
Annunciati i primi titoli della selezione, e con una sezione Panorama che mostra le sue prime carte, il prossimo Festival di Berlino ha già ben scaldato i motori e si prepara a vivere la sua 62a edizione. Il festival si aprirà quest’anno il 9 febbraio con Les adieux à la reine (Farewell, My Queen), film francese in costume diretto da Benoît Jacquot, visto qualche anno fa a Venezia con L’intouchable e a Locarno con Au fond des bois.
La storia, tratta da un romanzo di Chantal Thomas, è ambientata nella reggia di Versailles durante i primi giorni della Rivoluzione francese. Les adieux à la reine porrà la sua attenzione soprattutto sulla servitù, sulle dame di compagnia, e sulla relazione tra una di esse e Maria Antonietta, intepretata da Diane Kruger. Al suo fianco troviamo Léa Seydoux, Virginie Ledoyen e Xavier Beauvois.
Les adieux à la reine sarà presentato in anteprima mondiale e in concorso. Vi ricordiamo, infine, che l’Orso d’Oro alla carriera andrà a Meryl Streep. Aspettiamo ora il programma definitivo del Festival di Berlino.
Uomini di Dio (Des hommes et des dieux) Regia di Xavier Beauvois. Con Lambert Wilson, Michael Lonsdale, Olivier Rabourdin, Philippe Laudenbach, Jacques Herlin, Loïc Pichon, Xavier Maly, Jean-Marie Frin, Sabrina Ouazani, Adel Bencherif, Abdelhafid Metalsi, Abdellah Moundy, Farid Larbi, Benhaïssa Ahouari, Idriss Karimi, Abdellah Chakiri, Farid Bouslam, Maria Bouslam, Soukaïna Bouslam
Sulle montagne dell’Atlante, tra Marocco e Algeria, un piccolo convento ospita un pugno di monaci benedettini che seguendo scrupolosamente la regola dell’Ora et Labora, cercano di portare aiuto alla povera gente che vive nei dintorni. Siamo a metà degli anni 90 e l’Algeria è funestata dalla violenza di gruppi terroristi che si rifanno alla Jamal Islamia. Nonostante le differenze culturali e religiose, i monaci sono rispettati anche grazie al servizio di assistenza medica che prestano alla popolazione locale, senza insistere sull’indottrinamento e sulla fede, vissuta dai monaci in modo profondo e personale.
La minaccia del terrorismo però diventa sempre più vicina, anche al piccolo monastero e ai suoi religiosi. La difesa dell’esercito viene rifiutata da padre Christian, l’abate eletto dalla comunità, scelta presa all’unanimità dai confratelli. Una notte alcuni terroristi fanno irruzione nel convento pretendendo soccorso per due feriti. Da quel momento i monaci realizzano che la missione potrebbe costare loro la vita.
Continua a leggere: Uomini di Dio: la recensione in anteprima
Visto da 2 milioni di francesi in patria, Uomini di Dio, Gran Premio della Giuria all’ultimo Festival di Cannes e candidato ufficiale del Cinema francese per gli Oscar 2011, arriverà in Italia grazie alla Lucky Red il prossimo 22 ottobre. Oggi, a meno di una settimana dall’approdo in sala, ecco arrivare il convincente trailer italiano, da vedere e commentare insieme a noi.
Diretto da Xavier Beauvois, e con Lambert Wilson, Michael Lonsdale, Olivier Rabourdin, Philippe Laudenbach e Jacques Herlin protagonisti, il film è liberamente ispirato alla tragedia di Tibhirine (1996), in cui sette monaci francesi di un monastero algerino furono rapiti da un gruppo del GIA (Gruppo Islamico Armato) e assassinati. Uomini di Dio esamina gli ultimi mesi vissuti da una piccola comunità di monaci cristiani in “terra musulmana”, testimonindo il reale impegno dei monaci e la forza del messaggio di pace che desideravano attestare restando in mezzo ai loro fratelli musulmani: la possibilità di trovare un comune terreno di fraternità e spiritualità tra cristianità e islam.
