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Venezia 2011 - Ruggine: la recensione in anteprima

pubblicato da Simona

Festival di Venezia 2011 - locandina e foto di Ruggine di Daniele Gaglianone (Giornate degli Autori)In una calda estate, alla fine degli anni Settanta, in una periferia del nord Italia abitato da immigrati meridionali e del nord est, un gruppo di ragazzini passa il tempo tra giochi e scontri con altre piccole bande. Quell’estate, un nuovo medico arriva nel quartiere: il dottor Boldrini, un elegante e aristocratico signore per cui tutti provano soggezione. Trent’anni dopo, tre adulti sono alle prese con il quotidiano delle loro vite. L’eco di quell’estate entra inesorabile nelle loro esistenze apparentemente normalizzate.

Già autore del pluripremiato I nostri anni, Nemmeno il destino e Pietro, unico film italiano in concorso al Festival di Locarno 2010, Daniele Gaglianone porta al Festival di Venezia un dramma a tinte noir, adattando per il grande schermo l’omonimo romanzo di Stefano Massaron (la sceneggiatura è opera dello stesso regista, con Giaime Alonge ed Alessandro Scippa). Ruggine non è un film di facile visione: sia per il delicato ed angosciante tema trattato, quello della pedofilia e delle violenze sui minori; sia perché è composto da tanti frammenti di vita dei tre protagonisti, finestre che ci mostrano vari momenti del presente e di un’estate di trent’anni fa nella periferia popolare di Torino. Gli avvenimenti che hanno coinvolto Carmine, Cinzia e Sandro durante quell’estate, hanno segnato per sempre le loro esistenze e li hanno portati a diventare gli adulti che sono. Solo alla fine si riesce ad avere un quadro d’insieme. Ci sono quattro percorsi che si incrociano, uno riguarda il passato e tre si svolgono nel presente. Dice Gaglianone:

Come raccontare la storia di Ruggine? Posso partire dalle favole, che anche se le associamo ai bambini e ad un’età che vogliamo preservare come innocente, raccontano a volte storie terribili e spaventose; e come accade nelle fiabe, in questa storia un gruppo di bambini incontra l’orco, l’uomo nero. E’ la storia di una battaglia contro il male assoluto che divora l’infanzia.

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Festival di Venezia 2011 - locandina, sinossi ufficiale e foto di Ruggine di Daniele Gaglianone (Giornate degli Autori)

pubblicato da Simona

Festival di Venezia 2011 - locandina e foto di Ruggine di Daniele Gaglianone (Giornate degli Autori)Siamo in una città del nord Italia alla fine degli anni settanta. Durante una calda estate in un quartiere di periferia abitato da immigrati meridionali e del nord est, in una piccola babele linguistica, la banda capitanata dal siciliano Carmine passa il tempo tra giochi e scontri con altre piccole bande. Giocano a fare gli adulti per sentirsi grandi, soprattutto nel loro luogo mitico, il loro regno, il Castello, due vecchi silos arrugginiti sui quali col tempo si sono accatastati rottami e ferraglia. Quell’estate, un nuovo medico arriva nel quartiere; il dottor Boldrini, un elegante e aristocratico signore. La gente della zona, socialmente assai più modesta, prova soggezione e ammirazione per il medico. Solo Carmine e i suoi piccoli amici, Sandro, Cinzia, Betta, Andrea e Tonio, si renderanno drammaticamente conto della reale natura di quest’uomo. Quando il dottore rapirà la sorellina di Carmine, Rosalia, per “mangiarsela”, lo scontro con il Male sarà inevitabile. Tre decenni più tardi, lontano da quell’estate, tre adulti alle prese con il quotidiano delle loro vite. Sono Carmine, Sandro e Cinzia. Il primo passa la sua giornata al bar a bere, a perdere tempo, ad inveire contro il mondo tutto il suo rancore. Il secondo è nel suo piccolo e disordinato appartamento insieme al figlio di 5 anni e, invece di lavorare, si lascia trascinare in un gioco infantile, la caccia al “Drago Nero”. La terza è impegnata in un consiglio di classe di scuola media, un appuntamento caratterizzato dal torpore della routine. Per tutti e tre, improvvisamente e in modi diversi, l’eco di quell’estate violenta entrerà inesorabile nelle loro vite apparentemente normalizzate.

