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Pollo alle Prugne - il trailer e la locandina italiani del film di Marjane Satrapi e Vincent Paronnaud

pubblicato da Simona


Visto e recensito in anteprima alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia lo scorso settembre, approderà nelle sale italiane il prossimo 6 aprile Pollo alle Prugne, nuova pellicola diretta da Marjane Satrapi e Vincent Paronnaud dopo lo straordinario successo di Persepolis.

Teheran 1958. A Nasser Ali Khan, celeberrimo virtuoso del violino, hanno rotto lo strumento prediletto. Non riuscendo a sostituirlo con nessun altro strumento che possa essere all’altezza, la vita senza musica gli risulta intollerabile. Rimane a letto indugiando sempre più in pensieri che vanno dalla sua giovinezza al futuro dei figli. Nel corso della settimana che segue, e col dispiegarsi di questa storia avvincente, comprendiamo il suo toccante segreto e la profondità della sua decisone di abbandonare la vita per la musica e per amore.

Poulet aux Prunes è interpretato da Mathieu Amalric nel ruolo di Nasser, a cui si affiancano Isabella Rossellini, Maria de Medeiros, Golshifteh Farahani, Jamel Debbouze e Chiara Mastroianni. Qui il trailer originale e le foto del film.

Pollo alle Prugne - la locandina italiana del film di Marjane Satrapi

Pollo alle Prugne - la locandina italiana del film di Marjane Satrapi

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Venezia 2011: Poulet aux Prunes - recensione in anteprima del film Pollo alle Prugne

pubblicato da Gabriele C.

OULET_AUX/POULET_AUX_PRUNESTeheran, 1958. A Nasser Ali Khan, celeberrimo virtuoso del violino, hanno rotto lo strumento prediletto. Non riuscendo a sostituirlo con nessun altro strumento che possa essere all’altezza, la vita senza musica gli risulta intollerabile. Rimane a letto indugiando sempre più in pensieri che vanno dalla sua giovinezza al futuro dei figli. Nel corso della settimana che segue, e col dispiegarsi di questa storia avvincente, comprendiamo il suo toccante segreto e la profondità della sua decisione di abbandonare la vita per la musica e per amore.

In molti si sarebbero aspettati che, per il loro secondo lungometraggio, Paronnaud e la Satrapi avrebbero optato nuovamente per un film d’animazione. Le motivazioni erano più che valide: il grande e meritatissimo successo di Persepolis, e poi la natura dello stesso Poulet aux prunes, romanzo a fumetti dell’autrice iraniana conosciuto da noi come Pollo alle prugne. Un romanzo basato ancora una volta su ricordi autobiografici, certo, ma anche pieno di digressioni, flashback, fantasia. Il film è quindi un live action, ma di certo non ordinario e che deve molto al cinema di Jean-Pierre Jeunet.

Si entra nel vivo della storia di Poulet aux prunes dal momento in cui Nasser Ali, non avendo trovato dopo varie ricerche uno strumento adatto a sostituire il suo adorato violino, decide di farla finita e di lasciarsi morire in casa. Ci viene detto subito che all’ottavo giorno l’uomo morirà per davvero, ma non è certo questo “colpo di scena” che interessa ai due autori: a loro interessa invece farci entrare nella mente e nei ricordi del protagonista, nella sua vita che fu e che non sarà mai più, alla ricerca del motivo scatenante di tanta disperazione.

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Festival di Venezia 2011: trailer, locandina e foto di Poulet aux prunes (Pollo alle prugne) di Marjane Satrapi e Vincent Paronnaud

pubblicato da Gabriele C.

Dopo lo straordinario successo di Persepolis tornano sul grande schermo Marjane Satrapi e Vincent Paronnaud. E tornano con un altro adattamento di un lavoro dell’autrice di fumetti iraniana, Poulet aux prunes, uscito da noi come Pollo alle prugne. In molti si sarebbero aspettati un altro film d’animazione, per un romanzo a fumetti ricco di fantasia, digressioni, flashback e flashforward, ma invece si tratta di un live action: molto particolare e “fantastico”, tuttavia, come si può vedere dal primo “jeunettiano” trailer.

