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Sette registi per 7 Days in Havana

pubblicato da Antonio


Interessante progetto quello di 7 Days in Havana. Trattasi sostanzialmente di un raccoglitore di “corti”, o meglio dire, di piccoli episodi, tutti ambientati nella rinomata capitale cubana. In totale saranno sette i registi, ognuno dei quali dirigerà uno di questi brevi segmenti di cui consta il film. I nomi sono quelli di Benicio Del Toro, Laurent Cantet (The Class), Gaspar Noé (Enter the Void), Pablo Trapero (Carancho), Elia Suleiman, Julio Medem (Sex And Lucia) e Juan Carlos Tabio.

Stando alle notizie reperite, il lavoro sarà ripartito nel seguente modo. Del Toro si occuperà di una sorta di documentario fittizio, incentrato su di un turista americano e sulle sue prime ventiquattro ore a Cuba. Medem riporterà un triangolo amoroso. Trapero dirigerà un attore che arriva ad Havana per ricevere un premio. A Suleiman toccherà uno straniero che vaga per la città in attesa che succeda qualcosa. La storia di Cantet si focalizzerà sull’offerta fatta da una famiglia per l’antica religione di Yoruba. Tabio ritrarrà le sfide e le gioie dei cubani. E per finire, Noe seguirà un esorcismo.

Gli attori cubani coinvolti sono Ana de Armas, Mirta Ibarra, Vladimir Cruz e Jorge Perugorria. Il film sarà girato in lingua spagnola e le riprese dovrebbero avere inizio nei primi mesi dell’imminente 2011.

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Il tempo che ci rimane - di Elia Suleiman: la recensione

pubblicato da Gabriele C.

Il tempo che ci rimane - di Elia Suleiman: la recensioneIl tempo che ci rimane (The Time That Remains, Gran Bretagna / Italia / Belgio / Francia, 2009) di Elia Suleiman; con Ali Suliman, Elia Suleiman, Saleh Bakri, Amer Hlehel, Menashe Noy, Nati Ravitz, Avi Kleinberger, Lotuf Neusser, Ehab Assal, Doraid Liddawi.

Quattro episodi, dal 1948 ad oggi, per raccontare, più che un’autobiografia, una serie di ricordi quotidiani, di situazioni e momenti rimasti nella memoria del regista palestinese Elia Suleiman. E proprio dal 1948, data in cui viene fondata Israele, la storia della famiglia del regista va di pari passo con quella di un popolo senza più una terra…

È curioso che nello stesso giorno escano in Italia due film importanti che raccontano, in modi diversi, la storia (buia) di due paesi. Se da una parte, con uno stile classico ed emotivamente coinvolgente, Juan Josè Campanella ne Il segreto dei suoi occhi ci racconta del periodo subito precedente alla dittatura argentina con una storia d’amore virata in nero, Suleiman ci narra di un popolo che viene privato delle proprie radici con uno stile che guarda al surrealismo.

I due film ci ricordano ancora una volta che il cinema è principalmente una questione di come si narra una storia: una questione di stile, direbbe qualcuno. E se l’avvincente Campanella riesce ad essere lucido e claustrofobico per quel che riguarda la situazione politica degli anni ‘70 in Argentina senza mai affrontare di petto il problema, ma facendo strisciare sottopelle il senso di dittatura nascente, Suleiman costruisce il suo film con un ordine geometrico che ci narra direttamente anche delle guerriglie tra palestinesi ed israeliani.

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Il tempo che ci rimane: trailer italiano e locandina

pubblicato da Carla Cigognini

il tempo che ci rimane posterDirettamente da Cannes 2009 arriva il film drammatico Il tempo che ci rimane (The Time That Remains) di Elia Suleiman con Ali Suliman, Elia Suleiman, Saleh Bakri, Nati Ravitz, Amer Hlehel, Lotuf Neusser, Ehab Assal, Menashe Noy, Avi Kleinberger. Lo stesso regista spiega:

“Il tempo che ci rimane è un film semiautobiografico, in quattro episodi, su una famiglia, la mia famiglia, dal 1948 fino a tempi recenti. Il film è ispirato ai diari privati di mio padre, a partire da quando si è unito alla resistenza nel 1948, e alle lettere inviate da mia madre a membri della famiglia che furono costretti a lasciare il paese. Associando questi materiali ai miei ricordi intimi di tutti loro e del tempo trascorso insieme, nel film ho voluto ritrarre la vita quotidiana di quei Palestinesi che decisero di restare e che furono etichettati come ‘Arabi Israeliani’, vivendo da stranieri nella loro stessa patria”.

Nelle nostre sale dal 4 giugno. Di seguito il trailer italiano.

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Cannes 2009: previsioni e Toto-Palma

pubblicato da Gabriele C.

