Guerra, politica, metacinema, satira, dramma, commedia, Iran, Hollywood, CIA, eccetera. Gli ingredienti di Argo, il nuovo film diretto da Ben Affleck, sono tantissimi, ma se saranno ben amalgamati potremmo trovarci seriamente davanti ad una delle sorprese dell’anno. Dopotutto, Affleck ha già dimostrato di essere un valido regista, prima con Gone Baby Gone e poi con The Town, ed ora è pronto a regalarci il suo terzo lavoro dietro la macchina da presa.
Basato su una storia vera, e nello specifico su un articolo di Wired, How the CIA Used a Fake Sci-Fi Flick to Rescue Americans from Tehran (ovvero “Come la CIA liberò gli americani da Tehran usando un finto film di fantascienza”), Argo segue la missione di una squadra della CIA che, in collaborazione con il governo canadese, deve salvare sei diplomatici americani, che dopo la Rivoluzione Iraniana del 1979 furono fatti prigionieri da un gruppo di estremisti a Tehran. Gli agenti fingeranno di far parte della produzione di un film hollywoodiano, per l’appunto Argo…
Protagonista sarà Affleck stesso, accompagnato da un cast che comprende Alan Arkin, Bryan Cranston, John Goodman, Kyle Chandler, Richard Kind, Scoot McNairy, Chris Messina, Michael Parks e Taylor Schilling. L’uscita di Argo è prevista per il 12 ottobre, e potrebbe passare prima alla Mostra di Venezia, come successe due anni fa proprio con The Town. Staremo a vedere. Intanto godiamoci il primissimo trailer del film.

L’agenda di Ben Affleck comincia a gonfiare in maniera rilevante. Qualcuno in Warner Bros. deve nutrire non poca stima nei riguardi dell’attore/regista in questione, tanto da avergli affidato anche la regia di un film basato sulla storia di James “Whitey” Bulger. Parliamo di un noto criminale che ha operato per ben sessant’anni in quel di Boston, muovendosi, tra le altre cose, nell’ambito dello spaccio di droga e delle scommesse clandestine. Trasferitosi in California, a Santa Monica, nel 1998, Bulger è stato arrestato lo scorso Giugno, all’età di 82 anni. (via nypost)
Ad impreziosire la pellicola in questione ci sarà anche Matt Damon, la cui presenza attualmente si limita alla collaborazione, senza però specificare in che termini. La sceneggiatura pare sia affidata a Terence Winter, noto al grande pubblico soprattutto per la serie TV I Soprano. Insomma, a quanto pare la carriera dietro la macchina da presa per Affleck è in procinto di registrare un’impennata. Ricordiamo che quest’ultimo è già a lavoro su Argo e sarà impegnato su L’Ombra dello Scorpione, tratto dal romanzo di Stephen King.

E’ attraverso le sempre informate pagine di Deadline che apprendiamo la notizia relativa alla trasposizione cinematografica di uno dei romanzi più amanti di Stephen King, ossia L’Ombra dello Scorpione (The Stand, in originale). La Warner Bros. sembra avere già individuato il regista che avrà il non indifferente compito di portare a termine tale pellicola, affidandola a Ben Affleck. A quanto pare, però, il noto scrittore sembra non essere particolarmente entusiasta di questo passaggio di medium; e già torna alla memoria il pacato “scontro” con Kubrick all’epoca di Shining.
Tornando alla scelta relativa alla direzione, per quanto si possa trattare di una scommessa, Affleck ha già mostrato doti non indifferenti nei due film che l’hanno visto in cabina di regia. Alludiamo chiaramente a Gone Baby Gone e The Town, a nostro parere due buone prove da parte del nostro. Salgono così a due i film su cui lavorerà, considerato pure Argo. Per adesso non ci resta che congetturare, visto che i dettagli finiscono qui. Manco a dirlo, anche noi restiamo in attesa di ulteriori aggiornamenti.
Grazie a ray83 per la segnalazione.
18 luglio 1967: 44 anni fa nasceva Vin Diesel a New York. Oggi Cineblog gli regala (e vi regala) un post con 20 curiosità. Lo sapevate che? …
1. Vero nome: Mark Vincent Sinclair III
2. Il nome Vin Diesel è stato scelto mentre lavorava come buttafuori al Tunnel, un nightclub di New York. Vin è una abbreviazione del suo nome Vincent, mentre Diesel è il soprannome dato dai suoi amici per la sua inarrestabile energia.
3. Il colore degli occhi è marrone anche se guardando Pitch Black e The Chronicles of Riddick sembrano azzurri. Le lenti erano colorate.
4. Capelli: Rasato, originariamente scuri e ricci.
5. Altezza: circa 180-185 centimetri
6. Peso: Circa 90 chili (varia a seconda dei film)
7. Il padre biologico, afroamericano, è sconosciuto, la madre si chiama Delora, è di origini siciliane ed è un’astrologa con un master in psicologia. Il patrigno, Irving Vincent, è un regista teatrale e insegnante di teatro. Ha inoltre due fratelli e una sorella.
8. Diesel si è sempre descritto come una “persona di colori di diverse etnie”
9. Macchina preferita? I SUV
10. Lavori precedenti: Buttafuori
20 curiosità che forse non sapevate su Vin Diesel








