Dopo Boris, un altro pesce rosso diventa protagonista di una pellicola cinematografica in Goodbye Mr. Zeus!, una produzione piccola ma interessante firmata dal regista Carlo Sarti con Fabio Troiano e Chiara Muti. Una coppia di innamorati viene “divisa” dall’ingombrante presenza proprio del piccolo pesce rosso, qui sopra potete vedere il trailer.
Lo scorso 16 Aprile, Goodbye mr.Zeus! ha vinto il Premio speciale “Rebibbia” come miglior film 2011, conferito dai detenuti dei maggiori istituti carcerari italiani. Curiosamente il film ha trovato una piccola distribuzione in Svizzera, ma sul sito ufficiale potete trovare i cinema dove viene proiettato anche in Italia (come il cinema Mexico a Milano o il Cinema Nuovo Nosadella a Bologna).

Un altro fine settimana di bel tempo si è nuovamente fatto sentire sul botteghino italiano. Per il secondo weekend consecutivo in testa alla Top10 troviamo un titolo riuscito ad incassare meno di un milione di euro. Numeri da giugno/luglio, se non fossimo ancora ad aprile. Solo 4 i milioni di euro incassati complessivamente, con un ulteriore calo rispetto a 7 giorni fa, pari al 6%. A riuscire nell’impresa The Next Three Days, lanciato in quasi 500 copie da Medusa. 991.969,30 gli euro incassati dal film di Haggis, con 184.572 ticket staccati. Un risultato accettabile, visto l’andazzo, ma sicuramente non esaltante, con una media per sala di 2.115 euro. E attenzione, perché questo è stato l’unico film ad abbattere la soglia dei 2000 euro a sala. Seconda posizione per C’è chi dice No della Universal. 549.101,67 gli euro incassati in 72 ore, con 85.538 ticket staccati, 317 copie a disposizione e una media per sala di 1.732 euro.
Medaglia di bronzo e incassi scoraggianti per Drive Angry 3D. 381.565,84 gli euro incassati dal film della Warner, con l’agghiacciante media per sala di 1.293 euro. Ora come ora il sovrapprezzo del 3D appare come una zavorra micidiale, per non dire fatale. Dopo 3 settimane passate in testa al botteghino, scivola in 4° posizione Nessuno mi Può Giudicare, più che soddisfatto con i suoi 7.150.459,44 euro incassati fino ad oggi, seguito da Mia Moglie per Finta, che abbatte il milione di euro, e Hop, flop in Italia con appena 879.157,26 euro raccolti in 10 giorni di programmazione. Altro flop inatteso, e ormai certificato, quello di Boris - Il Film. Ulteriore crollo per la pellicola della 01, -58%, e 189.880,21 euro incassati negli ultimi 3 giorni, per un totale di 871.059,88. Non andrà molto oltre il milione di euro. Impensabile alla vigilia.
Chi continua a comportarsi benino è La Fine è il Mio Inizio, sua la terza media per sala, arrivato ai 423.138,4 euro, seguito da Amici, Amanti e… , arrivato ai 1.524.359,00 euro, e Kick-Ass, decimo con 401.774,02 euro in tasca, e la sconfortante media per sala di 578 euro. Fine settimana agguerrito il prossimo, con Scream 4, Rio, Limitless e Habemus Papam in prima fila. Riusciranno Moretti & Co a ridare fiato al boccheggiante botteghino tricolore?

Praticamente imbattibile. Fine settimana inaspettatamente moscio per il botteghino nostrano, con Nessuno mi può Giudicare davanti a tutti per il terzo fine settimana consecutivo. Anche dinanzi ad un calo del 56% sugli incassi, e con solo 668.135,61 euro incassati, la commedia della 01 è riuscita a mantenere la vetta, arrivando ai 6.482.472,4 euro. Chiuderà sopra i 7. Inatteso. Seconda piazza a sorpresa per Mia moglie per Finta, riuscito ad incassare 478.300,17 euro, seguito da Hop. Terzo posto e incassi deludenti per la commedia Universal, uscita in 333 sale ma incapace di andare oltre i 457.540,54 euro, con una media per sala di 1.374 euro. Un disastro.