Quasi due milioni di spettatori in 3 settimane, per un film fenomeno che da poco meno di un mese sta dominando il box office francese, perdendo appena il 7% degli incassi in quest’ultimo weekend, rispetto al fine settimana passato. Des hommes et des dieux di Xavier Beauvois, Gran Premio della Giuria all’ultimo Festival di Cannes e candidato ufficiale del Cinema francese per gli Oscar 2011, arriverà in Italia grazie alla Lucky Red il prossimo 22 ottobre, con il titolo Uomini di Dio.
Liberamente ispirato alla tragedia di Tibhirine (1996), in cui sette monaci francesi di un monastero algerino furono rapiti da un gruppo del GIA (Gruppo Islamico Armato) e assassinati, il film esamina gli ultimi mesi vissuti da una piccola comunità di monaci cristiani in “terra musulmana”, testimonindo il reale impegno dei monaci e la forza del messaggio di pace che desideravano attestare restando in mezzo ai loro fratelli musulmani: la possibilità di trovare un comune terreno di fraternità e spiritualità tra cristianità e islam.
Diretto da Xavier Beauvois, e con Lambert Wilson, Michael Lonsdale, Olivier Rabourdin, Philippe Laudenbach e Jacques Herlin protagonisti, il film ci regala oggi la locandina italiana, oltre al trailer originale, da vedere dopo il saltino.
Il verdetto del 63. Festival di Cannes conferma il peso del Presidente della Giuria, se ce ne fosse stato bisogno: da giorni si diceva che Uncle Boonmee Who Can Recall His Past Lives di Apichatpong Weerasethakul avesse le carte in regola e le atmosfere giuste per far impazzire Tim Burton. Ed ecco fatto: a lui va la Palma d’Oro.
Confermato il premio importante per Des hommes et des dieux di Xavier Beauvois, Gran Premio della Giuria. Assente assoluto invece il Mike Leigh di Another Year, dato fra i favoriti fino a pochi minuti prima. Juliette Binoche è la miglior attrice per Copia Conforme di Abbas Kiarostami, e commossa ricorda ancora una volta Jafar Panahi, come ha fatto l’elegantissima madrina Kristin Scott Thomas all’inizio della cerimonia di chiusura.
Ex-aequo per la miglior interpretazione maschile: da una parte Javier Bardem per Biutiful di Alejandro González Iñárritu e dall’altra Elio Germano per La nostra vita di Daniele Luchetti. L’attore italiano dedica il premio “all’Italia e agli italiani che fanno di tutto per rendere il paese migliore nonostante la loro classe dirigente”. Bondi colpito e affondato. Emozionante il momento della premiazione di Mathieu Amalric, miglior regista con il suo Tournée: contento, si scioglie tra lacrime e sorrisi circondato dalle sue ballerine New Burlesque. La sceneggiatura va a Lee Chang-dong per Poetry, e il Premio della Giuria a Un homme qui crie di Mahamat-Saleh Haroun, che nessuno dava in lizza per un premio. La sincerità del lavoro avrà invece colpito la giuria.
Dopo il salto trovate tutti i premi del 63. Festival di Cannes.
E va bene: i media hanno parlato soprattutto del bacio tra il regista Xavier Beauvois e il protagonista Lambert Wilson al photocall, ma in pochi si sono accorti che Des hommes et des dieux (Of Gods and Men il titolo internazionale) è stato uno dei pochi film ad avere alcune critiche estremamente positive nel concorso del 63. Festival di Cannes. Certo, qualche voce fuori dal coro c’è stata, forse perché non si tratta di un film leggero per il tema trattato e il rigore dello stile, ma in molti sono pronti a scommettere che il film si porterà a casa un premio.