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Dopo The Tree of Life (l’avete visto?) Terrence Malick è pronto per un nuovo film che ancora non ha un titolo quindi lo chiameremo Untitled Terrence Malick Project. Oggi Cineblog vi racconta la trama e vi parla del cast:
Neil (Ben Affleck) e Marina (Olga Kurylenko) sono marito e moglie ma lui l’ha sposata solo per non farle scadere il permesso di soggiorno e per non farla espatriare. Non si amano e entrambi hanno storie fuori dal matrimonio. Cercano aiuto da Padre Quintana (Javier Bardem), ma i loro problemi coinvolgono anche la figlia…
Nel cast: Rachel McAdams, Ben Affleck, Rachel Weisz, Javier Bardem, Barry Pepper, Olga Kurylenko, Jessica Chastain, Amanda Peet, Charles Baker. Scritto da Terrence Malick. Nelle sale dal 2012.
Nella foto qui sopra Ben Affleck e Rachel McAdams, fotografati da Mary Cybulski – © RedBud Pictures.

Ben Affleck torna alla regia con il film drammatico Argo che uscirà nel 2013. Scritto da Chris Terrio vede nel cast, per ora, Alan Arkin. Vi copio la trama ufficiale:
La pellicola è tratta da una storia vera e seguirà la missione di una squadra della CIA che, in collaborazione con il governo canadese, deve salvare sei diplomatici americani, che nel 1979 furono fatti prigionieri da un gruppo di estremisti iraniani a Tehran. Gli agenti fingeranno di far parte della produzione di un film hollywoodiano, l’Argo.
L’ultimo film da regista di Ben Affleck è The Town che ha riscosso diversi ammiratori. Come sarà questo Argo?

