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Tutti gli articoli con tag billy Wilder

Forever Marilyn: la statua di Marilyn Monroe a Chicago

pubblicato da Carla Cigognini

La statua che è apparsa alla Pioneer Court di Chicago si chiama Forever Marilyn, è stata realizzata dallo scultore Seward Johnson, è alta 9 metri e pesa circa 15 tonnellate. L’opera, di acciaio e di alluminio, rappresenta (come avrete naturalmente già capito da soli) Marilyn Monroe nella famosa scena della gonna sollevata nel film Quando la moglie è in vacanza (1955) di Billy Wilder. Potete ammirarla fino alla primavera del 2012. Chissà quanta gente resisterà alla tentazione di sbirciare sotto il vestito per vedere se indossa le mutandine… (ps. Sì le ha).

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CineTv: giù con loro nella miniera senza L'asso Nella Manica

pubblicato da Italo Moscati

l-asso-nella-manicaCe l’hanno fatta. Adesso devono risalire. Lo scavo stretto stretto è arrivato a destinazione. Il film senza film, cioè costruito da notizie e immagini giorno dopo giorno, è avviato a un lieto fine. Vorrei scendere giù da loro, con loro. Perché li ammiro. Perché la loro attesa di due mesi (rimasero sotto il 5 agosto, sembra un secolo) mi ricorda un grande film di Billy Wilder, L’asso nella manica, 1951, protagonista Kirk Douglas anche lui grande, grandissimo.

Kirk il giornalista senza scrupoli, carrierista che, per un suo scoop- l’asso nella manica, da sfruttare fino all’aberrazione- riesce a far rinviare il salvataggio di un operaio rimasto sotto una miniera in Messico. Il giornalista senza vergogna organizza le cose in modo da richiamare intorno alla miniera del fantasma ancora vivo sottoterra un “big carnival”, un grande carnevale del consumo della suspense per l’uomo in attesa di essere disseppellito dove fanno festa i turisti della curiosità morbosa.

Di “big carneval” ce ne sono stati e ce ne sono ancora in tutto il mondo, e naturalmente anche in Italia. Vogliamo ricordare l’assurda, interminabile diretta di Vermicino dal pozzo in cui era caduto un ragazzo che morì sotto gli occhi delle telecamere o, fatti di questi giorni, lo scempio di Sarah evocato in diretta, tutto negli occhi della madre e dei gesti della conduttrice?

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Cineblog saluta Tony Curtis con due scene di A qualcuno piace caldo

pubblicato da carloprevosti

Tony-Curtis

Tony Curtis non c’è più. Ci ha lasciato a 85 anni, la notizia arriva direttamente dalla figlia, l’attrice Jamie Lee Curtis.

Lo ricordiamo insieme a Jack Lemmon in panni femminili alla presenza della bellissima Marylin Monroe in A qualcuno piace caldo, il capolavoro assoluto di Billy Wilder.

Nato nel Bronx col nome di Bernard Schwartz, da una modesta famiglia ebrea di origini ungheresi, Tony Curtis lavoro con Stanley Kubrick in Spartacus e in commedie di culto come Operazione Sottoveste. L’ultimo film risale al 1995, Gli Immortali di Brian Grant.

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Leonardo DiCaprio e Martin Scorsese a Roma per presentare Shutter Island: ecco le foto

pubblicato da dr. apocalypse



Attesissimi al Festival di Berlino, Leonardo DiCaprio e Martin Scorsese hanno omaggiato Roma con un’affollata anteprima stampa di Shutter Island, presentato in via del tutto eccezionale ancor prima della proiezione tedesca, portandosi conseguentemente dietro un embargo sulle recensioni che varrà fino al 14 febbraio prossimo. Arrivati alla 4° collaborazione, DiCaprio e Scorsese rappresentano ormai il meglio che Hollywood può vantare, tanto da far salire ancor di più l’asticella dell’attesa nei confronti di questo nuovo film del regista Premio Oscar, tratto dal best seller di Dennis Lehane, autore di Mystic River.

