Cari amici cinefili doc, godete pure con noi: finalmente Life During Wartime arriva in sala. Il nuovo splendido film del geniale Todd Solondz sbarcherà nei nostri cinema a partire dal 16 aprile grazie alla piccola Archibald, che nel 2010 ci ha già regalato A Single Man.
Presentato in concorso a Venezia, dove è stato premiato con l’Osella per la miglior sceneggiatura, e vincitore del primo Mouse d’Oro, Life During Wartime è il sequel del capolavoro assoluto del regista, ovvero Happiness: ne riprende i personaggi, ma l’autore gioca con le loro età, il colore della pelle e il tempo (sono passati 10 anni dai fatti raccontati nel precedente film… ma non per tutti!). Tutti i personaggi sono quindi interpretati anche da attori diversi. Ritornano le tre sorelle Joy, Trish e Helen, e per loro e tutti i vecchi personaggi è il momento della resa dei conti…
“Festeggiamo” lo sbarco in Italia di uno dei film più belli dell’anno regalandovi ovviamente il trailer internazionale del film, la locandina ufficiale e una prima locandina italiana. Trovate tutto dopo il salto.

La sala è piena. Siamo lì, nella Sala Petrassi dell’Auditorium romano, per vedere uno dei film più attesi del Festival di Roma 2009, A Serious Man di Joel ed Ethan Coen, fuori concorso. Il film nel titolo indica come protagonista un “uomo serio” che è un tipo normale, persino troppo normale. Si tratta di un film serissimo con larghe aperture all’ironia, anzi ad una satira staffilante.
Sono un seguace dei Coen e ne apprezzo la duttilità, le capacità, la precisione. Il loro film che preferisco, fra i molti che hanno realizzato, è “Blood Simple”, il primo lungometraggio da loro diretto. Adoro le opere prime quando sono fatte da persone di talento.
Questo “A Serious Man” è , ripeto, un film serio, serissimo, e curioso. Racconta di un prof di fisica che vive in una landa americana sperduta, ma con università, e con un paesaggio simile ai vuoti di spazio di Giorgio De Chirico. La moglie vuole divorziare e il prof entra in crisi.
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Siete appassionati del cinema di Todd Solondz e non sapete che fare nell’attesa di vedere Life During Wartime al cinema? Arriviamo in soccorso noi, in attesa di sapere dalla Archibald quando l’ultima fatica del geniale regista arriverà nelle sale italiane.
Vincitore a Venezia dell’Osella per la miglior sceneggiatura, acclamato dalla critica e dal pubblico, e vincitore del Mouse d’Oro come miglior film del concorso secondo la critica on-line, Life During Wartime è il sequel-variazione di Happiness secondo la costruzione dei personaggi alla “Palindromi“, con ritorni anche da Fuga dalla scuola media, e che conferma non a caso l’unicità di Solondz come autore e “storyteller“.
Dopo Happiness, racconto corale sull’infelicità intrinseca nella natura umana, girandola depravata, frustrata e tristissima della borghesia americana, Life During Wartime è il film delle conseguenze, speculare nella narrazione rispetto al prototipo (noterete i vari rimandi ad Happiness sin dalle primissime immagini). Cambiano tutti gli attori, cambia anche l’ambientazione, cambiano anni e colori: ma Solondz resta sempre unico nel raccontare i loro destini e le loro solitudini, nell’indecisione di scegliere tra perdono, democrazia e un voto a McCain o Obama.
Mentre lo aspettiamo, godiamoci questo video che presenta interviste e finalmente i primi spezzoni della pellicola. Lo trovate dopo il salto.
Continua a leggere: Life During Wartime: video dal film di Todd Solondz premiato a Venezia
Si sono spente le luci ed è calato il sipario sulla 66esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Qui l’elenco di tutti i premi ed i premiati. In quest’ultima fotogallery Veneziana, vi offriamo le immagini di tutti i vincitori, degli ospiti in passerella e di Sylvester Stallone, presente al Lido per ritirare il premio Jager Le Coutre “Glory to the Filmmaker Award”.
Cliccate su continua e diteci: siete soddisfatti del lavoro svolto dalle giurie? Oppure avreste voluto assegnare i premi a qualcun’altro?
