
Un milione e 400,000 euro al primo giorno di programmazione (record per Disney Italia), 900,000 euro incassati giovedì, addirittura 45 i milioni di dollari raccolti ieri negli States, dove si annuncia un fine settimana da record (le attuali stime parlano di 110/120 milioni di dollari). E’ iniziato a gonfie vele il lungo weekend per Alice in Wonderland di Tim Burton, atteso e già discussa rivisitazione in Live Action e 3D (costata quasi 400 milioni di dollari, tra costi di produzione e campagna promozionale) del classico immortale di Carroll. Ora che l’avete potuto finalmente vedere anche voi, e ricordandovi la nostra recensione, che ne pensate? Vi è piaciuto? Vi ha deluso o esaltato? Siete rimasti soddisfatti o no dal ‘nuovo’ Tim Burton? Ha rispettato le vostre aspettative? E il 3D, come l’avete trovato? Il gotico e visionario regista poteva osare di più? E Johnny Depp, vi ha convinto nei panni del Cappellaio Matto o sta probabilmente iniziando a stufare con questi personaggi troppo spesso somiglianti l’uno con l’altro? Insomma, Alice in Wonderland è ora nelle vostre mani, a voi voti, considerazioni e commenti…

La censura cinematografica, si sa, fa sempre più ridere. A far sbellicare, in questo caso, una mannaia caduta su Alice in Wonderland, negli States, dove la visione del film viene sconsigliata ai minori di 10 anni, se non in compagnia di un adulto o di un genitore. Un’etichetta PG, per intenderci, ovvero la 2° nella celebre, contestata e tanto odiata scala di ‘divieti’ (gli altri sono: G, general audiences - tutte le persone possono vedere il film; PG-13, parents strongly cautioned - Vietato ai minori di 13 anni, non accompagnati dai genitori, R, restricted - Vietato ai minori di 17 anni, non accompagnati dai genitori; ed NC-17 - Non è consentito l’ingresso ai minori di 17 anni) dell’MPAA, ovvero l’Organizzazione americana dei produttori cinematografici.
Ma perchè, secondo l’MPAA, il film merita un “parents cautioned suggested“? Per le inquietanti immagini fantasy di azione e violenza e, udite udite, per il Brucaliffo che fuma! Ora, dopo le polemiche ridicole sulle sigarette della Weaver in Avatar, vogliamo mettere sulla graticola anche il Brucaliffo, che spippettava già 60 anni fa nel celebre cartoon Disney? Roba da non crederci…
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Finalmente ci siamo. Da domani oltre 3400 cinema americani programmeranno l’attesissimo Alice in Wonderland, film da noi uscito ieri (poco più di un milione di euro al suo esordio) e che ha già spaccato la critica internazionale. Il 64% delle recensioni positive su Rotten Tomatoes, con una media voto del 6, per un film (qui da noi recensito) che generalmente non ha entusiasmato, almeno non quanto probabilmente ci si aspettava. Ma quanto riuscirà ad incassare al box office americano in questo primo weekend di programmazione? Ultimamente Tim Burton, con La fabbrica di cioccolato, La Sposa Cadavere e Sweeney Todd, aveva esordito rispettivamente con 56, 19 e 9 milioni di dollari. Riuscirà il regista con Alice in Wonderland a fare meglio dei suoi ultimi tre titoli? A voi i pronostici, a sabato per il Vi è piaciuto? e a domenica sera per i risultati. Ovviamente anche il sottoscritto si sbilancia e dice… 77 milioni di dollari!
E’ ormai finito il countdown che ci divide dall’uscita in sala di Alice in Wonderland, da oggi nei cinema italiani. Ebbene, per ‘festeggiare’ tale evento, dalla rete spunta un filmato a dir poco storico, ovvero la primissima trasposizione cinematografica del capolavoro letterario di Lewis Carroll. Siamo nel 1903, a dirigere il lungometraggio, inizialmente lungo 12 minuti, Cecil Hepworth e Percy Stow. Di Sir John Tenniel le illustrazioni originali, per un film che all’epoca entrò nel guiness, essendo la più ‘lunga’ produzione cinematografica d’Inghilterra. Ricordandovi la nostra recensione in anteprima del kolossal di Burton, date anche un’occhiata a questo piccolo capolavoro.

Il più giovane regista della storia ad aver conseguito il Leone d’Oro alla Mostra del Cinema di Venezia. Lui è Tim Burton, genio visionario di Hollywood pronto a tornare in sala con l’attesissimo Alice in Wonderland (qui la nostra recensione), in arrivo nei cinema italiani mercoledì 3 marzo. Regista, sceneggiatore, produttore cinematografico, animatore e disegnatore, Burton a 18 anni vince una borsa di studio messa in palio dalla Disney, prendendo parte nel 1981 alla realizzazione del lungometraggio Red e Toby - Nemiciamici. Peccato che Tim con la Disney c’entri poco, tanto da abbandonarla per esordire al cinema nel 1985 con Pee-wee’s Big Adventure. Costato appena 7 milioni di dollari, il film ne incassò oltre 40 solo negli States, ottenendo critiche entusiastiche. Tutti più o meno sono d’accordo, è nato un regista con la r maiuscola.
