
Un attore di grido per un regista chiamato al volo definitivo. Vinto il suo primo (e meritato) Oscar con The Fighter, Christian Bale potrebbe prendere parte al prossimo film di Darren Aronofsky, in rampa di lancio dopo il boom de Il Cigno Nero, ovvero Noah. Un progetto biblico dalle dimensioni produttive imponenti per Darren, desideroso di ‘riscrivere’ la storia di Noé e della sua Arca, con ovvia partecipazione del diluvio universale. Almeno 130 milioni di dollari serviranno ad Aronofsky per il suo mastodontico progetto, che potrebbe vedere proprio Christian Bale nei panni del protagonista. A fare il suo nome lo stesso regista, a caccia di finanziatori e ben felice di accogliere a braccia aperte il talentuoso attore, in questi giorni sul set di The Dark Knight Rises. Ma Darrenn riuscirà a convincerlo? E soprattutto, pensate che Bale possa trasformarsi in un Noé credibile?
Fonte: ThePlaylist

Con l’improvviso e inatteso abbandono di Darren Aronofsky, la produzione di The Wolverine è ovviamente finita nel caos. In casa Fox si sono ritrovati nella condizione di dover trovare un nuovo regista nel minor tempo possibile, partorendo finalmente una shortlist. In corsa sarebbero rimasti in otto. 8 registi per un posto solo. A contendersi Wolverine Doug Liman (Mr. and Mrs. Smith), Jose Padilha (regista dell’imminente remake di Robocop), Antoine Fuqua (Shooter), Mark Romanek (Non Lasciarmi), Justin Lin (Fast Five), Gavin O’Connor (Pride and Glory e Warrior), James Mangold (Quel Tremo per Yuma e Innocenti Bugie) e Gary Shore, regista di spot pubblicitari.
Sceneggiato da Christopher McQuarrie, The Wolverine verrà girato quasi interamente in Giappone. Proprio la location principale avrebbe convinto Aronofsky a fuggire dal progetto, a causa del disastro nucleare di Fukushima. Ma il tempo cammina, e non c’è più tempo da perdere. Bisogna trovare un regista. Aspettando la decisione finale della Fox, c’è da fare una scelta, partendo proprio da questa shortlist.
Chi prendere per Wolverine? A voi la parola…
Fonte: Collider

Hugh Jackman potrebbe diventare il protagonista di Fantastic Voyage, remake 3D di Viaggio allucinante. Diretto da Shawn Levy, e prodotto da James Cameron, il film bisserebbe il rapporto lavorativo tra Jackman e Levy, visto che i due hanno da poco girato Real Steel, sempre targato Fox e in odore di sequel. Aspettando news su Wolverine, che ha clamorosamente perso Darren Aronofsky per strada, Jackman si guarda giustamente attorno.
Fantastic Voyage, che dovrebbe uscire al cinema nel 2013, Maya permettendo, narra l’incredibile avventura vissuta da un gruppo di scienziati rimpiccioliti microscopicamente e successivamente iniettati nel corpo di un uomo per salvare la sua vita. Dopo il saltino, giusto per gradire, il trailer del film originale, diretto da Richard Fleischer nel 1966.
Continua a leggere: Hugh Jackman protagonista di Fantastic Voyage?

Sarà il regista Darren Aronofsky il presidente della 68ma edizione del Festival del Cinema di Venezia che si terrà il prossimo mese di settembre. Aronofsky ha aperto l’edizione 2010 con il suo ultimo lavoro Il Cigno Nero mentre ha conquistato il Leone d’Oro 2008 con l’intenso e toccante The Wrestler.
La proposta è arrivata al consiglio di amministrazione direttamente dal Direttore Marco Muller ed è stata accolta con entusiasmo. L’esordio di Darren Aronofksy risale al 1998 con Pi Greco - Il teorema del delirio, lisergico film indipendente in bianco e nero che ha conquistato la miglior regista al Sundance Film Festival e l’Independent Spirit Award per la migliore sceneggiatura.
Sono seguiti i film Requiem for a Dream, ispirato dal romanzo omonimo di Hubert Selby Jr. e presentato a Cannes 2000, e poi il flop parziale di The Fountain - L’albero della vita, con Hugh Jackman e Rachel Weisz, ambizioso film fanta-filosofico riuscito solo in parte. Il Cigno Nero, oltre a valere l’Oscar per Natalia Portman e cinque nomination, è stato il film di maggior incasso della storia di Fox Searclight Pictures.

