Il balletto torna protagonista al cinema. Dopo lo splendido Pina 3D di Wim Wenders e La Dance di Frederick Wiseman ora è il turno di First Position, documentario pluripremiato di Bess Kargma che racconta le storie di alcuni giovani ballerini che sognano di vincere lo Youth America Grand Prix, uno dei premi più prestigiosi per questo mondo.
Sei giovani ballerini e la loro passione per entrare nel mondo della danza, un racconto della fatica e delle emozioni che spingono verso un sogno.
Il film uscirà negli Usa dall’inzio di Maggio 2012.
Ci ha lasciato il regista Vittorio De Seta, celebre autore di documentari come Un giorno in Barbagia, Lu tempu di lu pisci spata e Diario di un maestro (che potete vedere qui).
De Seta era nato a Palermo, nell’ottobre del 1923, e da anni viveva in Calabria. I suoi film hanno raccontato, a partire dagli anni cinquanta, la realtà proletaria di Sicilia e Sardegna, tra pescatori, minatori e pastori della Barbagia. Il suo debutto cinematografico risale al 1961, debutta al cinema con Banditi a Orgosolo (qui sopra lo potete vedere in forma integrale), premiato come miglior Opera prima al Festival di Venezia. Dopo questa esperienza De Seta scelse di dedicarsi esclusivamente al cinema di fiction, trasferendosi in Francia per lavorare.
L’esperienza di De Seta resta però come maestra per intere generazioni di documentaristi italiani, che nella sua ricerca etnografica ha realizzato delle vere e proprie opere miliari per il nostro cinema.
Fra le uscite cinematografiche previste per questo week-end c’è anche quella del film documentario Inti-Illimani: Dove cantano le nuvole (Donde las nubes cantan - Inti-illimani), diretto a quattro mani da Paolo Pagnoncelli e Francesco Cordio. Nel lungometraggio viene ripercorsa la storia quarantennale degli Inti-Illimani, attraverso i momenti musicali dal vivo e le interviste agli attuali componenti del gruppo musicale cileno. Fra i protagonisti, Daniele Silvestri, che presenta così la pellicola:
Chissà cosa pensavano il mio amico Francesco e il suo collega Paolo quando iniziavano, quasi per gioco, a fare questo film. A raccontare questa storia. Chissà se immaginavano di ritrovarsi pian piano da quella stessa storia inghiottiti, persi tra il prima e il dopo, tra il nord e sud di un percorso che non ha più (se l’ha mai avuta) un’unica direzione. Chissà se anche loro come me, mi chiedo oggi mentre scorrono quelle immagini e quelle note senza tempo, hanno scoperto a poco a poco che quella favola che ci aveva incantato nella nostra infanzia era ancora viva e “ancora importante”. Di più: si poteva perfino entrarci dentro! Però per Francesco e Paolo non posso parlare, allora parlo per me.
Difficile spiegare cosa provasse verso la fine degli anni settanta un bambino di 8 - 10 anni ad ascoltare la musica degli Inti Illimani. Difficile anche per me che sono quel bambino. Perché da allora è successo di tutto, troppo per ricordare cosa fosse allora a piacermi così tanto di quella musica, o del mondo che - fantasticando - ci vedevo dietro. Però mi piaceva. Tanto…da volerli sentire. e risentire… Difficile pure - ma già un pò meno - raccontare perché nel 2001 abbia sentito il bisogno di “rubare” alcune delle loro note più belle per costruirci la base di quello che di lì a poco sarebbe diventato uno dei miei pezzi più “importanti”, e cioè “Il mio nemico”. Da lì l’occasione insperata di incontrarli, fino alle sempre più proficue e continue collaborazioni di questi anni. Fino a questo film, che racconta l’anima, più che la storia, di un sogno nato un giorno per indicare una strada, recuperare un’identità e dare una speranza. E che alla fine di strade ne ha incrociate tante, come di identità, come di speranze. E’ per questo, o anche per questo, che il film non ha né voluto né potuto seguire un filo logico, o cronologico. E meno male. Quella musica non ha altro tempo che il suo. Tanto ogni tappa è un ritorno e un inizio, ogni canzone un volo sospeso tra il nuovo e l’antico.
