Come sarebbero stati alcuni tra i più celebri film degli ultimi dieci anni se questi fossero stati realizzati almeno mezzo secolo fa, magari in un universo parallelo?
A questa strampalata domanda hanno cercato di dare una risposta sul blog Behance, dove si sono divertiti a ipotizzare delle locandine ad hoc per ogni film, scegliendo anche degli attori “alternativi” che avrebbero preso il posto di protagonista di ciascuna pellicola…
Ammetto che alcune idee potrebbero solleticare la fantasia di tanti cinefili, come un 2001 Odissea nello spazio in versione Fritz Lang tanto per citarne uno…
Continua a leggere: Locandine di film celebri da un universo parallelo

Oggi, 19 novembre 2011, si celebra il World Toilet Day nato dall’Organizzazione Mondiale della Toilette (WTO - World Toilet Organization), un’organizzazione non-profit per migliorare le condizioni igienico sanitarie dei bagni nel mondo. L’organizzazione è stata fondata nel 2001 e oggi vogliamo festeggiare con voi anche la stanza da bagno con 9 scene di film ambientate in questo fantastico contesto.
- I diabolici (1955 di Henri-Georges Clouzot): Michel muore nella vasca, annegato, per mano di Nicole (Simone Signoret) e Christina (Vera Clouzot). Ohsantocielo, ma sarà morto davvero?
- Psycho (1960 di Alfred Hitchcock): l’omicidio nella doccia (vabbé, da quell’anno nessuno si è più lavato tranquillamente)…
- Shining (1980 di Stanley Kubrick): il bagno è veramente molto usato in questo film, ci avete fatto caso? Si vede all’inizio, quando Danny parla con Tony. Quando Jack (Jack Nicholson) incontra la donna nuda nella stanza 237. E ancora: Jack incontra Mr. Grady proprio in un bagno, rosso rosso. E infine Wendy si barrica nel bagno per sfuggire all’ira del marito. E comunque Kubrick mostra il bagno in ogni suo film, partendo da Lolita (1962)…
- La mosca (1986 di David Cronenberg): avete presente quando la mattina vi svegliate, andate in bagno, vi guardate allo specchio e trovate un enorme brufolo sul naso? Seth Brundle (Jeff Goldblum) non è così fortunato: proprio in bagno scopre la sua orrenda trasformazione in mosca.
- Full Metal Jacket (1987 di Stanley Kubrick): si svolge nei bagni l’omicidio del Sergente Maggiore Hartman e il suicidio di Palla di lardo (un fantastico Vincent D’Onofrio)
- Tutti pazzi per Mary (1988 di Bobby e Peter Farrelly): la preparazione tutta speciale di Ben Stiller per andare all’appuntamento con Cameron Diaz (”Cos’è quello? Gel per capelli?”). Dello stesso film la scena in cui il pene di Ben rimane incastrato nella cerniera dei pantaloni. Dolore dolore.
- Arma Letale 2 (1989 di Richard Donner): ma chi è quell’idiota che mette una bomba nel cesso? Ne sa qualcosa lo sfortunato agente Murtaugh (Danny Glover)!
- Trainspotting (1996 di Danny Boyle): impossibile non avere l’urto di vomito quando Ewan McGregor entra nel cesso più orrendo della Scozia. E ci entra davvero!
- American Beauty (1999 di Sam Mendes): come dimenticare la scena di Angela (Mena Suvari) nella vasca da bagno piena di rose? Kevin Spacey non l’ha dimenticata di certo.
Sì, sono 9. Il numero 10 ce lo dite voi! Usate i commenti!