Peggio è andata a Boris - Il Film, ben lontano dal boom televisivo. 331 le copie a disposizione per il film 01, 423.110,88 gli euro raccolti, con una media per sala di 1.278 euro. Un risultato praticamente impensabile, con appena 63.814 ticket staccati. Chi supera il milione di euro d’incassi è Amici, Amanti e…, mentre a floppare è anche Kick-Ass, con 202.548,52 euro raccolti in 72 ore e una media per sala di appena 1.060 euro. Settima posizione per la miglior media per sala della Top10, di poco superiore ai 2500 euro, ovvero La fine è il Mio Inizio. 188.376,76 gli euro incassati dal film Fandango, seguito dal tracollo quasi storico di Sucker Punch. -72% sugli incassi per il film della Warner, riuscito ad incassare 141.697,59 euro nel weekend, arrivando agli 820.400,98 euro in 10 giorni. Un massacro.
Media deludente anche per Carpenter e il suo The Ward, con solo 141.434,83 euro raccolti, seguito da Amici Miei Come Tutto Ebbe Inizio, flop certificato con i suoi 3.267.356,57 euro. In conclusione, un weekend poverissimo, con appena 4 milioni di euro incassati, ovvero quasi il 40% in meno rispetto al fine settimana passato. Uscito il sole in tutta Italia, e salite le temperature, il fuggi fuggi dalle sale è stato quasi immediato. E se il buongiorno si vede dal mattino…
Boris - Il Film Regia di Giacomo Ciarrapico, Mattia Torre, Luca Vendruscolo. Con Luca Amorosino, Valerio Aprea, Ninni Bruschetta, Paolo Calabresi, Antonio Catania, Carolina Crescentini, Massimo De Lorenzo, Carlo De Ruggeri, Alberto Di Stasio, Roberta Fiorentini, Caterina Guzzanti, Francesco Pannofino, Andrea Sartoretti, Pietro Sermonti, Alessandro Tiberi, Giorgio Tirabassi.
Dopo tanta televisione girata “alla cazzo di cane” René Ferretti non è più disposto a scendere a compromessi con la bassa qualità richiesta dalla produzione e piuttosto di girare una scena di un giovane Ratzinger che al rallentatore corre felice in un campo di grano preferisce subire l’ostracismo televisivo e perdere il lavoro, trascinando con se tutto il clan de Gli occhi del cuore. Dopo un periodo di depressione trascorso nei multisala a farsi del male con i cinepanettoni, la nuova occasione per una svolta nella carriera di René è offerta da una produzione cinematografica tanto ambiziosa quanto quanto assurda (forse l’ennesima trappola lavorativa).
Sulla scia del successo di Gomorra, l’idea è quella di una trasposizione cinematografica del libro inchiesta La Casta di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, un adattamento ambizioso del il racconto di scandali e privilegi del mondo della politica italiana ma allo stesso tempo un’idea assurda, quasi un bluff, trattandosi di un inchiesta fatta di dati e di numeri che sarebbe impossibile tradurre in cinema. Impossibile per tutti ma non per René Ferretti disposto ad avere al suo fianco i migliori professionisti del cinema, ma che presto lo abbandonano. La soluzione è ancora il clan di simpatici cialtroni che lo hanno accompagnato in oltre quindici anni di set (e tre stagioni televisive).
