
Un esordio mostruoso, da record. Mai nessun film aveva incassato tanto al suo primo weekend nel mese di marzo, mai un film di Tim Burton aveva esordito con cifre simili prima di ora. Alice in Wonderland vola al box office americano, incassando addirittura 116 milioni di dollari, come indovinato dal 33% di voi al FantaBoxOfficeUsa,con una media per sala di 31,196 dollari. Costato 200 milioni di dollari (ai quali ne vanno aggiunti circa altri 200 per la campagna promozionale), il film punta con forza e decisione al miliardo di dollari worldwide, grazie anche ai rincari del 3D, assoluto mattatore negli incassi del weekend americano (su 3,728 cinema, 2.063 sale sono in 3D). Burton abbatte così il fine settimana d’esordio de Il pianeta delle Scimmie, che nel 2001 incassò 68 milioni di dollari, per poi chiudere a quota 180. Dando il peggio di sè, il regista sbanca. Secondo posto a sorpresa per Brooklyn’s Finest, capace d’incassare 13 milioni e mezzo di dollari (con un’altissima media per sala, vicina ai 7000 dollari), seguito a ruota da Martin Scorsese e il suo Shutter Island, ormai ad un niente dai 100 milioni di dollari, essendo arrivato ai 96 milioni di dollari.
Scivolano così fuori dal podio Cop Out e The Crazies, comportatisi comunque bene, visti i 32 e i 27 milioni di dollari raccolti in 10 giorni di programmazione, con Avatar in mezzo a loro. Dopo ben 12 settimane di programmazione il kolossal di Cameron incassa per la prima volta meno di 10 milioni di dollari, perdendo oltre il 40% degli incassi rispetto al weekend passato. Sono comunque 720 i milioni raccolti solo negli States (che diventano 2,559,189,000 worldwide, addirittura 1,839,000,000 solo fuori dagli Usa, ovvero ben oltre il totale di Titanic), per un titolo che potrebbe ritrovare linfa vitale dopo gli Oscar della notte. A chiudere la Top10 troviamo a seguire Appuntamento con l’Amore, arrivato ai 106 milioni di dollari, Percy Jackson, con 78 milioni di dollari in tasca (e un possibile franchise fantasy che sicuramente non parte con il botto), Dear John, straordinario con i suoi 77 milioni di dollari, e Crazy Heart, ultimo con ben 30 milioni di dollari in tasca, dopo esserne costati appena 7.
Ma attenzione al prossimo super weekend, ricchissimo di uscite, visto che arriveranno Remember Me, She’s Out of My League, Our Family Wedding e soprattutto Green Zone! Crollerà Alice o resisterà al passaparola e alle new entry? Lo scopriremo domenica prossima. Non mancate…

La censura cinematografica, si sa, fa sempre più ridere. A far sbellicare, in questo caso, una mannaia caduta su Alice in Wonderland, negli States, dove la visione del film viene sconsigliata ai minori di 10 anni, se non in compagnia di un adulto o di un genitore. Un’etichetta PG, per intenderci, ovvero la 2° nella celebre, contestata e tanto odiata scala di ‘divieti’ (gli altri sono: G, general audiences - tutte le persone possono vedere il film; PG-13, parents strongly cautioned - Vietato ai minori di 13 anni, non accompagnati dai genitori, R, restricted - Vietato ai minori di 17 anni, non accompagnati dai genitori; ed NC-17 - Non è consentito l’ingresso ai minori di 17 anni) dell’MPAA, ovvero l’Organizzazione americana dei produttori cinematografici.
Ma perchè, secondo l’MPAA, il film merita un “parents cautioned suggested“? Per le inquietanti immagini fantasy di azione e violenza e, udite udite, per il Brucaliffo che fuma! Ora, dopo le polemiche ridicole sulle sigarette della Weaver in Avatar, vogliamo mettere sulla graticola anche il Brucaliffo, che spippettava già 60 anni fa nel celebre cartoon Disney? Roba da non crederci…
Continua a leggere: Alice in Wonderland vietato per colpa del Brucaliffo che fuma troppo?

