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Tutti gli articoli con tag cinema italiano

E' morto Tonino Guerra, da Amarcord all'ottimismo che vola...

pubblicato da carloprevosti

Tonino Guerra è morto questa mattina all’età di 92 anni, nella sua Santarcangelo di Romagna.

Forse qualcuno lo ricorda per una serie martellante di spot pubblicitari che ha invaso la televisione qualche anno fa. Tonino Guerra, per chi non lo sapesse, è stato una delle firme più importanti del cinema italiano, Tra il 1957 e il 2009 sono ben centoquattro i titoli da lui firmati (almeno in forma ufficiale secondo Imdb), tra le collaborazioni più importanti ricordiamo quella con Federico Fellini, Michelangelo Antonioni, i fratelli Taviani e Andrei Tarkovsky. Tra i suoi film più noti ricordiamo Amarcord, Nostalghia, Zabrinskie Point, La notte, L’eclisse e Deserto Rosso.

A Santarcangelo lascia la sua casa-museo di Pennabilli, dove è stabilita la sede dell’associazione a lui che porta il suo nome.

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2010 da record per il botteghino italiano: oltre 120 milioni di biglietti venduti

pubblicato da dr. apocalypse

2010 da record per il botteghino italiano: oltre 120 milioni di biglietti venduti

Il miglior risultato degli ultimi 25 anni. Il cinema italiano applaude un 2010 spaventosamente positivo, in controtendenza con la crisi che ha annientato interi settori. Perché la fatidica soglia dei 120 milioni di spettatori è stata finalmente abbattuta, dopo un lungo quarto di secolo. Per la precisione gli ingressi in sala sono stati 120.582.757, con un fantastico +10,39% rispetto al 2009. Gli incassi sono conseguentemente cresciuti del +16,37%, per un totale di 772.772.356 euro. Dati riportati dall’annuario Siae 2010, presentato oggi a Roma.

Il numero degli spettacoli nell’ultimo anno è salito del 43,26% (2.558.481 spettacoli), la spesa del pubblico è aumentata del 14,33% (per un totale di 849.841.907 euro) e il volume d’affari del 16,22% (la cifra ammonta a 872.001.016 euro). Un 2010 da urlo, trainato dal boom iniziale del 3D, con i 65.675.547 euro incassati da Avatar, i 30.395.720 euro di Alice in Wonderland e i 29.686.311 euro de L’Era Glaciale 3. Numeri irripetibili, almeno per questo 2011, per una crescita che fa comunque ben sperare.

Fonte: E-Duesse

Cannes 2011: Le palme cadono sulla testa del nostro cinema. Perché?

pubblicato da Italo Moscati

palme-dor-CANNES

A Cannes 2011 non c’ero ma ho letto i giornali e sentito commenti alla radio e alla tv. Per fortuna nessun pianto greco se il nostro cinema non ha ricevuto premi. E’ accaduto e accadrà ancora. Io ci ho fatto l’abitudine. Non mi piace l’atteggiamento di chi vede un festival-Cannes o altri- come una sorta di campionato mondiale di calcio o un match di pugilato. Non mi piacciono sia il periodo di attesa dei riconoscimenti sia la delusione che arriva quando i riconoscimenti non vengono attribuiti dalla giurie.

Le giurie. Ovvero accrocchi spesso inqualificabili, per la scelta dei partecipanti e per le scelte stesse, fatte in genere con il bilancino delle varie opportunità (talvolta interessate e colpevoli), con i cuori patriottici o mediocremente interessati che battono per giudizi non sempre di qualità qualità. Detto questo, andrò vedere sicuramente il film che ha vinto, The tree of life di Malick, e anche altri che sono stati segnalati fra premi e consigli dei critici di cui mi fido (non faccio nome). Cercherò di farmi un’idea obiettiva.

Intanto, un paio di osservazioni vorrei farle, aperto al dialogo come sempre con i nostri lettori, quelli appassionati e competenti. Faccio un passo indietro per recuperare come sponda i momenti di grandezza del cinema italiano e quel che sta succedendo. Il nostro cinema è stato grande, grandissimo nel neo-realismo, nella commedia cosiddetta all’italiana e nel cinema d’autore (Bernando Bertolucci, un nome a cui chiunque può accompagnare i nomi crede, ad esempio suggerirei Elio Petri). Lo è stato in modo sporadico anche di recente con gli autori che abbiamo sulla punta della lingua: da Moretti a Sorrentino, a Garrone. L’elenco completatelo voi, se ritenete di farlo.