Passati 3 anni, Burton torna in sala con un altro cult: Beetlejuice - Spiritello porcello. Costato 13 milioni di dollari, il film ne incassa oltre 73 solo negli Usa, vincendo 3 Saturn Award e un Oscar. E’ il 1989 però a lanciare il regista, con il primo capitolo cinematografico dell’uomo pipistrello, Batman. Costato 35 milioni di dollari, il film ne incassa ben 251 solo negli Usa, diventando il primo film a guadagnare almeno 100 milioni di dollari nei primi dieci giorni dal rilascio, capaci di trasformarsi in 411 milioni di dollari in tutto il mondo (ai quali bisogna aggiungere oltre 150 milioni di dollari tratti solo dall’home video). Presa una pausa dal suo primo blockbuster, Burton partorisce il suo capolavoro assoluto, ovvero Edward Mani di Forbice. Titolo che sancì l’amore cinematografico tra Johnny Depp e il regista, Edward Mani di Forbice paradossalmente non fece clamore al botteghino, incassando solo 56 milioni di dollari negli Usa, dopo esserne costati 20, diventati poi in tutto il mondo 86.
Con il 1992 torna l’uomo pipistrello, a 36 mesi dal boom del primo capitolo, senza riuscire però a replicare il successo del titolo precedente. Costato 80 milioni di dollari, il film, molto più dark e per questo preferito dallo stesso Burton, ne incassa 160 solo negli Usa, diventati poi 266 in tutto il mondo. A conti fatti, 150 milioni di dollari in meno rispetto al primo Batman. Passati altri 24 mesi, Depp torna a collaborare con il regista andando a vestire i panni del leggendario Ed Wood, ovvero “il peggior regista di tutti i tempi“. Costato 18 milioni di dollari, il film si rivela un flop clamoroso. Meno di 6 i milioni di dollari incassati sul suolo americano, a dispetto delle critiche positive e dei due Premi Oscar vinti. Con il 1996 prosegue il momento no di Burton al box office Usa, con Mars Attacks! Costato 80 milioni di dollari, il film ne incassa solo 37 negli States, diventando poi 101 in tutto il mondo.
Alice in Wonderland (Usa, 2010) di Tim Burton; con Mia Wasikowska, Johnny Depp, Helena Bonham Carter, Crispin Glover, Anne Hathaway, Stephen Fry, Christopher Lee, Michael Sheen, Alan Rickman, Matt Lucas, Timothy Spall, Barbara Windsor, Leo Bill, Paul Whitehouse, Eleanor Gecks, Lucy Davenport, Jessica Oyelowo, Amy Bailey, Arick Salmea, Marton Csokas, Eleanor Tomlinson, Annalise Basso, Jemma Powell, Frances de la Tour, John Hopkins, Austin James Wolff, Tim Pigott Smith, Geraldine James, Lindsay Duncan, Michael Gough, Noah Taylor.
Il più visionario e gotico dei registi americani che incontra una delle favole più visionarie e folli della letteratura inglese dell’800. Di ingredienti, per alimentare l’attesa nei confronti di questo Alice in Wonderland, ce n’erano a bizzeffe. Quasi 60 anni fa la Disney realizzava un capolavoro animato, all’epoca massacrato dalla critica e snobbato in sala. Oggi, dopo quasi 60 anni, la casa di Mickey Mouse riporta in sala un mito, miscelando live action, performance-capture ed animazione, tutto in Digital 3D. Cosa ne è venuto fuori? Un divertente e pazzo viaggio a ritroso nel tempo per i più grandi, imperfetto negli effetti speciali, per buona parte poco fluido e a volte troppo infantile, ma visivamente sicuramente affascinante.
Sottolineando l’assoluta gratuità del 3D (film che si può tranquillamente vedere anche in due dimensioni), Alice in Wonderland prende a pieni mani da Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie e da Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò, capolavori indimenticati di Lewis Carroll datati 1865 e 1871, rielaborandoli a proprio piacimento secondo la vena creativa di Tim Burton, visibilmente tenuta a freno, e alla penna di Linda Woolverton, in passato sceneggiatrice de La Bella e la Bestia, Il Re Leone e Mulan. Spaziando dall’immancabile gotico burtoniano al ‘fantastico’ disneyano, Alice si ritrova così ‘nuovamente’ nel Sottomondo, conteso da due sorelle regine e follemente vissuto da un Cappellaio Matto, ben più che personaggio secondario, interpretato da un Johnny Depp ancora più ‘cartoon’ del solito.
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