
Ammetto di aver tenuto la notizia in stand by per un po’, giusto per vedere se la situazione si sarebbe evoluta, per vedere soprattutto qualche ufficializzazione. Ma, d’altronde, la cosa era nell’aria già da un mesetto, e neanche le finte liste dei film in concorso al Festival di Cannes 2012 lo inseriscono…
Fatto sta che The Grandmasters non sarà pronto né per Cannes, né per la Mostra di Venezia (o Toronto). Lo conferma Vincent Maraval della Wild Bunch, che dichiara che Wong Kar-wai continuerà a girare probabilmente anche durante il periodo del festival francese (16-27 maggio). Un’odissea eterna, che ricorda a tutti quella di The Tree of Life di Malick.
Il regista non è nuovo a periodi di lavorazione lunghi, ed ha fatto sudare freddo a Cannes già una volta, nel 2004, in occasione della presentazione del suo 2046: la copia arrivò pochi attimi prima della proiezione ufficiale, e si dice che il film stesso fosse stato completato (in una versione provvisoria) solo qualche ora prima. Ma quando vedremo quindi The Grandmasters? Forse solo alla fine del 2012: ma chissà che l’odissea non continui fino all’inizio dell’anno prossimo. Qui trovate il primo teaser trailer.
Arriva on line improvvisamente il primo teaser trailer di The Grandmasters, attesissimo nuovo film di Wong Kar-wai, di cui l’ultimo lungometraggio che abbiamo visto è Un bacio romantico. The Grandmasters si rivela l’ennesimo progetto che il regista cinese gira e lima con tutta la cura possibile: non si sa ancora esattamente a che punto sia la postproduzione, e il film potrebbe essere pronto appena per la fine dell’anno.
The Grandmasters ci racconta la storia del leggendario Yip Man, ovvero il maestro di kung-fu di Bruce Lee. Il film arriva dopo i due capitoli dedicati allo stesso personaggio da Wilson Yip, l’ultimo dei quali, Yip Man 2, uscito l’anno scorso (e in Italia visto al Far East Film Festival): ma sarebbe da pazzi aspettarsi un trattamento simile del personaggio, dell’epoca e della storia da registi così diversi.
Nel ruolo di Yip Man troviamo l’attore feticcio per eccellenza di Wong, ovvero Tony Leung Chiu Wai. Ad affiancarlo troviamo altre due stelle del cinema orientale, Zhang Ziyi e Chen Chang. Subito qui sopra potete vedere il primo teaser trailer di The Grandmasters: aspettiamoci ora forse altre belle novità su uno dei progetti più faticosi e lavorati degli ultimi anni.

Si è concluso da pochi giorni il 60° Festival di Berlino, ma è già tempo di previsioni per Cannes, che si terrà dal 12 al 23 maggio 2010. I nomi in ballo sono davvero tanti, e noi vi proponiamo una selezioni di film papabili (o meno: i festival sorprendono anche per quei titoli che nessuno si sarebbe mai sognato avrebbero potuto accaparrarsi) per la selezione. Ribadiamo, o meglio ribadisco: è una selezione personale e non si tratta di titoli sicuri per il concorso o altre categorie!
Stati Uniti
Ovviamente i titoli in ballo sono davvero molti, anche se l’anno scorso in concorso ci finirono solo due titoli (Tarantino e Ang Lee con Motel Woodstock). L’America potrebbe ruggire sin da subito con Robin Hood di Ridley Scott, in uscita negli Usa il 14 maggio, e quindi vicino alla data d’apertura del festival: papabile film d’apertura? Gli eleventi speciali potrebbero essere tanti: per maggio saranno già pronti Shrek e vissero felici e contenti di Mike Mitchell (21 maggio), Prince of Persia: Le sabbie del tempo di Mike Newell (28 maggio, ma in Francia dal 19) e Sex and the City 2 di Michael Patrick King (28 maggio), di cui però il primo capitolo alla fine non fu selezionato per l’edizione di due anni fa.
Attenzione poi a Toy Story 3 di Lee Unkrich (18 giugno), ricordando la scorsa apertura che fu data ad Up, The Twilight Saga: Eclipse di David Slade (30 giugno) che attirerebbe orde di giovani fan, e Predators di Nimród Antal (7 luglio) prodotto da Robert Rodriguez. Per il concorso si vola altissimo con Inception di Christopher Nolan (16 luglio), di cui però un’anteprima di due mesi rispetto alla data d’uscita svelerebbe forse troppi misteri sul progetto. Papabile anche The Expendables di e con Sylvester Stallone (13 agosto) con un gruppo di guerriglieri da panico (Jason Statham, Jet Li, Dolph Lundgren, Mickey Rourke, Bruce Willis, Arnold Schwarzenegger, Danny Trejo…).
