
All’anagrafe si chiamava Maria Luisa Mongini, ma il mondo del cinema la conosceva come Dorian Gray, come il personagio del romanzo di Oscar Wilde. La sua carriera di attrice iniziò sui palchi della rivista ma l’apice della sua carriera arrivò nel 1956 con Totò, Peppino e la Malafemmina di di Camillo Mastrocinque.
La dolorosa notizia è che Dorian Gray si è uccisa a 75 anni con un colpo di pistola, nel piccolo paese di Torcegno, nel cuore del Trentino, dove aveva deciso di ritirarsi da oltre trent’anni quando abbandonò la carriere di attrice. Dorian Gray ha recitato a teatro con Wanda Osiris, Alberto Sordi, Ugo Tognazzi e Raimondo Vianello, mentre al cinema la ricordiamo nei panni di Jessy in Le notti di Cabiria di Federico Fellini. Nel 1958 vinse anche il Nastro d’argento come miglior attrice per Mogli pericolose di Luigi Comencini.
Il suo nome proprio lo ricordano in pochi, ma il suo cognome insieme a quello dell’amico e collega Agenore Incrocci (scomparso nel 2005) è diventato un marchio di fabbrica conosciuto in tutto il mondo, Age & Scarpelli.
Si è infatti spento lo scrittore, vignettista e sceneggiatore Furio Scarpelli, considerato uno dei padri della commedia all’italiana. Scarpellli aveva da poco compito 90 anni.
Age & Scarpelli hanno firmato alcuni dei più celebri film di Totò, tra cui Il vedovo allegro (1949) e Totò sceicco (1950) di Mario Mattoli; La banda degli onesti (1956) di Camillo Mastrocinque. A loro va il merito di aver dato vita a capolavori come I soliti ignoti (1958), La grande guerra (1959), e L’armata Brancaleone (1966) di Mario Monicelli, ma anche I mostri (1963) e In nome del popolo italiano (1971) e tanti altri.
Lo salutiamo con una scena entrata nella storia da I soliti ignoti.
La banda degli onesti (1956) di Camillo Mastrocinque. Con Totò, Peppino De Filippo, Nando Bruno, Giacomo Furia.
Domani martedì 9 settembre su Rai 1 alle ore 9:50
Il film riproposto domani mattina su Rai1 è un altro grande esempio della perfetta macchina comica formata dalla coppia Totò-Peppino, nonché, curiosamente, uno dei pochi senza il nome dei due attori nel titolo. La banda degli onesti non sarà famoso come altri celebrati film del principe della risata, ma è comunque una commedia molto divertente, ben scritta e con momenti davvero esilaranti.
Totò interpreta il ruolo di Antonio Bonocore, custode di un palazzo che un giorno, in circostanze “fortunose” (la morte di un inquilino), viene in possesso di una valigia che contiene i cliché per la stampa di banconote da dieci mila lire, oltre ad una buona quantità di carta filigranata. Ed ha, dopo qualche ripensamento, la classica idea geniale che potrebbe cambiare la sua vita, facendo uscire la sua famiglia da uno stato di continua indigenza.
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Totò, Peppino e… la malafemmina (1956) di Camillo Mastrocinque. Con Totò, Peppino De Filippo, Dorian Gray, Teddy Reno, Mario Castellani.
Domani lunedì 8 settembre su Rai 1 alle ore 9:50
Nell’immaginario comune quello proposto nella mattinata di domani è “il” film di Totò, quello che chiunque, interrogato a proposito della chilometrica produzione del comico napoletano, ricorderà come esempio principe, punta dell’iceberg, “capolavoro”. A torto o a ragione, questo è tutto da verificare, ma non c’è dubbio alcuno che Totò, Peppino e la malafemmina sia un gran film. Divertente e intelligente come solo le migliori commedie della tradizione filmica italiana.
Totò e Peppino interpretano qui i fratelli Caponi, passati alla storia della cultura partenopea fino a divenire oggetto di culto e merce da marketing regionale. I fratelli Caponi vivono in un paesello dell’entroterra campano, lontano dagli squilli della civiltà tecnologica, in un piccolo mondo antico fatto di lavoro e pochi divertimenti. Almeno questo vale per Peppino, il “secondogenio” della coppia. Totò, il “primogenio”, come spesso altre volte nella sua carriera, interpreta uno scanzonato scansafatiche che approfitta della credulità del fratello per rubargli soldi e fare “la bella vita”.
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Totò, Peppino e i fuorilegge (1956) di Camillo Mastrocinque, con Totò, Peppino de Filippo, Titina de Filippo, Memmo Carotenuto, Franco Interlenghi.
Domani Lunedì 1 settembre su Rai 1 alle ore 9:50
Nei palinsesti della Rai l’estate è sempre stato il momento perfetto del riciclo e delle riscoperte. Riciclo di film e spettacoli di cui francamente non si sentiva la mancanza e riscoperta delle tante piccole gemme di cui la storia del cinema nostrano è cosparso. E’ il caso del film riproposto nella mattinata di lunedì da Rai1, quel Totò Peppino e i fuorilegge che costituisce uno dei vertici comici dell’immensa produzione del mai troppo celebrato principe della risata.
Totò recita il ruolo della simpatica canaglia, amante della bella vita ma succube della moglie possidente (Titina de Filippo) che ne controlla ogni piccola spesa rendendosi ai suoi occhi irrimediabilmente avara ed antipatica. Una sorta di riproposizione in chiave femminile del barone Antonio Peletti, grande figura d’avaro costruita dall’attore partenopeo in 47 morto che parla. Grande amico di Totò è il barbiere Peppino, un “missionario” della barba che a più riprese diventa vittima degli scherzi e dell’ironia del cliente-amico, che non riesce a decidersi se il poveretto deve rivolgersi a lui con il tu o con il voi.
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