Aspettando la 62. edizione del Festival di Berlino e tutte le gustose anticipazioni della nostra ‘talpa’ berlinese, possiamo concederci una sbirciata a Cesare deve morire, il nuovo film di Paolo e Vittorio Taviani (Padre padrone, San Michele aveva un gallo, La notte di San Lorenzo), titolo italiano (e unico documentario) in concorso per il prestigioso Orso d’Oro, nelle nostre sale il 02 Marzo 2012.
Un documentario che mette in scena il potere, la mancanza di libertà, la colpa e il rimorso, nella Sezione di Alta Sicurezza del carcere Rebibbia di Roma, dove la maggior parte dei detenuti sono condannati all’ergastolo perché appartenenti alla criminalità organizzata (mafia, camorra, ‘ndrangheta).
Un documentario girato in carcere, con un gruppo di detenuti, una ’sceneggiatura’ cucita sulle peculiarità e i dialetti dei detenuti-attori, un bianco e nero che segue le prove dei laboratori teatrali e le trame della tragedia shakespeariana del “Giulio Cesare” insieme a quelle personali dei vari detenuti, fino alla rappresentazione finale dello spettacolo ripresa a colori. Nell’attesa possiamo sbirciare il trailer, qualche foto dal set, e la scheda tecnica (dopo il salto), insieme all’intervista ai Fratelli Taviani (in inglese), realizzata per la stampa internazionale dall’ufficio Stampa della FilmPressPlus, qui anche tradotta.
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Partirà il 9 febbraio con la proiezione, in concorso, di Les adieux à la reine la 62. edizione del Festival di Berlino, che si concluderà il 19 febbraio con l’assegnazione dell’Orso d’oro (vinto l’altr’anno da Una separazione) e degli altri premi ufficiali. Il programma del festival è come sempre articolato e costruito in diversi percorsi, tra cui Berlinale Special, Forum, Panorama (tra i quali troviamo i nuovi de la Iglesia, Maddin, McDonald, Herzog…).
Oggi vi presentiamo le due sezioni ufficiali del Festival di Berlino, ovvero quella competitiva e la sezione fuori concorso, in cui troviamo anteprime internazionali e tedesche. Il concorso come sempre è molto cinefilo, meno glamour di Cannes e Venezia, ma non per questo ovviamente meno interessante. Qui troviamo ad esempio il già citato Captive, l’attesissimo nuovo film di Brillante Mendoza con Isabelle Huppert progioniera nella giungla. Ma anche un titolo italiano, ovvero Cesare deve morire dei fratelli Taviani. Non è l’unico titolo nostrano presente a Berlino: ad esempio c’è anche Diaz di Vicari in Panorama Special.
Tra le anteprime di rilievo nella sezione non competitiva troviamo, oltre al “doveroso” omaggio a Meryl Streep, Orso d’Oro alla carriera, di cui verrà proiettato The Iron Lady: Bel Ami di Declan Donnellan e Nick Ormerod, con Robert Pattinson e Uma Thurman, The Flowers Of War di Zhang Yimou con Christian Bale, Flying Swords Of Dragon Gate di Tsui Hark, Knockout - Resa dei conti di Steven Soderbergh, il candidato a sorpresa degli Oscar Molto forte, incredibilmente vicino di Stephen Daldry, ed infine Shadow Dancer di James Marsh con Clive Owen, direttamente dal Sundance.
Dopo il salto trovate tutti i titoli.
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Se ne parla da quasi due anni, ma alla fine Iron Sky è diventato realtà. Atteso al prossimo Festival di Berlino, il folle sci-fi diretto da Timo Vuorensola ha finalmente messo un punto alla sua lunghissima post-produzione, regalandoci quest’oggi l’atteso full trailer.
