Dopo l’apertura targata Coen, con la proiezione di True Grit, il Festival del Cinema di Berlino 2011 comincia ad annunciare i primi titoli, in gara e non.
In arrivo il 10 febbraio, la 61° edizione della Berlinale ha infatti reso noto i primi sette titoli. Parliamo di Our Grand Despair di Seyfi Teoman, Coriolanus dell’esordiente alla regia Ralph Fiennes (fuori concorso), Lipstikka di Jonathan Sagall, Wer Wenn Nicht Wir (If Not Us, Who?) di Andres Veiel, Yelling To The Sky dell’americana Victoria Mahoney, The Future di Miranda July, atteso anche al Sundance, e soprattutto Pina di Wim Wenders (fuori concorso), primo film in 3D del celebre regista.
Per ora nessun titolo italiano tra i titoli selezionati, sperando che con i prossimi annunci questa ‘casella’ venga in qualche modo riempita, e soprattutto onorata.
L’Italia, lo ricordiamo, non vince un Orso d’Oro dal lontanissimo 1991, quando a trionfare fu La casa del sorriso di Marco Ferreri.

Agosto è ancora lontano ma il Festival del Cinema di Locarno è già in pieno fermento, pronto per l’edizione 2010. Ecco quindi che dalle sponde svizzere del Lago Maggiore iniziano a pervenire le prime notizie su quello che si vedrà attorno alla Piazza Grande.
La notizia di oggi riguarda il premio alla carriera, il Pardo d’onore Swisscom che per la 63ma edizione del Festival sarà attribuito al regista svizzero Alain Tanner. Un premio meritato e che rimane in patria.
Nato a Ginevra nel 1929, Alain Tanner realizza il suo primo lungometraggio per il cinema nel 1969, Charles mort ou vif, premiato con il Pardo d’oro al Festival di Locarno. Due anni dopo, La salamandra (1971) è visto nella sola Parigi da 200mila spettatori. Alain Tanner emerge come uno dei principali esponenti del «nuovo cinema svizzero» portando una ventata di giovinezza e di libertà ben oltre le frontiere nazionali.
Oltre a numerosi documentari per la televisione e per il cinema, Alain Tanner ha firmato 19 lungometraggi di finzione, selezionati dai più importanti festival internazionali, tra cui Jonas che avrà vent’anni nel 2000 (1976), Dans la ville blanche (1983), Gli anni luce (1981, Grand Prix speciale della Giuria a Cannes), Une flamme dans mon cœur (1987), Fourbi (1996), e infine Paul s’en va (2004), film che segna il suo addio al mondo del cinema.
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In occasione del centenario della nascita del grande filmmaker, in anteprima mondiale alla 68a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia nel 2011, We Can’t Go Home Again, capolavoro postumo rimasto fin’ora invisibile.
Film sperimentale e multi-narrativo al confine tra cinema e arti visive, girato assieme ai giovani cineasti suoi allievi all’Harpur College, We Can’t Go Home Again era stato concepito da Nicholas Ray e sua moglie, Susan, affinché diventasse uno strumento per insegnare a fare cinema attraverso la pratica e non la teoria. Perché “l’unica maniera per imparare a fare un film, è attraverso un altro film“. E proprio Susan Ray si occuperà di completare il montaggio del film secondo le intenzioni del regista e a restaturarlo così che possa essere proiettato alla Mostra 2011.
Considerato “il lavoro di un pazzo” da qualcuno, un’opera d’avanguardia da altri, We Can’t Go Home Again rimane una prova cinematografica straordinariamente forte e innovativa, celebrata dai più grandi cineasti contemporanei, come Wim Wenders. Marco Müller aveva già proiettato le due versioni incomplete del film quando era direttore del Film Festival Rotterdam.
Fonte: La Biennale
Il 3D viene utilizzato sempre più spesso nelle produzioni cinematografiche di quest’ultimo periodo. Wim Wenders e la leggendaria coreografa Pina Bausch stanno collaborando per portare sugli schermi il primissimo film sulla danza, in 3D. Wenders desiderava da tempo lavorare con la Bausch, ma prima dell’avvento del 3D non gli era stato possibile trovare il giusto mezzo per farlo. La tridimensionalità, ha detto il regista, sarà fondamentale per riuscire a portare il pubblico direttamente sul palcoscenico, insieme ai protagonisti.
Pina, questo il titolo del film, sarà prodotto dalla Neue Road Movies di Wenders, in collaborazione con Tanztheater Wuppertal Pina Bausch. Sarà composto da tre dei balletti creati dalla Bausch: Café Müller, con cui debuttò nel 1978, The Rite Of Spring del 1975 e Full Moon del 2006. La lavorazione prenderà l’avvio il prossimo settembre.
