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Tutti gli articoli con tag The Hurt Locker

Johnny Depp in trattative per recitare accanto a Tom Hanks in Sleeping Dogs (Triple Frontier)

pubblicato da Simona

Johnny DeppGiusto ieri abbiamo parlato di Sleeping Dogs (nuovo titolo provvisorio di Triple Frontier), nuovo progetto cinematografico di Kathryn Bigelow. Ieri HeatVision riportava che Tom Hanks è attualmente in trattative per entrare nel cast, oggi Deadline annuncia che anche Johnny Depp starebbe negoziando i termini del contratto che lo porterà a bordo del progetto.

Stando a quanto leggiamo, a Depp piace tanto lo script del film quanto l’idea di trovarsi a lavorare al fianco di Tom Hanks. L’unico problema potrebbe essere rappresentato dagli impegni già presi dall’attore, che a febbraio dovrebbe iniziare a girare Dark Shadows (di cui è anche produttore attraverso la sua Infinitum Nihil), diretto da Tim Burton per la Warner Bros.

La sceneggiatura Sleeping Dogs/Triple Frontier - un action-drama targato Paramount - porta la firma di Mark Boal, premio Oscar per lo script di The Hurt Locker. La pellicola sarà ambientata nell’area di confine tra Paraguay, Argentina e Brasile (detta, appunto, ‘la triple frontera’), dove i fiumi Igazu e Parana convergono, rendendo estremamente difficile per le forze dell’ordine mantenere sotto controllo le attività delle organizzazioni criminali. I personaggi principali saranno quelli di cinque uomini di età differenti, impegnati nella zona per motivi di lavoro. Fra i cinque, ad Hanks e Depp sono stati offerti i due ruoli di maggiore spessore.

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Tom Hanks in trattative per Sleeping Dogs (Triple Frontier) di Kathryn Bigelow

pubblicato da Simona

Tom HanksTom Hanks potrebbe essere il primo a salire a bordo del nuovo progetto cinematografico di Kathryn Bigelow. Sleeping Dogs, precedentemente conosciuto con il titolo Triple Frontier, è un action-drama sul traffico di droga prodotto dalla Paramount, sceneggiato da Mark Boal, compagno di vita della regista e già autore dello script di The Hurt Locker.

La pellicola sarà ambientata nell’area di confine tra Paraguay, Argentina e Brasile (detta, appunto, ‘la triple frontera’), dove i fiumi Igazu e Parana convergono, rendendo estremamente difficile per le forze dell’ordine mantenere sotto controllo le attività delle organizzazioni criminali. I personaggi principali saranno quelli di cinque uomini di età differenti, impegnati nella zona per motivi di lavoro.

Nel corso degli ultimi mesi sono stati fatti svariati nomi in relazione al progetto - che potrebbe cambiare ancora titolo - fra cui Sean Penn, Javier Bardem, Leonardo DiCaprio, Christian Bale e Jeremy Renner.

Fonte: HeatVision

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James Cameron parla di The Hurt Locker e del futuro del 3D

pubblicato da dr. apocalypse

James Cameron parla di The Hurt Locker e del futuro del 3D

Intervistato da Entertainment Weekly, James Cameron ha detto la sua su The Hurt Locker, film che ha stracciato il suo Avatar ai recenti Premi Oscar. Ebbene, secondo Cameron la pellicola di Kathryn Bigelow, sua ex moglie, sarebbe stata superiore se in 3D.

“Penso che Hurt Locker sarebbe stato meglio in 3D. Assolutamente. Non dico che sarebbe stato enormemente meglio, ma sto parlando di un futuro nel quale non dovremo più mettere la scritta “in 3D” sul poster di un film, così come non scriviamo più “a colori!”.”.

The Hurt Locker meglio in 3D? Ma ne siamo poi davvero così sicuri? D’altronde ha stracciato il tuo Avatar anche in 2D, caro James. Cameron, soffermandosi poi sulla sua amata terza dimensione, ha attaccato gli studios che, in maniera decisamente frettolosa e spudorata, hanno cavalcato la moda del 3D, resa possibile dal suo Avatar, convertendo solo in post produzione pellicole girate in 2D. Il regista cita esplicitamente titoli come Clash of the Titans e The Last Airbender, malamente convertiti e per questo criticati, chiedendo maggiore serietà e produzione che siano in 3D sin dal principio, per il bene stesso della terza dimensione. Come non essere d’accordo con lui?