Cannes 2009: previsioni e Toto-PalmaCi siamo quasi. Tra meno di 4 orette comincerà la cerimonia di chiusura che vedrà la giuria finire il proprio compito, ovvero quello di distribuire il palmares. Quest’anno le previsioni ancora una volta non sono affatto certe, e la rosa dei nomi per un premio non è molto ristretta.

Sono almeno 5 o 6 i titoli che aspirano alla Palma d’Oro, ma il discorso poi cresce se pensiamo ai premi per le interpretazioni, per la sceneggiatura, per la regia. La Huppert ha detto che da Cannes voleva soprattutto ricevere emozioni: verso le 19 - restate sintonizzati su Cineblog, con aggiornamenti in diretta - inizieremo a capire quali titoli hanno raggiunto lo scopo.

Qui di seguito facciamo un Toto-Palma, una previsione basata soprattutto sulle critiche ricevute dalle pellicole e da ciò che generalmente abbiamo recepito guardandoci in giro.

Los Abrazos Rotos - Pedro Almodovar: generalmente si è parlato di un buon film, un elegante omaggio al cinema. Ma il tutto è sembrato abbastanza congelato. All’inizio Almodovar sembrava avere grosse possibilità per la Palma, visto che l’ha già sfiorata senza afferrarla: difficilmente vincerà, ma mai dire mai.

Fish Tank - Andrea Arnold: dicevamo che il film che ha aperto il festival ha avuto degli applausi convinti. Però, passati i primi giorni, il suo successo sembra essersi ridimensionato. C’è chi pensa che Katie Jarvis potrebbe vincere come miglior attrice.

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Cannes 2009: domani si comincia

pubblicato da Gabriele C.

Cannes 2009: domani si comincia

Sul poster del 62° Festival di Cannes c’è un fotogramma de L’avventura, con Monica Vitti di spalle. Il capolavoro di Antonioni è stato scelto per inquadrare quindi questa edizione di grandi maestri, ma soprattutto, il 20 maggio, verrà proiettata la sua versione restaurata nella sezione Cannes Classics. Accanto a lui ci sono altri nomi italiani, da Germi a Leone, a 20 anni dalla sua scomparsa.

Si dice che quest’anno sulla Croisette sarà molto evidente la crisi: pochi nomi di grande richiamo popolare, a cominciare giusto da un solo nome americano in concorso, ovvero Quentin Tarantino. E quindi di conseguenza alberghi con ancora stanze vuote, un ricco Marché du Film, il motore economico diretto da Jerome Paillard, che comunque si stima abbia addirittura perso il 25% di iscrizioni, e, come si diceva prima, meno persone del solito davanti alla passerella.

Poco male: nell’anno della crisi, Cannes sfoggia un cartellone che sembra andare sul sicuro. In concorso ci sono infatti nomi che tutti i festival vorrebbero, tutti assieme. Dalle passioni di Almodovar a quelle della Campion, dai provocatori Haneke e Von Trier alle commedie di Loach e Ang Lee, fino alla ciurma orientale formata da nomi fondamentali nel panorama internazionale, con To, Park e Tsai in testa. Non mancano poi grandi ritorni come quello di Suleiman e Resnais, e l’unico nome italiano, ovvero Bellocchio.

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Cannes 2009: i film in concorso

pubblicato da Gabriele C.

Cannes 2009: i film in concorsoApplausi a scena aperta, ancora una volta, per il cartellone della competizione ufficiale del Festival di Cannes. Con un solo nome americano in concorso (Quentin Tarantino con Bastardi senza gloria) e ben quattro titoli francesi, il programma delle pellicole in corsa per la Palma d’Oro riesce ad essere decisamente uno dei più entusiasmanti che siano stati annunciati negli ultimi anni.

In realtà, le novità sono ben poche, e tutto quello che leggerete qui, alla fin fine, è solo una grossa conferma di tutto quello che si è detto negli ultimi mesi e soprattutto nelle ultime settimane (di Tetro di Coppola, ad esempio, non c’è ovviamente traccia, anche per le dichiarazioni del regista). E c’è anche l’unico nome italiano che negli ultimi giorni si è tirato in ballo per il concorso, ovvero Marco Bellocchio col suo Vincere.

Qualche nome non lo troverete, ma forse è da cercare in altre sezioni del festival - di cui andremo ad occuparci in giornata -. Per ora sappiate questo: quello di Cannes 62 è un concorso che comprende, tra gli altri, Almodovar, Campion, Haneke, Ang Lee, Loach, Park Chan-Wook, Resnais, Johnnie To, Tsai Ming-liang e Von Trier. Oltre ai due prima già citati. Dopo il salto potrete leggere tutti e 20 i titoli.

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