Finalmente ci siamo. Da domani oltre 3400 cinema americani programmeranno l’attesissimo Alice in Wonderland, film da noi uscito ieri (poco più di un milione di euro al suo esordio) e che ha già spaccato la critica internazionale. Il 64% delle recensioni positive su Rotten Tomatoes, con una media voto del 6, per un film (qui da noi recensito) che generalmente non ha entusiasmato, almeno non quanto probabilmente ci si aspettava. Ma quanto riuscirà ad incassare al box office americano in questo primo weekend di programmazione? Ultimamente Tim Burton, con La fabbrica di cioccolato, La Sposa Cadavere e Sweeney Todd, aveva esordito rispettivamente con 56, 19 e 9 milioni di dollari. Riuscirà il regista con Alice in Wonderland a fare meglio dei suoi ultimi tre titoli? A voi i pronostici, a sabato per il Vi è piaciuto? e a domenica sera per i risultati. Ovviamente anche il sottoscritto si sbilancia e dice… 77 milioni di dollari!
E’ ormai finito il countdown che ci divide dall’uscita in sala di Alice in Wonderland, da oggi nei cinema italiani. Ebbene, per ‘festeggiare’ tale evento, dalla rete spunta un filmato a dir poco storico, ovvero la primissima trasposizione cinematografica del capolavoro letterario di Lewis Carroll. Siamo nel 1903, a dirigere il lungometraggio, inizialmente lungo 12 minuti, Cecil Hepworth e Percy Stow. Di Sir John Tenniel le illustrazioni originali, per un film che all’epoca entrò nel guiness, essendo la più ‘lunga’ produzione cinematografica d’Inghilterra. Ricordandovi la nostra recensione in anteprima del kolossal di Burton, date anche un’occhiata a questo piccolo capolavoro.
Alice in Wonderland (Usa, 2010) di Tim Burton; con Mia Wasikowska, Johnny Depp, Helena Bonham Carter, Crispin Glover, Anne Hathaway, Stephen Fry, Christopher Lee, Michael Sheen, Alan Rickman, Matt Lucas, Timothy Spall, Barbara Windsor, Leo Bill, Paul Whitehouse, Eleanor Gecks, Lucy Davenport, Jessica Oyelowo, Amy Bailey, Arick Salmea, Marton Csokas, Eleanor Tomlinson, Annalise Basso, Jemma Powell, Frances de la Tour, John Hopkins, Austin James Wolff, Tim Pigott Smith, Geraldine James, Lindsay Duncan, Michael Gough, Noah Taylor.
Il più visionario e gotico dei registi americani che incontra una delle favole più visionarie e folli della letteratura inglese dell’800. Di ingredienti, per alimentare l’attesa nei confronti di questo Alice in Wonderland, ce n’erano a bizzeffe. Quasi 60 anni fa la Disney realizzava un capolavoro animato, all’epoca massacrato dalla critica e snobbato in sala. Oggi, dopo quasi 60 anni, la casa di Mickey Mouse riporta in sala un mito, miscelando live action, performance-capture ed animazione, tutto in Digital 3D. Cosa ne è venuto fuori? Un divertente e pazzo viaggio a ritroso nel tempo per i più grandi, imperfetto negli effetti speciali, per buona parte poco fluido e a volte troppo infantile, ma visivamente sicuramente affascinante.
Sottolineando l’assoluta gratuità del 3D (film che si può tranquillamente vedere anche in due dimensioni), Alice in Wonderland prende a pieni mani da Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie e da Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò, capolavori indimenticati di Lewis Carroll datati 1865 e 1871, rielaborandoli a proprio piacimento secondo la vena creativa di Tim Burton, visibilmente tenuta a freno, e alla penna di Linda Woolverton, in passato sceneggiatrice de La Bella e la Bestia, Il Re Leone e Mulan. Spaziando dall’immancabile gotico burtoniano al ‘fantastico’ disneyano, Alice si ritrova così ‘nuovamente’ nel Sottomondo, conteso da due sorelle regine e follemente vissuto da un Cappellaio Matto, ben più che personaggio secondario, interpretato da un Johnny Depp ancora più ‘cartoon’ del solito.
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