La battaglia dei tre regni di John Woo con Tony Leung, Chiu Wai, Takeshi Kaneshiro, Zhao Wei, Shido Nakamura, Chang Chen, Zhang Fengyi, Hu Jun, Lin Chiling, You Yong, Tong Dawei, Song Jia, Wang Qingxiang, Hou Yong, Jiang Tong.
Anno 208, la storia della Cina sta vivendo i giorni del declino della dinastia Han. L’imperatore non è che un giovane inesperto soggiogato dall’ambizioso primo ministro Cao Cao che lo convince a dichiarare guerra ai regni meridionali, quello di Shu e quello di Wu. Un esercito impressionante inizia una lunga marcia sotto la guida dello stesso Cao Cao. I due regni del sud, tradizionalmente rivali capiscono che l’unica speranza per contrastare l’attacco è un’alleanza che troverà il suo quartier generale presso le Scogliere Rosse dove sono chiamati a raccolta i soldati dei due eserciti. Le truppe di Cao Cao inizieranno un assedio di logoramento che sembra avere un’unica possibile conclusione, ma dalla Battaglia delle Scogliere Rosse dipende la storia della Cina a venire. Ma la saggezza può diventare più importante delle armi…
1800 anni fa in Cina si combatteva un’unica battaglia di proporzioni mai viste dalla quale sono dipesi gran parte dei rapporti socio-economici dei secoli a venire. John Woo, a cui evidentemente giova l’aria della patria, dipinge un epico affresco (costato 80 milioni di dollari, la più grande produzione mai realizzata in lingua cinese) ispirandosi a Le cronache dei tre regni un resoconto storico dei fatti scritto oltre settecento anni fa.
Dopo Ang Lee (La tigre e il dragone) e Zhang Yimou (Hero, La foresta dei pugnali volanti), Chen Kaige, anche John Woo compie un passo indietro e ritorna in patria per occuparsi della tradizione cinese. Questa volta però non ci sono i classici elementi del wuxpian, come i combattimenti volanti di cappa e spada, e Woo calca la mano sul genere storico offrendo un ritratto epico di una battaglia che è valsa un’intera una guerra. Dimenticate quindi il Woo hollywood style (che ci ha regalato quel gioiello di Face/Off, ma anche tante delusioni), dategli un budget di ottanta milioni di dollari e una colomba (elemento immancabile nei suoi film) e vi porterà a casa un capolavoro da brividi.
Continua a leggere: La battaglia dei tre regni - La recensione in anteprima
Un bacio romantico - My Blueberry Nights (My Blueberry Nights, Hong Kong /Cina / Francia, 2007) di Wong Kar-wai; con Norah Jones, Jude Law, Natalie Portman, Rachel Weisz, David Strathairn.
Il viaggio è un tema importante nel cinema di Wong Kar-wai. Lo era nel dittico In the Mood for Love - 2046, dove il viaggio sentimentale non riguardava lo spazio (che era relativamente piccolo) ma la passione; ma soprattutto lo era in Happy Together, che è il film che si presta di più ad essere paragonato ad Un bacio romatico - My Blueberry Nights.
Nello straordinario film di dieci anni fa, una coppia omosessuale di Hong Kong se ne va in Argentina: le loro strade si dividono, e soprattutto per uno dei due inizia un viaggio alla scoperta di sè e all’insegna dell’esperienza, per poi rincontrare il suo amante. Oggi abbiamo una ragazza, Elizabeth, che esce da un’esperienza amorosa che l’ha segnata e incomincia a viaggiare.
Prima siamo a New York, dove si confida con Jeremy, bellissimo proprietario di un locale che sforna deliziose torte ai mirtilli accompagnate da gelato. Poi siamo a Memphis e in Nevada. Il viaggio si concluderà in un’altra località che è bene non dire per chi non ha visto il film, ma che è molto facile immaginare.
