
Il riscatto di Lars Von Trier? Probabilmente sì. La querelle tra il regista e il Festival di Cannes sembra ormai passata del tutto, se a trionfare alla 24. edizione degli European Film Awards è stato proprio Melancholia, che partiva con 8 nomination. Fa piacere, al di là del risultato o meno del film, vedere che certe polemiche stiano al di fuori del giudizio sul film stesso. A Cannes dopotutto era successo qualcosa di simile, con la premiazione di Kirsten Dunst.
Melancholia vince quindi come Miglior film europeo del 2011 e si porta a casa complessivamente 3 premi (anche fotografia e scenografia). “Perdono” The Artist, In un mondo migliore, Miracolo a Le Havre, Il ragazzo con la bicicletta e soprattutto l’Oscar Il discorso del re. Che però si porta a casa il premio per il miglior attore per Firth, il premio per il miglior montaggio e il premio del pubblico. Un’altra danese toglie invece lo scettro a Von Trier come Miglior regista europeo dell’anno, ed è Susanne Bier per il suo In un mondo migliore.
Tilda Swinton è la miglior attrice europea dell’anno, mentre i Dardenne si portano a casa il premio per la miglior sceneggiatura. The Artist vince per la miglior colonna sonora. Pina di Wenders è il miglior documentario, Chico & Rita è il miglior film d’animazione, mentre Gilliam per il suo The Wholly Family vince per il miglior corto. A bocca asciutta purtroppo Miracolo a Le Havre di Aki Kaurismäki: un gran peccato.
Dopo il salto trovate tutti i vincitori, in grassetto rispetto agli altri concorrenti nelle rispettive nomination.
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Dopo aver letto (e discusso) le nominations dei Globi d’oro 2011, ecco che arrivano i vincitori. Commenti?
MIGLIOR FILM
Habemus Papam di Nanni Moretti
MIGLIORE REGISTA
Emidio Greco per Notizie degli scavi
MIGLIORE OPERA PRIMA
”20 sigarette” di Aureliano Amadei.
MIGLIORE COMMEDIA
”Nessuno mi può giudicare” di Massimiliano Bruno.
MIGLIORE SCENEGGIATURA
Emidio Greco per ”Notizie dagli scavi”.
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Dopo l’Oscar conquistato grazie al drammatico In un mondo migliore, premiato quest’anno come miglior film straniero, la regista danese Susanne Bier è pronta a cambiare registro per portare sullo schermo la commedia All You Need is Love, ambientata sulla costiera Amalfitana. Il primo nome del cast ad essere reso noto, quello dell’irlandese Pierce Brosnan, il cuo ruolo - racconta la regista - è stato scritto pensando proprio a lui.
“E ‘una storia tenera, con un’atmosfera molto più leggera rispetto ai miei precedenti lavori: basta con i conflitti” ha detto la Bier, che fino ad ora si era cimentata principalmente con drammi di un certo spessore (Non desiderare la donna d’altri, Noi due sconosciuti, Dopo il Matrimonio). Brosnan, dal canto suo, ha definito il nuovo progetto come una “deliziosa storia d’amore” che mescola temi seri a momenti divertenti. “E ‘una commedia. La storia di un grande amore che deve però fare i conti anche con una perdita”

Visto nell’ambito dell’ultimo Festival Internazionale del Film di Roma, dove ha conquistato il Gran Premio della Giuria e il Premio del Pubblico, e commentato per noi a caldo dal buon Dr. Apocalypse; In un mondo migliore di Susanne Bier approderà in sala il prossimo 10 dicembre.
La vicenda del film ha per protagonisti Anton e Marianne, due medici in crisi matrimoniale, e Elias, il figlio adolescente, vittima dei bulli della scuola. L’unico capace di difendere quest’ultimo è Christian, un compagno di classe che trascina Elias in un mondo a lui sconosciuto. Christian vive col padre Claus, da poco rimasto vedovo…
Seguiteci dopo l’interruzione per dare uno sguardo alle foto ed alla locandina italiana del film.
Una giornata ricca e impegnativa. Visti in mattinata il convincente Burke & Hare e lo splendido Animal Kingdom, il 2° giorno ufficiale del Festival di Roma si è concluso con due titoli particolarmente attesi, ovvero In a Better World e Oranges and Sunshine. Il primo diretto dalla più famosa regista scandinava, Susanne Bier, di ritorno a Roma due anni dopo Noi due sconosciuti, mentre il secondo impreziosito dall’esordio alla regia di Jim Loach, figlio del pluripremiato Ken.