Fonte: ScreenDaily
La trasferta italiana pare non abbia fatto bene a due grandi registi del cinema contemporaneo. Dopo l’incredibile flop di Spike Lee col suo Miracolo a Sant’Anna, pare che anche Wim Wenders, dopo un paio di film ben accolti dalla critica, non abbia trovato linfa creativa nel nostro paese.
A Cannes infatti, dove Palermo Shooting è stato l’ultimo film in concorso ad essere proiettato, la critica è stata spietata. Colpa della presunzione del regista, sembra. Ma noi andremo a vederlo comunque, sapendo anche di chi parliamo. La storia è quella del fotografo Finn che, dopo essere sopravvissuto ad un incidente in macchina, decide di dare una svolta alla sua vita: da Düsseldorf parte per Palermo, con la scusa di un servizio fotografico per Milla Jovovich. La situazione però si fa difficile quando un uomo incappucciato inizia a stargli alle calcagna… Solo l’incontro con Flavia, restauratrice, potrà farlo uscire dal tunnel di morte in cui è entrato.
Il cast è formato dal musicista tedesco Campino, dalla nostra Giovanna Mezzogiorno e da Dennis Hopper, con tanti cammei di celebri rockstar come Lou Reed e Patti Smith. Palermo Shooting uscirà nelle nostre sale dal 21 novembre. Intanto guardatevi il trailer italiano dopo il salto: osservandolo forse si iniziano a capire i perché di alcune critiche, ma il fascino è abbastanza innegabile.
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8 ( Huit, Francia, 2008 ) di Jane Campion, Gael García Bernal, Jan Kounen, Mira Nair, Gaspar Noé, Abderrahmane Sissako, Gus Van Sant, Wim Wenders; con Ranvir Shorey, Konkona Sen Sharma, Chris Haywood, Justine Clarke, Russell Dykstra, Ingvar Eggert Sigurðsson, Marta McGonagle, Clayton Jacobson, Tomas Spencer, Hringur Ingvarsson, Geneviève Lemon, Shaifali Ratti, Vanessa Paul, Fekadu Kebede, Tefera Gizaw, Nigist Anteneh.
8 obiettivi per salvare il pianeta entro il 2015. 8 obiettivi redatti dai Governi delle Nazioni Unite nel 2000. 8 obiettivi troppo presto dimenticati, passati in secondo piano e per questo meritevoli di maggiore attenzione. 8 registi raccontano così con il loro inconfondibile tocco gli otto temi, riportandoli all’attenzione mediatica mondiale.
Jane Campion, Gael García Bernal, Jan Kounen, Mira Nair, Gaspar Noé, Abderrahmane Sissako, Gus Van Sant e Wim Wenders portano sullo schermo 8 toccanti cortometraggi, più o meno riusciti, che non fanno altro che urlare ai potenti della terra una semplice cosa… mantenete le promesse!
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Finalmente ci siamo. E’ arrivato il gran giorno per la 3° edizione della Festa del cinema di Roma, diventata per l’occasione Festival Internazionale del Film di Roma. Quella di oggi sarà una giornata interamente dedicata alla celebrazione di Al Pacino, premiato con il Marc’Aurelio d’Oro, pronto ad incostrare stampa e pubblico, a scatenarsi sul Red Carpet e a deliziarci ( si spera… ) con il suo inedito Chinese Coffee (qua potete vederne uno spezzone).
Un Festival che, contro ogni pronostico, parte con i migliori auspici in relazione alla presenza del pubblico. Dopo 13 giorni di prevendita, infatti, il Festival ha fatto registrare un importante incremento nel numero dei biglietti venduti, 38.000, ovvero circa 8.000 in più rispetto allo scorso anno. Tutto questo grazie ai ‘fenomeni’ High School Musical 3 e Twilight ( che presenterà SOLO 15 minuti di film ), che ha visto ricevere richieste di biglietti addirittura dall’Australia… festa di pubblico era negli anni passati, festa di pubblico è rimasta!
Ma cosa ci sarà da vedere in questi 10 giorni di Festival? E soprattutto… quali attori sfileranno sul celebre Red Carpet? Andiamo a scoprirlo. Con la giornata di oggi, che si chiuderà con un festone in serata a Piazza Navona in una notte tutta brasileira, inaugurano tutte e cinque le mostre del Festival Internazionale del Film di Roma. A Palazzo Chigi di Ariccia prenderà il via Cento immagini di Dino Risi, l’omaggio del Festival al regista recentemente scomparso. Al Palazzo delle Esposizioni di Roma, Chromosomes: Cronenberg oltre il cinema, realizzata dalla Fondazione Cinema per Roma, dal Festival Internazionale del Film di Roma, dal Palazzo delle Esposizioni e da Volumina.
Continua a leggere: Festival Internazionale del Film di Roma, si parte!
