
Il 62. Festival di Berlino, che si terrà dal 9 al 17 febbraio, inizia a svelare le sue carte. Ed ha già un bel colpaccio nel concorso, di cui ha annunciato i primi tre titoli: l’attesissimo Captive (ex Prey ed ex Captured), la nuova fatica di Brillante Mendoza con Isabelle Huppert. Il film era atteso quest’anno prima a Cannes e poi a Venezia, dove addirittura si pensava potesse essere il film sorpresa (rivelatosi poi People Mountain, People Sea).
Fuori concorso troviamo le anteprime internazionali dei film di Daldry e Yimou, ma sono nella sezione Berlinale Special le novità più curiose. A cominciare dall’anteprima mondiale di Death Row, nuovo documentario di Werner Herzog, seguito ideale del suo ultimo capolavoro Into the Abyss. Anteprima mondiale anche per il travagliato documentario su Bob Marley, incominciato da Jonathan Demme e poi finito tra le mani di Kevin MacDonald. Anteprime internazionali invece per La chispa de la vida di Álex de la Iglesia e Keyhole di Guy Maddin. Ecco tutti i titoli annunciati:
Concorso
Captive - Brilliante Mendoza (anteprima mondiale)
Dictado - Antonio Chavarrías (anteprima mondiale)
Postcards From The Zoo - Edwin (anteprima mondiale)
Fuori concorso
Molto forte, incredibilmente vicino - Stephen Daldry (anteprima internazionale)
The Flowers of War - Zhang Yimou (anteprima internazionale)
Berlinale Special
La Chispa de la vida - Álex de la Iglesia (anteprima internazionale)
Don 2: The King Is Dead - Farhan Akhtar (anteprima tedesca)
Keyhole - Guy Maddin (anteprima internazionale)
Marley - Kevin MacDonald (anteprima mondiale)
Death Row: A Documentary Series In Four Parts - Werner Herzog (anteprima mondiale)

“Yes, I want to start off by saying to everyone know that’s involved in this atrocity that they are all forgiven by me. Mom…..(crying) I am ready to go Warden. Coming home dad, coming home dad.”
Ultime parole di Michael Perry
Otto giorni prima dell’esecuzione, Herzog incontra Michael Perry, condannato a morte per un omicidio commesso con Jason Burkett, che invece sconterà l’ergastolo. La ricostruzione del delitto, l’incontro con familiari e amici di vittime e colpevoli, le testimonianze – tra cui quella della guardia carceraria colpita da un collasso nervoso dopo aver assistito le vittime di oltre centoventi esecuzioni – restituiscono la realtà del contesto che li circonda scandagliando le profondità dell’animo umano.
Arriviamo praticamente freschi freschi dalla visione al Science+Fiction di Cave of Forgotten Dreams, incursione del grande regista nel mondo della stereoscopia, che quasi quasi non abbiamo neanche il tempo per “affrontare” un ulteriore colpo di fulmine e un nuovo colpo al cuore da parte di Werner Herzog. Che in campo di film a soggetto nell’ultimo decennio è stato parecchio discusso, ma in campo documentaristico resta una delle voci più brillanti e profonde del cinema contemporaneo.
“I film non sono una giustificazione per i reati commessi; è inoltre lampante che i crimini di cui si sono macchiate le persone nei miei film sono mostruosi, ma non sono mostri coloro che li hanno commessi. Sono uomini e per questo li tratto con rispetto”. Le parole di Herzog valgono più di ogni recensione, di ogni riflessione a priori o a posteriori: perché a volte è inutile dover spiegare a qualcuno il film di un regista che ha le idee più lucidi, coerenti e spiazzanti del cinema contemporaneo.
Continua a leggere: Torino 2011: Into the Abyss - Recensione del documentario di Werner Herzog
Il grande documentarista Werner Herzog svela le prime immagini del suo nuovo film con un trailer che promette molto bene per tutti gli appassionati del suo cinema. Into the Abyss: a Tale of Death, a Tale of Life è un viaggio alla scoperta di un luogo oscuro, dove alcuni uomini devono scontare i loro terribili crimini. Un immersione nell’abisso della psiche umana per comprendere il motivo per cui la gente possa uccidere e perché la punizione dello stato può essere la morte.
