunshine, con un Fuori Concorso che porterà nella capitale il trionfatore dell’ultimo Sundance, Animal Kingdom, oltre a Il Padre e lo Straniero di Ricky Tognazzi, Inshite Miru, ritorno al cinema di Hideo Nakata, il francese Les Petits Mounchoirs, con Marion Cotillard, Let Me In di Matt Reeves, The Social Network di David Fincher, vero e proprio acquisto ‘last minute’, We Want Sex con Bob Hoskins e The Kids Are All Right, con una Julianne Moore a quanto pare in odore di Oscar, che verrà a ricevere l’Acting Award.
Palese e voluto sarà l’omaggio del Festival all’oriente, con eventi dedicati alla cultura giapponese e una retrospettiva interamente dedicata allo Studio Ghibli di Miyazaki. Approderanno nella capitale l’attesissimo The Borrower Arrietty, uscito a luglio in giappone, Nausicaa sella Valle del Vento, The Story of Yaganawa’s Canals, Delivery Service, Only Yesterday, Porco Rosso, Pom Poko, Whisper of the Heart, La Principessa Mononoke, La città Incantata e il documentario Miyazaki Hayao e il Muse d’Arte. In anteprima mondiale John Landis verrà nella capitale a presentare il suo Burke and Hare, senza dimenticare la ricca sezione extra, dedicata ai documentari, che presenterà a Roma il controverso The People vs. George Lucas e Yves Saint Laurent, l’amour fou, entrambi fuori concorso. Sempre rimanendo in tema ‘documentari’, da segnalare la presenza di Waiting for Superman, film sull’istruzione che sta letteralmente dividendo l’America.
Ricordando gli omaggi ad Ugo Tognazzi, a 20 anni esatti dalla sua morte, a Satoshi Kon, ad Akiro Kurosawa, a 100 anni dalla nascita, e a La Dolce Vita di Federico Fellini che, a 50 anni dalla sua uscita in sala, verrà proiettato in anteprima mondiale in versione restaurata, il Festival apre le porte anche al mondo della ‘tv’, con la puntata pilot di Boardwalk Empire, diretta da Martin Scorsese, la versione per il cinema di Carlos, di Oliver Assayas, e Le Cose che Restano di Gianluca Tavarelli, prodotto da Angelo Barbagallo, ideato per la tv, e proiettato a Roma in tutta la sua interezza (5 ore). Tanti gli incontri tra gli autori e il pubblico, per Francesco Nuti e con John Landis, Shah Rukh Khan, Ennio Morricone, Fanny Ardant, Andrea Camilleri, Silvio Orlando e Margherita Buy in prima linea, e tanti i titoli che promettono di creare polemiche, come lo scorretto Kill Me Please, che proverà a ‘ridere’ dell’eutanasia. Valeria Solarino come madrina, 160 sponsor, 146 lungometraggi e documentari, 16 film in concorso nella Selezione Ufficiale, 11 film della retrospettiva Studio Ghibli nella sezione Occhio sul Mondo | Focus, 12 premi ufficiali, 11 collaterali,29 progetti presentati nella Fabbrica dei Progetti, 7 sale cinematografiche nel Villaggio del Cinema, per un Festival che prova ad ‘evolversi’, regalando un programma vastissimo e sulla carta decisamente interessante, confermando la ‘regola’ che l’ha visto nascere: Tutto il cinema per Tutti. Dopo il saltino l’intero programma.
Ha debuttato in patria lo scorso sabato 17 luglio Karigurashi no Arrietty (The Borrower Arrietty), ultimo capolavoro sfornato dallo Studio Ghibli del Maestro Hayao Miyazaki. In attesa che il film venga importato anche nel nostro Paese (ci auguriamo che succeda presto!), possiamo vederne un nuovo bellissimo trailer qui sopra.
Il film è un adattamento del romanzo per ragazzi di Mary Norton, The Borrowers considerato uno dei migliori libri per l’infanzia degli ultimi 70 anni (da cui nel 1997 è già stato tratto The Borrowers-I rubacchiotti). Karigurashi no Arrietty (letteralmente ‘Arrietty che prende in prestito’) rappresenta il debutto registico di Hiromasa Yonebayashi, animatore insieme a Miyazaki di La Città Incantata e Ponyo. Il Maestro Miyazaki ed il socio co-fondatore dello Studio Ghibli, Isao Takahata, hanno accarezzato l’idea di portare in scena la storia narrata dalle pagine della Norton per quasi 40 anni, e Karigurashi no Arrietty sta finalmente per vedere la luce.
La storia - la cui azione è stata spostata dall’Inghilterra degli anni ‘50 al Giappone del nostro tempo - racconta le vicende di Arrietty, una quattordicenne che vive con la sua famiglia sotto le tavole del pavimento di una vecchia casa di campagna. Prendono in prestito lo stretto necessairio per la sopravvivenza dalla famiglia umana che occupa la casa, ma essendo alti solo dieci centimetri, sono molti i pericoli da cui guardarsi. Il sottotitolo giapponese recita “non farti vedere dagli umani”, che è la regola numero uno per il piccolo popolo che abita sotto il pavimento.
Fonte: ComicsBlog.it
Nuovo, brevissimo quanto spettacolare, trailer in arrivo per Karigurashi no Arrietty (The Borrower Arrietty), ultimo capolavoro sfornato dallo Studio Ghibli del Maestro Hayao Miyazaki, prossimo al debutto nei cinema giapponesi per il prossimo 17 luglio. I colleghi di ComicsBlog lo hanno scovato prima di noi. Una curiosità: l’attore Tatsuya Fujiwara, che ha interpretato il personaggio di Light Yagami negli adattamenti live-action ispirati al manga Death Note, presterà la propria voce al personaggio del nano Spiller.
Il film è un adattamento del romanzo per ragazzi di Mary Norton, The Borrowers (da cui nel 1997 è già stato tratto il teascurabilissimo The Borrowers-I rubacchiotti) considerato uno dei migliori libri per l’infanzia degli ultimi 70 anni. Karigurashi no Arrietty (letteralmente ‘Arrietty che prende in prestito’) segnerà il debutto alla regia di Hiromasa Yonebayashi, animatore insieme a Miyazaki de La Città Incantata e Ponyo. Il Maestro Miyazaki ed il socio co-fondatore dello Studio Ghibli, Isao Takahata, hanno accarezzato l’idea di portare in scena la storia narrata dalle pagine della Norton per quasi 40 anni, e Karigurashi no Arrietty sta finalmente per vedere la luce. (E la fan che è in me virtualmente si prostra al cospetto di Marco Muller: direttore, la prego, lo porti a Venezia!)