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La foto qui sopra è un frame di Boris Il Film. Ritrae il regista René Ferretti (Francesco Pannofino) con in mano una statuetta dell’Oscar. L’Oscar è vero, è stato prestato da Nicola Piovani che lo ha vinto nel 1999 per la colonna sonora de La vita è bella. Perché? Semplicemente perché Piovani è un grandissimo fan della serie tv. Come noi di Cineblog, che però non abbiamo Oscar da prestare… (piccolissimo dettaglio)…
Boris Il Film esce il 1 aprile nelle sale. Qui il trailer ufficiale e qui le foto del cast mentre presenta la pellicola a Milano.

Dopo 3 splendide stagioni in tv, ecco l’atteso sbarco al cinema, con 344 copie a disposizione, a partire da venerdì. E’ ormai tutto pronto per l’approdo in sala di Boris - Il Film, arrivo sul grande schermo di una fantastica serie tv tutta italiana, riuscita a trasformarsi nel giro di 3 anni da fenomeno di nicchia in autentico serial cult. Peccato che ora scocchi l’ora dell’esame più complesso, ovvero quello del box office. Riuscirà Rene’ Ferretti a conquistare il botteghino tricolore? E se sì, incassando quanto? Aspettando il Vi è Piaciuto? domenicale, e la nostra recensione in anteprima, ormai prossima, a voi i pronostici, con il sottoscritto che ovviamente si sbilancia, prevedendo… 1milione e 699,000 euro.
A coronare il successo di tre stagioni televisive di ottima qualità, il cast della fuori-serie televiva Boris si trasferisce al cinema per un progetto grandioso, la versione cinematografica del libro inchiesta La Casta di Stella e Rizzo. A presentare il film a Milano c’erano i tre registi Giacomo Ciarrapico, Mattia Torre, Luca Vendruscolo e tra gli attori Francesco Pannofino (il regista René Ferretti), Caterina Guzzanti (Arianna, l’assistente alla regia), Pietro Sermonti (il Divo Stanis), Paolo Calabresi (Biascica, il capo-elettricista), Carolina Crescentini (Corinna, la Cagna Maledetta!) e Ninni Bruschetta (Duccio, il direttore della fotografia). I tre registi ci hanno parlato del film:
L’idea della trasposizione de La Casta è nata come un bluff, il libro infatti non ha alcunché di narrativo come Gomorra, ma sono solo dati e numeri. Suonava molto bene, ma era una specie di trappola ordita per il nostro Ferretti. L’ennesima. Suona di film impegnato, colto, di denuncia, poi finisce tutto in niente.
Il passaggio dalla televisione al cinema come è stato?
Nel film si scherza sul fatto che il cinema viene dopo la tv, prima della radio e poi c’è solo la morte. Paradossalmente per certi versi in Italia è così, ma fino a un certo punto. Il grande salto è stato fatto con l’incoscienza della prima volta. Con più esperienza magari sarebbe venuto anche meglio, così abbiamo condensato in un’ora e mezza tanti personaggi e tante situazioni, avrebbe potuto essere molto più lungo con tutto il materiale che abbiamo preparato, ma siamo molto orgogliosi. Ci sembra di aver rispettato lo spirito della serie ma dando qualcosa in più!
Un microcosmo di cialtroni che diventa la metafora dell’Italia?
Lo abbiamo definito un road movie da fermo. Un viaggio attraverso il nostro presente, dopotutto la televisione e il cinema sono lo specchio della realtà che li produce, no? Ma in questo caso è una scusa per raccontare l’Italia di oggi, quella dove la concorrenza in televisione è fatta dalle stesse persone con cui Ferretti sta già lavorando all’inizio della storia. Un film comico ma che fa ridere anche qualcosa di spaventoso, che speriamo che cambi!
Avete pensato il film anche per chi non conosce la serie?
Certamente, anzi è una porta d’ingresso per nuovi spettatori. Abbiamo cercato di raccontare una storia per tutti, anzi non vogliamo che si pensi che sia necessario vedere tutte le tre stagioni per godere del film.