Nell’arco di una stagione una major può andare incontro ad inattesi flop e a clamorosi successi di pubblico. In casa Fox questa verità assoluta è rappresentata da Il Cigno Nero, riuscito nelle ultime ore a superare gli incassi americani di Narnia 3. 15 milioni di dollari di budget il primo, 155 il secondo. 24 milioni di dollari all’esordio per il terzo capitolo di Narnia, 1,443,809 dollari per Black Swan. Fino all’arrivo dell’incontrollabile passaparola, non eccelso in un caso, entusiasta nell’altro, e al giorno del clamoroso verdetto.
Dopo 3 mesi di programmazione il film di Darren Aronofsky è riuscito ad incassare 103,979,373 dollari sul suolo americano (223 worldwide). Il Viaggio del Veliero si è invece fermato a quota 103,826,608 dollari (388 worldwide). Fox Searchlight batte 20th Century Fox. Un successo mostruoso nel primo caso, un risultato mostruosamente deludente nel secondo, a dimostrazione di come nulla sia scontato al cinema, visto che anche l’anatroccolo più piccolo può trasformarsi in maestoso cigno, battendo il leone spocchioso diventato a lungo andare minuscolo e timido topolino.
Da qualche settimana avevamo iniziato dei sondaggi rivolti a voi lettori dove vi chiedevamo chi avrebbe vinto in alcune categorie degli Oscar 2011. Ora che i vincitori sono stati proclamati, vediamo quanto avete azzeccato e dove. Pronti?
MIGLIOR FILM: Il Discorso del Re (voi avete votato Inception)
MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA: Colin Firth - Il Discorso del Re (anche per voi)
MIGLIOR ATTRICE PROTAGONISTA: Natalie Portman - Il Cigno Nero (anche per voi)
MIGLIOR REGIA: Tom Hooper - Il Discorso del Re (per voi Darren Aronofsky - Il cigno nero)
MIGLIOR CANZONE: Toy Story 3 (e anche secondo voi)
MIGLIOR MONTAGGIO: The Social Network (per voi Il Cigno Nero)
MIGLIOR EFFETTI SPECIALI: Inception (e anche secondo voi)
MIGLIOR DOCUMENTARIO: Inside Job (per voi Exit through the Gift Shop)
MIGLIORI COSTUMI: Alice in Wonderland (e anche per voi)
MIGLIOR MAKE-UP: The Wolfman (anche voi)
MIGLIOR SONORO: Inception (anche per voi)
MIGLIOR MONTAGGIO SONORO: Inception (e anche voi)
MIGLIOR COLONNA SONORA: The Social Network (voi avete votato Inception)
MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA: Christian Bale - The Fighter (Anche secondo voi)
MIGLIOR FILM STRANIERO: In un Mondo Migliore (secondo voi Biutiful)
MIGLIOR SCENEGGIATURA ORIGINALE: Il Discorso del Re (voi avete votato Inception)
MIGLIOR SCENEGGIATURA NON ORIGINALE: The Social Network (e anche per voi)
MIGLIOR FILM D’ANIMAZIONE: Toy Story 3 (anche voi)
MIGLIOR CORTO ANIMATO: The Lost Thing (voi avete votato Day & Night)
MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA: Melissa Leo - The Fighter (per voi Helena Bonham-Carter - Il discorso del re)
MIGLIOR SCENOGRAFIA: Alice in Wonderland (avete votato Inception)
MIGLIOR FOTOGRAFIA: Inception (E anche per voi!)
Nella galleria tutti gli screen-shot dei sondaggi con il numero dei voti per ogni categoria. Divertitevi a curiosare!
Con gli Oscar 2011 ormai alle porte, e con la nostra direttissima su Cineblog da non perdere, tra red carpet e commenti sulla cerimonia di premiazione, torniamo ad occuparci della parte più curiosa dei Premi, ovvero quella legata alle statistiche. Domenica notte uno tra David Fincher, Darren Aronofsky, David O. Russell e Tom Hooper vincerà il suo primo Oscar come miglior regista. Joel ed Ethan Coen potrebbero invece bissare, dopo averlo vinto nel 2008 con Non è un Paese per Vecchi. Christopher Nolan, incredibile ma vero, sarà costretto ancora una volta a dover guardare, nomination alla sceneggiatura di Inception a parte. Ma quali sono i ‘grandi registi’ a non aver mai vinto l’agognata statuetta?
