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Post Mortem: la locandina e il trailer italiani del film di Pablo Larrain

pubblicato da Gabriele C.

Post Mortem: la locandina e il trailer italiani del film di Pablo LarrainAncora una volta la Archibald distribuisce un film passato in concorso alla Mostra di Venezia e brucia sul tempo con molto coraggio il resto del mondo. L’anno scorso accadde con Perdona e dimentica di Solondz, quest’anno accade con lo straordinario Post Mortem del cileno Pablo Larrain, uno dei titoli di punta dell’intero cartellone veneziano e, per chi scrive, il film più bello in concorso.

Confermandosi uno dei nuovi registi da tenere obbligatoriamente d’occhio, Larrain dopo il precedente Tony Manero continua ad indagare sul golpe del 1973. Santiago del Cile; Mario (Alfredo Castro) ha cinquantacinque anni, vive solo, e come lavoro batte a macchina i referti delle autopsie in un obitorio. Si innamora di Nancy (Antonia Zegers), la vicina di casa che lavora in un cabaret. L’11 settembre la donna scompare, mentre per le strade scoppia il caos e la gente inizia a morire. I cadaveri continuano ad aumentare in ospedale, e Mario è deciso a ritrovare la sua amata…

Incredibilmente uscito a mani vuote dal Lido, Post Mortem si prepara ad uscire nei cinema italiani il 29 ottobre come vi avevamo già annunciato in anteprima. Qui potete trovare la nostra recensione da Venezia, mentre dopo il salto potete vedere la locandina in formato più grande rispetto a quella che vedete qui a fianco, e soprattutto il trailer italiano.

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Post Mortem: il film rivelazione di Venezia esce il 29 ottobre in Italia

pubblicato da Gabriele C.

Post Mortem: il film rivelazione di Venezia esce il 29 ottobre in Italia

Le vie della distribuzione italiana sono infitin(ament)e (assurde), e talvolta, tra le decine di titoli meritevoli di approdare in sala e poi mai più visti, ne esce fuori qualche bella e tempestiva sorpresa. Ad esempio: chi si sarebbe mai aspettato di poter vedere in Italia in così poco tempo un film come lo straordinario Post Mortem?

Il film di Pablo Larrain, regista di Tony Manero, era in concorso a Venezia 2010, è stato uno dei nostri titoli preferiti (personalmente, il migliore) e non si era portato a casa manco un premietto collaterale. Poco male, la Archibald era convinta delle sue qualità e l’ha subito acquistato, assieme ad un altro titolo di punta del concorso, Meek’s Cutoff - Il sentiero di Meek di Kelly Reichardt. Ed è proprio la casa di distribuzione di Vania Traxler a confermarci che Post Mortem dovrebbe uscire già questo 29 ottobre con tanto di titolo originale.

Santiago del Cile, 1973. Mario (Alfredo Castro) ha cinquantacinque anni, vive solo, e come lavoro batte a macchina i referti delle autopsie in un obitorio. Si innamora di Nancy (Antonia Zegers), la vicina di casa che lavora in un cabaret. L’11 settembre la donna scompare, mentre per le strade scoppia il caos e la gente inizia a morire. I cadaveri continuano ad aumentare in ospedale, e Mario è deciso a ritrovare la sua amata… Segnatevi l’appuntamento in agenda e, davvero, non perdete Post Mortem. Qui trovate la nostra recensione.

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Venezia 2010: Post Mortem - La Recensione e il Trailer

pubblicato da Gabriele C.

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Post Mortem (Post Mortem - Cile, Messico, Germania 2010 - Drammatico) di Pablo Larrain con Alfredo Castro, Antonia Zegers.

Santiago del Cile, 1973. Mario ha cinquantacinque anni, vive solo, e come lavoro batte a macchina i referti delle autopsie in un obitorio. Si innamora di Nancy, la vicina di casa che lavora in un cabaret. L’11 settembre Nancy scompare, mentre per le strade scoppia il caos e la gente inizia a morire. Mentre i cadaveri continuano ad aumentare in ospedale, Mario è deciso a ritrovare la sua amata…

Erano molte le speranze e le attese riversate sul nuovo lavoro di Larraìn: storia all’apparenza potente ed importante, un film precedente notevole, un titolo da far venire i brividi. Presto detto: la Mostra del Cinema di Venezia ha trovato (per ora) il suo capolavoro, Reichardt permettendo, e la battaglia è molto serrata. Perché Post Mortem mantiene tutte le promesse, da quella di continuare un discorso coerente all’interno della giovanissima filmografia del suo già enorme regista, fino a quella di colpire lo stomaco in modo duro, durissimo.

Sono tanti i punti in comune con Tony Manero, il bellissimo film precedente di Larraìn, vincitore tra gli altri del Torino Film Festival. Ad iniziare dal periodo storico che racconta, una vera e propria fissa per l’autore, che tenta di scavare il più possibile nella Storia del suo paese. C’è poi una coerenza a livello artistico, con Alfredo Castro che ritorna nel ruolo del protagonista, ancora una volta un uomo fragile, debole, ingenuo e allo stesso tempo innocente e disgustoso, a suo modo condizionabile. Ed infine c’è una coerenza poetico-stilistica che sta diventando ormai un marchio di fabbrica e una sicurezza.

