
Il boom del 3D ormai è arrivato anche in Italia, con Avatar capace d’incassare 45 milioni di euro in meno di 20 giorni. Peccato che nelle ultime ore sia esploso il ‘caso occhialetti 3D’, cavalcato dal Codacons, comitato dei consumatori, che ha segnalato ai Nas la possibile non conformita’ degli occhiali speciali per la visione di queste pellicole. “Le verifiche sono in corso” - riferisce l’associazione in una nota, che ha condotto una ricerca in quasi tutti i cinema italiani, da cui è emerso come molti di questi occhiali non dispongano del marchio CE. La sigla non e’ un marchio di qualità o di origine, ma attesta semplicemente la conformità del prodotto ai requisiti essenziali di sicurezza, fissati dalle disposizioni comunitarie.
“L’assenza del rischio di un pericolo grave per i consumatori è garantita da tale marchio” - sottolinea il comitato consumatori. “La Comunita’ europea ha definito una serie di norme sulla sicurezza dei prodotti per tutelare i consumatori, e la commercializzazione e immissione in consumo è consentita solo ai prodotti che rispettano tutti i requisiti normativi“. Non solo. Sempre l’indagine dell’associazione rileva come, nella busta in cui sono contenuti gli occhiali forniti da alcuni importanti catene cinematografiche, si legga chiaramente la scritta ‘Made in China‘ e le avvertenze sui pericoli connessi all’utilizzo degli stessi non siano riportate in lingua italiana.
“Inoltre” - continua il Codacons - “in moltissimi cinema gli occhiali vengono riciclati e passano da uno spettatore all’altro, con rischio elevatissimo legato alla possibilità che attraverso le lacrime cadute sui vetri si trasmettano anche gravi infezioni“. Un’indagine, quella del Codacons, nata da tantissime mail pervenute all’associazione, che denunciavano stanchezza agli occhi e senso di nausea da parte degli spettatori dopo alcune ore di visione. Seguiranno sviluppi? Ce lo auguriamo tutti…

Dell’esclusione di Gomorra dalla corsa agli Oscar come Miglior film straniero se n’è parlato e discusso subito, tra allibiti e orgogliosi felici del “fattaccio”. Interviene nella lunga serie di dichiarazioni anche Carlo Rienzi, presidente del Codacons, che s’infila dalla parte di coloro che non sono per niente delusi dall’esclusione del film di Garrone dalla corsa alle nomination.
L’Asca riporta alcune frasi dichiarate da Rienzi, sin dalla “sentenza” che vorrebbe l’esclusione di Gomorra come cosa “giusta”, perché il film sarebbe un ottimo documentario che analizza la nostra criminalità, ma non un film con una base forte. Il cinema straniero ci batte ancora, e il nostro cinema non ha idee per poter anche sfondare nei concorsi e nelle competizioni all’estero.
Se Gomorra ha avuto un gran successo qui in Italia quindi è grazie al fatto che è una storia “tutta italiana”, e questa sarebbe anche la causa del suo poco successo all’estero. Con Rienzi qui siamo d’accordo sulla mancanza di idee di gran parte del nostro cinema, e non ci esprimiamo più di tanto sull’esclusione di Gomorra dai “9 mitici” (alzi la mano chi ha visto tutti gli altri film…). E’ anche possibile, a volte certo, che Gomorra non possa essere capito subito fuori dai nostri confini. Ma Rienzi si è scordato come minimo di una cosa: Gomorra è “nato” proprio all’estero. Si sarà mica scordato di un certo Gran Premio della Giuria a Cannes?