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Tutti gli articoli con tag alberto sordi

Il CercaFilm - Le pastarelle al cioccolato

pubblicato da carloprevosti

Paste al cioccolatoTorna la rubrica Il CercaFilm per aiutare Andrea con un dolce compito. Ecco infatti cosa ci scrive il nostro amico:

Questo film, degli anni 60/70, dovrebbe essere con Alberto Sordi (credo) che andava a trovare una ragazza in collegio e le portava le pastarelle al cioccolato… non ricordo nient’altro, solo che mi sembrava un film molto triste… so che è difficile, ma confido in voi!!!

Insomma, ammesso che il protagonista sia veramente Alberto Sordi (cosa che ridurrebbe, e di molto, il campo di ricerca) c’è bisogno di qualcuno che ricordi esattamente la scena delle pastarelle. A qualcuno viene in mente un titolo da proporre ad Andrea?

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E' morto il caratterista Vincenzo Crocitti

pubblicato da carloprevosti

Il nome di Vincenzo Crocitti forse non dirà molto ai più, ma il suo volto è sicuramente notissimo anche al grande pubblico. Crocitti era nato in Calabria sessantuno anni fa e la sua carriera è iniziata con un musical all’italiana (i musicarelli) dal titolo Nel sole, del 1967. Nel 1977 interpretò il ruolo del figlio di Alberto Sordi, morto assassinato in Un borghese piccolo piccolo di Mario Monicelli.

Caratteristi dalle spiccate caratteristiche comiche, Crocitti è stato uno dei volti Nei due decenni successivi ha preso parte a numerose commedie trash diventati poi film di culto come Pierino contro tutti (1981), Una vacanza del cactus (1981) e soprattutto Attila flagello di Dio (1982).

Crocitti ci ha lasciato dopo una lunga malattia. Il suo ultimo lavoro è Una sconfinata giovinezza, il nuovo film di Pupi Avati che uscirà nelle sale l’8 ottobre.

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Appello per il recupero dei film di Alberto Sordi

pubblicato da Carla Cigognini

alberto sordi fotobiancoeneroAlberto Sordi (Roma, 15 giugno 1920 – Roma, 25 febbraio 2003) è sempre nei cuori degli italiani. Giorgio Assumma, Presidente della Fondazione Alberto Sordi, oggi lancia un appello di cui vogliamo farvi partecipe:

“Purtroppo molti dei suoi film sono irreperibili. O perché sono scomparsi i produttori e i distributori o perché i supporti in pellicola non sono più reperibili o se lo sono, sono usurati dal tempo e non più utilizzabili. (…) Io rivolgo un grido d’allarme: non si può seppellire nel dimenticatoio una parte importante della cultura cinematografica e chiedo al Ministro Bondi di farsi promotore di un provvedimento di legge che solleciti l’intervento di sponsor privati affinchè finanzino il trasferimento dei film in digitale permettendone l’uso gratuito a chi intenda studiarli. Le spese investite in questa operazione dagli sponsor dovrebbero essere detratte dalla dichiarazione delle imposte”.

Che ne pensate?

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Festival di Roma 2009: La Zampa del cinema colpisce ancora

pubblicato da Italo Moscati

anni difficili locandinaNon direi che si possa dire quel che sto per dire. Tuttavia. Da un decennio stiamo grattando il fondo del barile italiano, del cinema italiano. Si scoprono bufale deteriorate, altre volte ci pentiamo di aver sorvolato su lavori degni, degnissimi, dimenticati.

In genere, siamo scontenti di ciò che passa il convento (qualche eccezione c’è, c’è…) e quindi voltiamo gli occhi all’indietro. Non sono le università o le scuole di cinema, che pure dovrebbero farlo, a proporci ritorni; sono soprattutto i festival, le rassegne piccole e grandi che inseguono maestri del passato (ci si ferma al dopoguerra per lo più), pellicole non restaurate e da restaurare.

Il restauro- secondo le intenzioni di Martin Scorsese, parroco americano del nostro cinema- è in gran voga, e io sono un sostenitore delle iniziative su questo piano. Purché non si esageri. Si può arrivare al punto, come è accaduto in un centro di provincia dove sono stati realizzati alcuni film, in cui l’amministrazione comunale immagina di organizzare una sorta di via crucis tra icone dedicate ai registi e film benemeriti, nel senso che sono stati girati lì. Oibò.

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Le scene cult: il flipper di Troppo Forte

pubblicato da Cleaned

Oscar Pettinari (Carlo Verdone) è un borgataro romano che sogna un futuro da star cinematografica ma non riesce a sfondare neppure come controfigura. Il problema è che Oscar è troppo buono, troppo ingenuo, anche se c’è una cosa in cui davvero non ha rivali: il flipper.

Lo dimostra nella sequenza che apre Troppo Forte, commedia del 1985 a cui prese parte anche il grande Alberto Sordi. Una spassosa sequenza che per i fan di Verdone è ormai oltre il “cult”.

Ricordiamo con amarezza che il film in questione, appartenente al catalogo Titanus, non è ancora uscito in versione DVD! Vogliamo usare i commenti qui sotto come una sorta di petizione?

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La città di Jesolo dedica un pezzo di lungomare a Sophia Loren

pubblicato da Simona

La città di Jesolo dedica un pezzo di lungomare a Sophia Loren

Lo scorso 16 luglio, a Jesolo, si è svolta una cerimonia molto particolare, nel corso della quale una parte del lungomare della celebre località balneare, è stata intitolata a Sophia Loren. Il calco delle mani della Loren sarà esposto in modo permanente nella sede dell’Apt jesolana, in piazza Brescia.