Questa la sinossi ufficiale di Ruggine, film drammatico di Daniele Gaglianone inserito nel programma ufficiale delle Giornate degli Autori al Festival di Venezia. Già autore del pluripremiato I nostri anni, Nemmeno il destino e Piero, unico film italiano in concorso allo scorso Festival di Locarno, Gaglianone porta sullo schermo una pellicola a tinte noir, ispirata alle vicende raccontate dall’omonimo romanzo di Stefano Massaron (l’adattamento è stato curato dal regista con Giaime Alonge ed Alessandro Scippa). Prodotto da Fandango e Gianluca Arcopinto, il film vede nel cast Filippo Timi, Stefano Accorsi, Valeria Solarino e Valerio Mastandrea.

Qui il trailer; di seguito e dopo il salto la nostra fotogallery. Per visualizzare le foto in maggiore risoluzione basta cliccare sulle anteprime. Ruggine sarà nei cinema già dal prossimo 2 settembre.

Festival di Venezia 2011 - locandina e foto di Ruggine di Daniele Gaglianone (Giornate degli Autori)

Festival di Venezia 2011 - locandina e foto di Ruggine di Daniele Gaglianone (Giornate degli Autori)Festival di Venezia 2011 - locandina e foto di Ruggine di Daniele Gaglianone (Giornate degli Autori)Festival di Venezia 2011 - locandina e foto di Ruggine di Daniele Gaglianone (Giornate degli Autori)Festival di Venezia 2011 - locandina e foto di Ruggine di Daniele Gaglianone (Giornate degli Autori)

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Primo trailer per Ruggine di Daniele Gaglianone

pubblicato da Gabriele C.

Arriva on line il primo trailer di Ruggine, il nuovo film diretto da Daniele Gaglianone dopo Pietro, successo di critica dell’anno scorso e unico titolo italiano in concorso al Festival di Locarno 2010. Tratto dal romanzo di Stefano Massaron, Ruggine è interpretato da Stefano Accorsi, Valeria Solarino, Filippo Timi e Valerio Mastandrea.

Torino, estate 1977. In un cortile di un agglomerato-alveare della periferia, una banda di bambini si ritrova ogni giorno a giocare. Sono figli di immigrati meridionali, e nella banda ci sono ragazze, fratelli minori e capi. Il luogo magico è per i bambini il capannone della ditta di recupero di materiali ferrosi che sorge nelle vicinanze, e i bambini sono gli unici a sapersi orientare al suo interno. Poi un bambino scompare. Qualche settimana prima una bambina era stata ritrovata morta. I sospetti cadono su una specie di scemo del villaggio che però per i bambini è innocente…

Scritto da Gaglianone assieme a Giaime Alonge e Alessandro Scippa, già assieme al regista in Nemmeno il destino, Ruggine si avvale della musica di Le Luci della Centrale Elettrica. Il film sarà distribuito in sala da Fandango e potrebbe essere tra i quattro titoli italiani in concorso al Festival di Venezia.

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Stefano Accorsi, Valeria Solarino, Filippo Timi e Valerio Mastandrea per Ruggine di Daniele Gaglianone

pubblicato da Simona

Daniele Gaglianone

Daniele Gaglianone, già autore del pluripremiato I nostri anni, Nemmeno il destino e Pietro, unico film italiano in concorso allo scorso Festival di Locarno (qui la nostra recensione del film), è tornato dietro la macchina da presa per dirigere Ruggine, noir ispirato alle vicende raccontate dall’omonimo romanzo di Stefano Massaron. Prodotta da Fandango e Gianluca Arcopinto, la pellicola avrà come protagonisti alcuni fra i migliori giovani interpreti del nostro Paese: Stefano Accorsi, Valeria Solarino, Filippo Timi e Valerio Mastandrea.