Boris Il film - Il cast presenta il film

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Per una volta partiamo dal fondo, visto il tonfo per certi versi storico. Lanciato in 380 copie, Sotto il vestito niente - L’ultima sfilata dei fratelli Vanzina ha regalato alla storia del botteghino italiano un weekend da ‘urlo’, incassando 258.910 euro in 72 ore. Più che un disastro un cataclisma, con una media per sala di 797 euro. Roba da guiness, in negativo, per un film clamorosamente sopravvalutato da Medusa, ‘responsabile’ di un così folle ed insensato lancio. Secondo flop consecutivo per i due fratelli, chiamati a questo ad una sentita pausa di riflessione. Tornando alla vetta degli incassi, primo posto confermato per Nessuno mi può Giudicare. Tenuta straordinaria per la commedia della 01, scesa solo del 21% sugli incassi, con 1.518.384,40 euro incassati negli ultimi 3 giorni e un totale di 5.321.764 euro. Chiuderà poco sotto gli 8, inaspettatamente.
Ad essere sconfitto, e ad uscire con le ossa frantumate, Sucker Punch di Zack Snyder. 279 le copie a disposizione per il film della Warner, riuscito ad incassare appena 500,000 euro, con una pessima media per sala, pari a 1.795 dollari, e 73.611 ticket staccati. Un flop inatteso, per un titolo che difficilmente riuscirà ad arrivare ai 2 milioni di euro. Ad approfittarne Amici, Amanti e…, altra new entry del weekend. 691.303,28 gli euro incassati dal film della Universal, seguito da Amici Miei - Come Tutto Ebbe Inizio. Crollo verticale e flop certificato per la commedia della Filmauro, incapace di andare oltre i 559.885,48 euro in quest’ultimo fine settimana, con una disastrosa media per sala, pari a 1.501 euro, e un totale di 3 milioni di euro. Peccato che il film ne sia costati 15, a detta dello stesso Aurelio De Laurentiis. Dopo Manuale d’Amore 3, la seconda batosta consecutiva per lo storico produttore.
Sono invece quasi 5 i milioni di euro incassati da Rango, mentre a crollare è anche Dylan Dog, con appena 385,000 euro incassati nelle ultime 72 ore, per un totale di 2.071.134 euro. Bruscolini, rispetto all’enorme numero di lettori del fumetto originale. A sorprendere tra le new entry, e a fare meglio dei Vanzina e di Snyder, Frozen, con 259.771 euro raccolti e una media per sala di 2.547 euro, ovvero la terza della Top10, con Il Rito che supera i 3 milioni di euro e Gnomeo e Giulietta che si avvicina al milione e mezzo. Da segnalare infine gli incassi di Silvio Forever e Non Lasciarmi: 182.000 e 170.000 euro. In entrambi i casi siamo nettamente al di sotto delle previsioni. In conclusione, per quasi tutte le nuove entrate è stato un weekend disastroso. Fine settimana ricchissimo il prossimo, grazie all’arrivo di Kick-Ass, Hop e soprattutto… Boris - Il Film!
Ancora ansiosi di nuovo materiale su Boris Il Film dopo il dietro le quinte in video di ieri? Sappiate allora che ne abbiamo ancora per voi. Si tratta di una clip musicale con scene della pellicola, dedicata a Pensiero Stupesce, brano registrato da Elio e le Storie Tese e già sentito anche nel trailer ufficiale di Boris Il Film. Lo stesso gruppo, ricorderete, è stato anche autore della sigla di tutte e tre le stagioni della serie TV Boris.