Una conversazione intima con Michael Perry, da 28 anni nel braccio della morte, un uomo la cui esecuzione era prevista soli 8 giorni dall’incontro con il regista Herzog.
Un film che conoscendo il suo regista non mancherà di sorprendere mettendo in luce aspetti inattesi e sconvolgenti. Qui potete vedere le prime tre clip dal film.
La grotta Chauvet, situata in Francia, deve il suo nome allo speleologo Jean-Marie Chauvet che la scoprì praticamente per caso nel 1994. Da quel momento si è svelato un vero e proprio mondo inabissato, contenente centinaia di dipinti antichissimi risalenti a più di 30000 anni fa…
Una piccola telecamera “aggiornata” con la tecnologia stereoscopica, una curiosità infinita e la sua “solita” voce che i fan conoscono bene. Werner Herzog trova di nuovo pane per i suoi denti e una nuova sfida, e con Cave of Forgotten Dreams aggiunge un nuovo imperdibile documentario alla sua filmografia. Costola diretta dei suoi ultimi lavori, il film viene presentato come una riflessione sulla nascita dell’arte.
La partenza è chiaramente quella: Herzog scende nelle profondità della grotta Chauvet per filmare quegli straordinari dipinti di animali (cavalli, rinoceronti, orsi, leoni…) e per documentare quel che resta della vita dell’uomo che fu. Scopre così che quegli abissi profondi non erano un rifugio per gli uomini, che li usavano probabilmente per dei riti, o forse solo per esprimere la propria emozione artistica.

Una delle notizie più interessanti delle ultime ore ci pare proprio l’ingresso di Werner Herzog nel cast di One Shot, scritto e diretto da Christopher McQuarrie, con Tom Cruise nei panni di indiscusso protagonista. La novità giunge piuttosto a sorpresa, visto che quando si vociferò dell’ingresso di Robert Duvall, si pensava che il ruolo del cattivo sarebbe stato interpretato da quest’ultimo. E invece, spazio al celebre regista tedesco (via Variety).
One Shot è tratto da un romanzo di Lee Child, nel quale vengono narrate le vicende di un ex-prigioniero di guerra a capo di una cospirazione. Tutto ha inizio con l’arresto di un cecchino militare arrestato e accusato di aver ucciso ben cinque persone. L’incipit, nonostante non brilli quanto a freschezza, ci incuriosisce non poco. Ora, però, alla luce di questa blasonata new entry, abbiamo decisamente un motivo in più per seguirne lo sviluppo. Nel cast figurano anche Rosamund Pike, David Oyelowo, Richard Jenkins, Alexia Fast e Jai Courtney. L’uscita è attualmente fissata per febbraio 2013 negli States.
C’è un gran fermento tra gli estimatori di Werner Herzog in vista del suo ultimo documentario, che prende il nome di Into the Abyss (titolo leggermente meno “ingombrante” di quello precedente, ossia Gazing into the Abyss: A Tale of Death, a Tale of Life). Anche stavolta il regista bavarese esplorerà temi alquanto scabrosi, che nel caso di questo suo ultimo documentario coinvolgeranno alcuni detenuti di un carcere texano.
Due di questi sono colpevoli di un triplo omicidio, un altro si trova lì dentro per aver ucciso la sua ragazza e i due figli mentalmente ritardati della stessa, oltre ad una donna, unica detenuta di sesso femminile nel braccio della morte, che deve scontare la propria pena per aver sequestrato un bimbo appena nato ed ucciso la madre. Come potete dedurre dalle clip che vi proponiamo oggi, il tutto sarà strutturato a mo’ di interviste ai diretti interessati.
Ma per capire la natura del progetto, meglio riportare le parole dello stesso Herzog, esternate qualche tempo fa.
Sto facendo un film su dei detenuti richiusi nel braccio della morte in attesa di esecuzione… Certo, mi affascina l’idea di poter guardare dentro gli abissi dell’animo umano. Giusto o sbagliato, dovunque guardate, c’è un abisso.
Dopo il salto trovate le altre due clip. Into the Abyss verrà presentato anch’esso al Toronto International Film Festival, nella categoria Documentaries - Real to Reel.
