Ecco un esempio di come un documentario può essere esilarante quanto (se non più) di una commedia. Un film che racconta la storia di Mikhail Khodorkovsky e la sua trasformazione da auto proclamato eroe del socialimo a capitalista realizzato, attraverso un percorso che lo ha visto diventare uno dei più celebri prigionieri politici al mondo.
Khodorkovsky descrive una vera e proprio epopea attraverso interviste, materiale di archivio, comprese alcune sequenze girate dopo il suo arresto, ma anche stilizzate messe in scena computerizzate per raccontare quegli episodi di cui non c’è testimonianza concreta.
Un film quello di Cyril Tuschi che incarna i paradossi della Russia moderna, ma che è tanto scomodo da essere stato “rubato” anche prima di proiezioni importanti come quella del festival di Berlino.
Sembra la storia di un film di spionaggio ma Garbo: The Spy è un documentario che racconta l’enigmatica figura del controspionaggio Juan Pujol Garcia, l’unica persona che sia mai stata decorata sia dalle forze Alleate che da quelle dell’Asse durante la seconda guerra mondiale.
Il suo nome in codice per l’intelligence britannica era Garbo, mentre per quelle naziste era Alaric, un uomo dalla doppia vita che ha dato vita a un vero e proprio network fantasma di agenti in giro per l’Europa, in modo da fornire false informazioni ai Nazisti.
Rischiando ogni giorno la sua stessa vita, Pujol contribuì a salvare migliaia di vite da entrambe le parti. Il suo lavoro più importante fu quello di dare informazioni errate sull’ora e il luogo in cui gli alleati sarebbero sbarcati in Normandia. Un documentario ricco di pathos, di materiale di archivio e di sorprendenti rivelazioni, realizzato da Edmon Roch.

Il cinema di Errol Morris è fatto di documentari che indagano su verità nascoste, scavando alla ricerca di risposte che nemmeno le istituzioni sono riuscite a portare alla luce. Storie vere raccontate con il taglio di un film noir o di un thriller.
Oggi possiamo vedere il suo ultimo lavoro, pubblicato in rete dal New York Times, un cortometraggio dal titolo The Umbrella Man, che investiga su un misterioso personaggio che appare nei filmati di repertorio di quel tragico giorno a Dallas.
Sei minuti in cui si aprono nuovi scenari sul mistero di JFK. Perché un uomo con l’ombrello era presente sulla scena del delitto, quando c’era una splendida giornata di sole?
Guarda qui il documentario.
Il grande documentarista Werner Herzog svela le prime immagini del suo nuovo film con un trailer che promette molto bene per tutti gli appassionati del suo cinema. Into the Abyss: a Tale of Death, a Tale of Life è un viaggio alla scoperta di un luogo oscuro, dove alcuni uomini devono scontare i loro terribili crimini. Un immersione nell’abisso della psiche umana per comprendere il motivo per cui la gente possa uccidere e perché la punizione dello stato può essere la morte.
Una conversazione intima con Michael Perry, da 28 anni nel braccio della morte, un uomo la cui esecuzione era prevista soli 8 giorni dall’incontro con il regista Herzog.
Un film che conoscendo il suo regista non mancherà di sorprendere mettendo in luce aspetti inattesi e sconvolgenti. Qui potete vedere le prime tre clip dal film.
Roger Corman non è forse l’autore più famoso e premiato di Hollywood, ma il suo nome è una leggenda assoluta nel mondo del cinema indipendente, low budget e dei b-movies. Pur non avendo mai lavorato con cifre enormi, Roger Corman è uno degli scrittori, registi e produttori più prolifici degli ultimi 60 anni, certamente anche uno dei maggiormente influenti sulle generazioni di autori che sono arrivate dopo di lui.
Corman’s World: Exploits of a Hollywood Rebel è un documentario che finalmente rende giustamente omaggio al suo lavoro, anche attraverso gli interventi di suoi illustri “discepoli” come Paul W.S. Anderson, Peter Bogdanovich, Robert De Niro, Peter Fonda, Ron Howard, Eli Roth, Martin Scorsese, William Shatner e Jack Nicholson.