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Speciale Unità d'Italia: i film italiani preferiti da Cineblog

pubblicato da Carla Cigognini

Speciale Unità d'Italia: i film italiani preferiti da Cineblog

Per festeggiare i 150 anni dell’unità di Italia, qualche giorno fa, ho chiesto ai ragazzi della redazione di Cineblog di dirmi il loro film Italiano preferito con una breve motivazione. Uno solo. E’ stato difficile (uno solo?) ma ecco il risultato:

Cleaned ha scelto: I Soliti Ignoti (1958) di Mario Monicelli
Un classico con cui i “soliti idioti” attuali non possono competere. L’irresistibile film di Monicelli diverte senza usare volgarità, sfruttando la stessa “semplicità” che si respirava nel paese a quei tempi.

Gabriele ha scelto: Salò o le 120 giornate di Sodoma (1975) di Pier Paolo Pasolini
Dopo la “trilogia della vita”, la mazzata più grande che un intellettuale del calibro di Pasolini potesse offrirci: il film sulla morte, in ogni senso. Testamento lucidissimo e terrificante di un’Italia che era e che sarebbe stata.

Apocalypse ha scelto: Roma città aperta (1945) di Roberto Rossellini
Perché autentico manifesto del genere che ha reso il cinema italiano per anni il più apprezzato, applaudito e premiato in giro per il mondo. Perché figlio di una terribile guerra da poco finita. Perché interpretato da due inimitabili leggende come Anna Magnani e Aldo Fabrizi. Perché ancora oggi, dopo 65 anni, straordinariamente amato, anche dalle nuove generazioni.

Rosario ha scelto: Amici Miei (1975) di Mario Monicelli
L’unico, l’originale. Simbolo di una Commedia all’italiana (quella con la C maiuscola) ormai purtroppo dimenticata e rimpiazzata da cinepanettoni e poco altro. Nel giorno dedicato ai nostri 150 anni è impossibile non ricordare il capolavoro di Monicelli datato 1975, in barba a qualsiasi remake.

Antonio ha scelto: Ladri di Biciclette (1948) di Vittorio De Sica
Un solo film per un solo popolo… che ardua impresa! Non so se Ladri di Biciclette possa o debba considerarsi “rappresentativo” del nostro cinema - ammesso che un solo film basti. Tuttavia a me piace pensare che lo spaccato riportato in questa pellicola tracci, allora come adesso, alcune delle parecchie sfaccettature essenziali di chi risiede nella nostra Penisola. Da quando lo vidi per la prima volta, non riesco a fare a meno di pensare a noi italiani anche come “ladri di biciclette”, per l’appunto.

Carlo ha scelto: Il Gattopardo (1963) di Luchino Visconti
Un affresco senza tempo che attraverso il racconto dei fatti che 150 anni fa hanno contribuito all’unità d’Italia, fornisce una fotografia attualissima delle contraddizioni che sono connaturate all’essere più intimo della nostra nazione. Un crescendo maestoso che culmina nella scena di ballo, tra le sequenze più belle mai viste al cinema.

Carla ha scelto: Il Buono Il Brutto Il Cattivo (1966) di Sergio Leone
Perché Leone ha creato i spaghetti western all’Italiana quando l’Italia era ancora nel pieno boom cinematografico. Perché la sua regia è ancora oggi copiatissima ma inimitabile. Perché il trio Clint Eastwood - Lee Van Cleef - Eli Wallach è assolutamente perfetto. Vogliamo anche metterci che Clint qui era un figo pazzesco? Mettiamocelo. Dite niente…

Le scelte sono state fatte senza essersi messi d’accordo, ognuno ha scelto senza sapere i film degli altri. Avete notato che non ci sono film recenti? A parte questa “disgressione” (molto amara) ci dite il vostro film italiano preferito? Uno solo! E non diteci che il cinema italiano fa schifo perché non è (sempre) vero!

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Carlo Verdone al Bifest 2011: "Da fine aprile giro Posti in piedi in paradiso. Zalone? E' figlio dell'audience tv"

pubblicato da Blogoman

Carlo-Verdone

Un Carlo Verdone dalla consueta umanità, quello visto stamane al Teatro Kursaal Santalucia di Bari al termine della proiezione di Io, loro e Lara al Bari International Film&TV Festival 2011. “Uno di noi”, non a caso più entusiasta nel rispondere alle domande schiette del pubblico che a quelle più cerimoniose del moderatore. Tanto inevitabile quanto ricorrente, allora, la provocazione sul record di incassi di Che bella giornata, il film di Zalone, che ha lasciato molti grandi del cinema italiano come lui “al palo”.