Continua a leggere: Un bacio romantico - My Blueberry Nights: recensione in anteprima
Ed eccolo qui, il Torino Film Festival di Nanni Moretti e di Emanuela Martini. E’ la venticinquesima edizione: c’è tanta attesa, ma anche qualche perplessità. Noi ovviamente iniziamo da queste (ma che cattivi che siamo…). Credo che il programma sia molto interessante, con nomi di richiamo nelle anteprime (Wong Kar-wai e Cronenberg su tutti), attesi film nella sezione fuori concorso (ad esempio il nuovo Sokurov, o l’atteso war-movie di Cedar) e un cartellone di rispetto per quanto riguarda la selezione ufficiale. Oltre alle varie retrospettive.
Però, per ragioni che si sanno, non si vedono horror, e per fortuna che almeno La promessa dell’assassino (Eastern Promises) ci sarà… Peccato che la sua programmazione sia pessima: oltre ad essere il film di chiusura, per lui ci sarà una sola proiezione, visto che la sua anteprima italiana assoluta sarà solo ad inviti. Accrediti avvisati, mezzo salvati, purtroppo. E a proposito di accrediti: la loro vita si prospetta tutt’altro che rosea. Noi di Cineblog saremo al festival a partire da lunedì, e -connessione permettendo- cercheremo di tenervi aggiornati. Però la prevendita di biglietti per il pubblico, iniziata già da qualche giorno, non aiuterà i poveretti col pass. Chissà, si vedrà.
Detto questo, siamo speranzosi di essere smentiti su tutto ciò che di “cattivo” abbiamo previsto. E siamo felici che il festival inizi ufficialmente con La famiglia Savage (The Savages) di Tamara Jenkins, che purtroppo non riusciremo a vedere, ma che sembra davvero divertente e interessante. E oggi iniziano anche le retrospettive su Wim Wenders e John Cassavetes. In bocca al lupo agli organizzatori del festival, sperando abbiano svolto un lavoro professionale, e in bocca al lupo a pubblico e accrediti. Speriamo che tutti si divertano, e che abbiano meno rogne e delusioni possibili…

Mancano solo due anni e anche questo decennio (sigh!) volgerà al termine. La mia curiosità è stata quella di ripensare che cosa ci hanno lasciato questi ultimi anni a livello cinematografico. Se devo essere sincero, di primo acchito ho pensato: molto poco! anche perchè ho pensato alle cinematografie che più ho amato ovvero quella americana e quella italiana.
Poi ho però ripensato a tutti i film che avevo visto in questi ultimi anni (non ho visto tutti i film usciti nelle sale e quindi avrò sicuramente perso molti titoli importanti, ma la mia lista può essere letta come un “campione”), e i risultati che ho sotto gli occhi sono abbastanza interessanti!
Innanzitutto, mi sembra che a farla da padrone siano i film europei (non italiani) e quelli del cinema orientale, e questo mi sembra un primo dato interessante. Qualcuno mi dirà che ho dei gusti sofisticati, altri mi diranno che ho dei gusti troppo commerciali, rimane il fatto che mi piace il cinema! E soprattutto siete liberissimi di postare la vostra personalissima classifica, o segnalare i film che mancano a questa!
2046
Regia e Sceneggiatura di Wong Kar-wai
Fotografia: Christopher Doyle
Musiche: Shigeru Umebayashi
Con Tony Leung, Gong Li, Carina Lau, Ziyi Zhang
Tra i film sicuramente da recuperare c’è senz’altro 2046 del Maestro Wong Kar-way.
Il film è ambientato nella Hong Kong del 1966, anno di contestazioni in cui tutto è messo in discussione.
Uno scrittore di romanzi erotici, Chow Mo Wan, si fa scivolare addosso tutto quanto accade al di fuori del suo albergo, e vive nel ricordo di un grande amore perduto.
Il 2046 è una data dal forte valore simbolico: è l’anno in cui Hong Kong tornerà a far parte della Cina in modo definitivo.
2046 è anche la stanza del protagonista Chow.
Egli spia attraverso una fessura nel muro la stanza di fianco alla sua.
La camera è prima occupata dalla figlia del proprietario dell’albergo, distrutta dalla passione nei confronti di un giapponese, osteggiata dal padre; la donna va in ospedale e così la 2046 è occupata da una bellissima ragazza, Bai Ling, con la quale Chow ha una intensa storia: ma l’uomo è incapace di amare ancora e un falshback ripercorre il suo passato facendoci conoscere una misteriosa donna (la splendida Gong Li), accanita giocatrice, dalla mano coperta da un guanto nero.