La città di Jesolo, dal 2001 invita ogni anno alcuni nomi di spicco del panorama cinematografico, dello spettacolo, della cultura e dello sport e dedica loro un pezzo di lungomare, ribattezzato il Lungomare delle Stelle. Prima della Loren, sono stati protagonisti della manifestazione Alberto Sordi, Gina Lollobrigida, Andrea Bocelli e Katia Ricciarelli, Carla Fracci e Mike Buongiorno, Lino Banfi e Mara Venier, Christian De Sica e Nancy Brilli. Ogni tratto di lungomare assegnato agli artisti porta il nome di ognuno di loro.

La città di Jesolo dedica un pezzo di lungomare a Sophia Loren

La città di Jesolo dedica un pezzo di lungomare a Sophia LorenLa città di Jesolo dedica un pezzo di lungomare a Sophia LorenLa città di Jesolo dedica un pezzo di lungomare a Sophia LorenLa città di Jesolo dedica un pezzo di lungomare a Sophia LorenLa città di Jesolo dedica un pezzo di lungomare a Sophia Loren

Fonte: Zimbio

Venezia 66: preapertura con la versione restaurata de La Grande Guerra

pubblicato da Gabriele C.

Venezia 66: preapertura con la versione restaurata de La Grande Guerra

Prima di Baaria ci sarà La Grande Guerra. Incomincia così a scaldare i motori la Mostra di Venezia numero 66, che presenterà in anteprima la versione restaurata del capolavoro di Mario Monicelli. Per la serata di preapertura infatti è prevista la proiezione del film Leone d’Oro nel 1959, esattamente 50′anni fa, restaurato con la supervisione del direttore della fotografia Giuseppe Rotunno.

Un’occasione per poter vedere soprattutto il gran lavoro fatto appunto sulla fotografia e sull’uso della luce. Ma un’occasione anche per poter tornare a ridere, piangere e pensare con i soldati Busacca e Jacovacci. Uno milanese, l’altro romano. Due magnifici attori quali Vittorio Gassman e Alberto Sordi per un film tecnicamente perfetto, tra uso del cinemascope e profondità di campo.

La preapertura così diventa a suo modo un “augurio” per Giuseppe Tornatore, a cui spetta il difficile compito di aprire non solo le danze del concorso, ma quelle di aprire ufficialmente l’intero festival. Che il suo Baaria possa tornare a farci ridere, piangere e pensare almeno come la metà de La Grande Guerra e dei grandi capolavori della nostra cinematografia. E’ quello che chiedono un po’ tutti ormai, insistentemente.

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I comici italiani più amati? Totò superstar

pubblicato da Carla Cigognini

totòQuali sono i comici italiani più amati? La risposta viene da un’indagine del giornale online quinews che ha intervistato un campione di 1.000 individui con diverse età (under 18, over 20, 30, 40, 50, 60 e 70) sesso e collocazione geografica (Nord, Centro, Sud e Isole). Ecco i risultati:

1. Totò: 50,5%
2. Alberto Sordi: 21,5%
3. Massimo Troisi: 10%
4. Roberto Benigni: 5%
5. Aldo Fabrizi: 4%
6. Nino Manfredi e Peppino De Filippo: 3%
7. Walter Chiari, Carlo Verdone e Franco Franchi: 1%

Che ne dite? Siete d’accordo? Avreste aggiunto o tolto qualcuno?

Una vita difficile: aiutiamo Sergio

pubblicato da Carla Cigognini

una vita difficile alberto sordi

Oggi non ci occupiamo proprio di CercaFilm ma cerchiamo di aiutare un lettore che ci chiede:

Pongo una domanda, per me, molto importante. Nel film Una vita difficile con Alberto Sordi le prime scene si svolgono in un paesino del lago. Potrei sapere il nome del paesino? E se è sul lago di Como?? Ve ne sarei infinitamente grato. Cordialità. Sergio.

Qualcuno di voi lo sa?

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CineBlog consiglia: Roma

pubblicato da Gabriele C.

RomaRoma (Italia, 1972) di Federico Fellini; con Peter Gonzales, Fiona Florence, Marcello Mastroianni, Alberto Sordi, Anna Magnani, Gore Vidal.

Stanotte, 01.00, La7

Subito prima di Amarcord, Federico Fellini dedica un film alla sua Roma con uno stile che riprenderà e non poco nel capolavoro successivo. La capitale per Fellini è quella delle grandi mangiate nelle fraschette, con tutte le numerosissime famiglie in piazza. Roma è quella dell’incasinatissimo raccordo anulare, immortalato in una sequenza uscita direttamente da un apocalittico fantascientifico.

Roma è la città dei varietà in cui non si guarda lo spettacolo ma si combina di tutto seduti sulle sedie. Ma è anche la sede della nascita ufficiale di una dittatura che ha lasciato fantasmi, è la città del lusso clericale (la sfilata è strepitosa e anche inquietante per quanto resta sempre attuale), la città dei bordelli (divisi tra lussuosi e zozzi), la città dove una puttana dalle “solite” forme felliniane s’impone con tutta la sua fisicità e sembra controllare e sovrastare l’intera notte.

Per descrivere la sua contraddizione, Fellini gira un docu-film frammentato, un continuo susseguirsi di scene madri che caratterizzano il suo stile più grottesco e riconoscibile. Ancora ricordi, ancora testimonianze dirette filtrate da una personalità unica. Alla fine Roma ne esce sì dipinta nelle sue varie sfaccettature: ma ne esce vitale, a tratti divertente e a tratti struggente, magica, deliziosamente volgare perché (appunto) popolare. Ad incarnare la femminilità, la passione e tutto il bene che si può volere alla capitale, ecco l’unico incontro effettivo tra Fellini e Anna Magnani: il suo è un cammeo fulmineo che resta impresso nella memoria. Pochi secondi, ma indescrivibili.

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