Anche Wes Craven vede i film e ha i brividi. Il regista, specializzato in film horror, ha rilasciato la sua lista delle 10 pellicole che lo hanno turbato di più. Eccole. Che ne pensate?
- Blow Up di Michelangelo Antonioni: Thomas (David Hemmings), un fotografo di moda, crede di aver scoperto un omicidio.
- La fontana della vergine di Ingmar Bergman: una storia di violenza e di vendetta.
- Psycho di Alfred Hitchcock: vi devo forse spiegare la trama di Psyco?
- Repulsion di Roman Polanski: il viaggio nella follia di Carol (Catherine Deneuve), malata di mente e sessuofoba.
- La bella e la bestia (1946) di Jean Cocteau: lui è una Bestia, lei è la Bella. Sarà amore?
- La guerra dei mondi (1953) di Byron Haskin: gli alieni invadono la Terra e non sono assolutamente pacifici.
- Frankenstein (1931) di James Whale: la Creatura (Boris Karloff) per eccellenza.
- Nosferatu (1922) di F.W. Murnau: quando i vampiri erano crudeli vampiri succhiasangue.
- Il giglio nero (1956) di Mervyn LeRoy: la piccola Rhoda è una spietata assassina…
- A Venezia… un dicembre rosso shocking (1973) di Nicolas Roeg: marito e moglie perdono una figlia, annegata. La donna cade in depressione finché incontra una signora dai poteri medianici.

E’ finito anche quest’anno il Science+Fiction, il festival internazionale di fantascienza di Trieste. Si conclude con un brutto film, La Possibilité d’une île (La possibilità di un’isola) di Michel Houellebecq, tratto dal suo omonimo libro. Un film piatto e fintamente criptico, che si chiude bruscamente quando inizia a farsi interessante: paradossalmente anche quando iniziano i silenzi, contrapposti ai dialoghi poco incisivi sentiti in precedenza. Il protagonista Benoît Magimel ci sta decisamente simpatico, ma dopo il botto con Haneke e Chabrol non ne ha azzeccata una: tra 24 mesures, Inju - il peggior Schroeder - e questo, dovrebbe scegliere meglio i suoi copioni e i suoi personaggi.
Ma il Science+Fiction si è chiuso degnamente grazie al verdetto finale, che ha visto trionfare il miglior film in concorso, ovvero quel Tres dias di cui vi abbiamo parlato tanto bene ieri. Un verdetto giusto per un film a suo modo cattivo, triste e cupo. “Per la sua analisi ricca di sfumature della morale
umana nel contesto di condizioni estreme”, dice il verdetto della Giuria. E siamo d’accordo: Premio Asteroide meritatissimo, e ancora una volta - dopo Los Cronocrimenes dell’altr’anno - uno spagnolo trionfa. La Giuria ha poi dato due menzioni speciali: al russo Terra Nova, “per la sua potente caratterizzazione” (e siamo ancora d’accordo), e all’intimista The Dead Outside, “per l’idiosincratica rivisitazione del genere zombie movie” (per la terza volta d’accordo).
Nella sezione dei cortometraggi vince Kingz di Benni Diez e Mainko Spahic, che concorrerà grazie al premio al Méliès d’Or della Federazione Europea dei festival di cinema fantastico nel 2009. Menzione allo spagnolo Die Schneider Krankheit di Javier Chillon. Le ultime visioni hanno regalato al pubblico l’ultimo lavoro del maestro Nicolas Roeg, ovvero Puffball, trascurabile ritorno del regista del bellissimo A Venezia… un dicembre rosso shocking (visto proprio prima dell’anteprima di Puffball: il confronto non regge), e Carlston za Ognjenku (Tears for Sale), di Uros Stojanovic, di cui si è parlato un gran bene.
Dopo il salto, un brevissimo bilancio di questa edizione del Science+Fiction.
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