L.A. Zombie sbarca al Festival di Torino 2010, e da oggi lo troverete in videoteca grazie alla QueerFrame. Dopo aver scatenato polemiche e discussioni a Locarno, dove era finito in concorso scandalizzando i più, il nuovo film di Bruce LaBruce viene proiettato al festival nella sezione più sperimentale della rassegna, ovvero Onde.
Durante l’incontro con il pubblico, prima del film, il regista cult ha voluto nuovamente precisare di che film si tratta: un porno-gay-zombie-splatter-gore movie. E questo effettivamente è: un porno in cui uno zombie uscito dall’Oceano Pacifico riesce a riportare in vita dei ragazzi dopo aver avuto rapporti con loro.
L’intuizione è “rivoluzionaria”: stravolgere la figura dello zombie, in questo caso eroico portatore di vita e non causa di morte e contagio. Sul tema del contagio LaBruce non ha dubbi: da quando l’AIDS è entrato prepotentemente nella vita di tutti dagli anni ‘80, il cliché dell’omosessuale portatore del virus si è radicata nell’immaginario collettivo. Attraverso la figura eroica di uno zombie, LaBruce sovverte questo stereotipo: anzi, scopando si ritorna in vita.
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Prende via, sotto una pioggia battente, il concorso internazionale del Festival del Film di Locarno. I primi due film, che saranno presentati oggi, saranno lo svizzero Songs of Love and Hate della regiasta Katalin Gödrös e il violentissimo porno-gay-horror L.A. Zombie con Francois Sagat di Bruce LaBruce, un durissimo attacco all’omofobia che caratterizza la nostra epoca (almeno questo spiega il regista).
In mattinata prende il via ufficialmente anche la splendida retrospettiva completa dei lavori di Ernst Lubitsch, si parte con Paramount on Parade (opera collettiva di registi Paramount) e del 1930 e seguito da Rosita del 1923, una vera perla per tutti i cinefili incalliti!
La sera invece in Piazza Grande si parla islandese, con Kóngavegur (King’s Road) di Valdís Óskarsdóttir, nota montatrice islandese passata dietro alla cinepresa per la sua prima regia in una commedia su un gruppo di individui che finisce per caso nello stesso luogo. Junior ritorna in Islanda per prendersi cura del padre, Senior. Ma le cose non vanno come previsto. Senior vive con la madre e la nuova moglie-trofeo in un campo roulotte dove si aggirano anche i due fratelli Ray e Davis, così come Rosa e Onni, che non hanno altro posto in cui andare. Qui sopra il trailer del film.
L.A. Zombie di Bruce LaBruce è in concorso al Festival di Locarno (dopo essere stato bandito dai festival australiani per oscenità e necrofilia). Il film racconta la storia di un vagabondo schizofrenico (Francois Sagat, famoso attore porno gay) che crede di essere uno zombie alieno. Gira per le strade di Los Angeles in cerca di uomini con cui fare sesso e di cui… cibarsi…
Nel cast anche Matthew Rush, Erik Rhodes, Francesco D’Macho, Wolf Hudson, Tony Ward, Adam Killian, Santino Rice, Deadlee, Eddie Diaz, Rocco Giovanni, Andrew James, Tim Kuzma, Trevor Wayne.
Oggi vi regaliamo alcune foto e il trailer di questo L.A. Zombie, già definito “horror pornografico”. Chissà come reagirà la Piazza Grande di Locarno all’anteprima del film…
L.A. Zombie: foto e trailer dell’horror porno di Bruce LaBruce




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Tutto il nostro sostegno ad Atlantide Entertainment, che in un’epoca in cui la distribuzione diventa sempre più problematica ha il coraggio di gettarsi nella mischia avendo in mente per bene i suoi obiettivi. Già casa di produzione, ora Atlantide diventa anche casa di distribuzione di titoli inediti nel nostro mercato, sia per le sale cinematografiche che per il mercato home video.
La scommessa più forte è quella di Queer Frame (il logo è niente meno di Bruce LaBruce, di cui verranno distribuiti gli ultimi Otto; or Up with Dead People e L.A. Zombie!), collana a tematica GLBT che partirà a settembre. Se da una parte molti titoli di Queer Frame coincidono con quelli del listino ordinario di Atlantide Entertainment, i titoli sono comunque molti e di gran parte se ne sentiva la mancanza da un bel po’.
Tra questi notiamo con immenso piacere una massiccia presenza della filmografia di Brillante Mendoza, dall’esordio The Masseur fino ai recenti Sligshot, Kinatay e Lola. E ci sono anche Gigante di Adrién Biniez, Persécution di Patrice Chéreau (chi avrebbe mai pensato di vederlo in Italia), L’épine dans le coeur, ultimo lavoro di Michel Gondry, i due capitoli di Another Gay Movie, Ballroom dei registi de L’autre, il sottovalutato Domaine di Patric Chiha, l’acclamato El cuarto de Leo di Enrique Bouchichio, Rendez-vous di André Téchiné e (udite udite!) Mala Noche di Gus Van Sant.
Un coraggio da premiare: continuate dopo il salto per leggere tutti i titoli del listino, e attenzione alle bavette accanto alla bocca…