È da molto tempo che i fan di Aleksandr Sokurov aspettano questo film. Innanzitutto perché è da Alexandra, del 2007, che il maestro russo non torna sul grande schermo, e poi perché la sua gestazione è stata lunghissima e non priva di polemiche: parte del budget proviene dai fondi statali messi a disposizione da Putin, e a qualcuno non è andato giù. Detto ciò, Faust è il capitolo conclusivo della tetralogia di Sokurov sul potere: dopo Hitler (Moloch), Lenin (Taurus) e Hirohito (Il sole), ecco la quarta icona di questa “collezione di ritratti”. Ma cos’ha in comune un mito della letteratura con dei personaggi storici davvero esistiti?
Il Faust di Sokurov non è un adattamento della tragedia di Goethe nel senso tradizionale, ma una lettura di ciò che rimane tra le righe. Che colore ha un mondo che produce idee colossali? Che odore ha? C’è un’aria pesante nel mondo di Faust: progetti sconvolgenti nascono nello spazio angusto dove si affaccenda. È un pensatore, un veicolo di idee, un trasmettitore di parole, un cospiratore, un sognatore. Un uomo anonimo guidato da istinti semplici: fame, avidità, lussuria. Una creatura infelice, perseguitata. Perché rimanere nel presente se si può andare oltre? Spingersi sempre più in là, senza notare che il tempo si è fermato: ed ecco il celebre patto con Mefistofele…
Faust è quindi un personaggio fittizio che ha in comune con i personaggi storici prima elencati, secondo le parole di Sokurov, “un amore per parole cui è facile credere e una patologica infelicità nella vita quotidiana”. Il protagonista è interpretato da Johannes Zeiler, al cui fianco vedremo Anton Adasinskiy, Isolda Dychauk e Hanna Schygulla (musa di Fassbinder). Il film scenderà in concorso alla 68. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia l’8 settembre, per poi “volare” a Toronto. In attesa, diamo un’occhiata al trailer qui sopra: da notare l’uso del formato 4:3. Faust sarà distribuito in Italia dalla Archibald forse con il sottotitolo Il patto col diavolo.
La locandina italiana è proprio la banalità, pure fatta male. Ma oggi abbiamo un nuovo inedito poster per l’attesissimo A Dangerous Method, il nuovo film di David Cronenberg che sarà in concorso alla 68. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Diciamocelo: la locandina francese altro non è che la versione “migliorata” di quella nostrana, ma almeno ha l’aria un po’ più professionale. Speriamo che la locandina canadese sia però qualcosa di più originale: a livello di marketing il film avrebbe solo che da guadagnarci.
Lo spettro delle guerre incombe su Zurigo e Vienna, che fanno da cornice alla vicenda emotiva ed al dibattito intellettuale raccontati dalla pellicola. A Dangerous Method è un ritratto intimo della nascita della psicoanalisi e delle relazioni a due, qui inestricabilmente intrecciate. Carl Jung utilizza il metodo di Sigmund Freud per curare Sabina, una giovane isterica russa di cui si innamora. Colpito dai risultati ottenuti da Jung, Freud lo nomina suo successore, ma quando Jung sviluppa le proprie personali teorie, le loro strade si dividono…
Interpretato da Michael Fassbender (a Venezia anche con Shame), Keira Knightley e Viggo Mortensen, A Dangerous Method scenderà in campo al Lido il 2 settembre. Qui potete vedere il trailer, mentre dovete cliccare sul poster qui a fianco per vederlo in alta risoluzione.
È tornato Frederick Wiseman, ad un anno di distanza dal suo ultimo Boxing Gym, presentato a Cannes. Ed è un atteso ritorno anche alla 68. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, dove presenterà nelle Giornate degli Autori il suo nuovo documentario, Crazy Horse. Un lavoro che arriva dopo un documentario che il grande regista americano ha dedicato ad un altro celebre posto parigino dove la danza la fa da padrona, l’Opéra ritratta nel magnifico La danse - Le ballet de l’Opéra de Paris, presentato a Venezia nel 2009 nella sezione Orizzonti.