La lista, che voi ci crediate o no, non solo è ricca e in costante aggiornamento, ma anche lunga. Il caso più eclatante riguarda ovviamente Stanley Kubrick. Osannato e da molti etichettato come il più grande regista della storia del Cinema, Kubrick ha collezionato 4 nomination per la regia e 5 per la sceneggiatura, vincendo solo un Oscar tecnico per gli effetti speciali di 2001: Odissea nello spazio. Una macchia ancora oggi indelebile per l’Academy, che mai ha accettato l’indipendenza autoriale e produttiva del leggendario regista, punendolo vergognosamente. Ma ovviamente non c’è solo Kubrick. Spike Lee non è stato neanche mai nominato, così come Tim Burton, Peter Weir non ha mai concretizzato nessuna delle sue 4 nomination mentre Alfred Hitchcock, altra icona cinematografica, si è dovuto accontentare dell’Oscar alla carriera, dopo 5 nomination andate a vuoto. Stessa sorte toccata a Robert Altman, mai vincitore anche se 7 volte candidato alla regia, Sidney Lumet, 5 volte nominato, Ingmar Bergman, 4 volte nominato, Orson Welles, candidato solo una volta, per la regia di Quarto potere, ma non premiato (vinse scandalosamente John Ford con Com’era verde la mia valle), e il nostro immenso Federico Fellini. Addirittura 12 le nomination per il mito dei miti, tra regia e sceneggiatura, costretto a doversi ‘accontentare’ di uno strameritato Oscar alla carriera nel 1993. Quattro Oscar vinti per il miglior film straniero non riuscirono a premiare la sua ‘magica’ regia, inserendolo di diritto in questa lista.
Rimanendo in ‘casa Italia’ è incredibile ricordare le zero nomination per Sergio Leone, Roberto Rossellini e Vittorio De Sica, mentre in Inghilterra continuano ad aspettare il primo Oscar per Mike Leigh, 7 volte nominato ma mai uscito vincitore. Altra leggenda, altra incredibile svista con Akira Kurosawa, nominato una volta e premiato con il solito Oscar alla carriera, autentico salvagente made in Academy. Tra i grandi di Hollywood c’è ancora Ridley Scott a bocca asciutta. 3 le nomination per il padre di Alien, riuscito nell’impresa di non partecipare alla ‘festa’ de Il Gladiatore nel lontano 2001, visto che a scippargli la statuetta fu Steven Soderbergh con Traffic. Impossibile poi non ricordare David Lynch, 3 volte candidato come ‘Best Director’ ma mai uscito trionfatore. Tanti nomi, alcuni davvero clamorosi, per una lista a tratti imbarazzante per l’innegabile qualità autoriale, clamorosamente mai premiata in casa Academy. Rimanendo in tema chiudiamo con le ultime due curiosità. Qual è il regista più candidato della storia degli Oscar? William Wyler, con 12 nomination e 3 Oscar vinti. E quello più premiato? John Ford, con 4 statuette vinte. A chi troppo e a chi niente…
Siamo agli sgoccioli, visto che oramai solo sei giorni ci separano dalla notte degli Oscar. Come da prassi - in questo periodo che precede la notte in cui i vincitori verranno resi noti - anche oggi aggiungiamo un ulteriore tassello alle nostre scommesse su chi riuscirà a conquistare l’ambita statuetta (di cui adesso conosciamo pure la lavorazione). E poiché buona parte delle categorie le abbiamo già depennate, tocca ora a quelle comunemente più attese. Si (ri)parte col miglior regista, quindi. Ieri vi avevamo lasciato con il miglior attore non protagonista.
Candidati quest’anno sono Darren Aronofsky per Il Cigno Nero, David O. Russell per The Fighter, Tom Hooper per Il Discorso del Re, David Fincher per The Social Network e i fratelli Coen per Il Grinta. Proprio quest’ultimi sono stati insigniti dall’Academy quali miglior registi nell’edizione del 2008, per Non è un Paese per Vecchi. Da notare anche che la vigilia, com’era lecito supporre, è stata contrassegnata da alcuni accesi dibattiti - come quello inerente all’assenza di Christopher Nolan tra i nominati.
