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Tutti gli articoli con tag censura

Come decifrare il sistema della censura cinematografica americana

pubblicato da Simona

Come decifrare il sistema della censura cinematografica americana

Vi siete mai domandati cosa vogliano dire in realtà i visti della censura cinematografica americana? Per cosa stanno le sigle G e R, o quale differenza ci sia fra PG e PG 13? Il sito CollegeHumor ci viene in aiuto con grande ironia ed alcune vignette esplicative. Le trovate qui di seguito e dopo il salto…fatevi quattro risate!

Come decifrare il sistema della censura cinematografica americana

Come decifrare il sistema della censura cinematografica americanaCome decifrare il sistema della censura cinematografica americanaCome decifrare il sistema della censura cinematografica americanaCome decifrare il sistema della censura cinematografica americanaCome decifrare il sistema della censura cinematografica americana

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Forbidden Images: la censura al cinema

pubblicato da cesare

Attenzione quello che state per vedere è un filmato ad alto contenuto di… castità. Già, infatti le scene che sono contenute in questo video non hanno nulla di pruriginoso né tantomeno di esplicitamente erotico. Eppure nel decennio tra anni venti e trenta, dei censori le hanno ritenute ugualmente troppo spinte e ne hanno chiesto l’eliminazione dai film che le contenevano. Tre anni fa qualcuno le ha recuperate e le ha assemblate in questo “corto” che venne presentato nel 2007 al 72 Hour Film Festival a Frederick, nel Maryland.

Ragazze che ballano la danza del ventre con costumi castissimi, primi piani di ginocchia femminili, scollature che oggi sarebbero ritenute suoresche e molto altro erano ritenute eccessivamente esplicite dai nostri “nonni” di 70 anni fa che in particolare sembravano avercela a morte con le riprese di piedi. Che dire? La domanda più giusta è quella che ci si pone in apertura del video: “Anche la nostra censura sarà ritenuta ridicola in futuro?”

Una domanda a cui mi viene da rispondere così: forse sì, ma certamente non a questo livello, difficilmente infatti si ripeterà in futuro un periodo di liberalizzazione così drastica dei costumi come quella avvenuta tra anni 60 e 70; vero spartiacque tra la pesante ingenuità che ha portato a scartare questi spezzoni e la nostra sensibilità attuale. Voi che ne pensate?

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Film in televisione, un decreto blocca i "bollini gialli" dalle 7 alle 23

pubblicato da carloprevosti

Film in tvNon ne avete sentito parlare nel telegiornale di ieri sera, ma un motivo ci sarà. Soprattutto se avete scelto un canale tra Rai e Mediaset, perché sul piede di guerra ci sono principalmente Sky e le altre pay tv che maggiormente saranno colpite dal decreto legge che regola “l’esercizio delle attività televisive”.

Come si legge sulle pagine on line di Repubblica.it, l’art.9 del decreto, che entrerà in vigore il 27 gennaio, vieta “la trasmissione, anche a pagamento, dei film ai quali sia stato negato il nulla osta per la proiezione o la rappresentazione in pubblico o che siano stati vietati ai minori di anni diciotto nonché dei programmi classificali a visione per soli adulti” dalle 7 alle 23 “su tutte le piattaforme di trasmissione”. Vengono compresi nell’articolo anche i canali che forniscono servizi “adult” indipendentemente dai servizi di child-protection forniti dai rispettivi provider. Ma non è tutto, anche i film vietati ai minori di 14 anni non potranno più essere programmati, sia sulle reti free che su quelle a pagamento, compreso i film-on-demand, ne’ prima delle ore 22.30 ne’ dopo le ore 7.00″.

Purtroppo i visti censura in Italia spesso risalgono a disposizioni vecchie di decenni, sono numerossisimi i film che rientrano, senza alcuna motivazione apparente, a categorie VM14 o VM18. Pensate solo al caso assurdo del film Stella, di Sylvie Verheyde.