Teheran 1958. A Nasser Ali Khan, celeberrimo virtuoso del violino, hanno rotto lo strumento prediletto. Non riuscendo a sostituirlo con nessun altro strumento che possa essere all’altezza, la vita senza musica gli risulta intollerabile. Rimane a letto indugiando sempre più in pensieri che vanno dalla sua giovinezza al futuro dei figli. Nel corso della settimana che segue, e col dispiegarsi di questa storia avvincente, comprendiamo il suo toccante segreto e la profondità della sua decisone di abbandonare la vita per la musica e per amore.

Poulet aux prunes è interpretato da Mathieu Amalric nel ruolo di Nasser, a cui si affiancano Isabella Rossellini, Maria de Medeiros e Chiara Mastroianni. Il film, in concorso alla 68. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, scenderà in campo il 3 settembre. Uscirà in Francia invece il 26 ottobre. In attesa di vederlo, ecco qui sopra il primo trailer originale, mentre nella nostra gallery trovate immagini e locandina.

Festival di Venezia 2011: trailer, locandina e foto di Poulet aux prunes (Pollo alle prugne) di Marjane Satrapi e Vincent ParonnaudFestival di Venezia 2011: trailer, locandina e foto di Poulet aux prunes (Pollo alle prugne) di Marjane Satrapi e Vincent ParonnaudFestival di Venezia 2011: trailer, locandina e foto di Poulet aux prunes (Pollo alle prugne) di Marjane Satrapi e Vincent ParonnaudFestival di Venezia 2011: trailer, locandina e foto di Poulet aux prunes (Pollo alle prugne) di Marjane Satrapi e Vincent Paronnaud

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I gatti persiani - La recensione in anteprima

pubblicato da carloprevosti

I gatti persianiI gatti persiani (Kasi Az Gorbehaye Irani Khabar Nadareh) Regia di Bahman Ghobadi, con Negar Shaghaghi, Ashkan Koohzad, Hamed Behdad, Ashkan Koshanejad, Hichkas, Hamed Seyyed Javadi

Nonostante i loro guai con la giustizia iraniana, un ragazzo e una ragazza danno vita a un gruppo che aderisce al panorama indie rock che si muove clandestino nella città di Teheran. Il regime proibisce questo genere di attività, ma la forza della loro passione per la musica è un’urgenza troppo grande. Il problema più grande è quello di non farsi scoprire dalla polizia, il secondo è quello di riuscire a organizzare tutto il necessario per la fuga verso l’Europa e l’agognata libertà. Trovare chi è in grado di fornire dei documenti non è facile e questi costano cari.

Fino al 1978 l’Iran era una delle nazioni mediorientali più avanzate sia dal punto di vista economico che da quello sociale. L’avvento al potere dell’ayatollah Khomeyni, riportò al governo del paese il movimento religioso islamico sciita, che impose leggi su base di un rigido moralismo fondamentalista. Sebbene la sua guida durò solo per dieci anni, fino alla sua morte, il regime teocratico è ancora in atto limitando fortemente la libertà della popolazione. Il processo di involuzione subito in questo periodo dalla società iraniana è ben descritto nello splendido film di animazione Persepolis, firmato da Marjane Satrapi e Vincent Paronnaud. In maniera analoga, ma ribaltata verso una prospettiva attuale, il film di Bahman Ghobadi illustra la realtà musicale di Teheran ma, in realtà racconta molto di più.

Esistono film che non solo hanno un grande valore artistico, ma che associano a esso un profondo significato politico per il coraggio della denuncia che lanciano. Questo è uno fra i più potenti. Ghobadi, regista di origine curda già autore di splendidi film come Il tempo dei cavalli ubriachi e Turtles Can Fly (mai arrivato in Italia), con il suo ultimo film ha infatti che ha saputo mette in luce le contraddizioni esistenti nella Teheran odierna, dove le imposizioni teocratiche si scontrano violentemente con le esigenze profonde dei giovani iraniani e il loro sogno di una vita normale.

I sogni e i desideri di una generazione si infrangono sulle rigide interpretazioni religiose che vengono imposte come legge. In una nazione dove un regista celebre come Jafar Panahi, voce storica dei dissidenti iraniani, è stato arrestato perché accusato di girare un film contro il regime di Teheran appare estremamente difficile riuscire a manifestare liberamente il proprio pensiero, a meno che questo non sia allineato con il potere. Ghobadi ha realizzato l’irrealizzabile, un film di fiction che racconta come un documentario la storia di due ragazzi immaginari ma che potrebbero essere mille giovani iraniani: Una generazione che vorrebbe urlare la propria rabbia ma che è soffocata dal moralismo imposto con la forza.

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