Ecco qui gli ultimi film del concorso e le ultime visioni di questa 27a edizione del Torino Film Festival 2009, in attesa di conoscere i vincitori. Domani potrete leggere le opinioni delle eventuali ultimissime visioni fuori concorso e il lungo post finale con commenti e voti su tutti i film visti.
The Shock Doctrine - di Mat Whitecross e Michael Winterbottom (Festa Mobile - Paesaggio con figure)
Dal libro omonimo di Naomi Klein (Shock Economy), un documentario che ripercorre le teorie in campo politico ed economico del liberista Milton Friedman e le sue possibili applicazioni in campo pratico, dal governo Thatcher alla dittatura di Pinochet, dalla caduta del Muro al governo Reagan: in tutti i casi si potrebbe pensare che uno shock sul popolo causato ad hoc sia servito per poter proprio applicare queste politiche…
Dopo il discusso Road to Guantanamo la coppia Whitecross e Winterbottom si riunisce e dirige un documentario breve, secco e convincente su un tema inquietante e che potrebbe riservare qualche contatto con Capitalism: A Love Story, ma solo in apparenza. Infatti rispetto al documentario di Moore The Shock Doctrine presenta solo filmati di repertorio e una conferenza della Klein: poco spazio al resto e all’”elaborazione artistica”.
Le conseguenze collaterali delle applicazioni delle teorie di Friedman sono agghiaccianti, soprattutto quando entrano in ballo violenza e tortura. I due registi si limitano, giustamente, a presentare i materiali e ad offrirne un punto di vista il più distaccato possibile: il risultato potrebbe essere discutibile, ma il lavoro presenta davvero quella “giusta distanza” che i detrattori di Moore ad esempio gli hanno sempre rimproverato di non avere.
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Al solito, leggendo il programma del Torino Film Festival ci si può perdere. In questo caso, è solamente un bene. La direzione passa da Nanni Moretti a Gianni Amelio, ma lo spirito (forse perché la squadra è sempre quella, capitanata da Emanuela Martini) resta uguale a quello delle passate edizioni. Dal 13 al 21 novembre il pubblico a Torino potrà godersi nove giorni di cinema, tra grandi anteprime e film piccolissimi, per un totale di più di 200 film.
Nei 16 film in concorso tornano in gara gli italiani, dopo l’assenza delle precedenti edizioni, con Pietro Marcello (regista del documentario Il passaggio della linea, visto a Venezia e poi acclamato in tutta Italia) che presenta La bocca del lupo, e Gioberto Pignatelli, che presenta Santina. Dagli Usa alle Filippine, dalla Romania alla Norvegia, dal Cile alla Francia, passando per l’estremo Oriente: il concorso della 27a edizione del Torino Film Festival è tutto da scoprire, in attesa di poter giudicare in prima persona le pellicole.
La nostra attenzione va a focalizzarsi infine tra i grandi titoli e i grandi autori di questa edizione. Qualche nome sparso: Fantastic Mr. Fox - Una volpe troppo furba, nuovo atteso film di Wes Anderson; Gigante di Adrián Biniez, Orso d’Argento a Berlino; Kinatay, il penultimo film del regista filippino Brillante Mendoza, ormai sdoganato da Cannes (ha vinto il premio per la regia proprio con Kinatay) e Venezia (dove ha presentato il bellissimo Lola); torna Shane Meadows, molto amato da Torino, con Le Donk & Scor-zay-zee; si continua poi con i nuovi Jonathan Demme, François Ozon, Christophe Honoré, Julien Temple. E, per gli appassionati, non mancherà finalmente anche qualche bell’horror. Senza dimenticare il film di apertura, l’atteso Nowhere boy, e l’anteprima di Tetro - Segreti di famiglia di Coppola. E poi le retrospettive su Ray, Oshima e quella su Nicolas Winding Refn (autore del potente Valhalla Rising), omaggi al cinema italiano e alla Nouvelle Vague, Kusturica e le sue 6 ore di Underground…
Il programma lo potete vedere sul sito ufficiale del festival; dopo il salto invece vi proponiamo le schede dei film in concorso e delle anteprima (ringraziamo Alphabet City).
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