La Seeds Academy (Sports for Education and Economic Development in Senegal) è una fondazione che aiuta le migliori promesse del basket africano a emergere per diventare dei giocatori professionisti, con il sogno di arrivare in America. Un impegnativo percorso di allenamenti, atletici e psicologici, offrono a tanti ragazzi un occasione per avere anche una preparazione scolastica in un’Università dove poter giocare nel campionato NCAA.
Il documentario Elevate, segue in questo viaggio, Assane, Byago, Dethie e Aziz, quattro ragazzi senegalesi che sognano di giocare nel massimo campionato americano, e per farlo sono disposti a grandi sacrifici.
Il film è diretto da Anne Buford, qui sopra potete vederne il trailer.
The Raid, solo omonimo dell’action movie orientale, è un progetto estremamente curioso (un po’ geek) di un documentario dedicato alle gilde di giocatori di RPG, i giochi di ruolo on line.
Ad Agosto l’appuntamento on line per una missione che potesse essere fonte di argomenti per il film. Il regista Kevin Johnson e la produzione, volendo lavorare sulla dimensione collettiva di un gioco sociale, hanno anche creato un sito dove chiunque può candidarsi per entrare nel progetto!
Basta un primo sguardo al trailer di The Arbor per capire che non siamo davanti al solito film, che si tratti di un documentario o di una storia di fiction.
The Arbor racconta la tormentata vita della scrittrice e sceneggiatrice inglese Andrea Dunbar. Nota per tre testi in particolare (The Arbor; Rita, Sue and Bob Too; Shirley) la vita della Dunbar fu segnata da abusi e un alcolismo cronico da cui non riuscì mai a separarsi completamente. Alla sua morte, avvenuta a soli venitnove anni, dopo una breve ma brillante carriera, Andra lasciò tre figli da tre differenti uomini. Il documentario segue Lorraine, la più grande delle figlie di Andrea, nel suo percorso di riscoperta di sua madre. Tra ricostruzione e reportage, The Arbor è un film fuori dagli schemi e dalle convenzioni, una vera novità del cinema contemporaneo firmato dalla premiata regista Clio Barnard.
Dopo il continua potete vedere il trailer del film
Continua a leggere: The Arbor, come reinventare il documentario
Sarà tra i film fuori concorso della 61° edizione del Festival internazionale del cinema di Berlino (in programma dal 10 al 20 febbraio nella capitale tedesca) Pina, documentario sulla danza in 3D diretto da Wim Wenders e dedicato alla leggendaria coreografa Pina Bausch, scomparsa inaspettatamente durante la lavorazione della pellicola. Pellicola che, proprio a causa dell’improvvisa morte della donna, ha seriamente rischiato di non vedere mai la luce. Wenders si è visto costretto a cambiare in corsa il progetto, che avrebbe ovviamente dovuto essere interamente incentrato sulla figura della grande e rivoluzionaria coreografa, e si è invece trasformato in un affettuoso omaggio alla sua memoria.
Leggiamo sul sito della Berlinale: Girato in 3D con l’ensemble del Wuppertal Tanztheater di Pina Bausch, questo lungometraggio sulla danza ritrae l’arte inimitabile della grande coreografa tedesca, morta nell’estate del 2009. Invitando lo spettatore in un sensuale e sorprendente viaggio di scoperta in una nuova dimensione sul palco del leggendario ensemble, il film accompagna i ballerini anche oltre il teatro, in città e nella zona industriale di Wuppertal - luogo che fu la casa ed il centro della vita creativa di Pina Bausch per più di 35 anni. Wim Wenders vide per la prima volta un balletto coreografato da Pina Bausch - ‘Café Müller’ - nel 1985, e fu subito conquistato. Il loro primo incontro si è ben presto trasformato in un’amicizia di lunga data, che ha infine portato ad un progetto di film comune. L’idea è però rimasta in un cassetto fino al 2008 quando, con il diffondersi della stereoscopia, il regista ha finalmente trovato la giusta chiave per realizzarlo.