Le nuove norme colpiscono soprattutto i canali di Sky. Una nuova stoccata voluta dal governo, che si aggiunge ai nuovi tetti pubblicitari per le pay-tv e all’aumento delle tasse per i servizi di pay-tv. L’opposizione parlamentare si trova nuovamente a contestare una legge che ovviamente gioca a favore di un noto polo televisivo che di Sky è diretto concorrente. Il danno per Sky si calcolerebbe in svariate decine di milioni di euro.

E c’è chi ancora crede che il conflitto di interessi non esista.

Agora - un nuovo trailer internazionale

pubblicato da Simona

AgoraDi Agora, il nuovo dramma storico diretto da Alejandro Amenábar, abbiamo avuto modo di parlare recentemente. Il film, presentato lo scorso maggio a Cannes e passato in concorso anche al Toronto International Film Festival, è uscito in Spagna lo scorso 9 ottobre, riscuotendo un ottimo successo di critica e pubblico, ma non si sa se in Italia riusciremo mai a vederlo.

Ambientato ad Alessandria d’Egitto nel quarto secolo d.c., ripercorre la storia di Hypatia di Alessandria, leggendaria astronoma e filosofa inventrice del planisfero e dell’astrolabio, che cerca il segreto per poter conservare tutti i saperi della sua civiltà. La sua vita è strettamente legata a quella dello schiavo Davus, da sempre innamorato di lei che ora, però, è costretto a scegliere se restarle vicino, oppure conquistare la libertà, convertendosi al cristianesimo.

A dare vita alla storia di Hypatia (il nome greco si pronuncia Ipàzia), barbaramente uccisa nel marzo del 415, c’è il premio Oscar Rachel Weisz, accompagnata da Max Minghella, Oscar Isaac, Ashraf Barhom, Michael Lonsdale, Rupert Evans e Homayoun Ershadi.

Dopo il salto un nuovo trailer, che anticipa l’uscita statunitense della pellicola, fissata per il 2010.

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Agora - tutte le locandine, 4 clips e qualche riflessione sull'atteso dramma storico di Alejandro Amenábar che probabilmente non vedremo in Italia

pubblicato da Simona

Agora - tutte le locandine e 4 clips dell'atteso dramma storico di Alejandro Amenábar

Qualche giorno fa, fra i commenti lasciati dagli utenti in calce ad un post relativo alle critiche mosse dal Vaticano a New Moon, qualcuno ha sottolineato le presunte pressioni fatte dalla Chiesa sui distributori italiani perchè Agora, il nuovo dramma storico diretto da Alejandro Amenábar non arrivi nelle sale del nostro Paese. Ci sembra doveroso approfondire l’argomento. Va chiarito però, ancora prima di cominciare, che i portavoce della Santa Sede negano categoricamente che siano state fatte pressioni di alcun genere ed attribuiscono la mancata distribuzione del film a ragioni puramente commerciali (i film storici, notoriamente, non attirano molto pubblico) e non a censure più o meno velate. Ciò detto…a voi il giudizio.

Accompagnato da polemiche, destinato a far discutere, il film è soprattutto un duro atto d’accusa contro tutti i fondamentalismi religiosi. Ambientato ad Alessandria d’Egitto nel quarto secolo d.c., ripercorre la storia di Hypatia di Alessandria, leggendaria astronoma e filosofa inventrice del planisfero e dell’astrolabio, che cerca il segreto per poter conservare tutti i saperi della sua civiltà. La sua vita è strettamente legata a quella dello schiavo Davus, da sempre innamorato di lei che ora, però, è costretto a scegliere se restarle vicino, oppure conquistare la libertà, convertendosi al cristianesimo. Hypatia (il nome greco si pronuncia Ipàzia) fu barbaramente uccisa nel marzo del 415 da un gruppo di cristiani per ordine di Cirillo, vescovo di Alessandria. Da allora il suo nome è praticamente scomparso (non quello del suo uccisore, che fu fatto santo) e la sua figura è stata convertita in una specie di martire del paganesimo e simbolo della libertà di pensiero.

