Il 12 maggio 1907 nasceva il mito Katharine Hepburn. Oggi la vogliamo ricordare con 5 suoi film che andrebbero visti e rivisti. Sceglierne solo 5 è stato complicatissimo e quindi vi invitiamo a dire la vostra nei commenti. Quale titolo avreste messo?
- Piccole donne (Little Women, 1933) - Coppa Volpi alla migliore attrice Mostra di Venezia 1934: l’attrice interpreta naturalmente Jo March, azzeccatissima.
- Susanna (Bringing Up Baby, 1938): Katherine non è mai stata così stravagante! Al suo fianco Cary Grant… che si veste da donna…
- La segretaria quasi privata (Desk Set, 1957): dalla memoria di ferro, efficiente e intelligente segretaria, con lei Spencer Tracy.
- Improvvisamente l’estate scorsa (Suddenly Last Summer, 1959) - Nomination per l’Oscar alla migliore attrice: mai così stronza, con lei una stupenda Elizabeth Taylor.
- Indovina chi viene a cena? (Guess Who’s Coming to Dinner, 1967) - Oscar alla migliore attrice, attrice dell’anno BAFTA: uno dei film più belli della coppia Hepburn-Tracy. Commovente, divertente, intelligente.
Meraviglioso servizio trovato su Vanity Fair d’oltreoceano. Questo numero è dedicato ad Hollywood e la copertina, come abbiamo visto qui, è dedicata alle giovani attrici del 2008.
Ma non finisce qui. La rivista rende omaggio al cinema di Alfred Hitchcock con un servizio fotografico da urlo. Attori ed attrici di oggi si cimentano con i classici del passato regalandoci bellissimi scatti e autentiche rivelazioni.
Non ci credete? Sfogliate la galleria: Marion Cotillard è la nuova Janet Leigh sotto la doccia di Psycho, Seth Rogen prende il posto di Cary Grant in Intrigo Internazionale (North by Northwest); Jodie Foster è rinchiusa in una cabina telefonica per Gli Uccelli come lo fu Tippi Hedren, Gwyneth Paltrow e Robert Downey Jr. fanno coppia per Caccia al Ladro (Grace Kelly e Cary Grant), Renee Zellweger sostituisce Kim Novak in Vertigo - La donna che visse due volte e ancora…
Vanity Fair rende omaggio ad Alfred Hitchcock
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Agata, parlando del film Nicotina, ha citato il termine Mac Guffin. Vediamo di cosa si tratta. La terminologia viene da Alfred Hitchcock che così la spiega:
“Due persone parlano in un treno:
‘Cosa c’è in quel pacco?’
‘C’è un Mac Guffin!’
‘E cos’è un Mac Guffin?’
‘E’ un attrezzo per catturare i leoni in Scozia’
‘Ma non ci sono leoni in Scozia!’
‘Allora non è un Mac Guffin’”
Il Mac Guffin in pratica non è niente, è un semplice pretesto per raccontare la storia ma non è necessario svelarlo poiché non è interessante sapere cosa sia e non serve per proseguire nella trama. Vi faccio un esempio: in Intrigo Internazionale (di Hitchcock naturalmente) Cary Grant viene scambiato per un altro e comincia ad essere inseguito. Sappiamo esattamente perché i killer lo vogliono morto? No. Ecco, è un Mac Guffin.
Veniamo ad un esempio più recente: Pulp Fiction. La valigetta che emana quella strana luce accecante cos’è? Ci interessa poco per la trama. Non occorre saperlo. E’ puro pretesto per andare avanti. E’ il Mac Guffin. Il Mac Guffin non è niente.
Quando mi conoscete la mia età è un Mac Guffin. Un niente. Chiaro così?
I travestimenti maschili nel cinema internazionale. Attraverso il travestimento grandissimi attori ci hanno fornito prestazioni eccezionali. Una carrellata di performance di altissimo livello in cui tutti i registri dell’attore possono essere menzionati: patetico, drammatico, comico…
Non solo cinema americano, dunque, ma anche tanto cinema europeo, da Fassbinder ad Almodovar, da Polanski a Otar Ioseliani. Molti altri sono i film esclusi… a voi non resta che contestare le mie scelte… per esempio Depardieu ha fatto mai film vestiti da donna? Secondo me sì e Robin Williams meritava l’esclusione? A voi il verdetto!
1. Tony Curtis e Jack Lemmon in A qualcuno piace caldo, Billy Wilder, USA
2. Michel Serrault in Il vizietto, Eduard Molinaro, 1978, FRA
3. Tim Curry in The Rocky horror picture show
4. Dustin Hoffman in Tootsie
5. Cary Grant in Ero uno sposo di guerra di Howard Hawks, USA
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Ero uno sposo di guerra. Regia: Howard Hawks. Con: Cary Grant, Ann Sheridan, Marion Marshall, Randy Stuart. Usa 1949, b/n 105′.
Catherine e Henry, ufficiali parigrado a Parigi sullo sfondo della seconda guerra mondiale, vorrebbero sposarsi. Una legge favorisce i matrimoni fra gli ufficiali americani e le donne francesi: peccato che Henry si trovi a militare nell’esercito francese e, si sa, la burocrazia, non è abituata a considerare le eccezioni. Bisognerà trovare una soluzione…
Ero uno sposo di guerra è una delle più belle commedie del cinema americano del dopoguerra e, grazie al fascino senza tempo della regia di Hawks, sicuramente una delle più esilaranti di tutti i tempi. Non credo che si possa aggiungere molto altro. Chi scrive cerca solitamente di dare un giudizio il più possibile obiettivo, ma qui l’unico consiglio che vale la pena dare è: non fatevela scappare.
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Bentornati alla nostra rubrica! In questo secondo episodio riprendiamo e concludiamo il tema del treno nel cinema, proponendovi stavolta qualche titolo Cult (nel primo episodio si trattavano i film Trash). Beninteso: è solo una distinzione approssimativa, del resto ci sono veri Trash diventati Cult e viceversa, qui si cerca solo di discutere insieme confrontandosi con i film visti e vissuti ma soprattutto divertirsi.
Quindi forza! Scatenatevi! Fateci sapere tutto quello che conoscete. Fateci sapere quali sono i film ferroviari che preferite di più! Treno e cinema… chiudete gli occhi e viaggiate!
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