Oriente. Ci prendiamo ancora due righe per parlare della distribuzione del cinema orientale nel nostro paese. Qualche anno fa uscivano in sala i film di Park Chan-wook, di Kim Ki-duk, di Tsai Ming-liang, di Stephen Chow (uccisi dal doppiaggio, certo…), anche un gran film di Im Kwon-taek, per esempio, oltre ai “soliti” Kitano, Miyazaki e qualche horror post-Ringu. Gli estimatori del cinema del lontano est sapevano che ne veniva però distribuita solo una gocciolina rispetto al mare prodotto, ma confrontando quegli anni a quelli più recenti un po’ (addirittura) li si rimpiange (che fine hanno fatto tutti gli ultimi lavori prodotti da quasi tutti i nomi citati prima?). Ci viene in aiuto però la Tucker, che si è presa la briga di portare in sala grandi titoli anche per la stagione che verrà. Si (ri)comincia da oggi con un bel Tsui Hark, Detective Dee e il mistero della fiamma fantasma, passato a Venezia esattamente un anno fa. Sono persone che credono nel cinema che distribuiscono, che credono ancora nel pubblico e che sanno bene che un Confessions distribuito in sala può ancora fare la (nostra) differenza: massimo rispetto.
Di seguito trovate le trame di tutti i film, i trailer italiani e le nostre recensioni.
Cocapop: un appartamento di Roma si trasforma in un luogo dove si alternano tre storie di cocaina. Il racconto si svolge in un arco di tempo “circolare” in cui ogni personaggio potrebbe vivere o aver vissuto la vita dell’altro, attraversando tre generazioni dai 20 ai 70 anni. Dietro la facciata da “routine” scopriamo anime fragili che lottano contro le proprie paure e cercano di affrontare quel “vuoto psicologico” che ha generato il contatto con la droga e che la droga stessa alimenta dando l’illusione di poterlo riempire. Film italiano diretto da Pasquale Pozzessere; con Lisa Gastoni, Anita Caprioli, Stefano Dionisi, Arnaldo Ninchi e Stefano Masciolini. Qui il trailer italiano. (Da mercoledì in sala)
Come trovare nel modo giusto l’uomo sbagliato: tre amiche sono ad un passo dal dover affrontare un clamoroso cambiamento all’interno della loro vita. Sofia ha alle spalle una lunga serie di relazioni sbagliate; Alice, fotoreporter di guerra, è costretta, per mancanza di lavoro, ad occuparsi di fotoromanzi; Penelope, bella e svampita, è alla ricerca dell’uomo ideale… Dal romanzo di Daniela Cursi Masella, una commedia diretta dall’autrice del libro assieme a Salvatore Allocca. Con Francesca Inaudi, Giulia Bevilacqua, Giorgia Surina, Enrico Silvestrin e Mehdi Nebbou. Qui il trailer italiano.
Il cinema inglese non ha ancora terminato di elaborare le problematiche sociali che la Gran Bretagna ha sofferto negli anni Ottanta per le politiche thatcheriane. Affianco a nomi noti come Ken Loach, Stephen Frears, Alan Parker, Mike Leigh e più recentemente Peter Cattaneo, dovrebbe spiccare il nome di Sheane Meadows, autore che da anni concentra i suoi lavori sulla working class operaia inglese di quegli anni. Misteriosamente in Italia il suo cinema è stato dimenticato dalla distribuzione, che ha portato in sala solo il suo C’era una volta in Inghilterra (Once Upon a Time in the Midlands, 2002) forse il meno convincente tra i titoli firmati da Meadow.
This is England, Vincitore del Premio Speciale della Giuria al Festival Internazionale del Film di Roma e di numerosi altri Premi internazionali, è forse il suo film più riuscito, uno spaccato durissimo dell’Inghilterra degli anni ’80, dove la politica e la disoccupazione hanno dato vista a fenomeni di devianza di dimensioni preoccupanti (i corsi e ricorsi storici oggi hanno mostrato un’attualità non lontana da quella raccontata nel film).
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Arriva finalmente anche in Italia, con un ritardo di oltre cinque anni, il titolo più acclamato di uno degli autori inglesi che la distribuzione italiana ha maggiormente snobbato, Shane Meadows. Arrivato nelle nostre sala con C’era una volta in Inghilterra, ovviamente tra i suoi lavori meno interessanti, e da poco distribuito in home video con Dead Man’s Shoes, Meadows con This is England ci racconta il romanzo di formazione di un ragazzino che in mezzo a un gruppo di skin pensa di aver trovato chi lo rispetta e non lo prende più per i fondelli.
Il protagonista è Shaun, ha dodici anni ed è pieno di problemi, siamo nell’Inghilterra dei primi anni Ottanta. La mancanza del padre, appena morto in guerra, si fa sentire e a scuola l’ambiente non è dei migliori. Solo i suoi amici skinhead lo difendono, presto Shaun diventa uno di loro. Sarà però un estremista, entrato nel gruppo, che gli farà aprire gli occhi su quello che sta succedendo.
Il capolavoro di Shane Meadows sarà distribuito nelle sale da Officine UBU, nelle sale dal 26 Agosto.
Shane Meadows è il regista del thriller Dead Man’s Shoes - Cinque giorni di vendetta, interpretato da Paddy Considine, Toby Kebbell, Gary Stretch.
Trama: Richard (Paddy Considine) e Anthony sono due fratelli. Richard parte come soldato e lascia solo Anthony; il ragazzo ha un ritardo mentale e viene preso di mira da alcuni delinquenti. Quando Richard torna a casa decide di vendicarsi…
Il film è ben realizzato, teso e asciutto nella sua razionale lucidità mentale. Richard ama il fratello e per lui farebbe qualsiasi cosa, anche uccidere. Rimarrete spiazzati dalla sua decisione finale. Shane Meadows è il regista di This Is England, film drammatico sulla cultura skinhead inglese, premiato e applaudito in tutto il mondo.
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Siete tra quelli che aspettano un film particolare al cinema e poi… non viene distribuito? Lo sapete che ogni anno, nel mondo, vengono prodotti circa 25.000 film? E di questi meno di 500 vengono distribuiti in Italia. Ecco perché nasce la rassegna I Dispersi che ha scelto quattro titoli tra i tanti che vengono ‘persi per strada’. Ecco il programma milanese:
Martedì 23 settembre ore 21.30: The Tracey Fragments di Bruce Mcdonald. Un film interamente girato in split screen e premiato nei festival di Berlino e Torino. Ellen Page, la giovane interprete di Juno, è un’adolescente alle prese con una famiglia disagiata e con la scomparsa del più giovane fratello, per un’opera vera e sincera che sfrutta il linguaggio per mostrare il disagio di una generazione.
Martedì 30 settembre ore 21.30: Primer di Shane Carruth. Che cosa succederebbe se si scoprisse di aver inventato una macchina del tempo che funziona davvero? Shane Carruth scrive, dirige, monta, musica e produce un film sulla coscienza di sé e sul tempo. Un piccolo film indipendente, costato solo cinquemila dollari e vincitore del gran premio della giuria al Sundance Festival 2004.
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