Poco male, dato che a voi toccherà indicarci quel che sarà, non quel che sarebbe potuto essere…
Il Cigno Nero (Black Swan) sta per arrivare al cinema (18 febbraio) ed oggi vi regaliamo una ricca foto-galleria (© 2010 - Fox Searchlight Pictures) del film ed una interessante intervista al regista Darren Aronofsky. Qui trovate la recensione in anteprima da Venezia e il trailer italiano.
Nel tuo ultimo film, The Wrestler, eravamo nel mondo molto violento del wrestling, con Il cigno nero - Black Swan, ti interessi invece al mondo più delicato del balletto. Come mai questo passaggio da un estremo all’altro?
Alcune persone considerano il wrestling come la più bassa delle forme d’arte, mentre altri ritengono che il balletto sia la più alta, ma in realtà hanno qualcosa di molto simile. Mickey Rourke come wrestler vive delle esperienze assolutamente paragonabili a quelle di Natalie Portman come ballerina. Entrambi sono degli artisti che utilizzano i loro corpi per esprimersi, ma sono minacciati dai malanni fisici, perché i loro corpi sono gli unici strumenti che hanno per comunicare. La cosa interessante per me era trovare due storie collegate in quelli che potrebbero sembrare dei mondi distanti. I due film sono legati anche da un’interpretazione principale che va ben oltre quello che appare in superficie. Il ruolo di Nina è decisamente diverso da tutto quello che Natalie ha fatto finora e lei è arrivata a un altro livello. Interpretare Nina è stato un impegno atletico tanto quanto recitativo.
Come è avvenuta la scelta di Natalie Portman per la parte di Nina? Non hai avuto paura di scegliere un’attrice che non fosse una ballerina professionale?
Poco dopo aver iniziato a pensare all’idea per Il cigno nero - Black Swan, ho incontrato Natalie e ci siamo presi un caffé a Times Square. Lei aveva fatto molto balletto in passato prima di diventare un’attrice e ha continuato a svolgere questa attività nel corso degli anni per mantenersi in forma. Mi ha detto subito che una delle cose che ha sempre voluto fare era interpretare una ballerina. Il balletto è qualcosa per cui devi iniziare ad allenarti quando hai quattro o cinque anni, cambia i corpi e li trasforma. E’ veramente difficile che un’attrice che non abbia vissuto questa esperienza possa interpretare una ballerina professionista in maniera convincente. Sono convinto che questo lavoro fisico abbia permesso a Natalie di trovare un collegamento con l’impegno emotivo che doveva esprimere.
Continua a leggere: Il Cigno Nero: foto del film e speciale intervista al regista Darren Aronofsky
Una dichiarazione shock, fatta in esclusiva (in realtà già pubblicata nell’ultimo numero di Ciak) a The Cinema Show, prima rivista di cinema esclusiva per iPad del mondo. A pochi giorni dall’uscita italiana de Il Cigno Nero Natalie Portman svela alcuni segreti legati alla lavorazione del film, e in particolar modo al suo acclamato regista, Darren Aronofsky.
“Un ruolo come quelle de Il cigno nero necessita di un impegno e una fede senza incrinature, ma a un certo punto ho pensato che i dolori e le difficoltà mi avrebbero uccisa”. “Darren ha provato a farmi prendere dell’ecstasy per entrare nel personaggio, ma ho rifiutato. Gli ho detto che potevo usare la mia immaginazione e la recitazione. “Sul set è nata una fortissima complicità mentale e lavorativa, per cui se lui diceva anche solo una parola, io capivo all’istante tutto quello che stava immaginando”.
Ecstasy per entrare nel personaggio? Proprio di questo parla la Portman, vincitrice di un Golden Globe e favorita numero uno agli Oscar, per una verità, rilasciata al sesto numero dell’innovativa rivista, che farà sicuramente discutere. Nell’attesa, questa la nostra recensione in anteprima in arrivo da Venezia.
Ps. Il disegno nel post è opera di Andrea Lupo, nostro collaboratore. Per vederlo in alta risoluzione cliccateci sopra.