Per realizzare questo nuovo nuovo lavoro, Wiseman ha passato dieci settimane all’interno del Crazy Horse, il celebre locale di cabaret situato nella Avenue George V di Parigi famoso per i suoi spettacoli sexy e chic. Fondato nel 1951 da Alain Bernardin, il club è diventato col tempo una tappa obbligatoria per i turisti che vogliono assaggiare la vita notturna della capitale francese, quasi quanto la Torre Eiffel e il Louvre. La cinepresa di Wiseman ci fa entrare all’interno del locale per scoprire come funziona, tra eleganza, perfezionismo e una faticosa programmazione degli spettacoli (il locale è aperto 7 giorni su 7). Guarderemo anche le prove e i backstage per un nuovo spettacolo, Désirs, fino al prodotto finale.
Crazy Horse sarà presentato al Lido come Evento delle Giornate degli Autori il 31 agosto alle 13.30 in Sala Darsena, per poi essere presentato in altri festival ed essere distribuito in Francia il 5 ottobre. In attesa di vederlo, ecco qui sopra per voi il trailer ufficiale.
È arrivato al suo quinto anno di vita il Queer Lion Award, premio collaterale organizzato dall’associazione CinemArte che verrà consegnato durante la 68. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, che si terrà come sapete dal 31 agosto al 10 settembre. Un premio collaterale che segnala il miglior film a tematica LGBT tra tutti quelli presentati nel cartellone del festival, e che per la prima volta dal 2007 ha ottenuto i patrocini del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e della Provincia di Venezia (oltre che della Regione del Veneto, del Comune di Venezia e del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani).
I premiati fino ad adesso? In ordine cronologico: The Speed of Life di Ed Ratke (Queer Lion 2007), Sleuth di Kenneth Branagh (Menzione speciale 2007), Un altro pianeta di Stefano Tummolini (Queer Lion 2008), A Single Man di Tom Ford (Queer Lion 2009), Ang Lee (Queer Lion alla carriera, 2009), ed infine En el futuro di Mauro Andrizzi nel 2010. Ma chi si porterà a casa quest’anno il “leoncino rainbow”?
Tra i film annunciati che concorreranno al premio troviamo in primis tre film della sezione Orizzonti: il coreano Stateless Things di Kyung-mook Kim, il mediometraggio portoghese Palácios de pena di Gabriel Abrantes e Daniel Schmidt, e ovviamente l’atteso Sal, il biopic che James Franco ha dedicato a Sal Mineo. Nella Settimana della critica troviamo invece Marécages, co-produzione Canada-Germania diretta da Guy Édoin. Segnaliamo infine che il film italiano indipendente I bambini della sua vita di Peter Marcias, premiato con il Globo d’Oro a Piera Degli Esposti per la sua interpretazione, sarà Evento Speciale del Queer Lion Award 2011 e verrà proiettato gratuitamente il 3 settembre al cinema Astra al Lido.
Lo spot ufficiale di quest’anno, che potete vedere qui sopra, è firmato da Daniele Sartori.
Molto atteso alle Giornate degli Autori della 68. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, Café de Flore si svelerà a pubblico e accreditati il 2 settembre, per poi passare a Toronto ed uscire regolarmente in Canada il 23 settembre. Gradito ritorno in patria di Jean-Marc Vallée dopo la prova anglofona di The Young Victoria, il film narra una doppia storia d’amore.
Siamo a Parigi, nel 1969. La trama si sviluppa attorno alla storia di Jacqueline (Vanessa Paradis), madre devota di un bambino affetto dalla sindrome di Down. Ci troviamo poi nella Montréal dei giorni nostri. Qui si sviluppa la storia di Antoine Godin (Kevin Parent), un DJ di successo che sta andando incontro ad un duro divorzio. Le due storie s’intrecciano assieme in un racconto sulle emozioni e sul destino.
Dal regista che ci ha fatto innamorare con il suo C.R.A.Z.Y. ci si aspetta un bel risultato. E il trailer per ora non può in qualche modo che colpirci: saranno le immagini, sarà l’atmosfera appena assaggiata, sarà Svefn-g-englar dei Sigur Rós (altri protagonisti delle Giornate degli Autori con il loro Inni)… Le promesse sono quindi buone, ma dovranno essere confermate: in attesa di vederlo, vi lasciamo con il video che potete vedere qui sopra, e con una gallery d’immagini e locandine.