Titoli scottanti, capaci di trattare temi delicati, che hanno provocato e continueranno a provocare polemiche, soprattutto in patria, con applausi più o meno sentiti alla fine di entrambi le proiezioni. Dalla Bier, figlia del Dogma larsvontrieriano e candidata all’Oscar nel 2006 per Dopo il Matrimonio, ci si aspettava il film del riscatto, dopo l’immeritata indifferenza suscitata dal suo ultimo titolo, e in parte riscatto c’è stato. La regista danese vola alto, azzardando un collegamento tanto forte quanto probabilmente reale, paragonando l’apparente quiete occidentale al caos da guerriglia del Sudan. Perdono e vendetta, ci ricorda la Bier, non hanno confini, sono universali, tanto in Africa quanto in un freddo paesino della Danimarca.
Attraverso sguardi, volti, lacrime trattenute e smorfie di dolore, Susanne Bier disegna i protagonisti della sua storia, divisi tra Sudan e nord dell’Europa, tra un campo medico di accoglienza in mezzo al nulla, con uno psicopatico a piede libero che per puro divertimento sventra donne incinta, e una scuola di periferia dove la violenza è pronta a colpire, ovunque, anche tra i banchi, tra i ragazzi, adolescenti ma non per questo privi di rabbia, frustazione ed odio. Aiutata da un parterre di attori di primissimo grado, con uno dei due piccoli protagonisti maledettamente inquietante, la Bier non fa prigionieri, portando in sala un mondo dove la violenza, più gratuita che giustificata, è sempre più all’ordine del giorno, dando così allo spettatore l’opportunità di scegliere da che parte stare. Perdono o vendetta? Quando l’uno viene letteralmente sopraffatto dall’altra?

Si è concluso da pochi giorni il 60° Festival di Berlino, ma è già tempo di previsioni per Cannes, che si terrà dal 12 al 23 maggio 2010. I nomi in ballo sono davvero tanti, e noi vi proponiamo una selezioni di film papabili (o meno: i festival sorprendono anche per quei titoli che nessuno si sarebbe mai sognato avrebbero potuto accaparrarsi) per la selezione. Ribadiamo, o meglio ribadisco: è una selezione personale e non si tratta di titoli sicuri per il concorso o altre categorie!
Stati Uniti
Ovviamente i titoli in ballo sono davvero molti, anche se l’anno scorso in concorso ci finirono solo due titoli (Tarantino e Ang Lee con Motel Woodstock). L’America potrebbe ruggire sin da subito con Robin Hood di Ridley Scott, in uscita negli Usa il 14 maggio, e quindi vicino alla data d’apertura del festival: papabile film d’apertura? Gli eleventi speciali potrebbero essere tanti: per maggio saranno già pronti Shrek e vissero felici e contenti di Mike Mitchell (21 maggio), Prince of Persia: Le sabbie del tempo di Mike Newell (28 maggio, ma in Francia dal 19) e Sex and the City 2 di Michael Patrick King (28 maggio), di cui però il primo capitolo alla fine non fu selezionato per l’edizione di due anni fa.
Attenzione poi a Toy Story 3 di Lee Unkrich (18 giugno), ricordando la scorsa apertura che fu data ad Up, The Twilight Saga: Eclipse di David Slade (30 giugno) che attirerebbe orde di giovani fan, e Predators di Nimród Antal (7 luglio) prodotto da Robert Rodriguez. Per il concorso si vola altissimo con Inception di Christopher Nolan (16 luglio), di cui però un’anteprima di due mesi rispetto alla data d’uscita svelerebbe forse troppi misteri sul progetto. Papabile anche The Expendables di e con Sylvester Stallone (13 agosto) con un gruppo di guerriglieri da panico (Jason Statham, Jet Li, Dolph Lundgren, Mickey Rourke, Bruce Willis, Arnold Schwarzenegger, Danny Trejo…).
Brothers (id. - USA 2009 - drammatico) Regia di Jim Sheridan, con Natalie Portman, Tobey Maguire, Jake Gyllenhaal, Bailee Madison, Taylor Geare, Patrick Flueger, Sam Shepard, Mare Winningham, Carey Mulligan.
Brothers racconta l’avvincente storia di due fratelli: il trentenne Capitano Sam Cahill e Tommy Cahill, che rappresentano due personalità opposte. Sam è un marine in procinto di partire per la sua quarta missione, è un affidabile padre di famiglia sposato con la fiamma del liceo, Grace, con cui ha avuto due bimbe. Tommy è invece il carismatico fratello minore, la pecora nera della famiglia, quello che non ha mai incontrato l’approvazione del padre (Sam Shepard), un reduce del vietnam che ha sempre dimostrato maggiore affetto per Sam. Tommy è uno sbandato appena uscito di prigione, che ha sempre puntato sul suo fascino e sulla sua carica di simpatia. Inviato in Afghanistan, Sam viene considerato morto. A casa, la famiglia Cahill deve improvvisamente affrontare un vuoto scioccante, e Tommy cerca di sostituire il fratello facendosi carico di nuove responsabilità per sé, Grace, e le bambine. Ma Sam è vivo: insieme ad un commilitone è stato catturato dai combattenti talebani. Quando Sam inaspettatamente ritorna negli Stati Uniti, estremamente traumatizzato dai giorni di prigionia, diventa scostante e sempre più sospettoso nei confronti del nuovo legame che unisce il fratello alla moglie.
