Nel panorama indipendente americano, Debra Granik è ormai una certezza. Regista capace di regalare ritratti femminili intensi e crudi, la Granik esordisce nel 2004 con il da noi purtroppo inedito Down to the Bone, gran successo al Sundance (premio per la regia e premio come miglior attrice a Vera Farmiga). L’anno scorso arriva la conferma con Un gelido inverno, ovvero Winter’s Bone: e sappiamo tutti di cosa stiamo parlando, a livello di qualità e successo, a partire dalla vittoria al Sundance fino alle nomination agli Oscar.
“Ironicamente”, il terzo film della regista girerà ancora attorno alla parola “ossa”: la Granik si prepara infatti a girare Rule of the Bone, tratto dal romanzo omonimo di Russell Banks (in Italia conosciuto come La legge di Bone). Il film, un on the road e un coming of age, avrà come protagonista Chapman “Chappie” Dorset, un ragazzino di 14 anni di origini giamaicano-americane. Molestato dal patrigno, il ragazzo ruba dei soldi dalla madre per comprare della marijuana e viene così cacciato di casa. Va così in Giamaica per ritrovare il suo vero padre…
Ad ottobre Banks, che sarà anche produttore esecutivo del film, aveva dichiarato che le riprese sarebbero iniziate entro l’anno: evidentemente non è più così, ma è quasi certo che Rule of the Bone sarà il prossimo film della Granik. Per la parte di Chappie verrà sicuramente preso un attore sconosciuto, mentre nei ruoli secondari che gli gireranno attorno ci saranno facce più conosciute. Attendiamo fiduciosi news a riguardo.
Fonte: The Playlist

76,000 euro all’esordio nei cinema italiani. Poco meno di 7 milioni di dollari in quelli americani. Battuto addirittura da Unknown. 24 ore thrilling per Sono il Numero Quattro, assai deludente al suo giorno d’esordio. Se in casa Disney credevano di avere un nuovo Twilight tra le mani, con sei capitoli su carta da portare in sala, qualcuno questa mattina si sarà svegliato con un lancinante mal di testa. Sono invece poco più di 7 i milioni di dollari incassati dal film della Warner, con Liam Neeson protagonista, a sorpresa davanti a tutti al botteghino americano.
Tra i 4 e mezzo e i 5 e mezzo milioni di dollari per Big Mommas: Like Father, Like Son, massacrato dalla critica statunitense, con Just Go With It che crolla direttamente al quarto posto, seguito da Gnomeo & Juliet e Justin Bieber: Never Say Never, scivolato dalla 2° alla 6° posizione. In Italia continua invece il dominio Medusa con Amore & Altri Rimedi, riuscito ad incassare 200,000 euro nella giornata di ieri, battendo sia Il Cigno Nero che Il Grinta, gioielli da Oscar fermatisi a quota 164.000 euro, mentre lontano anni luce lo splendido Un gelido Inverno, lanciato in una manciata di sale e incapace di andare oltre i 6000 euro.
Tre film che non bisognerebbe perdere per nulla al mondo, e mica perché sono candidati agli Oscar, tutti e tre come Miglior film. In ordine alfabetico, ecco le critiche negative. De Il Cigno Nero hanno detto che è un presuntuoso bignamino di psicologia spicciola e che la Portman è forzata: ma è cinema che se ti prende non ti molla più, cinema fisico, anche un po’ scorretto, ma senza rinunciare ad una certa eleganza. Sulla Portman: questione di gusti, e se vincerà l’Oscar nessuno scandalo, anzi (ma c’è da dire che le cinque interpretazioni femminili di quest’anno sono davvero di livello). De Un gelido inverno non si può proprio dire nulla, ma chi ne ha avuto il coraggio ha detto che è il “solito film da Sundance” (dove ovviamente ha vinto): frase che ormai è un cliché e andrebbe abolita per quanto è abusata e piatta. Il film è bello, forte, diretto con mano sicura e mai privo di emozioni, con una grande Lawrence. De Il Grinta hanno detto che rischia di sfigurare contro l’originale di Hathaway, soprattutto in una cosa: lì dove John Wayne era, Jeff Bridges recita. Ma facendolo notare sotto una luce negativa (e anche un po’ da topi da videoteca) si perde il senso dell’operazione, sospesa tra classico e moderno, omaggio e rilettura, fedeltà al romanzo e film personalissimo (sì, il Cogburn di Bridges è parente di Lebowski: dov’è il problema?). Dateci retta: correte in sala. Weekend così non ne capitano tutte le volte.
Di seguito trovate le trame di tutti i film, i trailer italiani e le nostre recensioni.