Potrebbe essere uno dei film più toccanti della 68. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia quello che porterà in concorso Ann Hui, tra le figure cardine della cinematografia di Hong Kong. Si tratta di A Simple Life (in originale Tao jie), e viene descritto come un dramma che scalda il cuore. I protagonisti sono Andy Lau e Deannie Yip, che tra l’altro è la madrina dell’attore: i due si ritrovano assieme sul grande schermo dopo una decina di lavori assieme e a 12 anni di distanza dall’ultimo Prince Charming.
Il film è basato su eventi e persone reali. Sister Peach è nata a Taishan, in Cina. Per più di 60′anni ha lavorato come domestica, stando a fianco e servendo quattro generazioni della famiglia Leung. Nell’ultimo decennio ha vissuto con Roger, l’unico membro della famiglia rimasto ad Hong Kong. Un uomo che lei stessa ha praticamente cresciuto sin da bambino. L’opera di Ann Hui è il ritratto di questo dolce rapporto.
A Simple Life scenderà in campo al Lido il 5 settembre. In attesa di vederlo, ecco per voi il trailer ufficiale (sottotitolato in inglese) e una gallery di immagini dal film.
Continua a leggere: Festival di Venezia 2011: trailer e foto di A Simple Life di Ann Hui
Sarà presentata il 2 settembre durante la 68. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia la nuova fatica di Philippe Garrel, ovvero Un été brûlant. Il film sarà distribuito in Francia dalla Wild Bunch il 28 settembre, e in Italia grazie alla Wave Distribution in autunno: almeno non farà la fine di La frontière de l’aube, ancora inedito. Garrel torna così in concorso al Lido dopo aver vinto due Leoni d’argento (per gli stupendi J’entends plus la guitare e Les amants réguliers) e un Fipresci (Sauvage innocence), e torna a raccontare l’amour fou e tutti i suoi più dolorosi sviluppi.
Durante una calda notte d’estate, una macchina di schianta contro un albero. Un anno prima, Paul (Jérôme Robart) incontra Frédéric (Louis Garrel), un pittore che vive in Italia con Angèle (Monica Bellucci), attrice di cui è follemente innamorato. Lavorando come comparsa, Paul conosce Roland (Vladislav Galard) e s’innamora di Elisabeth (Céline Sallette). Frédéric invita Paul ed Elisabeth nella sua casa a Roma, dove li presenta ad Angèle. Quella notte però la donna la passerà in un hotel con Roland… È solo l’inizio di una dolorosa storia d’amore che li coinvolgerà tutti.
In attesa di vedere Un été brûlant (letteralmente “un’estate bollente”) al Lido, ecco per voi il primo trailer originale, a cui aggiungiamo la locandina e le prime immagini del film nella nostra gallery.
Yorgos Lanthimos è un pazzo scatenato: e lo diciamo nel senso più buono del termine, ovviamente. Ce ne ha dato prova con Kynodontas, ce lo sta confermando pian piano con il suo nuovo film, Alps, in concorso il 3 settembre alla 68. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia (qui il calendario). La tagline? “When the end is here the Alps are near” (”quando la fine è qui, gli Alps sono vicini”). Protagonisti del film sono un’infermiera, un paramedico, una ginnasta e il suo allenatore: hanno formato un servizio “a noleggio” e sostituiscono le persone morte su appuntamento.
Vengono chiamati dai parenti, dagli amici o dai colleghi dei defunti. La compagnia si chiama proprio Alps (Alpi), e il loro capo, il paramedico, si fa chiamare Mont Blanc (Monte Bianco). Ma nonostante i membri di Alps sottostiano ad un regime disciplinato sotto le regole imposte dal leader, l’infermiera non le rispetta… Che ve ne pare? Beh, Lanthimos ha recentemente pubblicato on line qualcosa che farà solo che aumentare l’attesa nei confronti del suo lavoro. Si tratta del “manifesto ufficiale” del gruppo Alps redatto dal capo Mont Blanc, con 15 regole che tutti i membri devono rispettare. Non contento, ha pubblicato anche nuove (criptiche) immagini provenienti dal pressbook che sarà probabilmente distribuito al Lido. Tutta roba buona.