Fonte:Slash

Anthony Mackie ed Evangeline Lilly raggiungono Hugh Jackman in Real Steel

pubblicato da Simona

Anthony Mackie ed Evangeline Lilly

Anthony Mackie, lanciato da The Hurt Locker; e la star di Lost Evangeline Lilly, raggiungeranno Hugh Jackman sul set di Real Steel, dramma fantascientifico diretto da Shawn Levy. La pellicola sarà targata Dreamworks; Steven Spielberg e Robert Zemeckis figurano fra i produttori esecutivi.

La storia è incentrata sul personaggio di un ex pugile (Jackman) che, insieme al figlio ritrovato da poco, si impegna nell’allenare un robot, in vista del campionato di lotta. Anthony Mackie interpreterà un promoter della boxe, mentre Evangeline Lilly sarà un’amica del personaggio di Hugh Jackman.

Fonte: Variety

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I 10 film più scaricati della settimana su BitTorrent

pubblicato da Carla Cigognini

the hurt locker foto film

E perché non fare una classifica sui film più scaricati? Eccola. Prendiamo i sette giorni della settimana trascorsa e come fonte BitTorrent, vediamo cosa salta fuori:

1. The Hurt Locker (probabilmente per l’effetto Oscar, prima non lo aveva visto nessuno…)
2. Percy Jackson e gli Dei dell’Olimpo - Il ladro di Fulmini
3. New Moon (!!!)
4. From Paris With Love
5. Sherlock Holmes
6. Ninja Assassin
7. Tra le nuvole
8. Legion
9. Boondock Saints II
10. Brooklyn’s Finest

Non vi chiedo cosa avete scaricato voi la settimana scorsa… ma… come vi sembra questa classifica? Valida?

Via: TorrentFreak

Alice in Wonderland continua a dominare il box office americano: 208 milioni di dollari

pubblicato da dr. apocalypse

alice in wonderland poster lungo

Dopo il weekend da guiness di 7 giorni fa, Alice in Wonderland di Tim Burton continua la sua marcia trionfale al box office Usa. Pesante il calo registrato dal film, -46.6% (Avatar al 2° fine settimana perse l’1,8%), con oltre 60 milioni di dollari raccolti negli ultimi 3 giorni, per un totale casalingo che al momento è arrivato ai 208 milioni di dollari, con una media per sala di 16,631 dollari, che worldwide diventano 428. Sempre più alla portata, a questo punto, il tetto del miliardo di dollari. Decisamente non esaltante l’esordio per il thriller Green Zone, costato ben 100 milioni di dollari ma capace di incassarne poco meno di 15 in questo primo fine settimana di programmazione, con una media per sala inferiore ai 5000 dollari. 3° piazza a sorpresa per la commedia She’s Out of My League, con poco meno di 10 milioni di dollari raccolti, mentre non ha fatto furore Remember Me, che conferma in qualche modo come Robert Pattinson funzioni soprattutto (se non solo) all’interno della saga Twilight. Poco più di 8 i milioni di dollari incassati, con una media per sala inferiore ai 4000 dollari.

Scivola così dal 3° al 5° posto Shutter Island di Martin Scorsese, capace comunque di perdere ’solo’ il 38% degli incassi, arrivato ai 108 milioni di dollari, seguito da un’altra commedia, Our Family Wedding, che esordisce positivamente con 7 milioni e mezzo di dollari e la 3° migliore media per sala della top10. Al 7° posto troviamo il film dei record, ovvero Avatar, capace dopo ben 13 settimane di incassare poco meno di 7 milioni di dollari, perdendo appena il 18% degli incassi ed arrivando ai 730 milioni di dollari casalinghi (worldwide sono 2,638,344,000… spaventoso), seguito da Brooklyn’s Finest, letteralmente crollato dal 2° all’8° posto, perdendo il 68% degli incassi ed arrivando ai 21 milioni di dollari, dopo esserne costati 18.