Le riprese sono già in corso a Roma e si sposteranno entro breve Taranto (quartiere Paolo VI), dove verrà ricostruita la Torino dell’estate 1977, in cui l’azione è ambientata e che il regista ricorda bene per esperienze di vita personali. Questa la trama del libro, da IBS libri:

Negli anni Settanta in un cortile di un agglomerato-alveare della periferia, una banda di bambini si ritrova ogni giorno a giocare. Sono figli di immigrati meridionali, e nella banda ci sono ragazze, fratelli minori e capi. Il luogo magico è per i bambini il capannone della ditta di recupero di materiali ferrosi che sorge nelle vicinanze e i bambini sono gli unici a sapersi orientare al suo interno. Poi un bambino scompare. Qualche settimana prima una bambina era stata ritrovata morta. I sospetti cadono su una specie di scemo del villaggio che però per i bambini è innocente…

Fonte: Corriere del Mezzogiorno

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Pietro - Il primo trailer del film di Daniele Gaglianone

pubblicato da carloprevosti

Ecco finalmente on line il primo trailer del film Pietro, presentato da Daniele Gaglianone allo scorso Festival del Cinema di Locarno con grande successo di critica e di pubblico, anche se la giuria non lo ha scelto per i premi principali.

Il film uscirà nelle sale italiane il 20 di agosto grazie a Lucky Red, se siete curiosi qui trovate la recensione in anteprima!

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Locarno 2010: Pietro - La recensione in anteprima

pubblicato da carloprevosti

Pietro Pietro Regia di Daniele Gaglianone, con Pietro Casella, Francesco Lattarulo, Fabrizio Nicastro, Carlotta Saletti, Diego Canteri, Giuseppe Mattia

Pietro vive nella grigia periferia della città di Torino. Per guadagnare quei pochi soldi che gli servono per tirare avanti, Pietro lavora in nero distribuendo volantini per le strade. Insieme al fratello Francesco vive in uno squallido e trasandato appartamento che rappresenta la sola eredità lasciatagli dagli anziani genitori. Il rapporto con suo fratello è difficile, Francesco è un tossicodipendente che frequenta per necessità uno spacciatore di nome Nikiniki. Quando nacque Pietro subì un piccolo trauma che ne compromise lo sviluppo intellettivo, oggi è un piccolo uomo candido come un bambino e per questo viene continuamente vessato da Nikiniki e dal suo gruppo di compari. Un giorno Pietro incontra una ragazza che sembra capirlo ma quando la presenta a Francesco e ai suoi amici la serata prenderà una brutta piega. Anche nell’anima di una persona buona come Pietro però può nascere il rancore e la rabbia che esploderà nel più inaspettato dei modi.

Daniele Gaglianone torna finalmente con il suo terzo lungometraggio dopo il pluripremiato I nostri anni e il seguente Nemmeno il destino con un film che dimostra come anche in Italia si possa fare davvero del cinema indipendente. Pietro infatti è il frutto di una lunga sequenza di problemi produttivi che hanno tenuto Gaglianone lontano dal set, quasi al punto di fargli disperare di riuscire a firmare nuovamente una regia. Dopo anni trascorsi nel tentativo di trarre un film dal romanzo Ruggine, del quale però sono sfuggiti i diritti per questioni burocratiche, Gaglianone ha scritto di getto una sceneggiatura che aveva l’urgenza di raccontare la storia di una persona umile, incapace di far sentire la propria voce, una metafora che descrive la desolante aridità di sentimenti in cui la società umana è piombata e sembra non riuscire a riemergere.

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Locarno 2010: Daniele Gaglianone e il cast presentano Pietro

pubblicato da carloprevosti

Pietro di Gaglianone
Difficilmente si è vista una così grande commozione alla presentazione di un film, senza che questo porti con se un lutto o una disgrazia. Accade questo invece al Festival del cinema di Locarno, dove Daniele Gaglianone riesce a stento a trattenere le lacrime e prima di riuscire a parlare della storia di Pietro, il film che presenta in concorso, ha dovuto ricomporsi per alcuni minuti. La storia di Pietro, precario del volantinaggio sottomesso alla figura del fratello tossicodipendente, è una metafora del abbrutimento dei rapporti umani, in un mondo dove sembra che non ci sia più spazio per un punto di vista candido e ingenuo come quello del protagonista.