Cartoline da Venezia 66 - tutti i vincitori. A Stallone il Glory to the Filmmaker Award

Vincono la voglia di pace e la voglia di convivenza in una democrazia degna di tal nome. E’ questo il verdetto della Giuria Internazionale della 66. Mostra del Cinema di Venezia. Il Leone d’Oro al bellissimo e forte Lebanon guarda alla memoria dei soldati che sono sopravvissuti alla guerra ma continuano a ricordare immagini terribili, traumi mai sorpassati.
Il Leone d’Argento a Shirin Neshat per la sua elegantissima regia di Women Without Men dà l’occasione all’artista di poter ribadire ancora la pace e la convivenza con il suo popolo, l’Iran, con un film di urgente attualità. Anche il Premio della Giuria al folle e divertentissimo Soul Kitchen di Fatih Akin alla fine porta in senso lato un messaggio che si può riportare alla convivenza e alla felicità: solo volendo e credendoci si possono ottenere risultati impensati.
Colin Firth vince meritatamente la Coppa Volpi per la sua misurata e commovente interpretazione nella sorpresa A single man di Tom Ford; faranno discutere invece - possiamo immaginare - la Coppa Volpi a Ksenia Rappoport (in realtà davvero brava) per La doppia ora e il Premio Mastroianni a Jasmine Trinca per Il Grande Sogno, che rivelazione fu forse ancora con La stanza del figlio e La meglio gioventù.
Continua a leggere: Venezia 66: Leone d'Oro a Lebanon di Samuel Maoz - Tutti i premi del festival
Il Mouse d’oro, premio della critica online, nato da un’idea della webzine Hideout, è stato assegnato a Life During Wartime di Todd Solondz con la seguente motivazione:
“Per aver saputo creare un’opera fresca e divertente, pur riflettendo approfonditamente sulla quotidianità e la contemporaneità, attraverso un linguaggio innovativo e molto personale”.
Mouse d’Argento 2009 è La Danse – Le ballet dell’Opéra de Paris di Frederick Wiseman per:
“Aver confermato l’abilità e la lucidità del suo sguardo sul mondo, sia che si parli di ambienti ospedalieri, come nei suoi primi lavori, sia affrontando l’austero mondo della danza classica”.

Difficile, se non impossibile, riuscire a seguire tutti gli eventi della Mostra del Cinema e trovare anche il tempo per scriverne (a meno di non essere dotati del dono dell’ubiquità!). Nonostante ciascun film venga riproposto più di una volta, in sale ed orari diversi, anche saltando i pasti e dormendo solo 4 o 5 ore per notte, si finisce invariabilmente col vedersi costretti a rinunciare a qualcosa…è come se il Lido fosse popolato da migliaia di repliche del Bianconiglio, sempre tutti di corsa, affannati, preoccupati perchè “…è tardi, è tardi. è tardi!!”
Life During Wartime - di Todd Solondz (Concorso)
Ovvero, la vita ed il sogno americano visti attraverso gli occhi di Solondz, situazioni portate all’eccesso e fortemente venate di acido cinismo, che sconfinano nel grottesco. Eventi drammatici che diventano, volutamente ed intelligentemente, tragicomici e strappano qualche risata al pubblico in sala. Lontano dall’essere un film facilmente fruibile dal pubblico di massa, Life During Wartimes vanta una fotografia splendida e curatissima. Riemergono i temi già affrontati in Happiness, le perversioni sessuali, la pedofilia, gli psicofarmaci presi come fossero caramelle e somministrati con leggerezza anche ai più piccoli, soprattutto si parla di un grande, immenso bisogno di normalità e di perdono…da ricevere o da concedere.
Le sorelle Joy, Trish ed Helen hanno ciascuna i propri fantasmi da affrontare, alcuni quasi tangibili e tanto reali da poterci conversare; altri nascosti nei meandri nella memoria, dove a volte si cerca di relegare ciò che ci spaventa o ci fa soffrire, per non dover sopportare nuovo dolore.
