Esce domani 27 novembre al cinema la commedia drammatica italiana Meno male che ci sei diretta da Luis Prieto con Stefania Sandrelli, Claudia Gerini, Marco Giallini, Alessandro Sperduti, Chiara Martegiani, Gledis Cinque, Guido Caprino.
Il film racconta il rapporta tra Allegra (Chiara Martegiani), un’adolescente, e Luisa (Claudia Gerini) una trentenne che da anni ha una relazione con il padre della ragazzina. Quando i genitori di Allegra muoiono, le due si avvicinano sempre di più. Allegra inizia una storia d’amore con Gabriele (Alessandro Sperduti), suo coetaneo e compagno di scuola, Luisa si innamora di Giovanni (Guido Caprino), un affascinante quarantenne.
Avete già visto alcune foto qui insieme alle locandine, e qui il trailer, oggi vi regaliamo altre 10 immagini. Andrete a vederlo?

E’ arrivato il trailer della commedia drammatica Meno male che ci sei, tratto dall’omonimo romanzo di Raineri M. Daniela, diretto da Luis Prieto ed interpretato da Stefania Sandrelli, Claudia Gerini, Marco Giallini, Alessandro Sperduti, Chiara Martegiani, Gledis Cinque, Guido Caprino.
Allegra (Chiara Martegiani) perde i genitori in un incidente e scopre che il padre aveva una relazione con una certa Luisa (Claudia Gerini). Le due si incontrano ed inizia una bella e solida amicizia.
Dopo aver visto le foto e le locandine, oggi vi regaliamo il trailer, dopo il salto. Nelle sale dal 27 novembre.
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Il romanzo Meno male che ci sei arriva sugli schermi con la regia di Luis Prieto (Ho voglia di te) e le recitazioni di Stefania Sandrelli, Claudia Gerini, Marco Giallini, Alessandro Sperduti, Chiara Martegiani, Gledis Cinque, Guido Caprino.
Allegra (Chiara Martegiani) è un’adolescente e come tale ha i problemi tipici della sua età. Luisa (Claudia Gerini) ha 30 anni ed ha una relazione con il padre di Allegra. Le due, dopo un evento particolare, si aiuteranno nelle loro future storie d’amore. Allegra infatti si innamora di Gabriele (Alessandro Sperduti), suo coetaneo e compagno di scuola, Luisa si avvicina a Giovanni (Guido Caprino), un quarantenne.
Il film è tratto dal romanzo omonimo di Raineri M. Daniela e sarà nelle sale dal 27 novembre (attenzione, non come scritto sui poster che è segnato il 13!). Nella galleria trovate le belle foto di Emanuela Scarpa. Vi segnalo qui il blog del film.
Meno male che ci sei: dal libro al film - foto e locandine




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Sbirri di Roberto Burchielli, con Raoul Bova, Simonetta Soldier, Alessandro Sperduti, Luca Angeletti.
Matteo Gatti è un reporter d’assalto a cui da poco è morto il figlio adolescente a causa di una pastiglia di ecstasy. In bilico tra la fuga dalla realtà domestica e la necessità di trovare delle risposte al suo dramma, Matteo parte alla volta di Milano per un servizio sulle nuove droghe che imperversano tra i giovani italiani. Grazie a un accordo con la questura di Milano, la telecamera di Matteo segue a stretto contatto una pattuglia antidroga della Squadra Mobile, scendendo per le strade del capoluogo milanese alla caccia di chi immette nel mercato gli stupefacenti. Un’esperienza estrema per Matteo ma che lo aiuterà a capire i suoi errori di uomo e di padre.
Sbirri è una curiosa commistione tra un film di fiction e un documentario in cui entrambe le due categorie tendono a fondersi e confondersi. Lo spunto per questo film è nato dal documentario Cocaina, mandato in onda sa Rai 3, in cui il regista Roberto Burchielli (seguendo un pò lo stile dei reality americani come Cops) scendeva in strada con i poliziotti in borghese della Squadra Antidroga di Milano nel (vano) tentativo di combattere lo spaccio tra i giovani. Raoul Bova, tra un film di Moccia e un Alien a Hollywood, si è appassionato al progetto e ha accettato di farne parte realizzando una versione cinematografica interpretando il ruolo di un giornalista d’assalto che decide di combattere i suoi fantasmi scendendo per le strade armato della sua telecamera.
Nel film di Burchielli, c’è una profonda volontà di mettere in scena quello che accade realmente, tutti i giorni, per le strade di Milano (come in quelle di molte altre città). Giovani che si rovinano la vita per lo sballo di una notte, sbandati che cercano un guadagno facile spacciando pasticche e dosi per un trip. L’inconsapevolezza è il peggiore dei mali, l’assurda distanza che può separare un adolescente dalla propria famiglia nonostante si viva tutti sotto lo stesso tetto. Così accade a Matteo Gatti, caduto in disgrazia quando il figlio in gita a Milano muore a causa di una pasticca di ecstasy. Il mondo gli crolla addosso. La sua scelta di buttarsi nel lavoro è una forma di fuga dalla realtà per scoprirne una ancora più drammatica. La storia di un genitore raccontata attraverso la fiction che diventa la storia di tutti quei genitori che vivono nell’inconsapevolezza, nell’incomunicabilità e nella completa non conoscenza di quei giovani individui a cui hanno donato la vita e che rischiano di perderla in modo così stupido.
Si intitola Sbirri il nuovo film con Raoul Bova protagonista, diretto da Roberto Burchielli ed interpretato da Alessandro Sperduti, Simonetta Solder, Luca Angeletti.
Matteo Gatti (Raoul Bova), reporter, ha perso il figlio per colpa dell’ectasy. Decide di inserirsi nella squadra antidroga di Milano per raccontare la situazione italiana del mercato della tossicodipendenza.
Il film sarà nelle nostre sale il 10 aprile, dopo il salto trovate il trailer, la locandina ed il resto delle foto.
Sbirri: le foto del film con Raoul Bova



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Sbirri (Italia, drammatico, 104′) Regia di Roberto Burchielli; sceneggiatura di Roberto Burchielli; montaggio Alessandro Paseri; fotografia Gigi Martinucci; scenografia Stefano Giambanco; costumi Stefano Giovani; musiche Fabrizio Lamberti; con Raoul Bova, Alessandro Sperduti, Simonetta Solder, Luca Angeletti.
Sbirri è un prodotto che vorrebbe unire il linguaggio del reportage a quello della finzione cinematografica, perché è la prima volta in Italia - per quello che mi ricordo - in cui un attore conosciuto come Raoul Bova partecipa - per un mese - ad operazioni autentiche della squadra antidroga.
Un progetto innovativo - che ha coinvolto anche la moglie del protagonista -, e per darvi un’idea vi cito la scena in cui Raoul Bova si sente male dopo l’arresto di uno spacciatore: tutto è successo veramente. Un lungo appostamento, la corsa per acchiappare il ragazzo, un’esperienza che Bova ha vissuto come “un violento colpo allo stomaco”.
Il film racconta la storia di Matteo Gatti - il nome è stato scelto in omaggio al giornalista dell’Espresso Fabrizio Gatti che si è più volte messo nei panni dei clandestini -, un famoso giornalista televisivo che vede morire il figlio in un incidente stradale a causa dell’assunzione di una pastiglia di ecstasy. Da questo avvenimento nasce la decisione di svolgere un’inchiesta sul mondo della droga, seguendo la squadra antidroga milanese in un vero e proprio viaggio agli inferi. La pellicola arriverà sugli schermi il 10 aprile.