Senza alcuna invidia e con molta lucidità, il regista e attore ha così commentato il primato del comico pugliese:

“Il suo film è carino carino. E’ quello che il pubblico vuole in questo momento: una chiave favolistica rassicurante dove sono tutti buoni. E lui è un personaggio nuovo che vive di consensi del pubblico televisivo, piace ai bambini che portano al cinema le famiglie. Anch’io ho iniziato in tv, con la differenza che il regista di No Stop era un intellettuale, mentre Zalone ha una formazione diversa perché la tv di oggi è diversa (a tal proposito, vedi il resto delle sue dichiarazioni su TvBlog). Sarà il tempo a fargli dimostrare che può fare altro e con una maggiore robustezza, se sarà intelligente come credo che sia. Insomma, mai sparare a zero sui grandi incassi, anche se mi preoccupa che il pubblico rifugga da un pelo di dramma. In fondo, un film come American Beauty meritava incassi quattro volte maggiori di Una bella giornata”.

Non a caso, il filo conduttore dell’intera lezione di cinema è stato il titolo - per sua stessa ammissione - meno apprezzato della sua filmografia, C’era un cinese in coma (2000). Un film che pure per Verdone è stato una sfida sperimentale, proprio perché i toni drammatici prevalevano su quelli comici. Dopo quell’insuccesso, il regista non si vergogna di aver fatto un passo indietro, ritagliandosi un ruolo nel più corale Ma che colpa abbiamo noi (dopo ben due anni sabbatici).

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La 67. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia omaggia Vittorio Gassman a 10 anni dalla scomparsa

pubblicato da Simona

Vittorio GassmanA 10 anni dalla scomparsa di Vittorio Gassman, la Biennale di Venezia e la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica rendono omaggio a una delle più straordinarie personalità del cinema italiano con un programma speciale che prevede la proiezione in prima mondiale il 1° settembre (giorno della nascita di Gassman) di Vittorio racconta Gassman, una vita da Mattatore, film-confessione di Vittorio Gassman ricchissimo d’inediti; oltre alla proiezione (all’Arena di Campo San Polo il 31 agosto) della versione restaurata di Profumo di donna di Dino Risi.

Vittorio racconta Gassman, una vita da Mattatore, ideato da Alessandro Gassman insieme a Giancarlo Scarchilli, che firma la regia del film, è un originalissimo lungometraggio che ricostruisce il percorso professionale e umano del Mattatore attraverso materiali inediti, di repertorio, filmini di famiglia e, soprattutto, dalla voce di Vittorio Gassman stesso e di suo figlio Alessandro, con la “partecipazione straordinaria” di importanti colleghi ed amici. A partire dalle esperienze teatrali di Vittorio Gassman, dall’Amleto del 1952 e accompagnato dalla voce narrante di Alessandro Gassman, il film prende per mano gli spettatori per portarli - attraverso diversi piani temporali e narrativi - nei luoghi e nei ricordi amati dal grande Vittorio. Documenti inediti, interviste, brani di pellicole popolarissime o dimenticate, spezzoni di repertorio dalle Teche Rai (come lo storico Mattatore del 1959, o i rari materiali ritrovati, riguardanti l’autobiografia di Vittorio Gassman): sono solo alcuni degli elementi che compongono il film. Una quarantina i personaggi del mondo dello spettacolo chiamati a inedite testimonianze-tributo, fra i quali: Agostina Belli, Sergio Castellitto, Dino De Laurentiis, Giancarlo Giannini, Roberto Herlitzka, Mario Monicelli, Ornella Muti, Jacques Perrin, Anna Proclemer, Gigi Proietti, Francesco Rosi, Ettore Scola, Jean-Louis Trintignant, Carlo Verdone, Paolo Virzì.

Un film che intende sfatare molti luoghi comuni su mio padre” ha dichiarato Alessandro Gassman “come il fatto che fosse l’ultimo degli attori classici, quando fu sopra tutto il primo degli innovatori“.

Fonte: Comunicato La Biennale

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Laura Film Festival: al via la 7° edizione

pubblicato da dr. apocalypse

Laura Film Festival: al via la 7° edizione

E’ il 2004 quando il Laura Film Festival nasce per ricordare Laura Tartaglia Morandini, autrice, con Luisa e Morando, del “Dizionario dei film” edito da Zanichelli, e animatrice culturale a Levanto, sua città d’origine e di adozione. Ora, diventato punto di riferimento per cinefili e giovani cineasti, il Festival, a distanza di sette anni, conserva e rafforza l’identità di manifestazione dedicata alla scoperta e alla diffusione di un cinema originale e indipendente e alla ricerca di nuovi linguaggi. Per la settima edizione la rassegna italiana presenta quattro significativi titoli della stagione 2009/2010: Diciotto anni dopo di Edoardo Leo, La Fisica dell’acqua di Felice Farina, Io sono l’amore di Luca Guadagnino, e L’uomo che verrà di Giorgio Diritti e un’anteprima assuluta con La Straniera di Marco Turco; la sezione documentari ospita il pluripremiato La bocca del lupo di Pietro Marcello insieme a Le città slow di Piero Cannizzaro, Linea Rossa – insieme per un disegno di cambiamento di Enzo Coluccio e Franco Bocca Gelsi, Poesia che mi guardi di Marina Spada e due opere entrambe con la regia di Daniele Cini Noi che siamo ancora vive e La sirena.