Continua a leggere: Giorno 3 a Venezia 2009 - Life During Wartime, L'Amore e Basta

Prime belle soddisfazioni dal concorso di Venezia grazie ai tre nuovi film in gara per il Leone d’Oro, tra cui i due primi americani. Piccola nota, visto che anche altri siti ne hanno giustamente parlato: è vergognoso che in un festival come Venezia si debba assistere a scene come quelle che gli accreditati hanno vissuto in Sala Darsena per il film di Todd Solondz. Proiezione in ritardo, rimandata due volte; s’inizia con circa 40 minuti di ritardo, e quando la pellicola parte i sottotitoli non sono in sincrono. Di almeno una ventina di secondi. Ululati e proteste non servono a fermare l’ignobile proiezione. A metà la cosa di sistema, ma nell’ultima parte ricomincia. Evviva la Mostra…
The Road - di John Hillcoat (Concorso)
E’ un film cupissimo quello di Hillcoat, tratto dal bellissimo libro di McCarthy. Il romanzo, Premio Pulitzer nel 2007, ha fatto discutere anche gli appassionati dello scrittore, ma è innegabile che abbia stile e colpisca. The Road è una trasposizione fedele, e al di là di questo potrebbe essere preso ad esempio come trasposizione che non snatura la fonte d’origine e al tempo stesso riesce ad essere un film personale.
Hillcoat si era già fatto notare per il suo splendido The Proposition, emozionante western crepuscolare che ridava linfa al genere. Ora con The Road ritorna a convincere, guadagnandosi un piccolo spazio tra i nuovi registi da continuare a tenere d’occhio. Il suo film post-apocalittico è angosciante, opprimente, a tratti agghiacciante.
Continua a leggere: Giorno 2 a Venezia 2009: The Road - Life during wartime
Sono sbarcati al Lido Nicolas Cage ed Eva Mendes, protagonisti di Bad Lieutenant: Port of Call New Orleans, di Werner Herzog, in programma domani sera qui alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Oggi però, tutti i riflettori sono puntati su Viggo Mortensen e sul piccolo Kodi Smit-McPhee, ottimi interpreti del pessimistico The Road, film post-apocalittico diretto da John Hillcoat, che sicuramente farà discutere molto e dividerà tanto il pubblico quanto la critica.
Presenti al Lido anche Angela Ismailos, Todd Haynes e John Sayles per presentare il documentario Great Directors; e Todd Solondz accompagnato dal direttore della fotografia Edward Lachman e da Shirley Henderson, protagonista di Life During Wartime. Le tre Giurie di Venezia 66 (Concorso, Orizzonti e Premio Venezia Opera Prima) presiedute, rispettivamente, da Ang Lee, Pere Portabella e Haile Gerima, hanno posato al gran completo per i fotografi, prima di tornare ai propri impegni.
Dopo il salto la galleria fotografica con tutte le immagini della giornata, in attesa di aggiungere quelle del red carpet di The Road, nella seconda serata di oggi.
Cartoline da Venezia 66 - Viggo Mortensen, Eva Mendes e Nicolas Cage sono le star della giornata
Ad oggi, Life during wartime è uno dei film più misteriosi e segreti del concorso della 66. Mostra del Cinema di Venezia. Di sicuro, è il titolo americano di cui si sa meno. Dopotutto, è lo stesso Todd Solondz che ha voluto mantenere il silenzio attorno alla sua nuova fatica, ammettendo semplicemente che si tratterà di un (folle) sequel del suo capolavoro Happiness. Se per ora non esistono immagini o trailer, possiamo comunque iniziare a tracciare una specie di trama partendo dai personaggi di Life during wartime.
Joy: interpretata in Happiness da Jane Adams e in Life during wartime da Shirley Henderson, è la trentenne frustrata e ingannata dai maschietti; oggi scappa dal marito (Allen: se non ricordate chi è… continuate a leggere!), ed è corteggiata dal fantasma dell’ex fidanzato Andy (Paul Reubens (!) al posto di Jon Lovitz), morto suicida per lei.
Trish: sorella di Joy e Helen, interpretata nel sequel da Allison Janney che sostituisce Cynthia Stevenson; in Happiness scopriva che il marito Bill era un pedofilo, spera di trovare una nuova stabilità nel rapporto con Harvey (Michael Lerner), un uomo appena divorziato.
Bill: il marito di Trish esce di prigione! In Happiness era Dylan Baker, qui Ciaran Hinds. Tornano anche i tre figli della coppia: Billy, quello ossessionato dalla masturbazione che finalmente alla fine del film riusciva a venire, con Chris Marquette che sostituisce Rufus Read; poi Timmy, da Justin Elvin a Dylan Riley Snyder, e la sorellina Chloe, da Lila Glantzman-Leib a Emma Hinz.