A chiudere la top10 troviamo così Cop Out, felice con 38 milioni di dollari in tasca, e The Crazies, soddisfatto con 33 milioni di dollari incassati, seguiti da Percy Jackson, già fuori dalla chart con ’solo’ 82 milioni di dollari incassati. Da segnalare infine la riuscita di The Hurt Locker in 349 copie, dopo il boom degli Oscar. Ebbene, neanche adesso il film riesce a conquistare l’attenzione degli americani, incassando appena 828,000 dollari, con una media per sala inferiore ai 3000 dollari. Ma attenzione al prossimo weekend, quando arriveranno Repo Men, Diary of a Wimpy Kid e soprattutto The Bounty Hunter. Resisterà Alice in testa al box office americano?

Oscar 2010: Kathryn Bigelow non è Leni Riefenstahl

pubblicato da Italo Moscati

kathryn-bigelow sul set di the hurt locker

Il post su Kathryn Bigelow e il film vincitore di un bel mazzetto di Oscar 2010, The Hurt Locker, dal titolo La Bigelow gira come un uomo(?), ha spinto molti amici a intervenire nel nostro blog. Tante le osservazioni interessanti, invito a rileggerle o ad andare a leggerle. Tanti anche i giudizi diversi sulla qualità del film e sull’opportunità di assegnargli tante statuette. Non mi sono sognato,e non mi sogno, di trarre conclusioni.

Il bello di CineBlog è la sua densa liquidità, nel senso che l’offerta pluralista dispensa dal fare bilanci che, nel cinema, e nel gioco delle opinioni, rischiano sempre di essere opinabili. Tuttavia, una cosa mi sento di dover dire. Riguarda le accuse ideologiche alla regista, addirittura bollata con la parola “fascista”. Io ho visto alla Mostra di Venezia il film- che mi piace moderatamente- e non ho avuto il bisogno di affibbiare questa etichetta.

Conosco, credo abbastanza bene, il cinema americano che racconta le guerre e penso che ci sia una profonda coerenza in esso che risulta dalle opere dei suoi registi più bravi. Ad esempio, sulla guerra in Vietnam si possono ricordare Francis Ford Coppola (“Apocalipse Now”), Stanley Kubrick (“Full Metal Jacket”), Oliver Stone (“Nato il 4 luglio”), Michael Cimino (“ Il cacciatore”), nomi a cui si possono aggiungerne tanti altri. Voglio anche ricordare, ad un altro livello, “Rambo” con Sylvester Stallone. Anch’esso, con tutto quando si può dire sul suo sfoggio di violenza, rientra in un atteggiamento generale di coerenza del cinema americano sulla guerra.

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Box Office Story: quando l'Oscar sbanca anche il botteghino

pubblicato da dr. apocalypse

Box Office Story: quando l'Oscar sbanca anche il botteghino

A 24 ore dal tanto chiacchierato Oscar come Miglior Film piovuto tra le mani di The Hurt Locker, dedichiamo la nostra Box Office Story agli ultimi 30 anni di Academy, puntando la nostra attenzione proprio sugli incassi realizzati dai titoli premiati con l’ambitissima statuetta. Il 1980 è l’anno che incorona a sorpresa Robert Redford con il suo Gente Comune, capace d’incassare 55 milioni di dollari solo negli Usa, battendo in volata titoli come The Elephant Man (26 milioni di dollari sul suolo americano), La ragazza di Nashville (67 milioni) e Toro Scatenato (23 milioni). Il 1982 è l’anno della sorpresa Momenti di Gloria, che incassa 58 milioni di dollari negli Usa, battendo a sorpresa I predatori dell’arca perduta (209 milioni solo negli States) e Sul lago dorato (120 milioni), mentre con il 1983 ecco che a trionfare è il biopic kolossal Ghandi, anche se con ’solo’ 52 milioni di dollari in tasca, ovvero una miseria rispetto ai 359 incassati negli Usa da E.T. e ai 177 di Tootsie.

Il 1984 è l’anno che riporta l’Oscar al film con gli incassi più alti tra i titoli presenti nella cinquina, ovvero Voglia di Tenerezza (108 milioni di dollari incassati), fatto che si ripete l’anno dopo con Amadeus (54 milioni di dollari) ma non nel 1986, con La Mia Africa (87 milioni di dollari incassati negli Usa), che batte Il Colore Viola (94 milioni). Con il 1986 Platoon non ha concorrenti forti, dal punto di vista del botteghino, dall’alto dei suoi 138 milioni di dollari incassati, al contrario de L’ultimo Imperatore, capace di vincere l’Oscar 12 mesi dopo con solo 43 milioni di dollari incassati negli Usa, battendo titoli come Attrazione fatale (156 milioni), Stregata dalla Luna (80 milioni) e Dentro la notizia (51 milioni di dollari).