Quest’anno la direzione artistica di Amedeo Fago e Morando Morandini per il concorso cortometraggi ha selezionato 24 opere che, per la maggior parte, raccontano storie di donne e mettono in risalto il ruolo della figura femminile nella società contemporanea; la giuria composta da Roberto Bessi, Patrizia De Clara, Fabio Ferzetti, Lia Morandini e Marco Turco premierà le migliori con il nodo di Levanto (opera di Renzo Bighetti che riproduce una gassa d’amante e che da quest’anno è anche simbolo del Laurafilmfestival) e due menzioni speciali. Verrà inoltre consegnata a Gabriele Ferzetti una targa in omaggio alla sua lunga e brillante carriera di attore tra i più amati del cinema italiano.

Numerose le occasioni d’incontro per parlare di cinema: dal 14 al 18 luglio tutti i giorni alle 18.30 appuntamento nel Giardino di Casa Morandini, ospiti gli attori e i registi dei film in programma. Da segnalare tra gli altri Alba Rohrwacher, Luca Guadagnino, Marco Turco, Felice Farina e Stefano Dionisi. Il pomeriggio del 15 luglio saranno ospiti del giardino di piazzetta della Compera Ruggero Savinio con Annelisa Alleva che presenterà il suo ultimo libro di poesie “La casa rotta”. La novità dell’edizione 2010 è il rendez-vous mattutino “parliamo di cinema al bar”, dal giovedì alla domenica (15 - 18 luglio ore 10 negli spazi del Café Casinò, del Bar Da Brigida, del Bar Angelo e dell’Enoteca La Vineria). Alcuni fra i più conosciuti critici e storici del cinema incontreranno il pubblico per commentare e discutere i film visti la sera precedente accompagnati da brani musicali di atmosfera cinematografica eseguiti del quartetto Jazz Swing di Renato Musillo e Alessandro Russo. Gradito ritorno a Levanto, dopo cinque anni di assenza, per Christian Depuyper, professore di storia del cinema italiano alla Sorbonne e fondatore del festival del cinema italiano di Annecy, che della prima edizione del Laura Film Festival fu padrino.

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Scuola di comicità - Carlo Verdone - di A.Ricca

pubblicato da Carla Cigognini

Ci scrive Andrea Ricca:

“Spett.le Cineblog, torno a contattarvi per segnalarvi un mio omaggio a Carlo Verdone, realizzato con materiale di repertorio dei suoi film”.

Il video spiega I meccanismi della commedia attraverso i film del regista e attore italiano.

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Marco Bellocchio gira La Monaca di Bobbio

pubblicato da Simona

Marco BellocchioIncredibile, ma vero: per trovare notizie esaustive sul nuovo progetto di Marco Bellocchio, bisogna rivolgersi al sito di Variety. Il regista emiliano girerà il dramma storico La Monaca di Bobbio, la cui protagonista sarà probabilmente Maya Sansa, attualmente in avanzata fase di trattative.

Il film, ambientato nella città natale di Bellocchio (Bobbio, come dice il titolo) è basato sulla storia vera di una nobildonna del 17esimo secolo, costretta dal padre a prendere i voti contro la sua volontà. Le numerose relazioni sessuali della donna, dentro e fuori le mura del convento, portarono all’omicidio. Un giovane prete sarà chiamato a decidere se la religiosa debba restare in carcere o essere rimessa in libertà.

La pellicola verrà co-prodotta da Valerio De Paolis della BIM Distribuzione (che distribuirà il titolo nelle sale del nostro Paese), assieme a Carlo Macchitella di Madeleine e Babe Films.

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I 5 film da vedere di Mario Monicelli

pubblicato da Carla Cigognini

I 5 film da vedere di Mario Monicelli

Cineblog oggi bacia 95 volte Mario Monicelli, mostro sacro del cinema italiano, regista e sceneggiatore nato il 15 maggio 1915 a Viareggio. Scegliere i titoli per il gioco 5 film da vedere di è particolarmente dura oggi:

- I soliti ignoti (1958)
- La grande guerra (1959)
- L’armata Brancaleone (1966)
- Amici miei (1975)
- Un borghese piccolo piccolo (1977)

Ora sfidiamo voi: tra la vastissima filmografia di Mario, quali 5 film avreste scelto?

I 5 film da vedere di Mario Monicelli
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