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La Weinstein Company 'Cenerentola' del box office ma 'Regina' degli Oscar

pubblicato da dr. apocalypse

La Weinstein Company 'Cenerentola' del box office ma 'Regina' degli OscarHarvey e Bob Weinstein, ovvero i fratelli più potenti di Hollywood. Creata alla fine degli anni 70 la Miramax Films, i due Weinstein in pochi decenni tirano su un impero, diventando ‘micidiali’ soprattutto in casa Academy. L’apoteosi viene raggiunta nel 1998, anno dell’incredibile trionfo firmato Shakespeare in Love, ma i titoli da Oscar si sommano. Pulp Fiction, Il Paziente Inglese, Will Hunting, La vita è Bella, Chicago, fino all’arrivo del 2003, anno in cui la Miramax venne acquistata per 75 milioni di dollari dalla Walt Disney. Sembra tramontata un’epoca, la fine di Harvey e Bob, ma così non è. Perché nel 2005 i due fratelli danno vita a The Weinstein Company, riprendendo il discorso esattamente dove si era interrotto. Ovvero in casa Academy.

Il fiuto dei fratelli Weinstein torna infatti a colpire. The Reader nel 2008, A Single Man nel 2009, il trionfo del 2010 con Il Discorso del Re, e l’impresa del 2011, andata ‘in onda’ solo pochi giorni fa. Perché la Weinstein Company è la casa di distribuzione che può sbandierare il maggior numero di nomination all’Oscar, 16, in realtà figlie di un misero incasso al box office americano, pari a 38,326,084 dollari. A conti fatti solo 7,665,217 dollari a film, per quelli che possiamo considerare i veri ‘Re’ di casa Academy. ‘Padroni’ dell’Oscar, eppure ‘poveracci’ al botteghino americano. Almeno fino ad oggi, e se paragonati all’agguerrita e più ricca concorrenza. In seconda posizione due ‘colossi’ come Sony/Columbia e Paramount, a quota 13 candidature, ma con 216 e 252 milioni di dollari in tasca. La Disney, quarta e con ’solo’ 12 nomination all’attivo, di milioni di dollari ne ha incassati ben 414, la Paramount (5 nomination) addirittura 665.

Numeri eloquenti che ‘annientano’ al cinema la corazzata Weinstein Company, per poi soccombere dinanzi a critica e premi, che ancora una volta li vedono ‘vincere’ la sfida tra major. Almeno in quanto a ‘candidature’, perché il prossimo 26 febbraio al Kodak Theatre di Los Angeles potrà davvero succedere di tutto. Nella speranza che il ‘potere Weinstein’ possa tornare in scena anche l’anno prossimo, quando scoccherà l’ora di un nostro conoscente. Ovvero Paolo Sorrentino, il cui This Must Be the Place verrà distribuito negli Usa proprio da loro due. Harvey e Bob Weinstein.

Fonte foto: TMnews

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Machete ancora senza distibuzione perché fa schifo?

pubblicato da carloprevosti

MacheteBrutte notizie dal fronte Machete. Robert Rodriguez sembra non aver ancora trovato un distributore che faccia uscire il suo ultimo nelle sale americane. Il cast dovrebbe essere sufficiente per giustificare l’investimento, dopotutto ci sono Danny Trejo, Robert De Niro, Jessica Alba, Steven Seagal e Lindsay Lohan (ok, forse gli ultimi due non sono proprio una sicurezza, ma vabbé…).

A quanto pare c’erano ben sei “studios” interessati nello specifico Sony, Lionsgate, Warner Bros, Fox, Paramount e la Weinstein Company, che per altro ha distribuito Grindhouse, di cui Machete è una sorta di spin-off. I rappresentanti commerciali di ciascuno studio avrebbero visionato tra i 15 e i 30 minuti del film e gli entusiasmi dei giorni precedenti sembrano essersi molto raffreddati.

Alcune voci di corridoio vogliono che a Hollywood tutti si chiedano perché alla Weinstein non abbiano fatto valere la loro opzione sui diritti del film. Qualcuno dice che la società avrebbe problemi nello sborsare i 9 milioni di dollari necessari, ma una dichiarazione anonima proveniente direttamente dalla Weinstein sostiene che, sebbene avrebbero potuto acqueistare i diritti a meno di 4 milioni, lo spezzone di film visto non li ha decisamente colpiti. “It’s not very good at all”, in pratica il film di Rodriguez farebbe schifo. Sarà vero?

Update - La fonte della notizia sulla Weinstein è in realtà questa. In effetti la Fox ha acquistato i diritti. Evidentemente fra le righe del commento del delegato Weinstein si potrebbe leggere un po’ di “astio” per aver perso il film. O semplicemente il film fa schifo davvero. Lo vedremo!

Fonte| Deadline