
Ormai da due mesetti ci siamo lasciati il 2007 alle spalle, ed un nuovo anno (cinematografico) è iniziato, con grandi film del calibro di Into the Wild, Cous cous, Il petroliere e Non è un paese per vecchi. Noi abbiamo detto la nostra, con le classifiche della redazione dei migliori dell’anno e dei peggiori, e anche voi vi siete espressi.
E’ il momento, anche per dare la possibilità a chi si è perso qualche pellicola e magari vorrebbe recuperarla, di andare a vedere la classifica dei blogger cinefili di Cinebloggers Connection (tra cui c’è il nostro Infamous), che hanno votato i film lungo l’anno e li hanno recensiti nei loro personali blog. Visto che ne abbiamo la possibilità, le precedenti sei posizioni, dall’11 al 16, alla top ten vedono INLAND EMPIRE, Hot Fuzz, Breakfast on Pluto, Soffio, L’arte del sogno e Grindhouse - A prova di morte.
Iniziamo dalle prime tre posizioni; dopo il salto potrete leggere gli altri sette nomi:
1. Ratatouille di Brad Bird
2. Io non sono qui di Todd Haynes
3. Lettere da Iwo Jima di Clint Eastwood
Continua a leggere: Cinebloggers Connection: il meglio del 2007
Alex Billington di FirstShowing stila la sua personale classifica dei 19 migliori film visti nel 2007 in Usa. Naturalmente alcuni da noi non sono ancora usciti ma segnamoceli nell’agenda, varranno per il 2008.
E mentre qui in redazione stiamo ancora litigando per scrivere la nostra personale classifica 2007 vi ricordo che c’è posto anche per voi e per i vostri pareri. Come? Cliccate qui. Ed intanto la lista di Alex. Cosa ne pensate?
1. Across the Universe di Julie Taymor: qui la nostra recensione.
2. Air Guitar Nation di Alexandra Lipsitz.
3. Angel-A di Luc Besson.
4. The Assassination of Jesse James by the Coward Robert Ford di Andrew Dominik: qui la nostra recensione. In Italia è diventato L’assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford.
5. Death at a Funeral (Funeral Party) di Frank Oz: qui la nostra recensione.
Continua a leggere: I migliori film del 2007 secondo FirstShowing
L’assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford (The Assassination of Jesse James by the Coward Robert Ford, USA, 2007) di Andrew Dominik; con Brad Pitt, Casey Affleck, Sam Rockwell, Mary-Louise Parker.
Quest’anno cinematografico è stato all’insegna della nostalgia. Ci si attendeva un ritorno e lo si è chiesto fino alla fine. Film di genere, exploitaion, e anche western. Per quanto riguarda proprio il western, il 2007 ci ha regalato due visioni: Quel treno per Yuma, il remake 50′anni dopo del capolavoro di Delmer Daves, e L’assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford.
Il primo è in realtà un action movie travestito da western, il secondo ha diviso la critica e il pubblico a Venezia, dov’era in concorso, soprattutto perché è una versione del genere anomala. Intimista, lo si è definito così. Quand’era al Lido, noi del Cineblog non siamo stati troppo benevoli nei suoi confronti, come molti del resto. E’ anche vero che c’è chi ha urlato troppo in fretta al capolavoro.
Andrew Dominik riporta sullo schermo la storia di Jesse James, soldato confederato durante la guerra di secessione, che con la sua banda colpì molti stati, tra rapine, assalti ai treni e omicidi. Nel voler raccontare il suo rapporto con Robert Ford, un giovane che venera Jesse James e che viene ammesso nella banda, Dominik dilata il tempo e descrive la psicologia dei suoi due protagonisti in maniera meticolosa.
Robert Pulcini e Shari Springer Berman avevano esordito alla regia con il da noi inedito American Splendor, una piacevole sorpresa tratta da un fumetto underground che riusciva a mescolare una regia originale ad una storia interessante, ironica ma anche un po’ malinconica. Questa coppia lasciava dunque ben sperare per il suo successivo lavoro, ossia The Nanny Diaries (da noi Diario di una tata), fuori concorso, con Scarlett Johansson nella parte dell’antropologa Annie, che decide di andare via di casa e viene assunta come tata da una donna borghese e ricchissima (interpretata da Laura Linney), quanto fiscale con orari e ogni cosa che riguardi il suo bambino.
Poteva essere la divertente commedia di questa edizione del festival, così come l’anno scorso fu Il Diavolo veste Prada, però non tutto il meccanismo funziona in The Nanny Diaries. La regia, come il film precedente, è il punto di forza della pellicola, piena di trovate visive gradevolissime. Ma la trama non graffia come prometteva e diluisce alcune gag riuscite con l’acqua di rose, e il risultato è inevitabilmente piatto.
Altro film che poteva essere (un gran film) ma non è stato è The Assassination of Jesse James by the Coward Robert Ford, secondo film di Andrew Dominik, che aveva esordito col bel Chopper. La storia del bandito Jesse James, interpretato da Brad Pitt, e del traditore Robert Ford (interpretato benissimo da Casey Affleck), mescola storia, mito e western, ma diluisce un materiale da 90 minuti in ben 155, stiracchiandosi anche nel finale. Certo, Dominik dà prova di avere comunque talento, soprattutto visivo, e certe cariche di violenza colpiscono. In più, l’atmosfera quasi omoerotica tra i due protagonisti rende il film un po’ più interessante (sarà per questo che è candidato al Queer Lion? Altri motivi non ci sono, e non è il primo caso…). Il film è comunque troppo lungo e rischia di annoiare gli spettatori meno interessati, ma la riflessione sul mito non è affatto male.