Amore e altri rimedi: Maggie è un seducente spirito libero che per nessun motivo al mondo cederebbe alla tentazione di un legame. Un giorno incontra Jamie, un giovane dal fascino infallibile sia con le donne sia nella sua attività lavorativa, lo spietato mondo dell’industria farmaceutica. L’evoluzione del loro rapporto prende entrambi di sorpresa, e li lascia sotto l’influenza del farmaco più potente: l’amore. Commedia scritta e diretta da Edward Zwick, con protagonisti Jake Gyllenhaal e Anne Hathaway. Qui il trailer italiano.
Il Cigno Nero: Nina è una giovane ballerina di New York. Passa la sua vita tra sala da ballo e casa, dove l’aspetta una madre fin troppo assillante. La sua grande opportunità avviene quando il direttore artistico Leroy decide di mettere in scena Il Lago dei Cigni nella nuova stagione, e la sceglie nel doppio ruolo del Cigno Bianco e del Cigno Nero. Intanto da San Francisco arriva una nuova ballerina, Lily. E per Nina incominciano i guai… Il nuovo, accamato e anche contestato film di Darren Aronofsky. Con Natalie Portman, Mila Kunis, Winona Ryder, Sebastian Stan e Vincent Cassel. Film d’apertura in concorso di Venezia 2010, dove la Kunis ha vinto il Premio Mastroianni. Golden Globe alla Portman e 5 nomination agli Oscar. Qui la nostra recensione e qui il trailer italiano.
Alex Eylar, amante del Lego e del Cinema, ha deciso di presentare i 10 film nominati agli Oscar 2011 con il Lego. Eccoli, riuscite ad abbinare ad ogni foto il titolo corrispondente?
- 127 Hours (127 ore)
- Black Swan (Il cigno nero)
- The Fighter
- Inception
- The Kid’s Are Alright (I ragazzi stanno bene)
- The King’s Speech (Il discorso del re)
- The Social Network
- Toy Story 3
- True Grit (Il Grinta)
- Winter’s Bone (Un gelido inverno)
E quale vi piace di più?
Fonte foto: BuzzFeed
Oscar 2011: i candidati come miglior film sono… di Lego




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Non tende a fermarsi il successo di Un gelido inverno, in originale Winter’s Bone, il bellissimo film diretto da Debra Granik che sin dalla sua presentazione e vittoria al Sundance si è accaparrato premi e nomination, tra cui anche la vittoria al Torino Film Festival. Ed ora anche 4 nomination agli Oscar, tra cui anche quella per Miglior film: non male per un piccolo prodotto indipendente costato su e giù 2 milioni di dollari (anche se sappiamo quanto a volte in casa Academy Awards piacciano i piccoli film che sbaragliano i titani…).
Tratto dall’omonimo libro di Daniel Woodrell, Un gelido inverno racconta la storia di Ree, una coraggiosa ragazza diciasettenne che vive nel Missouri. Si deve prendere cura dei fratellini piccoli e della mamma malata. Un giorno arriva la notizia che la casa è stata ipotecata dal padre per pagarsi la cauzione per uscire di prigione. La ragazza si decide a trovare il padre, ma si scontrerà con un mistero carico di menzogne e violenza…
Interpretato dalla sorprendente Jennifer Lawrence (in realtà non una sorpresa per chi ha visto The Burning Plain), intriso di cultura americana (il film è quasi una fredda e cupa variazione western per ambientazione, personaggi, musica country…), Un gelido inverno finalmente giunge anche da noi dal 18 febbraio. Qui sopra potete vedere il trailer italiano del film, mentre qui trovate la nostra recensione in anteprima.
Winter’s bone (Winter’s Bone, Usa 2010, thriller) di Debra Granik con Jennifer Lawrence, John Hawkes, Kevin Breznahan, Dale Dickey, Garret Dillahunt, Shelley Waggener, Lauren Sweetser, Ashlee Thompson.
La diciassettenne Ree (Jennifer Lawrence) vive nel Missouri. Si deve prendere cura dei fratellini piccoli e della mamma malata. Un giorno arriva la notizia che la casa è stata ipotecata dal padre per pagarsi la cauzione. La ragazza si decide a trovare il padre, ma si scontrerà con un mistero carico di menzogne e violenza…
Ree è una ragazza che è cresciuta troppo in fretta, come tanta letteratura e tanta cinema ci ha fatto vedere. Ma il percorso che è costretta a fare durante il suo viaggio all’interno dei misteri di Winter’s bone hanno un carattere unico e durissimo, che va al di là del “film di formazione”.
Dopotutto nel film della Granik di percorso di crescita ce n’è poco, nel senso che Ree è già cresciuta, ha una sua identità e quella se la porterà con sé probabilmente a vita. Ma proprio per questo carattere duro, già formato e pronto a tutto la ragazza può permettersi di affrontare i fantasmi della sua situazione familiare e della cittadina.
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