
La commedia drammatica con Sergio Castellitto, Martina Gedeck e Paolo Briguglia, diratta da Vincenzo Terracciano e presentata alla 66esima Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia, debutterà nelle sale venerdì 18 settembre. Noi intanto vi facciamo vedere il trailer. Dopo il salto.
Franco Campanella è un ex impiegato delle poste che non arriva ai mille euro al mese di pensione, devoto alla propria famiglia e dedito al vizio del gioco. Alla vigilia delle nozze della figlia maggiore Luisa, giovane insegnante appassionata di poesia, Franco promette alla moglie Josephine di impegnarsi a fare economia per sostenere personalmente le spese del matrimonio. Ma dopo che gli viene rifiutato un fido bancario, Franco ricomincia a scommettere e a frequentare ogni bisca del napoletano, perdendo fino a indebitarsi con strozzini e camorristi per una cifra da decine di migliaia di euro.

A Single Man - di Tom Ford (Concorso)
Meritatissima la Coppa Volpi consegnata a Colin Firth per la sua straordinaria interpretazione di A Single Man. Un interpretazione misurata, tutta in sottrazione, fatta di sguardi e piccoli gesti eppure forte di un’intensità rara, senza mai una sbavatura, senza mai strafare. Tom Ford, dato il suo back-ground di stilista, firma una regia giocata tutta sull’estetica. La sua ricostruzione di pettinature, make up ed abbigliamento dei primi anni ‘60 è perfetta fin nei minimi particolari, maniacale, tanto da sembrare finta. I personaggi (tutti, indistintamente, belli come fotomodelli) sembrano appena scesi dalle passerelle delle sfilate d’alta moda e gli ambienti sanno di posticcio come i set fotografici di Vogue. Ciò ne fa comunque un’opera elegante e di una certa originalità visiva, anche grazie all’uso dei colori, freddi o molto caldi, per sottolineare gli stati d’animo del protagonista.
Ottima anche l’interpretazione di Julianne Moore, calata in un ruolo in cui per molte donne sarà facile immedesimarsi. Una curiosità: Nicholas Hoult, qui nei panni dello studente Kenny, è stato - forse lo ricorderete - il protagonista di About a Boy accanto a Hugh Grant.
The Marriage - di Peter Greenaway (Orizzonti)
Una grande sorpresa ha accolto gli accreditati ieri sera in Sala Perla. La proiezione di The Marriage infatti è stata un po’ “speciale”. Come è da un po’ di anni tradizione per Greenaway in speciali appuntamenti, il regista era presente alla proiezione e dal palco vicino allo schermo interagiva, in alcune pause già preparate in precedenza, con il pubblico in sala, spiegando e analizzando quello che si sarebbe visto, come in una bella lezione di arte e di cinema.
Il mediometraggio incomincia con un gioco sperimentale di luci su La ronda di notte, già al centro dell’attenzione di Greenaway in Nightwatching, in corsa per il Leone d’Oro tre edizioni fa, e nel “corollario” Rembrandt’s J’accuse presentato a Roma. Poi si passa ad un gioco simile su L’ultima cena, e infine si passa a Le nozze di Cana, il vero soggetto di questa nuova opera multimediale d’analisi.
Lo stile ritorna ad essere quello sperimentato da Greenaway dai film degli anni ‘90 fino al progetto dedicato a Tulse Luper, ovvero un sovraccarico di multi-screen, picture in picture, scritte su scritte, varie piste audio: ma se in alcuni lungometraggi sembravano più un vezzo pseudo-artistico senza un vero perché e alla lunga stancante, qui il fascino della tecnica è abbastanza innegabile. Grandi applausi lungo la (breve) proiezione e pubblico felice.
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E anche Orizzonti ci dà delle soddisfazioni. Più di 30 titoli tra lungometraggi, corti e documentari. Spulciando nel ricco programma, proviamo a notare a caldo qualcosa. Dalla Russia arriva Korotkoe zamykanie, diretto a più mani, e vi figura Aleksei German Jr., che l’altr’anno vinse il Leone d’Argento e l’Osella per la fotografia per Paper Soldier. Torna David Lynch, ma in veste di produttore di Repo Chick di Alex Cox, anche per lui un ritorno dopo Searchers 2.0.
Finisce in Orizzonti, come già annunciato, anche Io sono l’amore di Guadagnino con Tilda Swinton; in questa sezione anche Gina Kim, Pipilotti Rist e Vincenzo Terracciano. Presenti con dei documentari anche Corsicato, Sokurov, Wiseman, e con un corto ancora Herzog. Anche Portabella, Presidente di Giuria, porta un corto. In sostanza, si viaggia tra Egitto, Tunisia, Germania, Italia, Vietnam, Filippine, Cina, India, Perù, Brasile, Svizzera, Romania, America, Olanda e Austria.
Nella rinata sezione Controcampo italiano, invece, l’opera più attesa sembra essere quella di Marco Filiberti, con Alessandro Gassman. Occhio ai ritorni di Brass (con un corto) e Lizzani (con un documentario su Giuseppe De Santis). Prossimamente verranno annunciati anche i titoli di Corto Cortissimo.
Dopo il concorso e il fuori concorso, trovate tutti i titoli di Orizzonti e Controcampo italiano di Venezia 66 dopo il salto.
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