Accompagnati dai due produttori Mike Medavoy e Bradley J. Fischer, Scorsese e DiCaprio si sono pazientemente dedicati ai giornalisti. Se il primo ha confermato l’omaggio al cinema tedesco degli anni 30/40, con Lang, Murnau, ma anche Otto Preminger e Billy Wilder, maestri della sua infanzia cinematografica, perchè vissuti sulla propria pelle, da spettatore, il secondo ha ammesso di non aver mai interpretato un personaggio così duro, complesso, emotivo, cupo, violento e difficile come quello portato in sala con Shutter Island, thriller psicologico che vira all’horror gotico, cavalcando il dolore, la tragedia umana, il senso di perdita e il trauma, vissuto qui in 140 intensissimi minuti.

Un DiCaprio che non si sente minimamente ‘arrivato’, ma perennemente in cerca di personaggi forti, che lo facciano crescere come attore e come uomo, in modo da riuscire ad eguagliare i propri miti cinematografici come James Dean, scegliendo le pellicole in base alle sensazioni che riescono a dargli, toccandolo nel profondo. Una collaborazione, quella tra i due, sempre più forte, grazie anche all’intensità artistica che DiCaprio riesce sempre a toccare (parole di Scorsese) e all’incredibile responsabilità che Martin riesce a trasmettere agli attori (parole di Leonardo), affidandosi completamente a loro e alle loro capacità recitative. Una volta promessa la seconda parte de Il Mio Viaggio in Italia, il piccolo immenso Scorsese è ripartito alla volta di Berlino, lasciando dietro di sè, come suo solito, una scia di leggenda. Aspettando l’uscita italiana di Shutter Island, datata 5 marzo, vi ricordiamo un’altra data: 14 febbraio 2010. Quel giorno, infatti, potrete leggere la nostra recensione in anteprima del film. Per ora, accontentatevi degli scatti romani di Martin, Leonardo, Mike e Bradley.

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Aspettando Guy Ritchie - Gli Sherlock Holmes da recuperare

pubblicato da carloprevosti

Abbiamo appena letto la recensione in anteprima del nuovo film di Guy Ritchie dedicato alla figura di Sherlock Holmes e la curiosità di vederlo finalmente nelle sale cresce. Sebbene non sia un personaggio notissimo, dal punto di vista cinematografico, ecco un paio di spunti tra gli oltre venti film che sono stati ispirati dai romanzi della penna di Sir Arthur Conan Doyle.

Iniziamo qui sopra con lo splendido film La vita privata di Sherlock Holmes, uno degli ultimi capolavori dell’incredibile carriera cinematografica di Billy Wilder, datato 1970. Nei panni del detective c’era Robert Stephens, ma nel film spiccava la figura arcigna di Christopher Lee. Il film è curiosamente ispirato a un libro che non è stato scritto da Conan Doyle, bensì I.A.L. Diamond che, dietro una vicenda di spionaggio, coglieva l’occasione di mettere alla luce tutti i lati oscuri del personaggio. Assolutamente da recuperare!

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Scene cult - Quando la moglie è in vacanza

pubblicato da carloprevosti

Pensando alla condizione di tanti che sono ancora in città a lavorare mentre la rispettiva compagna è in una località di villeggiatura, mi viene in mente un film su tutti…

Come non pensare a Quando la moglie è in vacanza di Billy Wilder con una strepitosa Marilyn Monroe. Forse la società è un po’ cambiata…e le “mogli” non vanno più in vacanza in questo modo, ma la scusa è buona per rivedere una vera scena di “culto“!

