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Locarno 2010, Pietro di Daniele Gaglianone prenota un posto nel Palmares?

pubblicato da carloprevosti

Pietro di Daniele Gaglianone
Lunghi applausi e commozione per la proiezione, ieri, di Pietro di Daniele Gaglianone in Concorso al Festival internazionale del Cinema di Locarno. Il film, ambientato in una Torino dove regna la desolazione dei sentimenti umani, racconta la storia di un ragazzo che per vivere distribuisce volantini e sopporta suo malgrado le prepotenze del fratello maggiore tossicodipendente.

Il film, di cui avremo presto modo di parlare in modo più approfondito, è la dimostrazione che anche in Italia è possibile fare del vero cinema indipendente. Prodotto da Gianluca Arcopinto, Pietro è stato girato con 12 giorni di shooting ed è costato l’esigua cifra di 120 mila euro (che diventerebbero 300 se le maestranze avessero ricevuto i dovuti compensi). Se prendete come termine di confronto il cortometraggio Armandino e il madre, sempre presente a Locarno, realizzato da Valeria Golino e pensate che c’è alla base praticamente lo stesso budget, lascio a voi ogni tipo di riflessione.

Ieri è stata la giornata del grande John C Reilly con cui abbiamo avuto un breve scambio di battute, ma ne parleremo a breve. Oggi invece è il concorso a fare la parte principale del programma con ben tre film presentati: alle 14:00 il lussemburghese La Petite Chambre, di Stéphanie Chuat che racconta il difficile rapporto tra l’anziano Edmond e la sua infermiera Rose. Alle 16:15 è la volta del curioso canadese dal titolo Curling, di Denis Côté in cui una ragazzina scopre che oltre la strada di casa ci può essere qualcosa di spaventoso. Alle 18.30 invece è la volta di Cold Weather dell’americano Aaron Katz in cui un’amicizia casuale si trasforma in un’avventura degna dei detective dei romanzi gialli.

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Valeria Golino diventa regista, oggi il primo ciak

pubblicato da carloprevosti

Valeria GolinoSi tratta solo di un corto, ma rappresenta un passo importante per un’attrice italiana che ha ottenuto grandi consensi all’estero, scegliendo poi un ritorno in patria per progetti di grande interesse (basti citare il bellissimo Respiro di Emanuele Crialese. Inizia così la carriera da regista per Valeria Golino, oggi alle prese con il primo ciak nei pressi di Napoli per le riprese di Armandino e il Madre.

Il Madre non è un genitore dalla mutevole sessualità, bensì il Museo d’Arte Contemporanea Donna Regina, storico palazzo napoletano, che per una settimana ospiterà la troupe della Golino.

Il corto racconta la sotira di una giovane restauratrice, del suo innamorato Roberto, un giovane rom legati da un “messagger d’amore” il piccolo Armandino, si propone come scaltro intermediario.

Armandino e il Madre fa parte di un progetto di cortometraggi d’autore, insieme a L’Alchimia del Gusto di Edo Tagliavini e Questione di Gusti diretto da Pappi Corsicato prodotti grazie al supporto di Pasta Garofalo.

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