Ideato dagli autori di Star Wreck: In the Pirkinning, mediometraggio che faceva il verso alla fantascienza di Star Trek e di Babylon 5, co-prodotto da finlandesi e tedeschi, girato prevalentemente in lingua inglese, sceneggiato dalla celebre scrittrice di romanzi fantasy e fantascientifici Johanna Sinisalo e diventato realtà grazie ad un budget di 6 milioni e mezzo di euro, Iron Sky, girato in live action con fondali e ambienti ricostruiti in computer grafica, porta in sala la strampalata idea di un gruppo di nazisti che attaccano la Terra nel 2018, dopo essersi rifugiati per oltre 70 anni, ovvero dal 1945, sulla Luna.
Imperdibile il trailer, per un titolo troppo curioso per non suscitare interesse.

Al 62° Festival di Berlino l’Italia ci sarà. Diaz - Don’t Clean Up This Blood di Daniele Vicari è infatti stato ufficializzato nella sezione Panorama Special. Niente concorso per la pellicola prodotta da Domanico Procacci, contraddistinta da una produzione lunga e faticosa. Girato in Romania, il film ricostruisce “la più grave sospensione dei diritti democratici in un Paese occidentale dopo la seconda guerra mondiale“, come Amnesty International ha definito i pestaggi avvenuti nel 2001 durante il G8 di Genova alla Scuola Diaz.
Discusse e travagliate le riprese, per un ricco cast composto da Claudio Santamaria, Jennifer Ulrich, Elio Germano, Davide Iacopini, Ralph Amoussou, Fabrizio Rongione e Renato Scarpa. Visto il teaser trailer tempo fa, Diaz uscirà nei cinema italiani il prossimo 3 marzo. Nell’attesa, si mostrerà al 62° Festival di Berlino, che si terrà dal 9 al 19 febbraio prossimo.

Annunciati i primi titoli della selezione, e con una sezione Panorama che mostra le sue prime carte, il prossimo Festival di Berlino ha già ben scaldato i motori e si prepara a vivere la sua 62a edizione. Il festival si aprirà quest’anno il 9 febbraio con Les adieux à la reine (Farewell, My Queen), film francese in costume diretto da Benoît Jacquot, visto qualche anno fa a Venezia con L’intouchable e a Locarno con Au fond des bois.
La storia, tratta da un romanzo di Chantal Thomas, è ambientata nella reggia di Versailles durante i primi giorni della Rivoluzione francese. Les adieux à la reine porrà la sua attenzione soprattutto sulla servitù, sulle dame di compagnia, e sulla relazione tra una di esse e Maria Antonietta, intepretata da Diane Kruger. Al suo fianco troviamo Léa Seydoux, Virginie Ledoyen e Xavier Beauvois.
Les adieux à la reine sarà presentato in anteprima mondiale e in concorso. Vi ricordiamo, infine, che l’Orso d’Oro alla carriera andrà a Meryl Streep. Aspettiamo ora il programma definitivo del Festival di Berlino.
Aspettando la più che probabile diciassettesima nomination all’Oscar per The Iron Lady, ecco arrivare l’ennesimo omaggio ad un’attrice straordinaria. Forse la più grande di tutte, sicuramente la più nominata in casa Academy. Meryl Streep riceverà l’Orso d’oro alla carriera al prossimo Festival del Cinema di Berlino, in programma dal 9 al 19 febbraio. Ad annunciarlo Dieter Kosslick, direttore della 62esima Berlinale, che ha così commentato il tutto:
“Siamo onorati di poter assegnare l’Orso d’oro Onorario a un’artista eccezionale e una star mondiale, Meryl Streep è un’attrice brillante e versatile, in grado di alternare con naturalezza ruoli drammatici e ruoli comici”.
Due volte Premio Oscar, come miglior attrice non protagonista nel 1980 con Kramer contro Kramer e come miglior attrice nel 1983 con La scelta di Sophie, la Streep ha vinto anche 7 Golden Globes, portandosi a casa ben 25 nomination, alle quali bisogna aggiungere le 16 agli Oscar. Due record forse ineguagliabili, per un’attrice riuscita a guadagnare in carriera qualcosa come 1,66 miliardi di dollari, con una media di 38,6 milioni di dollari a film. Meritando ora l’ennesima incoronazione.