
La crisi economica c’è anche se qualcuno aveva detto che in Italia era già finita e non ci ha colpito come in altre nazioni. Qualcuno inoltre aveva detto che nessuno avrebbe messo le mani in tasca agli italiani ma a ben informarsi la realtà è diversa. Mentre non si placano le contestazioni per la drastica riduzione del Fondo Unico dello spettacolo, dei problemi legati alla Tax Credit (che di per se’ sarebbe una buona cosa), ecco che il conto più salato si prospetta per chi realmente ama il cinema e paga il biglietto pur di andare a vederlo in sala.
Ebbene, nel famoso e vituperato decreto Milleproroghe ci sarebbe anche una piccola postilla che istituirebbe per il triennio 2011-2013, per l’accesso a pagamento nelle sale cinematografiche o in altri luoghi per assistere a spettacoli cinematografici, un contributo speciale a carico dello spettatore pari a un euro, da versare all’entrata del bilancio dello Stato“. Il Milleproroghe, per chi non lo sapesse è stato approvato giusto oggi dal Consiglio dei Ministri.
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Era presente (quasi) tutta la Milano che conta nel mondo del cinema, ieri sera al Cinema Mexico, per la prima riunione pubblica della sezione lombarda dell’Associazione 100Autori che da Roma sta allargando il proprio raggio d’azione (c’è movimento anche in Piemonte, in Veneto e ci si sta preparando anche in Puglia). L’incontro è stato aperto dal presidente Stefano Rulli che ha spiegato ai presenti le iniziative mirate a inquadrare la difficile situazione del cinema e dell’audiovisivo, illustrando quali sono le esigenze e le proposte dei professionisti in Italia e, nello specifico, in Lombardia.
Tra i presenti alcuni dei nomi noti del cinema milanese come Maurizio Nichetti, Marco Pozzi, i documentaristi Anna Gorio e Tonino Curagi, Bruno Bigoni, Eric Alexander, Francesco Fei e tanti giovani autori emergenti di cui forse sentiremo parlare in futuro.
I temi trattati sono di scottante attualità, dai finanziamenti del Fondo Unico dello Spettacolo all’applicazione della Tax Credit, un ottimo strumento che però discrimina le opere prime dei giovani autori, ma l’argomento centrale è stata la necessità di creare una vera forma di coordinamento che sappia vedere il cinema come un’industria (culturale) strategicamente importante anche per l’economia della regione.
Un incontro che è solo il prodromo di un movimento più ampio, necessario per dare nuova vita al cinema italiano che troppo spesso viene dato per morto (o meglio qualcuno lo vorrebbe) ma che in realtà è vivo e vegeto.