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Star System - Se non ci sei non esisti- La recensione in anteprima

pubblicato da carloprevosti

Star SystemStar System - Se non ci sei non esisti (How to Lose Friends and Alienate People) di Robert B. Weide con Simon Pegg, Kirsten Dunst, Megan Fox, Jeff Bridges, Gillian Anderson, Janette Scott, Miriam Margolyes

Sidney Young una giovane firma di una rivista indipendente con sede a Londra. Il suo stile è intellettuale, sarcastico, schietto e soprattutto visto di pessimo occhio dal mondo dello star system. Un suo articolo però attira l’attenzione del direttore di Sharp, la più influente rivista di spettacolo al mondo. Da Londra a New York la vita di Sidney cambierà radicalmente, ma i suoi modi anticonformisti gli provocheranno diversi guai. La scelta che gli si pone davanti è fra un compromesso che snaturerebbe il suo essere libero, o il rifiuto delle regole del sistema. La scelta non sarà facile.

Ispirato al libro autobiografico di Toby Young dal titolo Un alieno a Vanity Fair, dimostrazione che anche nel mondo dell’editoria amano stravolgere i titoli originali (How to Lose Friends and Alienate People, che suona “come perdere gli amici e far scappare la gente”), il film di Robert B. Weide gioca con la verve comica di Simon Pegg a ribaltare in chiave cinematografica la prospettiva che Il diavolo veste Prada aveva offerto sul mondo dell’editoria legata alla moda.

Sebbene il film sia ambientato nella New York più yuppies e numerose star hollywoodiane ne arricchiscano il cast, il film è una produzione inglese e come tale è perfettamente riuscita a mantenere quel tocco delirante di humour britannico che pervade tutti i film del biondo Pegg, intrisi di cinismo e di tocchi macabri di grandissimo impatto (si vedano Hot Fuzz e L’alba dei morti dementi per meglio apprezzare). Il film diventa così un a satira feroce non solo sullo Star System, quello del titolo, ma anche su quell’universo che vi gravita intorno con agire parassitario, fatto di P.R, di uffici di comunicazione, di apparenze e, soprattutto, di giornalisti della stampa specializzata o critici cinematografici dai toni spocchiosi. Quello che Pegg/Young ci chiede è quanto sia possibile quindi mantenere la propria vena sarcastica, dissacrante e, soprattutto, onesta quando si ha direttamente a che fare con il gotha dell’entertainment mondiale?

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Da Broadway ad Hollywood: Wicked diventa un film

pubblicato da Simona

Wicked

Secondo IMDb, la Universal Pictures avrebbe in cantiere la trasposizione cinematografica di uno dei maggiori successi teatrali di questi ultimi anni, che ha fatto registrare dei veri e propri record di incassi ai botteghini di Broadway e di tutto il mondo. Stiamo parlando di Wicked!, pluri-premiato musical composto nel 2003 da Stephen Schwartz (musiche e testi) con libretto di Winnie Holzman.

Il musical è (liberamente) tratto da Wicked: The Life and Times of the Wicked Witch of the West di Gregory Maguire, che potrebbe essere definito un ‘prequel’ in chiave adulta de Il Mago di Oz. Tutta la storia ruota attorno ad Elphaba, la strega dell’ovest (quella verde, per intenderci) ed alla sua amicizia con Glinda, la strega del Nord. Fin dalla nascita, la peculiarità del colore del suo incarnato l’ha resa un’emarginata, tutti la trattano con diffidenza, paura e sospetto. Eppure, scopriamo, oltre ad essere dotata di grandi poteri, Elphaba è dotata anche di un grande cuore. Non voglio spoilerare, la trama è ricca di colpi di scena e sorprese che meritano di essere viste.

Lo score è trascinante e la scenografia teatrale è mozzafiato. Con gli interpreti giusti e qualche effetto speciale, sono certa che la versione cinematografica sarà strepitosa! Spero solo che il progetto non finisca per essere dimenticato nel limbo in cui da circa 4 anni è stata confinata dalla Paramount anche la trasposizione di Sunset Boulevard, musical composto da Sir Andrew Lloyd Webber e basato sull’omonimo film diretto da Billy Wilder nel 1950. L’uscita prevista di entrambe le pellicole è indicata da IMDb nel 2010.

Dopo il saltino, un video dello spettacolo.

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Viale del Tramonto, il trailer originale

pubblicato da Simona

“Io sono grande. E’ il cinema che è diventato piccolo!” Così Norma Desmond, nella scena del suo primo incontro con Joe Gillis.

