Barbarossa (Italia, 2008) di Renzo Martinelli; con Rutger Hauer, Raz Degan, Kasia Smutniak, Hristo Shopov, Cécile Cassel, Antonio Cupo, Angela Molina, F. Murray Abraham, Gian Marco Tavani.
“Io ho visto un film che voi umani non potreste immaginarvi. Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Pontida, e ho visto i raggi B balenare nel buio vicino al bollente telefono di Saccà. E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo… come lacrime nella pioggia. È tempo… di morire“.
Omaggiando Rutger Hauer, mitico replicante di Blade Runner e qui incredibile Barbarossa, si può commentare ciò che è la nuova discussa fatica di Renzo Martinelli, costata 30 milioni di euro, quasi del tutto sborsati da Mamma Rai, ovvero anche da noi contribuenti, e realizzato con il folle sostegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. In 24 anni di cinema non avevo mai vista nulla di simile. Mai nessun “film” era arrivato così vicino al senso del ridicolo. Mai nessun film era arrivato così vicino ad infangare il senso stesso di “settima arte”. Fino all’arrivo di questo Barbarossa, autentico mix propagandistico e parodistico a metà tra Braveheart, Fantaghirò, Giovanna d’Arco e Robin Hood - Un eroe in Calzamaglia…
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Presentato giorni fa in pompa magna al Castello Sforzesco dinanzi al Capo del Consiglio Silvio Berlusconi, Giulio Tremonti, Umberto Bossi, Roberto Calderoli, Ignazio La Russa, il Sindaco di Milano Letizia Moratti e Roberto Formigoni, Barbarossa invaderà la penisola tra meno di 48 ore. Aspettando la nostra recensione in anteprima, che sarà on line domani a mezzogiorno in punto, il film ripiomba nelle polemiche.
Perchè? Perchè la pellicola, fortemente voluta dalla Lega di Umberto Bossi, costata 30 milioni di euro e quasi totalmente finanziata dalla Rai, è stata interamente girata in… Romania! Non al Nord Italia, in modo da aiutare i lavoratori precari del cinema, magari anche leghisti, ma in Romania per l’appunto, sfruttando i lavoratori e circa 12,000 comparse, molti dei quali extracomunitari.
Un film leghista, su un gladiatore padano, che deve tutto o quasi ai tanto odiati rom rumeni? Ebbene sì. Produce la Rai, anche con i nostri soldi, creando così occupazione per i lavoratori stranieri ma anche disoccupazione per i lavoratori italiani, e senza un ritorno di entrate tributarie e contributive in Italia, a danno quindi del lavoratore e del cittadino. Quando si dice il cinema dei paradossi…