La prima domanda della conferenza stampa di Bad Liutenant: port of call New Orleans, in concorso alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, viene rivolta al regista Werner Herzog.
Che tipo legame esiste con il lavoro di Abel Ferrara e ha mai fatto lei stesso uso di droghe?
Mi piacerebbe sapere su quale pianeta trascorre il suo tempo - risponde Herzog fra il serio ed il faceto - non ho visto il film di Ferrara, perciò non posso rispondere alla sua domanda. Mi piacerebbe incontrarlo però, e discutere del film con lui, davanti ad una bottiglia di whisky! Per quanto riguarda l’uso di droghe, non ho alcuna esperienza in merito. Non ho mai assunto sostanze stupefacenti, nemmeno una volta in vita mia, perchè non mi piace la cultura della droga. Ho tolto molte scene dalla sceneggiatura originale in cui si parlava di stupefacenti e sul set ho parlato con Nicolas Cage dell’argomento. Nicolas Cage fa largo uso droghe - nel film, naturalmente - e mi sembrava così convincente che ho immediatamente chiesto al supervisore degli effetti speciali di non dargli più cocaina, ma ho scoperto che si trattava di zucchero o qualcosa di simile.
Mi sembra che rispetto al film di Ferrara, lei abbia accentuato gli aspetti sociali e politici. Mi sembra, e le chiedo conferma, che per il suo protagonista non ci sia una salvezza attraverso le istituzioni ma solo a livello personale, grazie ad un incontro casuale. E per Eva Mendes, mi sembra che per la prima volto abbia interpretato un personaggio molto più dolce e vero rispetto agli altri ruoli portati precedentemente sullo schermo…
Come ho detto prima, risponde nuovamente il regista, non posso rispondere alle domande relative a Ferrara. Non lo conosco, non ho visto nessuno dei suoi film. Per quanto riguarda le persone, i personaggi che popolano il mio film, diciamo che sono i caratteri che mi piace vedere sullo schermo; ed ho avuto la benedizione di poter lavorare con Nicolas Cage e Eva Mendes e penso che abbiano fatto un ottimo lavoro insieme. Hanno accettato subito di lavorare nel mio film. Nicolas ha detto di sì in meno di 60 secondi ed Eva…quanto ti ci è voluto per decidere?
Per accettare? Chiede l’attrice. Non ho nemmeno letto il copione. Ho sentito il nome di Werner Herzog e ho subito detto sì, poi hanno menzionato Nick Cage ed ho detto: oh, sì! Ed eccomi qui.
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Amarcord. Federico Fellini sulla sua Rimini. Sergio Leone sul western e sull’Italia degli anni Sessanta. La Mostra del cinema occupata di restauri, retrospettive, recuperi, questi fantasmi e anche altri, minuti di pellicola in ricordo di amici scomparsi vissuti “anche” per il cinema. Fellini, me lo ha fatto tornare in mente Baaria di Tornatore. Il regista riminese si ferma nel tempo, bloccato. Per lui il mondo finisce con la “Dolce vita e “La città delle donne”. Tornatore arriva appena a ieri. A grandi falcate.
In Sicilia non sembra neanche esistita la ben nota contestazione giovanile. Solo roba del nord? E’ una domanda. Anche Michele Placido, col suo Il grande sogno, qui in concorso, si volta al passato: propone la contestazione, il Sessantotto. La testa girata, e speriamo bene. Forse prima o poi, però bisognerà pregare i registi di non usare la parola “Sogno” quando parlano del Sessantotto, troppo abusata., troppo vaga, troppo insapore. Ricordate ad esempio, “Dreamers- I sognatori”, di Bernando Bertolucci?
Anche Francesco Citto Maselli con Le ombre rosse propone un amarcord, sogni, utopia: eccoli i suoi assurdi e un po’ ridicoli, ma ben intenzionati, intellettuali di gauche, Citto li fa assomigliare a quelli di un film di trenta anni fa e passa: “Lettera aperta a un giornale della sera”, intellettuali che vogliono formare una colonna di combattenti italiani e andare a fare la guerra del Vietnam. Domanda di uno sprovveduto (io) che però la risposte ce l’ha: possibile che questi intellettuali di oggi siano con testa e piedi nell’amarcord, e non se ne accorgano? Torni e ritorni. Corsi e ricorsi. A proposito.