Daniele Gaglianone (regista): a volte un film per chi li realizza non è solo un film, ma qualcosa di più importante. Questo film nasce tre anni fa in un momento un po’ particolare della mia vita, con uno stato d’animo abbastanza furente per una serie di motivi anche legati al cinema, il mio lavoro. Era un periodo in cui sembrava che le cose non dovessero andare per il verso giusto e in cui ho pensato di essere tagliato fuori, di non trovare uno spazio. Allora mi è venuta in mente questa storia, che è marginale come i suoi personaggi. Quasi fosse una risposta a quelli che mi accusavano di essere troppo radicale. Per fortuna non sono mai stato solo e ho avuto intorno persone che mi hanno supportato. Questa storia è nata perché con questo stato d’animo ho notato cose che prima non avrei notato. Ho incontrato persone come Pietro, persone invisibili e che non hanno alcuna voce in capitolo ne’ pensano di poterla avere. Ho pensato di raccontare la storia di un ragazzo che fa volantinaggio come lavoro. Era una storia che non ha avuto una vita facile dal punto di vista produttivo, era una scommessa difficile. Abbiamo deciso di provare lo stesso a realizzare il film, autoproducendolo con il minimo dei soldi. Non abbiamo chiesto sovvenzioni ma sul budget è meglio parlare col produttore.

Foto | Carlo Prevosti
Pietro di GaglianonePietro di GaglianonePietro di GaglianonePietro di Gaglianone

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Locarno 2010: Pietro - foto del film di Daniele Gaglianone

pubblicato da Carla Cigognini

Pietro - foto del film di Daniele Gaglianone

Sarà presentato a Locarno il film drammatico italiano Pietro, diretto da Daniele Gaglianone ed interpretato da Pietro Casella, Francesco Lattarulo, Fabrizio Nicastro, Carlotta Saletti.

Trama: Pietro (Pietro Casella) distribuisce volantini per strada e vive in periferia con il fratello Francesco (Francesco Lattarulo), tossicodipendente. Il rapporto tra i due è difficile e Pietro viene continuamente offeso; sul lavoro non va meglio visto il padrone violento. Un giorno però Pietro conosce una ragazza (Carlotta Saletti)…

Il film sarà nelle nostre sale dal 20 agosto 2010, distribuito dalla Lucky Red.

Pietro - foto del film di Daniele Gaglianone
Pietro - foto del film di Daniele GaglianonePietro - foto del film di Daniele GaglianonePietro - foto del film di Daniele GaglianonePietro - foto del film di Daniele Gaglianone

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I premi del Torino Film Festival 2008: vince Tony Manero di Pablo Larrain

pubblicato da Gabriele C.

I premi del Torino Film Festival 2008: vince Tony Manero di Pablo Larrain

In attesa di parlare degli ultimi film visti al Torino Film Festival, diamo spazio ai premi assegnati in questa 26a edizione. Vince il premio come Miglior film il bellissimo Tony Manero del cileno Pablo Larrain. Ambientato durante la dittatura di Pinochet, il film narra le vicende di un uomo di mezza età convinto di poter sfondare nel mondo dello spettacolo come sosia del protagonista de La febbre del sabato sera, film che ama e che guarda costantemente al cinema. E per raggiungere il suo obiettivo è disposto anche ad uccidere.

Il Premio della Giuria è andato allo statunitense Prince of Broadway, diretto da Sean Baker. Un film piccolo, costato 40000 euro, basato sull’improvvisazione e sulla povertà dei mezzi, che diventano strumenti per raccontare in modo sincero la storia di un immigrato clandestino alle prese con un figlioletto che non sapeva di avere nel Fashion District di New York. Alla brava Emmanuele Devos va il premio per la Miglior interpretazione femminile per il modesto e ripetitivo film belga Non-Dit di Fien Troch: va bene così, ma qui si tifava in realtà per Irene Azuela di Quemar las naves o per Anjorka Strechel di Mein freund aus Faro.

Alfredo Castro regala poi un secondo premio a Tony Manero: la sua grande interpretazione gli è valsa il Premio per la Miglior interpretazione maschile. E la critica internazionale assegna il Premio Fipresci proprio al film cileno: Tony Manero ha vinto tutto quello che poteva vincere. Miglior documentario italiano è risultato Napoli Piazza Municipio di Bruno Olivero; il Premio Speciale lo ha vinto invece Rata nece biti (Non ci sarà la guerra) di Daniele Gaglianone. Ecco infine i corti premiati: Miglior Corto a A chi è già morto a chi sta per morire di Fulvio Pepe, Premio Speciale a Ottana di Pietro Mele e Menzione Speciale a La nonna di Massimo Alìm Mohammad.

Si conclude così questa edizione del TFF: ma continuate a seguirci, perché sono in arrivo un ultimo resoconto di altri film visti al festival e soprattutto un bilancio finale, con analisi e voti.

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