Ecco di seguito il manifesto con le 15, a tratti inquietanti, regole, ed in più il testo di un poema (o di una canzone) ufficiale del gruppo:
Le 15 regole degli Alps
I membri di Alps:
1. Devono dichiarare preventivamente le cose che non vogliono fare compilando il modulo (ad esempio baciare, fare pesi, viaggiare, ecc.)
2. Devono dichiarare preventivamente le cose che sanno fare bene compilando il modulo (ad esempio ballare, fare sci nautico, conversare, ecc.)
Le regole continuano dopo il salto.
È stato finalmente reso noto il calendario delle proiezioni per il pubblico dei film della 68. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, quindi tutti possono iniziare a farsi i propri conti. Vediamo le principali proiezioni in Sala Grande. Si parte ovviamente il 31 agosto con la cerimonia ed il film d’apertura The Ides of March di George Clooney dalle 19.00, e si continua alle 22.00 con Vivan las Antipodas! di Victor Kossakovsky. Segnaliamo poi anche le proiezioni delle Giornate degli Autori di Crazy Horse di Frederick Wiseman (13.30) e Love and bruises di Lou Ye (16.30) in Sala Darsena.
1 settembre: è il turno, in concorso, di Seediq Bale di Wei Te-Sheng (17.00) e Carnage di Roman Polanski (20.00). Fuori concorso invece troviamo W.E. di Madonna (22.00). In Sala Darsena c’è invece Ruggine di Daniele Gaglianone (16.30), e poi è il turno di Cut di Amir Naderi (21.00) che apre Orizzonti.
2 settembre: scende in campo A Dangerous Method di David Cronenberg (19.45), seguito da Un été brûlant di Philippe Garrel (22.00). Fuori concorso troviamo The Sorcerer and the White Snake di Tony Ching Siu-Tung con Jet Li (24.00). In Sala Darsena troviamo invece Café de flore di Jean-Marc Vallée (16.30).
Tutte le altre date dopo il salto.
Continua a leggere: Festival di Venezia 2011: ecco il calendario delle proiezioni per il pubblico
Tra i titoli in concorso alla 68. Mostra del cinema di Venezia c’è Texas Killing Fields, il noir di Ami Canaan Mann, figlia di Michael. Del film abbiamo già visto il trailer italiano, caso più unico che raro di un film americano di cui si vede prima il trailer nostrano. In Italia però il film era già stato da tempo acquistato dalla 01 Distribution, mentre negli States non si sapeva ancora quando distribuirlo: ma ora una data c’è, ed è il 7 ottobre. Di conseguenza ecco apparire on line il trailer statunitense.
Texas City, Texas. Due detective della squadra omicidi sono alle prese con una serie di morti violente e una discarica letale nota come The Killing Fields. Il determinato detective Mike Souder e il suo partner Brian Heigh, appena arrivato da New York, sono chiamati a dare una mano per risolvere il caso di una ragazza che sembra essersi volatilizzata in una contea vicina: di lei non c’è traccia e il corpo non si trova. I due detective stanno anche indagando in prima persona su un caso di omicidio avvenuto a Texas City. Quando anche Little Annie, una ragazza di strada che Brian ha preso sotto la sua ala protettrice, scompare, questi intuisce che si trova nei Fields e che lì deve cercarla. A sua volta, Mike sente di dover aiutare Brian. Quello che i due non sanno è se, una volta entrati nei Killing Fields, riusciranno a uscirne vivi…
Texas Killing Fields ha un cast di tutto rispetto formato da Sam Worthington, Chloe Moretz, Jeffrey Dean Morgan e Jessica Chastain. In attesa di vederlo al Lido, ecco qui sopra il trailer del film, mentre qui trovate una ricca galleria d’immagini. Che ve ne pare di questo nuovo video? Personalmente lo trovo più convincente di quello nostrano, fosse anche solo per le voci originali, ovviamente…