Ricordiamo che Boris il Film arriverà nei cinema venerdì prossimo 1 aprile, in pieno tempo per farci un graditissimo Pesce. Nel frattempo potete dare una ripassata alla sinossi ufficiale:
“In questo passaggio cinematografico il regista Renè Ferretti (Francesco Pannofino) molla la brutta fiction tv che ha fatto per anni e tenta il grande salto: un film d’autore, per il cinema. Insomma, la libertà artistica dopo una carriera asservita al conservatorismo televisivo. Ma il mondo del cinema con i suoi snobismi può essere perfino peggio di quello della tv. Soprattutto per una troupe, quella di Ferretti, a dir poco estranea all’Arte con la “a” maiuscola. Tra cinematografari snob, attrici nevrotiche, sceneggiatori modaioli, eroinomani, squali e improvvisati vari, “Boris il Film” prova a mettere a nudo un mondo, quello del cinema italiano, che aspira a una nuova giovinezza e vive invece solo una perenne immaturità.”

48 ore dopo il primo trailer, che tanto clamore ha suscitato in rete, ecco arrivare poster e interessanti note di regia per Boris il Film, nei cinema a partire dal prossimo 1° aprile. Scritto e diretto da Giacomo Ciarrapico, Mattia Torre e Luca Vendruscolo, Boris Il Film approda in sala dopo 3 splendide stagioni televisive, che l’hanno letteralmente trasformato in prodotto nazionale di culto. Riuscite le locandine, con un’accattivante tag line che recita “dopo lo Squalo, un altro gigante del cinema“, con una serie di ricche note di regia, accompagnate dalla descrizione di tutti i personaggi, che vi attendono dopo il saltino.
In questo passaggio cinematografico il regista René Ferretti (Francesco Pannofino) molla la brutta fiction tv che ha fatto per anni e tenta il grande salto: un film d’autore, per il cinema. Insomma, la libertà artistica dopo una carriera asservita al conservatorismo televisivo. Ma il mondo del cinema con i suoi snobismi può essere perfino peggio di quello della tv. Soprattutto per una troupe, quella di Ferretti, a dir poco estranea all’Arte con la “a” maiuscola. Tra cinematografari snob, attrici nevrotiche, sceneggiatori modaioli, eroinomani, squali e improvvisati vari, “Boris il Film” prova a mettere a nudo un mondo, quello del cinema italiano, che aspira a una nuova giovinezza e vive invece solo una perenne immaturità.
D’altronde ci sono scene troppo brutte perfino per un regista televisivo: uno struggente rallenti sulla corsa nei prati di un giovanissimo Joseph Ratzinger che festeggia la scoperta di un vaccino è troppo anche per René Ferretti. E sì che di monnezza ne ha girata tanta, narcotizzanti apologie del presente, inquietanti biografie di santi e tante altre ancora (“Caprera”, “La bambina e il capitano”, “Gli amici tassinari”, “Libeccio”). E allora basta. Meglio l’insicurezza economica, meglio il cinema. Meglio tradire tutti ‐ la Rete, la moglie in attesa di alimenti, la impresentabile storica troupe ‐ e buttarsi nel cinema. Tanto più se la sfida è un copione libero, serio, forte, di denuncia, “alla Gomorra”. Sì, perché il cinema è più povero della TV (“dopo il cinema c’è la radio, dopo la radio c’è la morte”) ma ancora libero e poetico. Perfino in questo vessato paese. Purtroppo però, anche con un progetto “alla Gomorra”, bisogna fare i conti con la palude culturale che tutto ingloba. I committenti del salotto buono del cinema si rivelano, alla prova dei fatti, solo diversamente codardi. I nuovi collaboratori solo diversamente inaffidabili. E la presunta grandeur del cinema una rogna senza fine. Come per una condanna divina, nonostante i suoi lodevoli sforzi, René Ferretti si ritrova tra i piedi la stessa troupe scalcinata di sempre, gli stessi attori cani, gli stessi sceneggiatori inetti e perfino lo stesso borioso capetto d’un tempo. Con qualche colpo di fortuna e grazie alla sua proverbiale scaltrezza, un film decente sarebbe ancora arrangiabile. Forse anche ottimo. Ma incombe la maledizione metafisica di un paese chiamato Italia, che ama i simpatici e i cialtroni e non premia certe malinconiche seriosità. E la “Grande Commedia” incombe.