
Absolutely Anything è il titolo del film farsesco di fantascienza che riunirà sul set i protagonisti di Flying Circus, 43 anni dopo. Le riprese della pellicola, che mescolerà CGI e live action, dovrebbero prendere l’avvio nel Regno Unito questa primavera, con i Monty Python impegnati a prestare le proprie voci ad un gruppo di alieni che doneranno ad un terrestre il potere di fare “assolutamente nulla” per in gusto di stare a guardare quali disastri il malcapitato riuscirà a combinare. Terry Jones ha sviluppato soggetto e sceneggiatura del film con Gavin Scott durante gli ultimi due decenni e siederà in cabina di regia, mentre Mike Medavoy si farà carico dell’onere produttivo.
Prepariamoci, dunque! Michael Palin, John Cleese, Terry Jones, Terry Gilliam ed Eric Idle stanno per tornare nelle sale; questa volta con l’ottica compagnia di Robin Williams, che doppierà un cane parlante di nome Dennis.
Fonte: Variety - Foto: TMNews

Labyrinth è uno dei film che la sottoscritta conosce a memoria e che non si stancherebbe mai di guardare e riguardare. Me ne innamorai quando lo vidi per la prima volta al cinema nell’ormai lontanissimo 1987 e lo porto nel cuore da allora.
Un gioiello fantasy che è diventato cult anche grazie alle canzoni di David Bowie, uno degli ultimi capolavori realizzati da Jim Henson prima di lasciarci, sceneggiato da Terry Jones dei Monty Python ed interpretato da una giovanissima Jennifer Connelly.
E, visto che recentemente si è parlato dei migliori finali cinematografici, aggiungerei che il finale di Labyrinth fa parte della mia personale top-ten. Quando Sarah torna a casa e i suoi amici Bubo, Sir Didymus e Gogol appaiono nello specchio e le ricordano che ci saranno “se dovessi aver bisogno di noi”…la lacrimuccia è immancabile, anche se è la quarantesima volta che rivedo quella scena!

Brian di Nazareth (Monty Phyton’s Life of Brian Inghilterra 1979) di Terry Jones con Graham Chapman, John Cleese, Eric Idle, Terry Gilliam, Terry Jones, Michael Palin.
È la notte di Natale. Il primo Natale per intenderci, l’originale, il giorno in cui Gesù Cristo è nato. A Betlemme arrivano i Re Magi, che seguendo la stella cadente recano i famosi doni per il futuro messia. Sfortunatamente sbagliano grotta, ed entrano a recare i loro omaggi nell’antro dove un altro bimbo ebreo, Brian, è appena nato, giusto accanto al luogo dove si celebra la nascita di Gesù. Si può ben affermare che comincino qui i guai per il povero Brian che ritroviamo, ormai 33enne, nella Giudea in fermento per le prediche di Gesù. Brian, che ha optato per una carriera diversa dal messia, sfoga il suo odio per i romani unendosi a un gruppo di cervellotici rivoluzionari per la Giudea libera.
Tra una peripezia e l’altra, la sua carriera di golpista non decolla, e Brian si trova costretto, per sfuggire alle truppe romane, a unirsi ai numerosi profeti di strada che postulano ognuno una diversa verità. Peccato per Brian che le sue parole, seppur sconclusionate, facciano breccia nella folla, che lo innalza al rango di messia. Il che, si sa, il più delle volte porta guai.
Per il loro terzo film (i primi due sono stati “E ora Qualcosa di Completamente Diverso” e “Monty Phyton e il Sacro Graal”) il gruppo comico inglese dei Monty Phyton sceglie di fare le cose per bene: coinvolgono nel finanziamento l’amico George Harrison, che per l’occasione fonda una casa di produzione (la Handmade Films), scelgono delle precise location in Tunisia e preparano degli accurati piani di produzione per evitare troppe sorprese. Sistemata la parte organizzativa i sei attori/autori posso ben sbizzarrirsi in tutta tranquillità. Il risultato sono simpatiche condanne di blasfemia un po’ in tutto il mondo, di cui parleremo più in là, ma soprattutto, e scusate se è poco, un capolavoro vero e proprio.
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