La locandina vi attende dopo il saltino.

Il sito TheDocumentaryBlog ha stilato la Top 50 dei documentari del decennio. Provate ad indovinare il numero 1 senza guardare!
50. Rize - Alzati e balla (LaChapelle, 2005)
49. The Smashing Machine (Hyams, 2002)
48. Lost in La Mancha (Fulton & Pepe, 2002)
47. Dig! (Timoner, 2004)
46. Protagonist (Yu, 2007)
45. Ring of Fire: The Emile Griffith Story (Berger & Klores, 2005)
44. Bowling a Columbine (Moore, 2002)
43. Rank (Hyams, 2006)
42. Our Daily Bread (Geyrhalter, 2005)
41. Helvetica (Hustwit, 2007)
40. New World Order (Meyer & Neel, 2009)
39. Best Worst Movie (Stephenson, 2009)
38. The Cove (Psihoyos, 2009)
37. Kurt Cobain: About a Son (Schnack, 2006)
36. Tyson (Toback, 2008)
35. Anvil! The Story of Anvil (Gervasi, 2008)
34. When the Levee’s Broke: A Requiem in Four Acts (Lee, 2006)
33. Bus 174 (Padilha & Lacerda, 2002)
32. God Grew Tired of Us (Quinn & Walker, 2006)
31. The Bridge - Il ponte dei suicidi (Steel, 2006)
30. Dear Zachary: A Letter to a Son About His Father (Kuenne, 2008)
29. 11/9 - 11 Settembre (Hanlon, Klug & Naudet, 2002)
28. Il diamante bianco (Herzog, 2004)
27. Deep Water - La folle regata (Osmond & Rothwell, 2006)
26. Jonestown: The Life and Death of Peoples Temple (Nelson, 2006)
25. Murder on a Sunday Morning (de Lestrade, 2001)
24. Hell House (Ratliff, 2001)
23. Dark Days (Singer, 2000)
22. Billy the Kid (Venditti, 2007)
21. Crazy Love (Klores & Stevens, 2007)
20. Young @ Heart - Giovani dentro (Walker & George, 2007)
19. Fog of War (Morris, 2003)

Quale sarà il film che seguirà le tracce dello splendido documentario The Cove? Sicuramente fa parte della quindicina indicate dall’Academy of Motion Picture Arts and Sciences, tra i quali dovranno venire scelte le 5 nominations che arriveranno fino alla serata degli Oscar quando sarà annunciato il premio nella categoria Documentary Feature.
La cinquina finale sarà selezionata dai membri del Documentary Branch Screening Committee sceglieranno la cinquina finale. Come spesso accade praticamente nessuno dei titoli selezionati è arrivato in Italia e solo alcuni di questi sono già noti, come nel caso di Restrepo o Waiting for superman.
Le nomination verranno annunciate il prossimo 25 gennaio, mentre l’attesissima notte degli Oscar è prevista per il 27 febbraio. Dopo il continua potete scoprire tutti i titoli dei candidati.
Continua a leggere: Oscar 2011: i 15 titoli in corsa per il Migliore Documentario
Il 10 settembre uscirà nelle sale italiane Niente Paura, il nuovo lavoro di Piergiorgio Gay, con Luciano Ligabue. Oggi vi offriamo la locandina del documentario musicale distribuito dalla BIM. Come sempre basta cliccare su continua per vederla intera.
Niente paura è un film sull’identità nazionale nell’epoca delle ‘passioni spente’, nell’epoca della crisi radicale della politica, in senso lato. Il film racconta - in modo non ideologico, ma attraverso le storie personali di uomini e donne comuni, di persone conosciute e dello stesso Ligabue - colonna sonora del film e narratore per eccellenza - come siamo e come eravamo, in realtà da dove veniamo (fine anni Settanta, primi anni Ottanta, quando si opera una svolta sia nelle istituzioni che nel costume) e quale Paese siamo diventati oggi.
“…Questo Paese è di chi lo abita e non di chi lo governa…”
Luciano Ligabue
Continua a leggere: Niente Paura - la locandina del film con Ligabue