Werner Herzog, che ha diretto un forte Il cattivo tenente con Nicolas Cage, in concorso alla Mostra, scrive sul catalogo: “Hanno scritto ancora prima che uscisse che il mio film sia un remake (del film di Abel Ferrara dallo stesso titolo, ndr). Ma non lo è. Ad ogni modo questo genere di congetture sopravvive alla realtà del fatti. E così sia”. Appunto. Anche l’amarcord italiano, che ci parla al cuore del nostro amato paese, sopravvive di congetture sovrapposte alla realtà dei fatti, cioè ci aiuta poco a capire dove sta andando questo amato paese. E così sia.
Eccoli qui, i titoli che forse non vedevate in concorso. Per ovvie ragioni, The Hole non può essere in competizione, visto che Joe Dante fa parte della Giuria che assegnerà il Leone d’Oro. Vi ritroviamo anche un altro horror di cui si è parlato da mesi, ovvero l’atteso REC 2 della coppia Balaguerò-Plaza. E finisce fuori concorso anche The Informant! (con il punto esclamativo finale) di Soderbergh.
E c’è tanta America anche fuori concorso. Oltre a Soderbergh, vi troviamo il nuovo film di Fuqua (presente nella Giuria del Premio Venezia Opera Prima), The men who stare at goats con un cast di divi che attireranno sicuramente centinaia di fan, e a sorpresa un documentario di Oliver Stone che ipotizziamo essere quello su Chavez.
Fuori concorso anche Abel Ferrara col docu-film Napoli Napoli Napoli. Il regista indiano Anurag Kashyap, presente come Dante nella Giuria del concorso, presenta due film, e dall’India proviene anche un altro bel filmone. Completano il quadro i ritorni di Citto Maselli e Montaldo, un nuovo film d’animazione di Rintaro, un documentario di Turturro, la Danimarca e l’Egitto.
Tutti i film fuori concorso di Venezia 66 li trovate dopo il salto.

Napoli è “una città eccitante, difficile e drammatica come tante altre metropoli nel mondo. Allo stesso tempo, una città davvero unica, che non somiglia a nessun’altra”. Parola di Abel Ferrara, che sta ultimando il suo nuovo lavoro ambientato proprio nella città campana.
Partito come un documentario che raccoglieva le testimonianze di un gruppo di donne incarcerate nella Casa Circondarile di Pozzuoli, Napoli Napoli Napoli è poi diventato un progetto più ampio, che fonderà ben tre sceneggiature - quindi tre storie - scritte da Gaetano Di Vaio, Maurizio Braucci e Peppe Lanzetta, più ovviamente tutta la parte documentaristica.
Intervistato da Antonio Tricomi su L’espresso, Ferrara ha (quasi) confermato il rumor che vuole che il suo film possa approdare ad inizio settembre al Lido: “Non ho nulla contro i festival e amo Venezia, dunque sì, penso proprio che ci andremo”.
Il celebre romanzo di Robert Louis Stevenson Lo strano caso del Dr. Jekyll e Mr. Hyde è forse uno dei più saccheggiati da Hollywood di tutti i tempi. Il prossimo anno potrebbe capitarci di vedere contemporaneamente al cinema ben tre adattamenti su pellicola dello stesso soggetto. Guillermo Del Toro sta sviluppando una sua versione di Dr. Jekyll and Mr. Hyde che - si dice - avrà un taglio classico e molto fedele al romanzo. Keanu Reeves è stato, nel frattempo, scritturato per il doppio ruolo di protagonista in una versione moderna e virata all’horror che si intitolerà semplicemente Jekyll, sceneggiata da Justin Hayte e diretta dal danese Nicolas Winding Refn, sotto l’egida della Universal.
Oggi apprendiamo che, parallelamente ai due progetti citati poc’anzi, anche Abel Ferrara è interessato a portare sullo schermo la storia del dottore che inventa una pozione in grado di scatenare il proprio violento e incontrollabile alter-ego. Il visionario regista sembra intenzionato a reinventare il racconto di Stevenson ambientandolo in epoca contemporanea, ed ha già scelto due protagonisti decisamente incunsueti per i ruoli principali del suo Jekyll & Hyde: Forest Whitaker e Curtis ‘50 Cent’ Jackson. Chi scrive si dichiara profondamente perplessa. Voi che ne dite?
Verso l’Eden (Eden à l’Ouest ) di Costa-Gavras, con Riccardo Scamarcio, Juliane Köhler, Ulrich Tukur, Anny Duperey, Michel Robin, Florian Martens, Eric Caravaca, Antoine Monot Jr., Konstandinos Markoulakis, Kristen Ross.