Il 1988 riporta l’Oscar del Miglior Film al titolo con l’incasso maggiore, ovvero Rain Man (172 milioni di dollari incassati solo negli States), ripetendo il tutto 12 mesi dopo con A Spasso con Daisy (106 milioni di dollari) ma non nel 1990, quando Balla con i Lupi (184 milioni di dollari) straccia Ghost (primo in questa speciale classifica con 217 milioni di dollari raccolti). Nel 1991 Il silenzio degli Innocenti stravince agli Oscar, con 130 milioni di dollari incassati, perdendo invece la sfida del botteghino nei confronti de La bella e la Bestia (145 milioni di dollari), particolarità che non si ripeterà nei due anni successivi, quando prima Gli Spietati (101 milioni di dollari incassati) vince la statuetta ma perde al botteghino contro Codice d’Onore (141 milioni di dollari) e poi Schlinder’s List (96 milioni di dollari incassati) viene bissato al box office da Il Fuggitivo (190 milioni di dollari).

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Oscar 2010: il Presidente della Biennale Paolo Baratta su The Hurt Locker

pubblicato da Gabriele C.

Oscar 2011: il Presidente della Biennale Paolo Baratta su The Hurt Locker

Ricordate la querelle (vera o meno) tra Kathryn Bigelow e la Mostra del Cinema di Venezia? È giunta ieri una dichiarazione del Presidente della Biennale Paolo Baratta su The Hurt Locker, film diretto dalla Bigelow vincitore di 6 Oscar all’ultima edizione degli Academy Awards. Ecco le sue parole:

Sono lieto che The Hurt Locker di Kathryn Bigelow, oggi vincitore di 6 Oscar, sia stato selezionato in anteprima mondiale per il Concorso 2008 della Mostra di Venezia, diversamente dagli altri due film della stessa regista in precedenza presentati sempre alla Mostra ma fuori concorso, Strange Days (1995) e K-19: The Widowmaker (2002).

Naturalmente sono rammaricato che The Hurt Locker non sia stato premiato a Venezia, ma dobbiamo tener fede al principio dell’autonomia di giudizio delle giurie internazionali, che rappresentano un elemento caratterizzante tutti i grandi Festival cinematografici.

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Oscar 2010 - Kathryn Bigelow: premiata una donna che gira come un uomo (?)

pubblicato da Italo Moscati

kathryn bigelow oscar

Scrivo dopo la premiazione degli Oscar. Prendo atto che ha vinto tante statuette il film di Kathryn Bigelow, “The Hurt Locker”, sulla guerra in Iraq. L’ho visto all’ultima Mostra di Venezia. Mi era piaciuto per l’asciuttezza e l’intensità con cui racconta l’inferno iracheno che stenta a spegnersi, e che di tanto in tanto divampa di nuovo, bruciando corpi di civili, com’è accaduto alla vigilia delle elezioni politiche in quel paese.

Non è del film che voglio parlare, né del fatto, pure importante, che segna un punto fermo nella storia degli Oscar: per la prima volta premiata una regista donna. Era ora. Specie se come in questo caso la regista è brava e se lo merita, sottraendo statuette a iosa all’ex marito James Cameron che se n’è andato dalla premiazione con la statuetta fra le gambe come un cane bastonato, per il suo favoritissimo “Avatar”. L’Oscar è andato finalmente a una donna e non andò mai (contraddizioni) al grande Alfred Hitchcock che pure se lo sarebbe meritato per tanti suoi film, al di là della statuetta di consolazione allo scadere di una lunga carriera.

Dunque: voglio parlare di una frase colta al volo, nel corso di un’altra trasmissione radio; la seguente: “…la Bigelow gira come un uomo”. La frase viene pronunciata da una nota critica di cinema. Il tono è forse ironico o paradossale, non ho potuto cogliere l’intenzionalità delle parole. Ma, ecco, mi è rimasta una curiosità.

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