Liberamente ispirato alle vicende avvenute ai monaci cistercensi di Tibhirine, in Algeria, sequestrati nel 1996, il film di Beauvois narra di otto monaci francesi che vive pacificamente con un gruppo di fratelli musulmani in Maghreb. La pace viene però spezzata da un attentato terrorista ad opera dei fondamentalisti islamici. La convivenza inizia ad essere sempre più tesa: l’esercito offre protezione ai monaci, ma loro rifiutano e continuano sulla loro strada…
Des hommes et des dieux è interpretato, oltre che da Wilson, da Michael Lonsdale, Olivier Rabourdin, Philippe Laudenbach, Jacques Herlin e Loïc Pichon. Domenica sera scopriremo se avrà vinto qualche premio (questione assai importante per la distribuzione all’estero) oppure no. In attesa, ecco qui un po’ di immagini e due clip del film.
Festival di Cannes 2010: foto da Des hommes et des dieux di Xavier Beauvois




Fonte: Movieplayer

Due film oggi in concorso al Festival di Cannes: Of Gods And Men (Des hommes et des dieux) di Xavier Beauvois e Copia conforme di Abbas Kiarostami.
Il giovane regista francese francese Beauvois presenta sulla Croisette la storia vera di un gruppo di monaci cristiani che vivono in pace con la comunità mussulmana tra le montagne algerine, finché la violenza fondamentalista non cambia tutto. Al photocall di questa mattina, Xavier Beauvois ha mostrato ai fotografi una maglietta con la scritta Polanski. Beauvois è infatti uno degli autori - insiema ai principali registi presenti quest’anno alla kermesse cinematografica - di un appello rivolto alle autorità svizzere a sostegno del grande cineasta, perchè rifiutino la richiesta di estradizione avanzata dagli Usa nei confronti di Roman Polanski.
L’iraniano Kiarostami dirige Juliette Binoche in una storia d’amore ambientata in Toscana, fra una gallerista francese e uno scrittore inglese. La donna, per scherzare, lo spaccia per suo marito e lui sta al gioco. Vi abbiamo mostrato qualche giorno fa il trailer e le locandine. Fuori concorso arriva Tamara Drew, del britannico Stephen Frears, con Gemma Arterton e Dominic Cooper. Nella sezione Un Certain Regard si vedrà Blue Valentine, con Ryan Gosling e Michelle Williams.
Fonte: Zimbio
Dopo l’exploit di Gomorra e Il Divo, il cinema italiano torna a Cannes con un solo film in concorso, La nostra vita di Daniele Luchetti, con Elio Germano, Isabella Ragonese e Raoul Bova protagonisti. A fare compagnia al regista di Mio Fratello è Figlio Unico e Domani Accadrà, che partecipò a Cannes nel lontano 1988, ricevendo una menzione Caméra d’or, ci sarà Sabina Guzzanti con il suo discusso ed atteso documentario Draquila - la Città che Trema. Uno sbarco in terra di Francia, per la Guzzanti, fuori Concorso, per un titolo che promette di suscitare un mare di reazioni, politiche e non solo.
Per il resto puzza di ‘già visto’ il cartellone del Festival, presentato questa mattina, con Robin Hood di Ridley Scott che aprirà la Croisette, per una Palma d’Oro che vedrà duellare Abbas Kiarostami (con Copie conformè), Takeshi Kitano ( con Outragè), Bertrand Tavernier (con La princesse de Montpensier), Alejandro Gonzalez Inarritu (con Biutiful), Mike Leigh (con Another Year), ed ovviamente il nostro Lucchetti. Fuori Concorso di livello con Woody Allen (You will meet a tall dark stranger), Stephen Frears (Tamara Drew) e Oliver Stone (Wall street 2: Money Never sleeps), per una Giuria, presieduta da Tim Burton, che sarà composta da Kate Beckinsale, la nostra Giovanna Mezzogiorno, Alberto Barbera, Emmanuel Carrere, Benicio Del Toro, Victor Erice e Shekhar Kapur.
Arrivato alla sua 63° edizione, il Festival, che renderà omaggio ad Ingmar Bergman, si terrà dal 12 al 23 maggio prossimo. Ma ora cliccate pure su continua per dare un’occhiata a tutti i film in Concorso e a quelli in corsa per Un Certain Regard, senza dimenticarvi di farci sapere le vostre prime impressioni. Vi piace come programma o vi aspettavate qualcosa di meglio?
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