Continua a leggere: Into the Abyss: ecco le prime tre clip dell'atteso documentario di Werner Herzog
Una delle leggende di Hollywood è la storia del regista Werner Herzog che ha salvato la vita all’attore Joaquin Phoenix, incastrato in macchina dopo un incidente stradale accaduto qualche anno fa sulle colline di Hollywood. Vuole la storia che Werner Herzog lo tirò fuori dalle macerie usando… un accendino. Qui sopra la versione animata della storia, raccontata direttamente da Werner Herzog. Crederci o no? Poco importa. Sono matti entrambi!

Il sito TheDocumentaryBlog ha stilato la Top 50 dei documentari del decennio. Provate ad indovinare il numero 1 senza guardare!
50. Rize - Alzati e balla (LaChapelle, 2005)
49. The Smashing Machine (Hyams, 2002)
48. Lost in La Mancha (Fulton & Pepe, 2002)
47. Dig! (Timoner, 2004)
46. Protagonist (Yu, 2007)
45. Ring of Fire: The Emile Griffith Story (Berger & Klores, 2005)
44. Bowling a Columbine (Moore, 2002)
43. Rank (Hyams, 2006)
42. Our Daily Bread (Geyrhalter, 2005)
41. Helvetica (Hustwit, 2007)
40. New World Order (Meyer & Neel, 2009)
39. Best Worst Movie (Stephenson, 2009)
38. The Cove (Psihoyos, 2009)
37. Kurt Cobain: About a Son (Schnack, 2006)
36. Tyson (Toback, 2008)
35. Anvil! The Story of Anvil (Gervasi, 2008)
34. When the Levee’s Broke: A Requiem in Four Acts (Lee, 2006)
33. Bus 174 (Padilha & Lacerda, 2002)
32. God Grew Tired of Us (Quinn & Walker, 2006)
31. The Bridge - Il ponte dei suicidi (Steel, 2006)
30. Dear Zachary: A Letter to a Son About His Father (Kuenne, 2008)
29. 11/9 - 11 Settembre (Hanlon, Klug & Naudet, 2002)
28. Il diamante bianco (Herzog, 2004)
27. Deep Water - La folle regata (Osmond & Rothwell, 2006)
26. Jonestown: The Life and Death of Peoples Temple (Nelson, 2006)
25. Murder on a Sunday Morning (de Lestrade, 2001)
24. Hell House (Ratliff, 2001)
23. Dark Days (Singer, 2000)
22. Billy the Kid (Venditti, 2007)
21. Crazy Love (Klores & Stevens, 2007)
20. Young @ Heart - Giovani dentro (Walker & George, 2007)
19. Fog of War (Morris, 2003)
Era stato presentato in anteprima allo scorso Toronto Film Festival il nuovo lavoro di Werner Herzog, oggi è on line il trailer del suo documentario girato in 3D dal titolo Caves of Forgotten Dreams.
Nel film Werner Herzog documenta un eccezionale viaggio nel tempo attraverso le pitture rupestri presenti nelle grotte di Chauvet, nel sud della Francia. Queste testimonianze sono considerate le più antiche rappresentazioni pittoriche dell’umanità, conservate in un contesto che a dir poco è stupefacente.
Il film è stato girato con la tecnologia tridimensionale ma non è ancora certo che sarà distribuito nei cinema con questo tipo di proiezione. Per ora è certa la vendita dei diritti per il canale televisivo History Channel.
David Lynch presenta il film drammatico My Son My Son What Have Ye Done, con la regia di Werner Herzog e le interpretazioni di Willem Dafoe, Brad Dourif, Chloe Sevigny, Udo Kier, Michael Shannon, Michael Peña, Verne Troyer, Udo Kier, Grace Zabriskie, Braden Lynch.
Ecco la trama: Brad Macallam (Michael Shannon) è un attore. Un giorno commette il crimine che deve invece recitare sul palcoscenico: uccide la madre. Arriva la polizia e trova la donna in una pozza di sangue mentre il colpevole si è chiuso in un edificio con degli ostaggi… Intanto due amici di Brad parlano con i poliziotti…
Il film, tratto da una storia vera, sarà nelle sale dal 10 settembre e, sì uscirà con il titolo originale. Dopo il salto il trailer italiano e nella galleria alcune foto.