Manchester, 20 ottobre 1956: nasce Danny Boyle, regista, sceneggiatore e produttore cinematografico inglese. Cineblog oggi lo festeggia con un sondaggio e chiede a voi lettori di scegliere tra la sua filmografia il vostro film preferito. Votate e nei commenti diteci cosa avete scelto e perché.
Guardando la lista mi rendo conto improvvisamente che per me sarà difficilissimo votare. Vado a pensarci. Danny Boyle ora è al lavoro al film Trance.
Quando si pensa al cinema ci si immagina soprattutto dei dialoghi, come se il monologo fosse un’esclusiva del teatro o giù di lì. In realtà la storia insegna che il cinema è ricco di grandi monologhi. Tristi o divertenti, profondi o surreali, saggi o arrabbiati: quella tra monologhi e cinema è un’unione di vecchia data. A partire da oggi e, a seguire nei prossimi giorni, ve ne proporrò un po’, quelli che secondo me possono essere considerati i migliori.
Partiamo con Trainspotting il film di Danny Boyle del 1996 con Ewan McGregor e Robert Carlyle in cui si raccontano le vicende di un gruppo di amici eroinomani ed emarginati dei bassifondi di Edimburgo. Vero e proprio cult degli anni 90, Trainspotting lanciò la carriera di Ewan Mc Gregor e fece conoscere a una generazione di adolescenti italiani la penna sfrontata e abrasiva di uno scrittore che sarebbe diventato famosissimo: Irvine Welsh, autore del libro omonimo da cui fu tratto il film e che ha anche una piccola parte nello stesso (è lo spacciatore Mikey Forrester).
Io, che il libro l’ho letto molti, moltissimi anni fa, non ricordo più se si concludeva con le esatte parole del video che vi mostro sopra, o meno; quello che è sicuro è che la scena finale, il monologo di Ewan McGregor/Renton contribuì moltissimo al successo del film. Non solo per le parole, un sarcastico inno alla vita medioborghese, ma anche per la colonna sonora. L’indimenticabile Born Slippy NUXX Version degli Underworld che fece conoscere a tutto il mondo la rave-culture inglese e che trovate, per intero, in un altro video dopo il salto. Ah, e mi raccomando: scegliete la vita!
Continua a leggere: Le scene cult: il Monologo di Renton in Trainspotting - Il video
Riceviamo una mail:
“Gentile redazione, mi chiamo Matteo Guazzone e sono un grafico pubblicitario appassionato di cinema. Ho rivisitato in stile minimale delle locandine, stilizzandole attraverso un oggetto identificativo del film stesso. Eccone qualcuna, cordiali saluti”.
Che ne dite? Riconoscete i film anche senza leggere il titolo?
Le locandine minimaliste di Matteo Guazzone






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Il mondo di Horten (O’ Horten), di by Bent Hamer con Baard Owe, Espen Skjønberg, Ghita Nørby.
La vita di Odd Horten è fatta di monotonia, routine e rituali quotidiani. Per tanti anni Odd ha condotto un treno sulla stessa tratta, arrivando a conoscerne ogni centimetro alla perfezione. Dopo quaranta anni di lavoro ora è giunto il momento della pensione, un sogno per tanti e un incubo per qualcuno. La routine di Odd rischia di cambiare definitivamente lasciandolo in un futuro imprevisto. Cosa succederà di lui?
Chi fa cinema sa che una delle situazioni più difficili da raccontare attraverso le immagini è la sensazione di ripetitività e di routine. Facilissimo utilizzare metafore visive o tecniche di montaggio piuttosto logore per rappresentare come un giorno possa essere uguale a tanti altri. La prima sequenza de Il Mondo di Horten rappresenta come, senza fronzoli, la descrizione di alcuni semplici gesti possano immediatamente suggerire allo spettatore come questi siano una consuetudine che da quasi quarantanni governa la vita del protagonista Odd. Un’incipit folgorante nella sua normalità che, è importante sottolineare, non coincide con la banalità.
Odd Horten è un pilota di treni che da decenni conduce il suo convoglio lungo le innevate valli della Norvegia. La sua vita solitaria procede come i binari del suo treno. Ogni giorno sa esattamente dove lo porterà e avrà la certezza di tornare per lo stesso tragitto. L’abitudine è un sicurezza, un ancora di salvezza a cui è possibile radicare la propria intera esistenza. I piccoli rimorsi dei rischi non corsi durante la vita donano agli occhi azzurri di Odd una luce malinconica, ma alle porte della pensione la sua non è stata una vita sprecata. Il riconoscimento da parte dei colleghi per un’onorata carriera, una piccola locomotiva d’argento, rappresenta però un elemento simbolico, un punto di rottura tra un passato di certezze e un futuro di incognite.

