In un’intervista a Hollywood Reporter Quentin Tarantino ha stilato una lista degli 8 film più belli del 2009, a suo insindacabile giudizio. Con una premessa (sua): non ha ancora visto Avatar di James Cameron o Invictus di Clint Eastwood, e quindi che qualche titolo potenzialmente degno di questa Top 8 potrebbe essere stato escluso ingiustamente.
1. JJ Abrams’ Star Trek
2. Drag Me To Hell
3. Funny People
4. Tra le nuvole (Up in the air)
5. Chocolate
6. Observe and Report
7. Precious
8. An Education
Via | /Film
La prima vera e propria giornata del Far East di Udine versione 2009 è in archivio e sembra già possibile intravedere le prime tendenze che caratterizzeranno quest’undicesima edizione. Due cose soprattutto: la quantità impressionante di gente che ha letteralmente intasato i locali del Teatro Nuovo Giovanni da Udine e l’alta qualità, con le immancabili e inevitabili eccezioni, dei film proiettati.
La prima mattinata, però, ha assunto sin da subito un aspetto poco invitante anche agli occhi degli stoici più fondamentalisti. Prima Chants of Lotus, film indonesiano a episodi incentrati sul tema della deflorazione e dell’aborto e che alle nove del mattino potrebbe risultare vagamente indigesto, quindi il taiwanese Cape No. 7, classico ibrido orientale di comedy e romance che con i facili toni televisivi ha distrutto ogni record storico ai botteghini di Taipei.
In linea di massima nel primo pomeriggio si dovrebbe migliorare, e non di poco, con la proiezione dell’ultimo film di uno dei nomi storicamente più importanti del cinema di Hong Kong e dell’Asia in generale. Si tratta della commedia All About Women di Tsui Hark, prodotta con soldi cinesi e scritta dal maestro della commediola al femminile sudcoreana Kwak Jae-yong (My Sassy Girl, WindStruck). Il risultato è un film che, come dice il titolo, compie la sua rivoluzione attorno a un cast di personaggi principali totalmente femminili sfruttando i toni della classica commedia honkonghese, ritmata e incalzante, brillante e innocua. Nonostante l’ottima accoglienza del pubblica, rimane il dubbio che il lavoro di Tsui Hark sia fuori tempo massimo: la sensazione è quella di un distinto signore che a ghette, redingote e tuba abbia voluto associare un paio di colorate scarpe da ginnastica.
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Il più delle volte evito di fare post sui film asiatici in uscita in estremo oriente, ma questa volta proprio non posso resistere, un po’ perchè con un pizzico di fortuna lo potremo vedere anche in Italia, un po’ perchè dopo aver visto un trailer del genere mi sentirei in colpa a non rendervi partecipi.
Il film narra di una ragazzina autistica che per pagare l’ospedale della mamma malata lavora per i gangster riscuotendo i vari debiti.
La protagonista è la giovanissima (alla sua prima prova su grande schermo) Nicharee “Jeeja” Vismistananda ed è un turbine di agilità e precisione, vi chiederete da dove salta fuori tutta questa bravura: semplice, è stata allieva per anni dello stesso maestro di Tony Jaa, Panna Rittikrai.
La regia è invece di Prachya Pinkaew: regista di Ong Bak e The Protector, che è stato mandato via a calci e pugni (figuarti) da Tony Jaa, che voleva dirigersi da solo il film, dal set di Sword. A vedere il trailer ho quasi paura che questa ragazzina faccia le scarpe a Tony Jaa.
A seguire il trailer del film di arti marziali dell’anno.
Fonte: Twitchfilm