Ok, si è capito cos’è questo Queer Lion. Quando la news ha incominciato a fare il giro, non tutti ne erano proprio entusiasti, anzi: da quel che si era capito, con non poca confusione, ci sarebbe stata una “categoria a sè” e un premio a parte per i film a tematica omosessuale, che sarebbero di conseguenza stati tagliati fuori dalle altre categorie con premi (in concorso e Orizzonti, per fare due noti esempi). Non è così.
Il cinema gay a Venezia non sarà un concorso a parte, e il Queer Lion non sarà una sorta di “contentino” per alcuni film che non sono stati inseriti nelle varie categorie. E’ semplicemente un Leone in più da assegnare a quel film che più si è distinto, per contenuti e altro, nel rappresentare il mondo lgbt. Per fare più chiarezza: fra i 12 film in gara per il Leone Gay, troviamo film che concorrono già al Leone d’Oro, film di Orizzonti, Settimana della critica, Giornate degli autori e fuori concorso.
Ecco i film in gara per il Queer Lion: fra quelli in concorso per il Leone d’Oro troviamo The Darjeeling Limited di Wes Anderson, Sleuth di Kenneth Branagh, The Assassination of Jesse James by the Coward Robert Ford di Andrew Dominik, Nessuna qualità agli eroi di Paolo Franchi, Bangbang wo aishen (Help Me Eros) di Lee Kang Sheng, Sukiyaki Western Django di Miike Takashi, Il dolce e l’amaro di Andrea Porporat; poi Tiantang kou (Blood Brothers) di Alexi Tan (fuori concorso, e film di chiusura), Searchers 2.0 di Alex Cox (Orizzonti), Freischwimmer (Head Under Water) di Andreas Kleinert (Settimana della critica), The Speed of Life (Superheroes) di Ed Radtke (Giornate degli autori).
Sembrava che anche Greenaway, con il suo Nightwatching, all’inizio dovesse entrare in concorso, ma evidentemente era solo una voce; sorprende che Todd Haynes, che comunque in almeno tre film su quattro diretti aveva affrontato il tema dell’omosessualità, non abbia parlato ancora una volta di uno dei temi a lui più cari in I’m not there.
Doveva uscire addirittura un anno fa, poi problemi vari hanno contribuito a farne slittare l’uscita, ormai prossima, datata 9 novembre per l’Italia, dopo aver partecipato in concorso al prossimo Festival di Venezia .
Parliamo di The Assassination Of Jesse James By The Coward Robert Ford, titolo alla Wertmuller che crerà non pochi problemi a chi dovrà andare alla cassa ad acquistare il biglietto (della serie, “il film de Brad Pitt e famo prima!”)
Diretta da Andrew Dominik, con Brad Pitt, Casey Affleck, Mary-Louise Parker, Sam Rockwell e Sam Shepard, la pellicola, basata sull’omonimo romanzo di Ron Hansen, parla di Jesse James, celebre pistolero che venne ucciso a tradimento da Robert Ford, un membro della stessa banda di Jesse, entrato solo per ammazzare il pistolero e intascarsi la taglia di diversi migliaia di dollari.
L’omicidio però avvenne andando contro ogni regola che si rispetti nel vecchio west, ovvero colpendo la vittima alle spalle!
Aver tradito il “galateo” porterà lo stesso Ford, anni dopo, ad esser assassinato in Colorado.
Cliccando su continua potrete trovare il nuovo trailer, decisamente molto ma molto interessante.
Continua a leggere: The Assassination of Jesse James by the Coward Robert Ford, il nuovo trailer
Sarà ricordato come un programma ricchissimo ma che lascia un po’ un senso di amaro in bocca, quello di Venezia 64. Tre importanti titoli che giravano da mesi non sono presenti in nessuna sezione. Via il dente, via il dolore: Sweeney Todd non ci sarà. Il film che più aspettavate e speravate avesse la sua anteprima al Lido (così magari da accelerare i tempi per la sua distribuzione nelle sale) non lo vedremo a settembre; in compenso, per il Tim Burton Day, sarà presentata la versione 3D di Nightmare Before Christmas.
Gli altri due grandi assenti sono Eastern Promises di Cronenberg e There Will Be Blood di Paul Thomas Anderson (due fra i film più attesi da voi lettori, secondo le risposte al sondaggio di ieri). Anche Planet Terror di Rodriguez non c’è. Mettiamoci l’anima in pace e guardiamo con ordine e in dettaglio il programma di questo 75° anniversario del Festival, che comunque contiene nomi grandissimi e molte conferme delle supposizioni che si sono fatte lungo questi mesi.
Iniziamo, come facciamo sempre nei casi dei programmi dei festival e delle mostre, con i film in concorso. 22 film “capeggiati”, come ormai sapete, da Espiazione (Atonement). Nel bel listone di quest’anno, troviamo in concorso, fra quelli del nostro sondaggio, Wes Anderson, Todd Haynes, Ang Lee e Ken Loach. E dove sono finiti Allen e Kitano? Tranquilli, ci sono, ma fuori concorso (ne parleremo tra pochissimo). In compenso, ecco una bella chicchetta da parte di Marco Müller: Takashi Miike in concorso, col suo western Sukiyaki Western Django! Chi c’è fra gli attori del film? Un certo Quentin Tarantino…
Su continua, i film in concorso nel dettaglio, con relativi link. Senza scordarci il solito film-sorpresa: che uno dei tre titoloni che non abbiamo letto oggi sia proprio la rivelazione di questa edizione?