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E’ ormai pronta a parire la 6° edizione del Laurafilmfestival, che si terrà a Levanto dal 15 al 19 luglio 2009. Kermesse cinematografica nata nel ricordo di Laura Morandini, tra proiezioni di cortometraggi, documentari e film italiani dell’ultima stagione, spiccheranno il convegno su Cinema e Informazione il 18 luglio e l’anteprima nazionale del film Genova di Michael Winterbottom, alla presenza dell’attore inglese protagonista Colin Firth, domenica 19 luglio alle 21:30 nella bellissima cornice di Villa Agnelli.
Altre tre importanti star italiane saranno ospiti del Laurafilmfestival: Kasia Smutniak, con il film Tutta colpa di Giuda di Davide Ferrario, che verrà presentato il 15 luglio nella sezione “rassegna italiana”; Alba Rohrwacher con il film di Gianluca Greco Vado bene o No?, che verrà presentato il 18 luglio nella sezione “sguardi sul cinema”, e infine, per il terzo anno consecutivo, Alessio Boni con il film Complici del Silenzio di Stefano Incerti che verrà presentato il 18 luglio nella sezione “rassegna italiana”.
Non sono molti i film in uscita da oggi nelle nostre sale, però i cinefili avranno sicuramente qualche film da segnarsi in agenda. Ad esempio, si potrebbe iniziare con la prima parte del progetto che Soderbergh ha dedicato al Che, ovvero Che - L’argentino. Si potrebbe poi proseguire con Tutta colpa di Giuda, curiosa pellicola diretta da Davide Ferrario che fonde commedia, film carcerario e musical. Ultimo “consiglio”: chi vuole seguire la carriera di Tony Gilroy, sceneggiatore della saga di Bourne, troverà in sala il suo secondo film da regista, Duplicity. Chi ama il trash involontario, non si perda invece ovviamente Dragonball Evolution.
Di seguito trovate trame e recensioni dei sei film in uscita da questo venerdì.
La Bohème - il film: un film tratto dalla celeberrima opera di Giacomo Puccini; arriva quindi al cinema la storia d’amore tra il poeta Rodolfo e Mimì, malata di tubercolosi. Dirige Robert Dornhelm. Con Anna Netrebko e Rolando Villazón. Qui le date e le città delle proiezioni.
Che - L’Argentino: in questa prima parte del film-fiume dedicato alla figura di Ernesto Guevara, la storia arriva fino alla conquista di Cuba da parte del Che. Dirige Steven Soderbergh; con Benicio Del Toro, Demiàn Bichir e Santiago Cabrera. Presentato in concorso a Cannes, dove Del Toro ha vinto il premio per la miglior interpretazione maschile. Qui la nostra recensione.
Tutta colpa di Giuda di Davide Ferrario, con Kasia Smutniak, Fabio Troiano, Gianluca Gobbi, Cristiano Godano, Francesco Signa, Paolo Ciarchi, Luciana Littizzetto.
Irene sogna di diventare una regista teatrale e accetta di collaborare con un gruppo di carcerati torinesi per mettere in piedi uno spettacolo all’interno dell’istituto penitenziario. Il tema scelto dal parroco delle carceri è quello della Passione di Gesù Cristo. Irene accetta suo malgrado il compito ma scopre che tra i carcerati nessuno è disposto a rappresentare la figura di Giuda, il traditore per antonomasia. Lo spettacolo deve essere portato sul palco e solo una particolare interpretazione del Vangelo suggerita a Irene dai discorsi coi detenuti riuscirà a mettere tutti gli attori daccordo, ma qualcuno rimarrà scontento. Una notizia data dal radiogiornale però cambia il destino di tanti fra gli “ospiti” dell’istituto.
Davide Ferrario, a completamento di un progetto durato diversi anni, porta il cinema all’interno del carcere e trasforma i detenuti della Casa Circondariale Lorusso e Cutugno di Torino in attori per caso. Un progetto iniziato nove anni fa, anch’esso in modo abbastanza casuale. Un corso di formazione professionale nel Carcere di San Vittore ha avuto un impatto così forte da convincere Ferrario a proseguire l’esperienza offrendosi come volontario in progetti carcerari.
Tutta colpa di Giuda è un film sul carcere, sul teatro, sulla libertà, sulla fede ma soprattutto sulla voglia di vivere e di confrontarsi, tema trasversale del cinema di Ferrario che con i suoi film ha sempre dimostrato un fortissimo impegno rivolto ai progetti che lo appassionano, toccando con questo film una punta qualitativa di grande coraggio, di riflessione sull’arte (tra teatro e cinema). Il carcere negli ultimi anni ha aperto spesso le porte a progetti di rieducazione attraverso l’uso dei laboratori teatrali o delle produzioni audio-visive, pratici mezzi esperienziali attraverso i quali i detenuti possono esprimere la loro creatività ma anche creare delle dinamiche di gruppo che il carcere altrimenti non potrebbe offrire.
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Davide Ferrario, dopo la realizzazione del documentario sulla Shoah La Strada di Levi, ritorna dietro la macchina di presa per un film girato quasi per intero nel carcere delle Vallette.
Non aspettatevi però un dramma carcerario, perché il nuovo film del registra di Dopo Mezzanotte è una commedia musicale che racconta la storia di una regista teatrale d’avanguardia che, grazie all’appoggio di un prete con velleità artistiche e un direttore di carcere con diversi problemi, vuole mettere in scena una Passione di Cristo tra i detenuti - che sono interpretati nel film da veri carcerati delle Vallette con cui Ferrario lavora da anni.
Peccato che nessuno voglia interpretare il ruolo di Giuda. Il problema sembra essere insormontabile, almeno fino a quando la regista non trova una brillante soluzione: se nessuno vuole fare Giuda si può pensare ad una Passione con “happy end” finale, senza tradimento e morte.
Dopo il salto troverete il primo trailer. L’impressione che se ne coglie è di un film colorato e divertente. Per scoprire se il film è come questo estratto dovremo aspettare il 20 Aprile, quando uscirà in tutte le sale, distribuito dalla Warner Bros. Pictures Italia. Da registrare il cameo di Luciana Littizzetto nei panni di una suora.
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