Gloria Swanson dà vita ad uno dei personaggi più malinconici e veri che Hollywood ci abbia mai regalato. La sua interpretazione di Norma Desmond, egocentrica diva in declino reclusa nella sua grande villa, disperatamente aggrappata all’illusione di non aver mai smesso di essere la più grande stella del cinema, è semplicemente perfetta. Nei suoi occhi possiamo leggere tutta l’infinita solitudine di Norma, ma anche il suo smisurato orgoglio e la pazzia che alla fine prende il sopravvento. Norma dalla volontà di ferro, eppure fragile come il cristallo. Vittima e carnefice allo stesso tempo. Grande performance anche da parte di William Holden nel ruolo dello sceneggiatore squattrinato e senza impiego, Joe Gillis.

“Sunset Boulevard” è uno dei più grandi capolavori di Billy Wilder, un film di Hollywood che parla di Hollywood e della crudeltà di quel mondo dorato che fagocita le persone portandole fino alle stelle per poi voltar loro le spalle e dimenticarsi di loro, abbandonandole. Una sceneggiatura originalissima e decisamente fuori dagli schemi per la cinematografia dell’epoca, che fece scalpore e costrinse il regista a modificare alcune scene dopo le reazioni indignate del pubblico, durante le previews. Su 9 nomination agli Oscar vinse, purtroppo, solo quelli per la sceneggiatura e per le musiche.

All’inizio degli anni ‘90, Andrew Lloyd Webber ne realizza una versione in chiave musical che debutta a Broadway nel ‘94 conquistando ben 7 Tony Award, fra cui quello alla migliore interprete femminile: una strepitosa Glenn Close. Da anni si vocifera della possibile realizzazione di una nuova versione cinematografica, tratta questa volta dall’opera di Webber, ma per ora non si hanno notizie certe.

“All right, Mr. DeMille, I’m ready for my close-up”

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"Audrey Hepburn in manifesto" - A Milano una mostra per ricordare la grande attrice

pubblicato da Simona

Audrey Hepburn

Se non fosse scomparsa nel 1993, oggi sarebbe alle soglie della 79esima primavera. Nata a Bruxelles il 4 maggio 1929 e cresciuta in Olanda sotto il regime nazista, Audrey Hepburn studiò danza durante la seconda guerra mondiale per poi approdare al teatro e infine al cinema. Vincitrice di un Oscar, di un Golden Globe, di un Emmy, di un Grammy e di due premi Tony, la Hepburn non fu soltanto un’attrice di incredibile talento, ma anche un’icona di stile ed eleganza. Nel corso della sua carriera lavorò con registi come Billy Wilder, George Cukor e Blake Edwards e divenne famosa grazie a ruoli come quello della Principessa Anna in “Vacanze romane”, di Holly Golightly in “Colazione da Tiffany” e di Eliza Doolittle nel film musicale “My Fair Lady”.

Nel 1988, Audrey Hepburn fu nominata ambasciatrice speciale dell’UNICEF. Da quel momento fino alla sua morte la Hepburn si dedicò all’aiuto dei bambini dei paesi poveri del mondo. Nel 1992 il Presidente degli Stati Uniti, George H. W. Bush, la premiò con uno dei più importanti riconoscimenti attribuibili ad un civile statunitense, la Medaglia Presidenziale della Libertà, a riconoscimento del suo impegno con l’UNICEF e l’Academy of Motion Picture Arts and Sciences la premiò con il premio umanitario Jean Hersholt per il suo contributo all’umanità.

Lunedì 28 aprile, presso la Galleria degli Artisti in Via Nirone 1 a Milano, verrà inaugurata la mostra “Audrey Hepburn in manifesto”: un viaggio per ripercorrere la carriera della diva attraverso i manifesti dei suoi film ed altri memorabilia provenienti dalla collezione privata originale di Andrea Croci. L’esposizione sarà aperta al pubblico fino al 4 maggio.

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