Sceneggiato da David Benioff, il film è un remake del danese Non desiderare la donna d’altri (in originale Brødre) di Susanne Bier. Non faremo però alcun paragone con la pellicola originale, se non nel dire che Brothers ricalca il dramma scandinavo rilanciandolo, smussandone gli estremismi e sottraendo gli spunti più leggeri per sottolineare maggiormente gli aspetti drammatici e concentrarsi esclusivamente sui protagonisti principali, trasformandolo in un’acuta denuncia sociale, un atto d’accusa contro la guerra e contro la società americana stessa. Il maggiore punto di forza del film sono, senza ombra di dubbio, le intense interpretazioni di Natalie Portman, Tobey Maguire (candidato, per questo roulo, ai Golden Globes) e Jake Gyllenhaal.
Uscirà venerdì nei cinema italiani Brothers, drammone dal notevolissimo cast che non è riuscito a conquistare gli Usa. 17 i milioni di dollari raccolti alla pellicola al box office statunitense, dopo esserne costati 26. Diretto da Jim Sheridan, regista irlandese dell’indimenticabile Nel nome del Padre, il film, che ha come protagonisti Tobey Maguire, Jake Gyllenhaal, Natalie Portman, Mare Winningham e Sam Shepard, non è altro che il remake del danese Non desiderare la donna d’altri, diretto da Susanne Bier.
Tobey Maguire e Jake Gyllenhaal andranno ad interpretare Michael, sposato con Sarah e padre di due figlie, che parte per una missione in Afghanistan, e Jannik, che dopo la scomparsa del fratello inizierà una relazione con Sarah. A pochi giorni dall’uscita nei cinema nostrani, la pellicola ci regala un duro, interessante e convincente trailer in italiano, da vedere e commentare insieme a noi.
Manca ormai poco all’uscita americana di Brothers, attesa per il prossimo weekend. A meno di una settimana dall’arrivo in sala, ecco che il film ci regala oggi due spot tv e 5 scene inedite, da vedere tutte dopo il saltino.
Diretto da Jim Sheridan, regista irlandese dell’indimenticabile Nel nome del Padre, il film, che ha come protagonisti Tobey Maguire, Jake Gyllenhaal, Natalie Portman, Mare Winningham e Sam Shepard, non è altro che il remake del danese Non desiderare la donna d’altri, diretto da Susanne Bier.
Tobey Maguire e Jake Gyllenhaal andranno ad interpretare Michael, sposato con Sarah e padre di due figlie, che parte per una missione in Afghanistan, e Jannik, che dopo la scomparsa del fratello inizierà una relazione con Sarah.
Continua a leggere: Due spot tv e cinque scene inedite per Brothers
Debutterà sugli schermi italiani il prossimo 23 dicembre Brothers, nuova regia di Jim Sheridan con Natalie Portman, Tobey Maguire e Jake Gyllenhaal assoluti protagonisti. Sceneggiato da David Benioff, il film è un remake del danese Non desiderare la donna d’altri (in originale Brødre) di Susanne Bier.
Brothers racconta l’avvincente storia di due fratelli: il trentenne Capitano Sam Cahill e Tommy Cahill, che rappresentano due personalità opposte. Sam è un marine in procinto di partire per la sua quarta missione, è un affidabile padre di famiglia sposato con la fiamma del liceo, Grace, con cui ha avuto due bimbe. Tommy è invece il carismatico fratello minore, uno sbandato appena uscito di prigione, che ha sempre puntato sul suo fascino e sulla sua carica di simpatia. Inviato in Afghanistan, Sam viene considerato morto. A casa, la famiglia Cahill deve improvvisamente affrontare un vuoto scioccante, e Tommy cerca di sostituire il fratello facendosi carico di nuove responsabilità per sé, Grace, e le bambine. Ma Sam è vivo: insieme ad un commilitone è stato catturato dai combattenti talebani. Quando Sam inaspettatamente ritorna negli Stati Uniti, estremamente traumatizzato dai giorni di prigionia, diventa scostante e sempre più sospettoso nei confronti del nuovo legame che unisce il fratello alla moglie.
Abbniamo visto due trailer meno di 15 giorni fa, li trovate qui. Tutte le foto e la locandina italiana della pellicola vi attendono dopo l’interruzione.
Brothers - la locandina italiana e tutte le foto del film
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