Elias è un clandestino sbarcato illegalmente sulle coste della Grecia. Come un moderno Ulisse compirà la sua Odissea a partire dal Mar Egeo verso la meta dei suoi sogni, Parigi.
Verso l’Eden è stato il film di chiusura dell’ultima edizione del Festival del Cinema di Berlino, dove è stato accolto con grandi applausi e consensi di critica. Il film racconta il viaggio, quasi col ritmo di un road movie, di Elias, profugo fuggito da chissà dove, con il sogno di raggiungere la meravigliosa e magica Parigi. Sul suo cammino saranno numerosi gli incontri, gli scontri, le gioie e i dolori, quasi come tappe di una via crucis che lo costringerà a confrontarsi con la dura realtà, per capire che la magia non esiste e che il mondo è un luogo duro dove sopravvivere.
Continua a leggere: Verso l'Eden - La recensione in anteprima
Nicolas Cage ed Eva Mendez saranno in ottima compagnia sul set di Bad Lieutenant. The Hollywood Reporter ha infatti dato annuncio che Val Kilmer, Fairuza Balk, Jennifer Coolidge, Vondie Curtis Hall, Shawn Hatosy, Denzel Whitaker e Xzibit sono saliti a bordo del progetto di Werner Herzog.
Nonostante il regista abbia affermato che il suo Cattivo Tenente non sarà un remake di quello portato sullo schermo da Abel Ferrara nel ‘92, tutte le fonti ufficiali continuano a categorizzarlo proprio come una riedizione dello stesso. Chi avrà ragione?
Nell’originale, Harvey Keitel vestiva i panni di un un tenente della polizia di New York, grande peccatore di cuore corrotto e mente depravata, drogato e affogato nei debiti, impegnato nelle indagini sullo stupro di una suora in chiesa.

Asia Argento è una delle attrici che ha partecipato a Go Go Tales di Abel Ferrara. La sua interpretazione ha fatto scandalo perché durante una scena ha baciato un cane.
Prima dell’uscita nelle sale però Asia ha rinnegato il film: “Vorrei non averlo mai fatto. La mia scena è stata strumentalizzata e si è parlato solo di quella.” E noi ve la proponiamo. Dopo il salto.
Abel Ferrara invece ci ha scherzato su: “Dopo la scena il cane è morto. Dedico a lui il film”.
Continua a leggere: Go Go Tales: la scena di Asia Argento che bacia il cane e si spoglia
Ieri vi abbiamo mostrato il trailer originale di Go Go Tales, ultima fatica di Abel Ferrara. Oggi vi solletichiamo con le foto del film che ritraggono belle donne semi-svestite che si trastullano nel locale di Ray Ruby (Willem Dafoe).
Tra le bellezze potete vedere Asia Argento e Stefania Rocca. Mentre le ragazze si possono consolare con Riccardo Scamarcio. Nel cast anche Bob Hoskins, Matthew Modine, Burt Young, Danny Quinn, Roy Dotrice, Bianca Balti, Justine Mattera, Romina Power, Pras e Andy Luotto.
Il film esce nei nostri cinema il 20 giugno, qui potete vedere il sito ufficiale e qui quello italiano.
Uscirà il 20 giugno Go Go Tales di Abel Ferrara e che vede nel cast un nutrito gruppetto di personaggi: Willem Dafoe, Bob Hoskins, Matthew Modine, Asia Argento, Burt Young, Danny Quinn, Riccardo Scamarcio, Roy Dotrice, Bianca Balti, Stefania Rocca, Justine Mattera, Romina Power, Pras, Andy Luotto.
Sorpresi? Già. Ferrara ci racconta la storia del Ray Ruby’s Paradise, un locale per spogliarelliste ma non solo. Il posto è gestito dal carismatico Ray Ruby (Willem Dafoe) e da una serie di personaggi stravaganti. La storia si svolge in una sola notte, dal tramonto all’alba: Ray è oberato di debiti ed il fratello Johnie (Matthew Modine) ha deciso di non finanziare oltre il locale. Ray decide di investire i risparmi di una vita nella lotteria. Vince ma perde il biglietto…
Oggi vi presentiamo il trailer. Il film ha fatto parlare di sé a Cannes 2007 per la scena in cui Asia Argento bacia un cane. L’attrice ha ultimamente rinnegato il film: “Vorrei non averlo mai fatto. La mia scena è stata strumentalizzata e si è parlato solo di quella.”
Continua a leggere: Go Go Tales: il trailer del film di Abel Ferrara