Interessante scambio di opinioni fra Lietta Tornabuoni e Marco Giusti sulle pagine del quotidiano torinese La Stampa. La prima, pubblicava ieri un articolo dal titolo Il brutto sdoganato resta brutto in cui stroncava, sparando a zero, i B-movies italiani deli anni settanta e ottanta; incolpando Alvaro Vitali, Edwige Fenech, Bombolo, Lino Banfi, soldatesse, professoresse e dottoresse varie, di essere responsabili di tutti i mali della odierna società nel nostro Paese. Il secondo, risponde oggi firmando un pezzo (Ma la Fenech non ha inventato il berlusconismo) in difesa di quel genere cinematografico che seppur non “alto” ha generato un vero e proprio culto, e viene ancora oggi celebrato da spettatori ed autori, e non solo entro i confini italiani. Di certo non si può mettere sotto processo il cinema trash di trent’anni fa, per gli scandali di Palazzo Grazioli, di Papi e di Patrizia D’addario.
Mettere in parallelo le pellicole di Franco Franchi & Ciccio Ingrassia con i cinepanettoni (e cinecocomeri vari) targati Massimo Boldi & Christian De Sica, a chi scrive sembra un insulto alla memoria di due grandi attori del nostro cinema. Di questo passo si arriverà a paragonare Totò e Peppino ai Fichi d’India. Apriamo dunque il dibattito e chiediamo a voi di leggere i due articoli linkati e tornare poi a dirci cosa ne pensate. Sostenete la tesi della Tornabuoni o state dalla parte di Giusti? Scrivetelo nei commenti!
Sebbene alle scorse elezioni fu presentata una lista dall’inverosimile nome di Impotenti esistenziali, il film del regista Giuseppe Cirillo non tratta certo di politica. Sono invece cinque storie che si intrecciano e si inseguono raccontando storie sui temi universali della vita in chiave comica; l’amore, la vita di coppia, la diversità, tutte situazioni comuni nella vita di ciascun individuo. Storie della vita di tutti i giorni, all’insegna dell’impossibilità di essere padroni del proprio destino.
Il cast è tutto un programma e comprende, oltre allo stesso Giuseppe Cirillo, nomi del calibro di Alvaro Vitali, Sandra Milo, Tinto Brass, Angela Melillo, Gianni Nazzaro, Don Backy, Antonella Ponziani.
Qui sopra potete vedere l’elegantissima locandina (pare quella di un film scollacciato degli anni Settanta) e di seguito le prime foto del film! Il film uscirà il 20 marzo nei cinema.
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Che? (What?, Italia / Francia / Rft, 1972) di Roman Polanski; con Sydne Rome, Marcello Mastroianni, Romolo Valli, Hugh Griffith.
Stanotte, 01.25, RaiTre
La versione per adulti di Alice nel paese delle meraviglie di Polanski è uno dei suoi film meno conosciuti e più discussi tra quelli che l’hanno visto. Farsa o capolavoro? Sin dal titolo si capisce che ci si trova di fronte ad un ufo. Che? è la conferma, già nel ‘72, che il suo regista non è così facile e bensì che è colto, graffiante, a suo modo originale e provocatorio.
In trasferta italiana sulla costiera amalfitana, Polanski narra la storia di Nancy, sfuggita a tre balordi che volevano violentarla e che si rifugia in una stupenda villa, popolata però da gente che definire bizzarra è poco. Così Polanski mette in scena un piccolo mondo grottesco, assurdo e dedito al sesso, girando una commedia stralunata e sottilmente perversa.
Se diamo ragione ai detrattori quando parlano di film che si tira un po’ per le lunghe e che si va man mano appiattendo (ma ci si può divertire comunque), non possiamo non riconoscere a Che? almeno più di un bel merito. Fra i quali spicca il notevole cast: fra cammei dello stesso Polanski e di Vitali, spicca la coppia protagonista con una solare, ingenua e bellissima Sydne Rome al suo vero esordio e l’autoironico, folle e geniale Marcello Mastroianni.