8 anni dopo l’atroce primo capitolo (e fino ad oggi unico), Daredevil torna in sala. Non con un sequel, o prequel, bensì con un reboot. L’intenzione della Fo, chiarissima, è quella di ‘cancellare’ il film firmato Mark Steven Johnson, impreziosito un Ben Affleck da paralisi interpretativa. Notizie che fino ad oggi già conoscevamo, alle quali si aggiunge però il nome del regista. Perché il reboot di Daredevil ha finalmente trovato un regista, ovvero David Slade.
Dopo Hard Candy, 30 giorni al Buio e soprattutto Eclipse, terzo capitolo della Twilight Saga, Slade passa così ai cinecomics Marvel. Dubbi invece sullo sceneggiatore. Perché se Variety lo scorso anno annunciò l’ingaggio di Davide Scarpa, autore del discutibile script di Ultimatum alla Terra, The Hollywood Reporter sottolinea come ‘al momento non ci siano sceneggiatori‘, per un titolo che potrebbe arrivare in sala entro nel 2013, se non prima. Chi andrà a vestire i panni del supereroe cieco? Per ora tutto tace, anche se questo è forse uno degli ultimi tasselli mancanti al mosaico, prima che Daredevil torni in sala.
Atteso nelle sale a stelle e strisce il prossimo 22 ottobre, The Company Men ci regala oggi una prima locandina, che vi attende dopo l’interruzione.
Bobby Walker sta vivendo il sogno americano: ottimo lavoro, bella famiglia, una Porsche lucida in garage. Quando un ridimensionamento dell’impresa per cui lavora lascia lui e i suoi collaboratori Phil Woodward e Gene McClary disoccupati, i tre sono costretti a ri-definire la loro esistenza di uomini, mariti e padri. Bobby ritrova così l’entusiasmo verso la vita lavorando nell’impresa edile del cognato, dove il suo talento di business-man non è affatto richiesto. Qui c’è il trailer.
Scritto e diretto da John Wells, The Company Men è stato presentato al Sundance Film Festival nel gennaio di quest’anno e vede nel proprio cast Ben Affleck, Tommy Lee Jones, Kevin Costner, Craig T Nelson, Chris Cooper, Rosemarie DeWitt, e Maria Bello.
Continua a leggere: Primo poster in arrivo per The Company Men
Sarà un periodo di super-lavoro per Jeremy Renner quello che sta per arrivare. Secondo le notizie circolate nel corso delle ultime settimane, infatti, l’attore sarà impegnato su svariati set: lo vedremo con Tom Cruise nel reboot di Mission: Impossible; accanto a Noomi Rapace in Hansel and Gretel: Witch Hunters; ed in Virtue Fall di Sheldon Turner (dove sostituirà Colin Farrell), senza contare la sua partecipazione ne I Vendicatori, kolossal Marvel diretto da Joss Whedon. Renner vestirà i panni di Clint Barton, alias Hawkeye (Occhio Di Falco).
A questi titoli si va ora ad aggiungere il thriller Better Living Through Chemistry, in cui sarà affiancato da Jennifer Garner (per par-conditio, visto che ha appena girato The Town con Ben Affleck).
La trama del film, secondo quanto riportato da The Hollywood Reporter, è incentrata su un farmacista di provincia, prigioniero di un matrimonio senza amore. L’uomo riscopre se stesso attraverso la relazione con la moglie di un altro, che lo introduce ai piaceri delle droghe farmaceutiche. La situazione finisce fuori controllo quando la relazione si intensifica e i due amanti iniziano a complottare per uccidere il marito della donna.
Geoff Moore e David Posamentier scriveranno e dirigeranno la pellicola a quattro mani.
Che gran peccato finire una Mostra del Cinema di Venezia in questo modo. Certo, i premi devono restare tali, al di là della qualità della selezione, ma si sa, alla fine ci si ferma sempre al giudizio sul Leone d’Oro, perdendo di vista 12 giorni di cinema, scoperte e sorprese, Oselle varie e tutto quel che volete. E così per ora la 67. Mostra finisce tra la rabbia e la delusione, con tanto di buu a Tarantino in sala stampa da parte dei giornalisti e un gestaccio di ritorno da parte del Presidente.
Ma il Leone d’Oro a Somewhere è solo la punta dell’iceberg di un meccanismo rovinato alla base. Perché Venezia il disagio lo sa creare benissimo, purtroppo. Se i malumori esplodono è perché sono stati ben coltivati per tutto il periodo del festival, colpa in primis di un programma realizzato malissimo e che ha costretto gli accreditati a dover fare scelte discutibili per vedere un film, perdendone altri.
Perché La pecora nera e Balada triste de Trompeta non hanno avuto la loro proiezione in Sala Darsena come tutti gli altri film del concorso? Perché se uno vuole o deve seguire tutti i film in concorso è praticamente costretto a perdersi il film di Scorsese? E perché The Town non aveva una proiezione per gli accrediti cinema (i famosi verde speranza)?
Continuiamo: perché I’m Still Here è stato proiettato solo in Sala Grande e poi nell’allucinante Sala Pasinetti (esiste ancora?)? Perché gli accrediti verdi devono sempre supplicare per entrare nelle sale che non sono per loro anche se ci sono ancora posti? E perché se nel programma un film può essere visto da “tutti gli accrediti” (rossi, blu, arancioni, verdi) si fanno passare prima i giornalisti anche se la priorità non esiste più? Che i rossi (e mi ci metto anche io, quindi anche i blu) imparino una volta per tutte ad andare alle loro proiezioni invece di far festa.
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