
Facciamo un po’ di ordine, che ce n’è bisogno. Michael Mann non torna sul grande schermo dal 2009, anno del discusso Nemico Pubblico. Da quel momento ha collezionato progetti su progetti. Primo: Big Tuna, un nuovo gangster movie. Secondo: il biopic su Robert Capa, con Gemma Arterton ed Andrew Garfield. Terzo: Agincourt, un film d’ambientazione medievale. Quarto: Gold, thriller à la Il tesoro della Sierra Madre su due americani in cerca dell’oro. Quinto: Go Like Hell, sulla lotta tra Ford e Ferrari per la supremazia negli anni 60.
Eh. Non è che a Mann manchino proprio idee e possibilità. Non bastassero questi cinque lavori già annunciati, se ne aggiunge un altro: The Big Stone Grid. Si tratta di un thriller sulla falsariga sia di Seven che de Il Maratoneta, che vede per protagonisti due detective di New York che scoprono un’organizzazione criminale. La sceneggiatura è ad opera di S. Craig Zahler, mentre la produzione è affidata a Michael De Luca, che sarà tra i protagonisti degli ultimi Oscar grazie a L’arte di vincere.
Adesso: quale sarà la prima scelta di Mann tra tutti questi? Il grande regista è anche impegnato nella produzione di Luck, il serial di cui ha diretto il pilot e che è già stato confermato per una seconda stagione. Impegni, impegni, impegni: Michael, per noi puoi farli tutti. Ma falli, ok?
Fonte: Deadline - Foto: TM News

A dispetto dei due anni di apparente calma piatta, l’agenda di Michael Mann continua ad infittirsi di impegni di un certo spessore. Oltre ad un nuovo gangster movie (Big Tuna), un film con ambientazione medievale (Agincourt) ed il biopic su Robert Capa, il regista americano acquisisce un nuovissimo progetto, ossia Gold. Oltre a stare in cabina di regia, Mann co-produrrà il film in questione con Paul Haggis.
La notizia più interessante riguardo a questo progetto, secondo quanto riportato su The Hollywood Reporter, è che si tratterà di un thriller sulla falsa riga de Il tesoro della Sierra Madre. Parliamo di un classico del 1948, da molti considerato un film capitale, diretto da John Huston, con Humphrey Bogart. Al centro della vicenda la caccia all’oro di due statunitensi. Insomma, i progetti in cantiere dall’innegabile potenziale non mancano a Mann. Quello che manca, nel caso di Gold in particolare, è qualche grosso studio che sganci la vile pecunia. Almeno per ora…

Finalmente reperiamo ulteriori notizie inerenti ad un prossimo progetto di Michael Mann. In realtà parrebbero essere molteplici i progetti su cui il noto regista è a lavoro, come la trasposizione cinematografica del romanzo di Ernest Hemingway, For Whom The Bell Tolls (Per chi suona la campana, in italiano), il film sul fotoreporter di guerra Robert Capa, oppure quello di ambientazione medievale Agincourt. Bene, tra questi spicca anche il nome di un certo Big Tuna, l’unico riguardo cui si registrano novità.
Pare infatti che Mann abbia ingaggiato lo sceneggiatore di Tra le nuvole, Sheldon Turner, per scrivere la sceneggiatura di quest’ultimo progetto. Big Tuna ruota attorno alla figura del boss della malavita di Chicago, Tony Accardo, nonché del suo successore, Sam Giancana. Stando a quanto dichiarato dallo stesso regista, il leit motiv dell’opera troverà la propria ragion d’essere nella megalomania e nell’arroganza dei propri protagonisti.
Una piccola curiosità prima di concludere. Non disponendo ancora di uno studio che finanzi il progetto, Michael Mann sta uscendo di tasca propria i soldi per una parte del salario di Turner.
Michael Mann, noto ai più per la serie cult anni ‘80 Miami Vice e per pellicole come L’ultimo dei Mohicani, Heat, Collateral e Nemico Pubblico, si è confessato ai microfoni della testata Financial Times. Dall’intervista sono emersi ben tre progetti sui quali Mann interesserebbe focalizzarsi. Di seguito e dopo il salto, vi riportiamo alcuni stralci delle sue dichiarazioni.
Il primo riguarda la storia di un fotoreporter di guerra, tale Robert Capa, che insieme a Henri Cartier-Bresson fondò la Magnum Photos. Jez Butterworth si sta occupando della sceneggiatura. La parola a Mann.
[Il film, ndr.] Riguarda una tumultuosa relazione d’amore che Capa ebbe con Gerda Taro. Nato col nome di Endre Friedmann, Capa fu un ungherese trasferitosi a Parigi. Lui e Gerda inventarono una nuova persona, che fu un romantico fotoreporter americano. Si conobbero a Parigi come rifugiati - disprezzati e soli in un periodo della storia europea che era un susseguirsi di conflitti.
Il secondo, a nostro avviso più interessante, progetto, riguarda un racconto medievale inerente ad una battaglia che si combatté ad Agincourt nel quindicesimo secolo, tra Inghilterra e Francia. L’ispirazione sembra essergli sopraggiunta a seguito della visione della Sainte-Chapelle di Parigi. Da amante dell’Architettura quale è, Mann non poteva fare a meno di trarre spunto da tutto ciò. Leggiamo cosa afferma a riguardo, ma dopo il salto, mi raccomando!
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