Racconto di Natale è un film drammatico di Arnaud Desplechin (che ne ha curato anche la sceneggiatura insieme a Emmanuel Bourdieu) presentato allo scorso Festival di Cannes e pronto ad arrivare nei nostri cinema il prossimo venerdì 5 dicembre. Del nutrito cast fanno parte Catherine Deneuve, Jean-Paul Roussillon, Mathieu Amalric, e Chiara Mastroianni.
Questa la trama: Abel e Junon hanno due figli, Joseph e Elizabeth. Il primogenito è colpito da una rara malattia genetica, solo un trapianto di midollo osseo lo può salvare. Purtroppo né i genitori né la sorella, sono compatibili, decidono quindi di concepire un terzo figlio nella speranza di salvare il primo. Ma anche il piccolo Henri risulta essere incompatibile: Joseph muore a soli sette anni e la famiglia non si riprenderà mai completamente dalla tragedia…
Cliccate qui per il trailer italiano, la locandina è dopo il salto.
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La Palma d’Oro di quest’anno avrà un peso politico: parola del Presidente della Giuria Sean Penn. Non avevamo dubbi. Il fatto è che la maggior parte dei film in concorso quest’anno a Cannes sono pellicole ancorate disperatamente alla realtà; molte raccontano digrazie, corruzione e verità della propria terra, oppure si indaga su miti che pesano nella Storia, o si scava su drammi più esistenziali connessi all’attualità.
Una Palma d’Oro difficile da stabilire in anticipo, quindi, anche per chi a Cannes c’era. Facendo una scrematura veloce, sarebbero una dozzina i film che aspirerebbero o alla Palma d’Oro o ad un premio. Tra Eastwood e Salles, anche i due italiani e due francesi, oltre ai Dardenne. In una edizione che ha fatto scattare molti applausi per una cerchia “ristretta” di film e anche qualche silenzio (se non fischi…) per altri, cerchiamo di delineare le possibilità che ciascun film ha di vincere.
Noi cercheremo di darvi tutti i premi il più velocemente possibile, “possibilità” permettendo. Intanto facciamo il nostro Toto-Palma.
24 City - Jia Zhang Ke: ha fatto parlare di sè, e ha persino commosso. Dopo il Leone d’Oro per Still Life, potrebbe essere Palma d’Oro per Jia.
Adoration - Atom Egoyan: ha diviso la critica, e nessuno lo segnala né tra i peggiori film del festival né tra i migliori. Non dovrebbe essere un “pericolo” per altri film in gara.
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Questa mattina, subito dopo la conferenza stampa, vi abbiamo dato un assaggio del programmone della 61a edizione del Festival di Cannes. Commento a caldo: grandi nomi. Commento a freddo: leggendo attentamente il programma, c’è da scommettere sul serio sulla grandezza di questa edizione, anche dopo quella ottima dell’anno scorso. Con questo post ci concentreremo sui film in concorso, per dedicarci successivamente al resto del programma.
I titoli sono 19, ma potrebbero anche essere 20: infatti ce n’è uno che vale doppio. Si tratta di Che di Steven Soderbergh, che ritorna in concorso sulla Croisette dopo la Palma d’Oro conquistata con Sesso, bugie e videotapes e la partecipazione nel 1993 con Piccolo grande Aaron. Che è la “fusione” di The Argentine e Guerrila, i due film che l’autore americano ha diretto sulla figura del comandante Che Guevara, interpretato da Benicio Del Toro. Il montaggio di più di 4 ore sarà quindi presentato a Cannes, ma si presume che in sala lo si vedrà spezzato, così come lo aveva pensato Soderbergh.
Secondo e ultimo nome americano è quello di Clint Eastwood con Changeling, mentre l’Italia sarà ottimamente rappresentata dagli attesi Il divo di Paolo Sorrentino e Gomorra di Matteo Garrone. Torna Walter Salles, che dopo il successo de I diari della motocicletta (sulla gioventù del Che) è per la seconda volta in concorso, mentre Jia Zhang Ke “tradisce” la lunga collaborazione con Venezia e torna a Cannes dopo sei anni d’assenza in competizione. Da non sottovalutare poi la presenza di Charlie Kaufman col suo primo lungometraggio. Altri nomi? Trovate tutti i titoli dopo il salto.