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Tony Manero - di Pablo Larrain: recensione in anteprima

pubblicato da Gabriele C.

Tony Manero - di Pablo LarrainTony Manero (Tony Manero, Cile / Brasile, 2008) di Pablo Larrain; con Alfredo Castro, Amparo Noguera, Elsa Poblete, Paola Lattus.

Santiago del Chile, 1978. Raúl è un uomo di mezza età che sogna di ballare in grandi spettacoli e in tv. Mentre intorno a lui dilaga la violenta dittatura di Pinochet, lui sarà disposto a tutto pur di incoronare il suo sogno dorato: quello di diventare il “nuovo” Tony Manero…

A discapito di quello che si potrebbe pensare, in Tony Manero c’è ben poco da ridere, e ancora meno da sorridere sotto i baffi. Al suo secondo film, il cileno Pablo Larrain (il film è co-prodotto col Brasile) riesce nella difficile impresa di dipingere con uno stile asciutto un periodo, un’idea di cultura e un personaggio significativo.

Partiamo dal periodo. Come si diceva, siamo sotto la dittatura di Pinochet. Dopo il colpo di stato ai danni di Allende, la Storia si fa complessa e inquietante: che ruolo hanno giocato gli USA, all’epoca di Nixon, nel golpe o comunque nel periodo della dittatura di Pinochet?

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I premi del Torino Film Festival 2008: vince Tony Manero di Pablo Larrain

pubblicato da Gabriele C.

I premi del Torino Film Festival 2008: vince Tony Manero di Pablo Larrain

In attesa di parlare degli ultimi film visti al Torino Film Festival, diamo spazio ai premi assegnati in questa 26a edizione. Vince il premio come Miglior film il bellissimo Tony Manero del cileno Pablo Larrain. Ambientato durante la dittatura di Pinochet, il film narra le vicende di un uomo di mezza età convinto di poter sfondare nel mondo dello spettacolo come sosia del protagonista de La febbre del sabato sera, film che ama e che guarda costantemente al cinema. E per raggiungere il suo obiettivo è disposto anche ad uccidere.

Il Premio della Giuria è andato allo statunitense Prince of Broadway, diretto da Sean Baker. Un film piccolo, costato 40000 euro, basato sull’improvvisazione e sulla povertà dei mezzi, che diventano strumenti per raccontare in modo sincero la storia di un immigrato clandestino alle prese con un figlioletto che non sapeva di avere nel Fashion District di New York. Alla brava Emmanuele Devos va il premio per la Miglior interpretazione femminile per il modesto e ripetitivo film belga Non-Dit di Fien Troch: va bene così, ma qui si tifava in realtà per Irene Azuela di Quemar las naves o per Anjorka Strechel di Mein freund aus Faro.

Alfredo Castro regala poi un secondo premio a Tony Manero: la sua grande interpretazione gli è valsa il Premio per la Miglior interpretazione maschile. E la critica internazionale assegna il Premio Fipresci proprio al film cileno: Tony Manero ha vinto tutto quello che poteva vincere. Miglior documentario italiano è risultato Napoli Piazza Municipio di Bruno Olivero; il Premio Speciale lo ha vinto invece Rata nece biti (Non ci sarà la guerra) di Daniele Gaglianone. Ecco infine i corti premiati: Miglior Corto a A chi è già morto a chi sta per morire di Fulvio Pepe, Premio Speciale a Ottana di Pietro Mele e Menzione Speciale a La nonna di Massimo Alìm Mohammad.

Si conclude così questa edizione del TFF: ma continuate a seguirci, perché sono in arrivo un ultimo resoconto di altri film visti al festival e soprattutto un bilancio finale, con analisi e voti.

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Torino 26: Tony Manero, il trailer

pubblicato da Gabriele C.

Tony Manero

Parliamo di un film che sarà probabilmente un caso al prossimo Torino Film Festival. Si tratta di un film in concorso, già acclamato a Cannes, dov’era all’interno della Quinzaine des Réalisateurs, ossia Tony Manero di Pablo Larrain.

Siamo a Santiago del Cile nel 1979, sotto la dittatura di Pinochet. Raùl Peralta ogni sabato sera si esibisce in un locale emulando il suo idolo, proprio Tony Manero de La febbre del sabato sera. Il clima attorno a sé è terribile, e mentre alcuni suoi compagni di danza subiscono i crimini della dittatuta, Raùl, disposto a tutto per entrare nel mondo dello spettacolo, sarà capace anche di uccidere…

Il dramma si consuma sotto un regno di terrore, e in un paese in crisi d’identità. Il protagonista, che pare aver dato una gran prova, è interpretato da Alfredo Castro. Se sarete a Torino, o se siete soltanto incuriositi, guardatevi il trailer subito dopo il salto.

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