Il film, presentato lo scorso maggio a Cannes e passato in concorso anche al Toronto International Film Festival, è uscito in Spagna lo scorso 9 ottobre (incassando, solo in patria, quasi 30 milioni di dollari in 6 settimane), esce oggi in Libano e dopodomani arriverà nelle sale Israeliane. A gennaio lo vedranno in Francia e negli Stati Uniti. Hanno acquistato i diritti per farlo arrivare sul grande schermo anche a Taiwan, in Thailandia e in Grecia…ma sembra che il pubblico italiano sia destinato a rimanere a bocca asciutta. In Italia - nonostante la garanzia del nome di Amenábar, autore di capolavori come Mare dentro o come The Others, e la presenza nel cast del premio Oscar Rachel Weisz, accompagnata da Max Minghella, Oscar Isaac, Ashraf Barhom, Michael Lonsdale, Rupert Evans e Homayoun Ershadi - nessuno ha avuto il coraggio di acquistare il titolo e di distribuirlo, con il rischio di andare incontro alle ire del Vaticano. Seguiteci dopo il salto, non è finita qui…
Agora - tutte le locandine e 4 clips dell’atteso dramma storico di Alejandro Amenábar

Agora - tutte le locandine e 4 clips dell'atteso dramma storico di Alejandro AmenábarAgora - tutte le locandine e 4 clips dell'atteso dramma storico di Alejandro AmenábarAgora - tutte le locandine e 4 clips dell'atteso dramma storico di Alejandro AmenábarAgora - tutte le locandine e 4 clips dell'atteso dramma storico di Alejandro AmenábarAgora - tutte le locandine e 4 clips dell'atteso dramma storico di Alejandro AmenábarAgora - tutte le locandine e 4 clips dell'atteso dramma storico di Alejandro Amenábar

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La custode di mia sorella vietato ai minori di 14 anni

pubblicato da carloprevosti

La custode di mia sorella La custode di mia sorella, l’ultimo lavoro di Nick Cassavetes con Cameron Diaz, Abigail Breslin e Alec Baldwin è finita nelle maglie della Commissione di Revisione Cinematografica del Ministero per i Beni e le Attività Culturali che ha imposto il divieto ai minori di 14 anni alla pellicola (che uscirà nelle sale venerdì 4 settembre).

La motivazione che giustifica questa decisione è la seguente:

“…il tema trattato e l’iniziale ambiguità introdotta dalla richiesta di tutela personale e sanitaria di una minore nei confronti dei propri genitori, l’atmosfera triste e sempre dolorosissima, la figura della genitrice mai priva di aggressività e violenza decisionale, il genitore quasi privo del proprio ruolo, il sotteso dibattito sulla scelta della morte, l’interezza cupa della narrazione conclusa in tragedia e svolta in lancinante dramma umano avente quali interpreti essenziali due minori, ha tutto ciò convinto la Commissione a limitarne la visione ed inibire l’opera ai minori degli anni quattordici….”

Il film ha spaccato la critica. Alcuni considerano il film di Cassavetes un film forte e necessario, altri lo stroncano senza appello (qui trovate la recensione del film). Quello che appare certo è che non si tratta di un film per un pubblico immaturo, ma allo stesso tempo pare decisamente esagerato il divieto.

La dolce vita - Anita e Marcello nella fontana di Trevi 50 anni dopo

pubblicato da carloprevosti

Metà di aprile del 1959, un giorno come oggi. Marcello Mastroianni e Anita Ekberg immersi nell’acqua della fontana di Trevi seguono le indicazioni del maestro Federico Fellini, sta nascendo una delle scene più memorabili della storia del cinema, non solo quello italiano. Siamo sul set de La dolce vita, film manifesto di un’epoca d’oro per il cinema italiano e al contempo scandalo che fu minacciato di censura da l’allora giovane politico democristiano Giulio Andreotti.

A 50 anni di distanza, il film di Fellini non ha perso un briciolo del suo fascino e della sua forza dirompente e noi lo celebriamo a nostro modo riproponendovi proprio quella celebre sequenza.