Verrà presentato in anteprima mondiale al Roma Film Fest il film collettivo 8, formato da otto cortometraggi diretti da Jane Campion, Gael García Bernal, Jan Kounen, Mira Nair, Gaspar Noé, Abderrahmane Sissako, Gus Van Sant, Wim Wenders.
L’idea nasce dagli Obiettivi del Millennio per lo Sviluppo, otto obiettivi comuni fissati nel settembre 2000 dai Paesi appartenenti alle Nazioni Unite per dimezzare, entro il termine prefissato del 2015, la povertà nel mondo. Un regista per un obiettivo cardine, da trattare in modo personale e, spesso, poetico, dando voce alle speranze e alla disperazione di milioni di persone in giro per il globo, da Africa a Stati Uniti, da Islanda ad Amazzonia.
Un film importante, aldilà delle promesse dei governi, che purtroppo molte volte restano tali. Per cercare di risvegliare le coscienze di quanti dormono nelle proprie (sempre più fragili) gabbie dorate. I titoli dei corti sono: Tiya’s Dream di Abderrahmane Sissako, The Letter di Gael Garcia Bernal, SIDA di Gaspar Noé, How can it be? di Mira Nair, The Water Diary di Jane Campion, Mansion on the Hill di Gus Van Sant, The Story of Panshin Beka di Jan Kounen, Person to Person di Wim Wenders.

Keira Knightley è attesa sul red carpet della terza edizione del Festival Internazionale del Film di Roma, in programma dal 22 al 31 ottobre per presenziare alla proiezione di The Duchess, di Saul Dibb; anche la vicenda violenta dei terroristi nella Germania anni ‘70 in La Banda Baader Meinhof di Uli Edel, con Bruno Ganz e Alexandra Maria Lara, sarà fra i titoli presentati nella sezione Anteprima, nell’ambito della Selezione Ufficiale.
Nella selezione di Cinema 2008, quest’anno si vedranno, tra gli altri, 8 (Huit), in anteprima mondiale, un film che è anche un grande progetto di sensibilizzazione sulla sfida (sottoscritta da 191 paesi) che le Nazioni Unite hanno lanciato perché si dimezzi la povertà nel mondo. Il film è diviso in otto segmenti, firmati rispettivamente da Jane Campion, Gael García Bernal, Jan Kounen, Mira Nair, Gaspar Noé, Abderrahmane Sissako, Gus Van Sant e Wim Wenders; e Un barrage contre le Pacifique, film franco-cambogiano di Rithy Panh, tratto dal romanzo di Marguerite Duras di cui Isabelle Huppert è protagonista.
Nell’ambito de L’Altro Cinema saranno presentati, in anteprima mondiale, due film che raccontano la vita di due grandi musicisti: Bob Marley e Fabrizio De Andrè. Bob Marley: Exodus 77, di Anthony Wall e Effedià – sulla mia cattiva strada, di Teresa Marchesi, prodotto dalla Fondazione De Andrè. All’interno di questa stessa sezione, alcuni importanti esponenti del cinema italiano e internazionale incontreranno il pubblico e la stampa: Al Pacino, che riceverà il Marc’Aurelio d’Oro attribuito all’Actors Studio, e che sarà protagonista di una retrospettiva con tre film da lui stesso indicati, Riccardo III - un uomo, un re e due inediti, Chinese Coffee e Babbleonia; Michael Cimino, che presenterà un collage delle più belle scene di ballo del cinema mondiale, riunite in un montaggio realizzato appositamente per il Festival di Roma; Toni Servillo e Carlo Verdone, entrambi sceglieranno alcune scene che ama dei film dell’altro per commentarle insieme; David Cronenberg, che al Palazzo delle Esposizioni presenterà in anteprima mondiale la mostra multimediale Chromosomes, che raccoglie 50 immagini scelte e rielaborate da lui stesso partendo dai fotogrammi dei suoi film più noti.
Continua a leggere: Festa del Cinema di Roma: i primi titoli della terza edizione

Venezia, 27 giugno 2008 - Il Consiglio di Amministrazione della Biennale di Venezia, presieduto dal Presidente Paolo Baratta, su proposta del direttore Marco Müller ha investito il regista tedesco Wim Wenders della carica di Presidente della Giuria internazionale del concorso della 65esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica.
Classe 1945, Wenders ha stretto con la Mostra nel corso degli anni un lungo sodalizio fin dal suo esordio. Protagonista al Lido già nel 1972 con il suo primo lungometraggio Prima del calcio di rigore (Die Angst des Tormanns beim Elfmeter), ha vinto il Leone d’Oro dieci anni più tardi con Lo stato delle cose (Der Stand der Dinge), primo di una serie d’importanti riconoscimenti che lo hanno portato alla ribalta internazionale. In anni più recenti, Wim Wenders ha partecipato alla Mostra con Land of Plenty nel 2004.
Fonte: Sito Ufficiale