E’ stato presentato al Sundance Film Festival lo scorso mese di gennaio, ricevendo ottime critiche, The Merry Gentleman, debutto di Michael Keaton alla regia. Ad interpretare il dramma, scritto da Ron Lazzeretti, troviamo lo stesso Keaton e Kelly Macdonald, già apprezzata in Trainspotting, Gosford Park e Non è un Paese per Vecchi.
In fuga da un matrimonio infelice, Kate Frazier spera di trovare l’anonimato e la serenità trasferendosi a vivere e trovando un nuovo lavoro a Chicago. Kate, timida e riservata, mantiene le distanze dagli amici, dai colleghi di lavoro e dagli uomini che flirtano con lei, evitando di rispondere a imbarazzanti domande sul suo recente passato e sul suo arrivo in città. Quando Kate incontra Frank Logan, un killer professionista perseguitato dalle scelte fatte in passato, i due scoprondo di avere molto in comune e nasce un’amicizia fatta di lunghi silenzi, alla quale entrambi si aggrappano in cerca di redenzione.
Purtroppo, però, nessuno può sfuggire definitivamente al proprio destino e Frank è costretto a fare i conti con l’uomo che era un tempo, mentre Kate lotta per diventare la donna forte che la situazione richiede lei sia. Dopo l’interruzione vi attende il trailer. E noi restiamo in attesa dei vostri commenti.
Fonte: Sito Ufficiale
Continua a leggere: Ecco il trailer di The Merry Gentleman, debutto registico di Michael Keaton
The Millionaire (Slumdog Millionaire, commedia drammatica, G. B.-USA 2008) Regia di Danny Boyle, con Dev Patel, Anil Kapoor, Freida Pinto, Madhur Mittal, Irfan Khan, Azharuddin Mohammed Ismail, Ayush Mahesh Khedekar.
Jamal Malik è orfano, ha passato l’infanzia e l’adolescenza vivendo di espedienti, insieme al fratello, sopravvivendo come poteva nella miseria e nella violenza delle baraccopoli. Oggi ha 18 anni, un modesto impiego come ‘ragazzo del tè’ in un call center di Mumbai e una possibilità per realizzare un sogno: è il concorrente di Chi vuol essere Milionario. Contro ogni previsione, Jamal riesce a rispondere correttamente a tutte le domande. Gli manca solo l’ultima per vincere l’intero montepremi di 20 milioni di rupie.
Accusato di aver imbrogliato, viene arrestato e malmenato dalla polizia. All’agente che lo interroga, Jamal racconta - in una serie di flash-back - la propria incredibile storia, i drammi e le disavventure, l’amore per Latika, conosciuta da bambino e poi persa… Ora Jamal dovrà riuscire a convincere la polizia della propria innocenza, rispondere all’ultima domanda e ritrovare la ragazza dei suoi sogni. Ma come è arrivato fino a questo punto uno straccione come lui, che non ha mai avuto la possibilità di studiare? Ha barato? Ha avuto solo fortuna? E’ un genio? O forse…era scritto. Al cinema da venerdì 5 dicembre.
Continua a leggere: The Millionaire - Recensione in Anteprima

Lo scozzese Kevin McKidd (che, ad onor di cronaca, è stato fra i favoriti anche per il ruolo di Thor, nuova produzione Marvel diretta da Matthew Vaughn) ha confermato in diretta, durante una intervista per una radio di Dublino, di essere stato contattato dalla produzione del remake di Highlander. A quanto sembra gli sarebbe stato offerto il ruolo che fu di Christopher Lambert.
Come ce lo vedreste il Tommy di Trainspotting a vestire il kilt e ad impugnare lo spadone di di Connor McLeod? La sottoscritta resta dell’idea che senza le musiche dei mitici Queen, senza Lambert e senza Sean Connery, non sia umanamente possibile realizzare un degno remake di Highlander…
Fonte: JoBlo e CinemaBlend

Da noi 28 settimane dopo esce il 7 settembre, mentre negli States il pubblico ha già avuto modo di vederselo e anche di apprezzarlo.
Mentre aspettiamo con fiducia di vedere questo sequel, Bloody Disgusting riporta una news fresca fresca…
Danny Boyle, il regista del primo capitolo, non aveva accettato di dirigere il sequel perchè impegnato nel progetto Sunshine (uno dei film più sottovalutati della stagione), ma dice di aver partecipato comunque, anche dirigendo qualche sequenza, a questo film. Pare che tutto questo gli abbia dato nuove idee per un possibile 28 months later: Boyle tuttavia ci deve ancora pensare su a tornare dietro la macchina da presa per un possibile sequel. Anche perchè moltissimi spettatori si aspettano la versione cinematografica di Porno di Welsh, seguito di Trainspotting.