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Religiolus - Crociata antiateo a Roma

pubblicato da carloprevosti

Religiolus

Dal regista di Borat non potevamo certo non aspettarci un film che facesse incazzare parecchie persone, soprattutto nel momento in cui il tema del documentario di Larry Charles (documentario, chiamiamolo così per semplificare) è legato alle più diffuse religioni monoteiste. Un pò come i Monty Python che con Brian di Nazareth sono riusciti a fare infuriare Cristiani, Ebrei e Musulmani tutti in una sola volta.

Ecco allora che a meno di dieci giorni dall’uscita di Religiolus, il nuovo film di Charles, a Roma dei fantomatici gruppi ultracattolici hanno censurato i cartelli sparsi in giro per la città come vedete dalle foto (da Repubblica). Secondo Adnkronos si tratterebbe dell’associazione VeraLibertà che ha oscurato i cartelloni con strisce nere adesive con testi come Ateo No e Vergogna. Sulle pagine del sito dell’associazione si chiede inoltre che venga oscurata la campagna promozionale perchè la pellicola veicolerebbe messaggi ‘empi e amorali.

Ora però butto un sasso nello stagno. Questa campagna di censura pare essere decisamente controproducente rispetto ai suoi intenti, fa parlare ancora di più del film di Charles. Che il blog e l’azione sia una bufala in pieno stile guerrilla marketing? In tal caso sarebbe geniale. Che ne pensate?

Religiolus
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Niente Cavaliere Oscuro per i cinesi

pubblicato da dr. apocalypse

Niente Cavaliere Oscuro per i cinesiMentre prosegue la campagna di lancio per Il Cavaliere Oscuro agli Oscar, uscito con le ossa rotte dalle nomination ai Golden Globes, è arrivata la clamorosa notizia dalla Waner Bros. che il film non verrà distribuito in Cina. Alla facciaccia dei 996,816,030 dollari incassati in tutto il mondo, i cinesi non potranno vedere il capolavoro di Christopher Nolan.

Perchè? Ufficialmente per “una serie di condizioni preventive richieste per Il cavaliere oscuro, e anche per una certa sensibilità culturale ad alcuni elementi del film“. In pratica per la scena girata ad Hong Kong, che, a quanto pare, alle autorità cinesi non ha fatto molto piacere. La censura preventica made in china avrebbe ha colpito ancora. E tanti saluti a Batman…

Il caso: la censura contro Brokeback Mountain

pubblicato da Carla Cigognini

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Riprendiamo un post di QueerBlog perché è stata intaccata l’arte cinematografica e… andiamo fuori di testa quando succedono cose del genere. Lunedì è stato trasmesso in seconda serata il film I segreti di Brokeback Mountain ed è stato brutalmente tagliato nelle scene d’amore tra i due ragazzi creando dei buchi mostruosi nella storia… (tra l’altro).

Domanda1: perché?
Domanda2: perché lo avete comperato se poi lo trasmettete tagliato?

Dopo vari tira e molla ecco la risposta dell’ufficio stampa della Rai:

Non c’è stata alcuna censura, ma una serie di casualità che ha impedito la messa in onda della versione originale di “Brokeback Mountain”. La RAI ha comprato i diritti del film “Brokeback Mountain” tramite Rai Cinema. Per un’eventuale trasmissione senza vincoli di orario, è stato chiesto alla società Bim, che l’ha distribuito nelle sale, il visto censura. In seguito a tale richiesta, il distributore ha consegnato la copia che aveva ottenuto il visto, mentre non è stato sollecitato l’invio contestuale della versione integrale. Pertanto, quando Raidue ha deciso di trasmettere il film ha ritenuto di utilizzare la versione integrale non verificando sul terminale che la versione in possesso della RAI era quella che aveva ottenuto il visto censura per la trasmissione senza vincoli di orario. Il Direttore di Raidue ha preso l’impegno di mettere in programmazione la replica del film nella versione cinematografica senza tagli.

Ci credete? Ne parla naturalmente anche TvBlog, con una bella discussione tra i lettori. Voi cosa ne pensate? Noi, per farla in barba alla Rai, vi mettiamo uno spezzone dal film (sì, quello del bacio appassionato - e censurato - tra Heath Ledger e Jake Gyllenhaal).

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