Un racconto epico (a suo modo) di come Corman ha creato il suo “impero di culto”, un piccolo successo alla volta. Il regista Alex Stapleton ha impreziosito il film con materiale di archivio della carriera di Corman, delle perle che gli appassionati dei suoi film ameranno alla follia (personalmente non vedo l’ora di poter visionare il film, n.d.r.).
Qui sopra potete vedere il trailer e sotto la locandina (clicca per ingrandire).
Dog Sweat attraverso il linguaggio del cinema verite, racconta le storie di sei giovani che vivono a Teheran. Storie di amicizie “normali” dove si cercano quelle piccole trasgressioni quotidiane che sono all’ordine del giorno in qualunque altra parte del mondo, ma non in Iran.
Come e più de I Gatti persiani di Bahman Ghobadi e di Green Days di Hana Makhmalbaf, il film d’esordio di Hossein Keshavarz è un tentativo, sovversivo e illegale, di raccontare il mondo giovanile della contemporaneità del suo paese.
Un film clandestino che difficilmente arriverà nelle nostre sale cinematografiche, ma la cui forza è tale da consigliarne un recupero in versione home video.
Qualcuno giura che sia il film più interessante visto al Festival di Roma 2011, per ora possiamo solo accontentarci del trailer di Dragonslayer, film diretto da Tristan Patterson. Un documentario atipico, vincitore del Gran Premio della Giuria al SXSW Festival 2011.
Al centro del film c’è la figura di Josh Sandoval, detto Skreetch, uno skater come pochi altri. Uno sguardo indiscreto all’interno della vita di Josh, tra luci e ombre. Lo skate, il lavoro, il figlio, la dipendenza dal crack.
Prodotto da Christine Vachon e commentato da alcune delle punk band più interessanti del momento come i Bipolar Bear e i Children.
Tra documentario, commedia, dramma e film musicale, The Other F Word di Andrea Blaugrund è un film molto curioso interpretato da Tony Adolescent e Art Alexakis.
Un film toccante che racconta una generazione che ha lottato contro l’autorità. Un tripudio di musica punk, dai Blink 182 ai Red Hot Chili Peppers, fino ai Rise Against the Machine. The Other F Word segue Jim Lindberg, membro da venti anni della band dei Pennywise, in un viaggio isterico al ritmo dell’inno del suo gruppo, F–k Authority.
Nel film sono presenti anche la leggenda dello skate Tony Hawk, e i musicisti Tony Adolescent (The Adolescents), Fat Mike (NOFX), Lars Frederiksen (Rancid).
Tra crisi economiche, guerre e conflitti in giro per il mondo, gli Stati Uniti devono confrontarsi con un problema evidente (all’interno delle mura domestiche) tipico delle società benestanti: l’obesità.
Vita sedentaria, cibo di bassa qualità ingerito in grandi quantità sono le concause di un problema che Darryl Roberts ha voluto analizzare in tutti i suoi aspetti nel secondo episodio del documentario America the Beautiful 2: The Thin Commandments, esplorando la relazione tra il peso eccessivo e i problemi di salute del popolo americano.
Una versione seria di Supersize Me? Potete vedere il trailer qui sopra e la locandina di sotto (clicca per ingrandire)
Il fotoreporter e videomaker Danfung Dennis ha raccontato col suo Hell and Back Again From immergendosi nella realtà della Echo Company di Marine americani in missione in Afghanistan.
Un proiettile da guerra sparato dai Talebani finisce per devastare la vita e il fisico del sergente venticinquenne Nathan Harris. Attraverso gli occhi di Nathan, il film diventa un diario intimo e viscerale delle memorie di un veterano che ritorna a casa in North Carolina, dove non solo Harris deve ricominciare a vivere, ma anche imparare nuovamente come realizzare le azioni quotidiane grazie alle amorevoli cure della moglie Ashley.
Hell an Back Again è, come recita il titolo, un viaggio di andata e ritorno dall’inferno. La meta da raggiungere è una nuova vita…